domenica 13 gennaio 2019

Sviste, errori … o altro? Un’interrogazione per far luce sulla concessione della “Perla del Tirreno”.





I consiglieri comunali Lorenzo Casella e Francesco Fiorucci hanno depositato un’interrogazione per chiedere spiegazioni su una faccenda che appare poco chiara. Ecco in sintesi di cosa si tratta.

Con una determinazione datata il 31 dicembre 2018, il Comune decide di restituire alla Società che ha gestito lo stabilimento balneare “la Perla del Tirreno”, la somma di circa 54.000 euro. Perché?

Prima dell’estate è stata fatta la gara per la gestione dello stabilimento vinta da una Società con l’offerta di 265.251 euro +IVA per un totale di 323.606 euro, da corrispondere al Comune.
Il bando, come negli anni passati, prevedeva che la somma netta offerta fosse assoggettata all’Imposta sul Valore Aggiunto e così è stato fatto.

A seguito della registrazione del contratto, però, l’Agenzia delle Entrate, come già avvenuto nel 2016,  fa un accertamento e chiede al Comune di versare l’Imposta di Registro sul contratto in essere per una somma integrativa di 5.100 euro circa e qui nascono le perplessità.

Nel 2016, a fronte di analoga richiesta, il Comune scrisse all’Agenzia delle Entrate spiegando che il contratto stipulato e le somme di conseguenza versate, essendo assoggettate a IVA, non richiedevano il versamento dell’Imposta di Registro (per motivi tecnici che non stiamo qui a spiegare). Chiarimento accolto, faccenda chiusa.

Così non è stato nel 2018. Il Comune, infatti, invece di fornire spiegazioni all’Agenzia delle Entrate, chiede al Concessionario di pagare anche l’Imposta di Registro. La Società concessionaria provvede e di conseguenza chiede al Comune la restituzione dell’IVA per l’importo di circa 54.000 euro.

Analizziamo le ripercussioni economiche, per il Concessionario e per il Comune.
Il Concessionario, in osservanza al contratto di gara, doveva pagare 323.000 euro, invece, in funzione della determinazione del 31 dicembre, si ritrova a pagare la somma complessiva di circa 265.000 euro. Il risparmio è evidente: sono circa 54.000 euro in meno di quanto previsto in termini contrattuali.

Il Comune doveva incassare 323.000 euro e pagare circa 54.000 euro di IVA ma, visto che i conteggi di bilancio evidenziano un credito di IVA più elevato, non avrebbe dovuto versarla bensì mantenere nelle proprie casse l’intero importo lordo. Decide invece di prendere 54.000 euro dalle proprie casse (ossia le nostre) e versarli nelle tasche della Società concessionaria.

Il tutto in una situazione di dissesto finanziario, d’innalzamento alla massima aliquota delle tasse sui cittadini e di una drastica riduzione dei servizi dovuta alla difficoltà nel fronteggiare le spese.

Conseguenze: il bando di gara è passibile di contestazioni perché le altre società che vi hanno partecipato hanno formulato l’offerta considerando l’importo da corrispondere al lordo dell’IVA; il Comune - cioè noi tutti - perde circa 54.000 euro di possibilità di spesa; la Società concessionaria ringrazia la città di Santa Marinella per il servizio.

I consiglieri pertanto, attraverso tre domande specifiche, chiedono al Sindaco di far luce su quanto accaduto ritenendo opportuno bloccare tempestivamente la determinazione e quindi la liquidazione del relativo pagamento, finché non sia stata appurata la legittimità e l’opportunità della procedura attuata.


I consiglieri:
Lorenzo Casella – Francesco Fiorucci

lunedì 7 gennaio 2019

In opposizione al DL In-Sicurezza


Nei confronti di una legge inconciliabile con il rispetto fondamentale della dignità e dei diritti umani e peggiorativa delle condizioni di sicurezza sociale è doveroso sollevare la propria obiezione di coscienza e, se necessario, ricorrere alla disobbedienza civile. Apprezziamo quindi la decisione del sindaco Pietro Tidei di aderire alle posizioni espresse dai sindaci di Palermo e di Napoli sul Decreto Sicurezza a cui si sono associati, in questi giorni, numerosi altri sindaci e governatori di Regione. Il Paese che vorrei condivide questa scelta e si dichiara pronto a sostenerla in tutte le sedi opportune.

Prima tappa raggiunta, si va avanti!


Ringraziamo i tanti concittadini che, attraverso il proprio contributo, ci hanno consentito di raccogliere in pochi giorni, gli 800 € necessari a effettuare le analisi strumentali per la verifica di stabilità di uno dei due pini di Piazza Trieste, a rischio abbattimento. I soldi raccolti a questo scopo sono a disposizione del Comune. Auspichiamo che il Sindaco sappia cogliere il segnale di attenzione alla qualità ambientale testimoniato da tutti coloro che hanno aderito a questa iniziativa de Il Paese che vorrei e inauguri una politica di rispetto, cura e tutela del patrimonio verde nel nostro Comune.

lunedì 31 dicembre 2018

PRENDERSI CURA DEL VERDE PER PRENDERSI CURA DEI CITTADINI





Il Paese che vorrei avvia la raccolta dei fondi per l’indagine strumentale sui pini di piazza Trieste.

È importante che la vicenda dei pini di piazza Trieste sia gestita con rispetto per il valore paesaggistico che essa rappresenta per la nostra città. Chiediamo che parta da qui un atteggiamento nuovo nei confronti della più grande ricchezza che abbiamo: l’ambiente.

Da tempo, “il Paese che vorrei” manifesta, tramite i mezzi di comunicazione e direttamente al Sindaco per voce del Consigliere comunale della Lista, grande preoccupazione per l’abbattimento degli alberi di Piazza Trieste. A seguito di queste sollecitazioni, il Sindaco ha chiesto di presentare una perizia che potesse chiarire la situazione. Il Paese che vorrei si è rivolto ad alcuni referenti presso l’Università della Tuscia per avere indicazione di un professionista in grado di esprimersi autorevolmente sullo stato dei pini.

Effettuato il sopralluogo, l’esperto ci ha consegnato un’accurata relazione, tempestivamente inoltrata al Sindaco. Riportiamo in virgolettato il punto saliente “Ciò che si evince da quanto osservato in situ, dal rilievo dei parametri essenziali e dall’osservazione delle piante, è che non vi sia una propensione al cedimento così grave da decretarne l’abbattimento immediato”.
Nelle schede tecniche fornite si suggerisce, inoltre, di procedere a un’adeguata potatura e di effettuare, entro un anno, la misurazione strumentale della stabilità degli alberi.

A seguito di questa perizia, ci saremmo aspettati una tempestiva “mirata” potatura delle chiome per aumentare il livello di sicurezza della Piazza, soprattutto da parte di coloro che, sebbene continuino a dichiararla pericolosa, hanno organizzato sotto i pini incontri, manifestazioni e casette natalizie per bambini. Insomma, sotto quei pericolosi pini si è chiamata la cittadinanza a raccolta per festeggiare Natale e Capodanno. A rigore di logica ciò manifesta una tacita ammissione dell’assenza di un pericolo imminente, nonostante l’intervento di potatura indicato dall’esperto non sia stato effettuato. Eppure, ancora oggi, sentiamo parlare di prossimi abbattimenti. Perché?

Il Sindaco evidentemente non riesce a capire l’importanza strategica ed economica che l’ambiente rappresenta per il nostro territorio. Santa Marinella non brilla per qualità dei servizi al turismo, livello dell’offerta culturale o per opportunità di intrattenimento. Ciò che continua (per quanto ancora?) ad attrarre turismo e contribuisce alla qualità della vita di tutti noi è il valore ambientale che abbiamo la fortuna di possedere, di cui il patrimonio verde è parte importante, da sempre trascurata e offesa dalle amministrazioni che si sono succedute.

È, invece, fondamentale cominciare a tutelare e valorizzare seriamente l’ambiente e smettere di considerare questo nostro patrimonio una fastidiosa incombenza da eliminare. Mettere in sicurezza non vuol dire abbattere ma potare, gestire il verde pubblico non vuol dire eliminare ma tutelare, implementare e custodire per le future generazioni. Questa è la politica ambientale che vorremmo vedere sul nostro territorio.

Le indagini strumentali indicate hanno un costo compreso tra i 600 e gli 800 euro per ogni albero, meno di quanto costerebbe il solo smaltimento dei tronchi abbattuti. Se il Sindaco non ha intenzione di spendere questi soldi e preferisce confidare nella presunta pericolosità degli alberi per liberarsene abbattendoli, saremo noi a dare un segnale nella giusta direzione.

Per questo, dal 1 gennaio saremo in piazza per avviare la raccolta dei fondi necessari a fronteggiare il costo dell’indagine strumentale. Appena raggiunta la cifra necessaria doneremo questi soldi al Comune affinché si possa verificare l’effettiva stabilità degli alberi e di conseguenza definire le azioni future per imparare a prendersi cura del verde, della città, dei cittadini.

lunedì 17 dicembre 2018

Venerdì è venuta a mancare Eliana Petrini, cofondatrice e membro del Direttivo del Paese che Vorrei, compagna di tante battaglie, cara amica. Eliana ci ha stimolato, sgridato, ci ha amato. Ha apportato sempre un contributo costruttivo, e ora se n’è andata. La sua è stata una vita di impegno politico e sociale, nelle istituzioni, nella CGIL e infine nella nostra comunità. Il suo carattere forte, pronto e generoso, i suoi modi sinceri e diretti, a volte accesi ma sempre nel segno di una grande passione e una profonda umanità, li abbiamo nel cuore e nella mente e ci stimoleranno a fare sempre meglio. Pur rispettando il desiderio di riservatezza dei familiari, non potevamo non salutare pubblicamente una persona a noi così cara. Ciao Eliana, sarai sempre con noi.

martedì 11 dicembre 2018

Disabilità: chiediamo concretezza.

Il Paese che vorrei: puntiamo alla redazione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e all’avvio di un percorso che realizzi finalmente accessibilità e inclusione.




Domenica 9 dicembre, S. Marinella ha avuto il piacere di accogliere l’On. Laura Coccia e Fabrizio Ghiro all’incontro, organizzato da Il Paese che Vorrei, nell’ambito della campagna nazionale Non ti nascondere: per un nuovo modo di vivere e vedere la disabilità.Ringraziamo di cuore i nostri ospiti e i relatori Nadia de Angelis e Daniele Renda per il contributo che ci hanno regalato condividendo con noi le proprie esperienze e le battaglie che hanno condotto per conquistare il diritto a spazi accessibili, mobilità e opportunità di realizzazione personale nello sport, nel lavoro, nella vita quotidiana. L’obiettivo ultimo è quello di costruire una società inclusiva che agevoli il percorso di chi ha maggiori difficoltà e che sappia coltivare e valorizzare le specifiche attitudini di ogni individuo. Una “pretesa” che troppo spesso si scontra con l’indifferenza delle istituzioni, che dovrebbero esserne promotrici e garanti, e con il disagio di molti ad affrontare il tema della disabilità. La prima barriera da abbattere è proprio quella culturale. In un periodo come questo, dominato dall’egoismo e dall’indifferenza, è necessario invertire la rotta, condividere idee e progetti e trasformare l’idea astratta di diritto in azioni concrete. Interventi che a molti possono sembrare secondari per altri sono fondamentali. Come sottolineato dal Consigliere Lorenzo Casella: “Disabilità significa avere il desiderio o la necessità di fare qualcosa e non riuscire a farla. La disabilità non è una condizione ineluttabile: il compito di dare risposte a chi è in difficoltà spetta a tutti noi. Chiediamo che gli spazi pubblici siano accessibili, che l’accesso alle nostre spiagge e al nostro mare sia reso agevole anche per le persone con difficoltà, che siano messi in campo servizi in grado di migliorare la qualità della vita delle persone.

Sono passati ormai 5 anni da quando abbiamo istruito una mozione per elaborare i PEBA (Piani per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche) nel nostro comune, mozione approvata dalla precedente Amministrazione e poi dimenticata.  Siamo stanchi di aspettare. Non stiamo parlando di problemi di carattere velleitario ma di diritti negati. Agire non è un optional, è un dovere e un obbligo di legge".Chiediamo quindi al Sindaco di avviare le iniziative necessarie a far elaborare i progetti per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Siamo disponibili a collaborare e a dare il nostro contributo di esperienza e progettualità. Ma ci diamo appuntamento tra un anno da oggi nell’auspicio di poterne prenderne visione ma con la determinazione che, se così non fosse, denunceremo il Comune per questo grave inadempimento.Rendiamo le nostre strade percorsi verso la libertà, pensiamo ai servizi come mezzi per raggiungere l’autonomia, ridisegniamo gli spazi pubblici come luoghi di incontro e godibilità per tutti. La politica deve tornare ad affrontare i problemi e risolverli.

mercoledì 5 dicembre 2018

Il patrimonio verde di Piazza Trieste è importante




È un patrimonio di tutti che rende la piazza un luogo accogliente, ombreggiato, vivo. Proprio alle alberature la piazza deve il suo fascino e la sua godibilità ed è dunque importante che i cittadini si siano mobilitati per capire se, il danno derivante abbattimento di tre pini, fosse effettivamente necessario e ineluttabile.

Il Paese che vorrei ha dunque contattato un professionista specializzato cui ha commissionato una relazione tecnica sui tre pini in questione e oggi questa relazione è stata sottoposta alla valutazione del Sindaco che dovrà prendere una decisione.
La relazione mette in risalto il valore paesaggistico ambientale degli alberi; esprime una valutazione negativa sullo stato di manutenzione e sulle potature che sono state eseguite negli anni; descrive come su due pini non si ravvisino elementi di pericolosità che possano giustificarne l’abbattimento ma consiglia una rimonda della chioma e un’ulteriore analisi strumentale. Sul terzo pino, sebbene più compromesso rispetto agli altri, consiglia di verificarne l’effettiva stabilità tramite una tecnica strumentale (dal costo di alcune centinaia di euro). Infine, la relazione suggerisce e auspica un progetto di riqualificazione atto a mantenere la presenza nel tempo di alberature d’alto fusto sulla piazza.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che si sono mobilitati per la tutela dei pini di piazza Trieste perché hanno dimostrato di aver a cuore il nostro territorio e le bellezze che lo caratterizzano. Speriamo che questa esperienza possa mettere un freno all’atteggiamento di indifferenza e insofferenza nei confronti del verde che ha caratterizzato il nostro comune. 
Speriamo che, alla luce di questa relazione, il Sindaco possa ritirare l’ordinanza di abbattimento e che si possa avviare una stagione nuova in cui riscoprire il valore dell’ambiente, del verde, del decoro, della godibilità degli spazi, della bellezza. Chiediamo che si esegua un censimento del patrimonio arboreo, che si individuino gli eventuali elementi di criticità, che si codifichi una trasparente procedura d’intervento, che si stabilisca una programmazione per migliorare nel tempo lo stato di benessere e sicurezza dei cittadini e del verde pubblico. 
Chiediamo che si incominci a progettare invece che far fronte a continue emergenze. Riteniamo fondamentale che il personale addetto alla cura e manutenzione del verde possa accedere a corsi di formazione per migliorare la qualità degli interventi ricordando che proprio gli interventi sbagliati costituiscono la causa principale di eventuali pericolosità.
Agli irriducibili fissati con l’eliminazione del verde ricordiamo che dovrebbero mostrare gratitudine nei confronti degli alberi i quali, non giudicandoli, continueranno a fornire anche a loro ombra, fresco e un incredibile spettacolo di rami e chiome verdi.

Per leggere la relazione tecnica clicca qui, per conoscere il CV del Dott. Sgherzi - esperto che ha eseguito la perizia - clicca qui.

lunedì 3 dicembre 2018

GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELLE PERSONE DISABILI: IL TEMA DELL’ACCESSIBILITÀ SBARCA IN PARLAMENTO!

Il Paese che Vorrei si fa promotore dell’accessibilità di tutti i siti della Pubblica Amministrazione nella campagna nazionale “Non Ti Nascondere – Liberi di scegliere - LSD richieste stupefacenti” e promuove un incontro sul tema dell’accessibilità il 9 dicembre presso il Parco Kennedy.



Il Web è un canale universale di comunicazione.  Per le Pubbliche Amministrazioni, questo si traduce nell’opportunità e nel dovere di fornire informazioni e servizi in rete. Un sito Web della PA non accessibile significa negare servizi proprio ai cittadini che ne avrebbero più bisogno, poiché spesso ostacolati da problemi di mobilità, dovuti a disabilità fisiche o sensoriali.

Partendo da questa semplice ma fondamentale considerazione e recependo il dettato della Legge “Stanca” e della direttiva del Parlamento europeo n° 2102/2016, Il Paese che Vorrei si è fatto promotore dell’accessibilità dei siti istituzionali della Pubblica Amministrazione nella campagna nazionale promossa dall’associazione Disability Pride “Non ti nascondere: LSD Liberi di scegliere – richieste stupefacenti”.
Ricordiamo che Santa Marinella ha, da poco, celebrato una triste ricorrenza: il 15 ottobre di tre anni fa l’Agenzia Generale per l’Italia Digitale del Ministero dell’Interno intimava formalmente all’allora Sindaco Bacheca di adeguare, entro 90 giorni, il sito istituzionale agli obblighi di legge e le sedi comunali alle direttive contenute nelle “Specifiche tecniche delle postazioni di lavoro a disposizione del dipendente con disabilità”. Adeguamenti ancora oggi non attuati.
Il Paese che Vorrei ha colto l’occasione per trasformare l’amara esperienza vissuta sul nostro territorio in un’opportunità di crescita per tutti gli italiani. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa iniziativa sviluppando il tema dell’accessibilità digitale che va ad affiancare e integrare altri aspetti legati ai diritti delle persone disabili, portati avanti da anni da altre associazioni.
Nel documento presentato oggi in Parlamento per la giornata mondiale dei diritti delle persone con disabilità, sono trattati moltissimi temi che son stati, e continueranno ad essere, centrali nella nostra attività: primo tra tutti la realizzazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, per le quali già cinque anni fa abbiamo impegnato l’Amministrazione. Altri aspetti, tutti di notevole importanza, riguardano il diritto a una vita indipendente, alla casa, all’assistenza protesica, all’inserimento lavorativo e alla pratica dello sport; l’accessibilità degli spazi pubblici e dei trasporti; il riconoscimento e la tutela delle figure professionali a sostegno delle persone disabili.
Sabato 1 dicembre alcuni componenti della nostra associazione hanno preso parte al Flash Mob Non ti nascondere, svoltosi a Roma, a Castel Sant’Angelo. In collaborazione con le associazioni aderenti, il 9 dicembre, Il Paese che Vorrei presenterà, presso il Parco Kennedy, alcuni dei temi trattati nella proposta per continuare con la nostra azione di sensibilizzazione e per sollecitare l’Amministrazione ad agire per adeguare l’accessibilità del nostro territorio e sviluppare politiche inclusive volte al rispetto dei diritti delle persone con disabilità.






lunedì 26 novembre 2018

Un po' di chiarezza sulla questione alberi a Piazza Trieste

Cosa chiede Il Paese che vorrei.

Piazza Trieste è un bene comune, appartiene a tutti e sta a cuore a molti cittadini di Santa Marinella e non solo. La piazza rappresenta un elemento importante della città anche in virtù della presenza delle sue alberature che, immerse nello scenario architettonico, convivono con i frequentatori della piazza offrendo godibilità ambientale e benessere.
Oggi, sulla base di una relazione fondata su un’indagine visiva priva di ogni elemento di dettaglio sulle criticità e sui conseguenti indici di rischio, l’Amministrazione vorrebbe procedere al loro abbattimento.


Come riportato al Sindaco, ci preme sottolineare che non abbiamo posizioni preconcette nei confronti dell’abbattimento. Il Paese che vorrei chiede semplicemente che il Comune affronti questo problema applicando le stesse regole che impone per l’abbattimento di alberature private. 
Cosa deve fare un cittadino che ritiene pericoloso un suo albero per procedere all’abbattimento? Deve far eseguire una relazione basata su indagini strumentali per attestare la reale pericolosità dell’albero; deve dichiarare nella relazione tecnica quale albero intende mettere a dimora in sostituzione di quello che si accinge ad abbattere; deve sostituire l’albero abbattuto con quello che ha indicato. 
Chiedere che l’Amministrazione si comporti allo stesso modo con cui prevede che si comportino i cittadini non ci sembra pretendere troppo. 

La relazione elaborata dall’agronoma incaricata dal Comune non rileva alcuna malattia degli alberi e, nel suggerirne l’eliminazione, non si avvale di alcuna rilevazione strumentale. Diverse tecniche potrebbero essere utilizzate per consentire di “misurare”, e non solo ipotizzare, la reale stabilità dell’albero e quindi la sua eventuale pericolosità.

Se per salvaguardare la sicurezza dei cittadini sarà necessario abbattere alcuni pini chiediamo tre semplici cose: 1- che questa decisione venga presa a fronte di dati che attestino il reale pericolo; 2 - che la relazione individui la specie di alberi da mettere a dimora in sostituzione dei pini da abbattere; 3 - che contestualmente all’abbattimento vengano impiantati altri alberi per ripristinare le condizioni di godibilità della piazza.

L’eventuale abbattimento costituisce una perdita di valore per la collettività e il regolamento comunale impone che questo danno sia quantomeno mitigato dall’immediata nuova piantumazione. Ci preme peraltro segnalare che il costo per la rimozione dei ceppi (con l’adeguata strumentazione) e per la piantumazione di nuovi alberi è piuttosto modesto.


Queste considerazioni scaturiscono da una sensibilità ambientale e un amore nei confronti del nostro territorio che speriamo siano condivisi dall’Amministrazione; il loro accoglimento costituirebbe l’esempio del corretto comportamento che il Comune ha il dovere di dare ai suoi cittadini sul tema della tutela dell’ambiente, dei beni comuni e del patrimonio collettivo. 

giovedì 22 novembre 2018

Diritti delle persone disabili: il comune non faccia dietrofront!

Il Paese che vorrei auspica che la delibera sull’accessibilità dei negozi rappresenti un primo passo verso le pari opportunità e l’uguaglianza dei cittadini e che si realizzi finalmente quanto approvato nel 2013. 


Santa Marinella è un monumento alle barriere architettoniche! Le sedi comunali, la stazione, le spiagge, gran parte dei marciapiedi, gli attraversamenti, hanno una caratteristica comune: sono inaccessibili alle persone disabili ma anche agli anziani, ai genitori con passeggini, a chiunque abbia difficoltà. Di conseguenza le pari opportunità, l’uguaglianza, la libertà di circolazione e l’autonomia restano, per molti, diritti inaccessibili e quotidianamente calpestati.
Per rispondere a questa situazione di inciviltà, nel 2013 Il Paese che Vorrei promosse e condivise con gli altri gruppi politici una mozione che impegnava Sindaco e Giunta a redigere i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
L’Atto, approvato, si riproponeva di affrontare la materia in maniera organica, individuando gli strumenti che avrebbero reso possibile aggredire il problema e risolverlo. La proposta prevedeva una mappatura del territorio, l’individuazione di una scala di priorità degli interventi, una programmazione temporale e finanziaria delle opere.
Grazie poi a una costante azione di pressione e di sensibilizzazione, si riuscì anche a far stanziare duecentomila euro nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, che avrebbero aperto la porta a un contributo regionale di ottocento mila euro per dare finalmente risposta all’annoso problema.
Dopo cinque anni di colpevole silenzio da parte del Sindaco, degli assessori e dei consiglieri delegati dell’Amministrazione Bacheca, si sperava che la nuova amministrazione recuperasse la mozione e la rendesse finalmente operativa. Invece, ora sull’altare del dissesto finanziario, si sacrificano le speranze e i diritti delle persone con disabilità.
Uno spiraglio è arrivato però con la proposta del delegato Alessandro Poleggi, che mira a rendere accessibili le attività commerciali del nostro Comune. Sembrerebbe poca cosa se confrontata con la proposta del 2013 ma costituisce comunque un punto di partenza.
Accogliamo positivamente, allora, la deliberazione presentata dal Sindaco ricordando, però che - se è giusto garantire il diritto allo shopping - altri diritti, ben più importanti per le persone con disabilità, dovrebbero avere la priorità.
Riteniamo indispensabile rendere accessibili le sedi comunali così come previsto dall’art. 29 della L. 104/1992 e gli edifici pubblici e ad utilizzo pubblico - stazioni, banche, posta, spiagge, mezzi pubblici e fermate, etc. -  così come previsto dalla L. 41/1986 – questi sono obblighi e non facoltà.
Auspichiamo che lo spirito di collaborazione dimostrato da Il Paese che Vorrei in questi anni, venga compreso dalla nuova Amministrazione e che questa si impegni, sin da subito, a lavorare per redigere i Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, che la città aspetta da 5 anni e che permetterebbe al nostro Comune di accedere ai fondi della legge Regionale n° 74/1989. Realizzi le piccole opere a costo zero che renderebbero le sedi pubbliche accessibili (interventi previsti nel Piano sottoscritto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali già nel 2013), eserciti una doverosa pressione sulle Ferrovie dello Stato affinché realizzino le dovute modifiche alla stazione ferroviaria.
Questi interventi non sono facoltativi o discrezionali; sono tutti interventi obbligatori perché finalizzati a garantire a tutti l’accesso ai propri diritti.

mercoledì 21 novembre 2018

Giornata Nazionale dell'Albero

Piantiamo alberi per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini e per incrementare la qualità dell’offerta turistica del nostro Comune.




Anche quest’anno il Paese che vorrei festeggia con una piantumazione la Giornata Nazionale dell’Albero. Diamo il benvenuto al nuovo arrivato. È una Capalpa, bella, resistente, adattabile e soprattutto poco bisognosa di manutenzione (coi tempi che corrono…)

Approfittiamo dell’occasione per ricordare in estrema sintesi - in base alla normativa vigente, al regolamento comunale e alla mozione sul verde approvata nel 2014 – quanto l’Amministrazione dovrebbe fare in tema di verde.

1. considerare il patrimonio vegetale come ricchezza collettiva da tutelare e provvedere a porre a dimora un albero per ogni nuovo nato;

2. pianificare i corretti interventi, nei tempi e nei modi, di manutenzione del verde pubblico ed effettuare la prevenzione e le cure fitosanitarie del patrimonio verde;

3. tutelare il decoro e l’incolumità pubblica rimuovendo i tronconi di alberature in disfacimento;

4. stabilire una procedura agevole per consentire a cittadini, imprese od associazioni di mettere a dimora alberi o manutenere aree verdi quale contributo al miglioramento urbano;

5. realizzare un bilancio arboreo del Comune e un censimento degli alberi monumentali;

6. promuovere iniziative per lo sviluppo e l'incremento degli spazi verdi urbani e di «cinture verdi» intorno alle conurbazioni per delimitare gli spazi urbani;

7. controllare il rispetto delle norme sul corretto impianto (quantitativamente e qualitativamente) del verde nelle aree di nuova edificazione o di significativa ristrutturazione edilizia;

8. adottare misure per la formazione del personale e l'elaborazione di capitolati finalizzati alla migliore utilizzazione delle aree verdi, all'efficienza energetica, all'assorbimento delle polveri sottili e alla riduzione dell'effetto «isola di calore estiva»;

9. rispettare e far rispettare il vincolo alla sostituzione delle alberature abbattute, incrementare il controllo e sanzionare l'abbattimento non autorizzato da parte di privati;

10. promuovere la celebrazione della Giornata Nazionale degli Alberi e ogni altra iniziativa volta alla conoscenza e al rispetto dell'equilibrio tra comunità umana e ambiente naturale, per stimolare un comportamento quotidiano sostenibile.











domenica 4 novembre 2018

Parola ai cittadini!

Una mozione per il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica del nostro territorio.


Il 5 novembre in Consiglio comunale sarà discussa una proposta di modifica dello Statuto comunale presentata da Il Paese che vorrei e volta a promuovere la partecipazione.

Gli strumenti di partecipazione popolare, pur essendo previsti nello Statuto comunale sin dal 2001, nella nostra città di fatto non possono essere applicati. Il desiderio dei cittadini di essere parte attiva della vita pubblica si è sempre infranto, infatti, contro soglie di sottoscrizioni altissime e contro la mancanza dei regolamenti operativi, mai approvati. Tutto questo ha fatto si che venisse negato il diritto alla partecipazione, riconosciuto a tutti i livelli normativi.

Nel tempo, questa grave lacuna ha costituito un deterrente alla discussione e alla formulazione di proposte collettive sui problemi del territorio. Si è diffuso invece un sistema attraverso il quale il cittadino è portato a rivolgersi direttamente al singolo referente dell’Amministrazione per la risoluzione di problemi e i rappresentanti politici si rivolgono ai cittadini solo in occasione delle tornate elettorali. Questo rapporto interpersonale ormai consueto, oltre a comportare evidenti lacune sotto il profilo della trasparenza, blocca lo sviluppo di una consapevolezza sulla natura collettiva di alcune istanze, sull’attuazione dei  diritti condivisi dai cittadini e sulla maggiore forza contrattuale insita nel coinvolgimento collettivo.

Per favorire la discussione pubblica e promuovere il confronto, il Paese che Vorrei ha ritenuto opportuno avanzare una proposta di modifica di alcuni articoli dello Statuto, che interessano proprio la partecipazione popolare. In primo luogo si richiede di adeguare allo standard nazionale il numero delle sottoscrizioni necessarie per avanzare istanze, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e promuovere referendum. Attualmente il numero di sottoscrizioni richieste è spropositato rispetto alla realtà degli altri comuni (il 35% degli aventi diritto al voto contro una media nazionale del 10%). Inoltre, per rendere operativi gli strumenti di partecipazione, sono stati elaborati tutti i regolamenti necessari, raccolti in un Testo Unico in materia di democrazia partecipata.

Nel dettaglio gli istituti interessati a modifica sono i seguenti: le istanze, con cui i cittadini possono sollecitare l’iniziativa del Comune su questioni di interesse generale; le petizioni popolari che offriranno la possibilità di chiedere direttamente a Sindaco, Giunta e Consiglio spiegazioni e delucidazioni nel merito di atti emanati dagli organi dell’amministrazione; le  proposte di deliberazione di iniziativa popolare attraverso cui i cittadini possono avanzare al Consiglio comunale vere e proprie proposte per l’emanazione di provvedimenti; il referendum consultivo che consiste nel chiamare i cittadini a esprimere il loro orientamento in merito a un tema, iniziativa o progetto e il referendum abrogativo, con cui i cittadini possono esprimersi in merito alla cancellazione totale o parziale di una deliberazione adottata dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

Queste modifiche intendono restituire voce ai cittadini riportandoli al centro della vita politica e sociale del nostro comune. Hanno l’ambizione di far rinascere negli abitanti di Santa Marinella la voglia e l’orgoglio di sentirsi parte di una collettività e di tornare a interessarsi ai temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita.

giovedì 25 ottobre 2018

Liberi fino alla fine

Chiediamo che il parlamento si pronunci in tempi brevi sull'eutanasia legale e l'aiuto al suicidio



“Il Paese che vorrei” è al fianco dell’associazione “Luca Coscioni” per promuovere sul nostro territorio un appello al Parlamento affinché si dia finalmente avvio alla discussione sul fine vita. Sarà possibile firmare l’appello venerdì dalle ore 17,30 presso Largo Gentilucci e sabato dalle 10 alle 13 sotto i portici della via Aurelia.

Il 22 ottobre è iniziato il processo presso il Tribunale di Massa per la vicenda Mina Welby/Davide Trentini; il 24 ottobre è arrivato il parere della Consulta sulla costituzionalità dell'articolo 580 del codice penale, ossia del reato di aiuto al suicidio sollevato dal processo Marco Cappato/DJ Fabo.

La Corte Costituzionale, con una decisione senza precedenti, ha dato un anno di tempo al Parlamento affinché legiferi sull’eutanasia e sull’aiuto al suicidio.

“L’attuale assetto normativo sul fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”, si legge sul comunicato della Consulta. “Per consentire al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte Costituzionale ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 Codice Penale sull’aiuto al suicidio all’udienza del 24.09.2019”.

La giustizia è quindi al lavoro, ma non si può dire altrettanto della politica. Attualmente, solo 34 parlamentari sono impegnati nel sollecitare questa discussione, nella precedente legislatura se ne contavano 240.

La posizione del Governo Di Maio-Salvini non è certo di aiuto: era stato detto che questioni come l’eutanasia non dovevano essere discusse perché fuori dal programma di governo ma una posizione, invece, è stata presa. Il Governo ha infatti presentato memorie alla Corte costituzionale contro Marco Cappato, affinché il dubbio di legittimità costituzionale, presentato dal Tribunale di Milano nel processo per la morte di Dj Fabo, sia dichiarato inammissibile. Se questa linea fosse avallata, in virtù di una legge che risale al 1930 e nonostante la documentata volontà di Dj Fabo di porre fine alla propria vita, Marco Cappato potrebbe essere giudicato colpevole del reato di “aiuto al suicidio” e condannato a una pena che prevede fino a dodici anni di carcere.

Con questo appello chiediamo, da ieri congiuntamente alla Corte Costituzionale, che il Parlamento si assuma le proprie responsabilità e disciplini questa delicata materia attraverso una legge che tenga conto del diritto di chi soffre a portare a compimento la propria volontà.

Il Paese che vorrei








martedì 23 ottobre 2018

Santa Marinella per l’accoglienza e l’inclusione


Il Paese che Vorrei scende in piazza con l’ANPI per manifestare la propria solidarietà al sindaco di Riace e a favore dell’accoglienza e dell’integrazione.



Venerdì 26 ottobre in Piazza Gentilucci Il Paese che Vorrei sarà insieme all’ANPI per manifestare a favore dell’accoglienza e in solidarietà al Sindaco di Riace, Domenico Lucano. Le posizioni politiche assunte dal Governo in tema di accoglienza non possono lasciarci indifferenti perché le nostre scelte hanno ricadute drammatiche sulla vita delle persone. Stiamo assistendo a una vera e propria aggressione ai valori fondamentali della società civile. La solidarietà, l’uguaglianza e la tutela dei diritti e della dignità sono oggetto di un attacco continuo che si sta concretizzando in un clima culturale di intolleranza. Santa Marinella ha già dimostrato, attraverso numerose iniziative, di non volersi arrendere a questa pericolosa deriva. L’esempio di Riace e dei progetti SPRAR rappresentano un punto di riferimento di accoglienza diffusa e di integrazione costruttiva e vanno tutelati, promossi e resi più efficienti. Assistiamo invece al tentativo da parte del Governo di smantellare le pratiche di integrazione diffusa a favore di progetti che mirano alla concentrazione in grandi centri che costituiscono il presupposto per un acutizzarsi del disagio sia per gli ospiti sia per le vicine comunità locali, aumentando la percezione di insicurezza e favorendo la paura e il conflitto sociale. Ci opponiamo alla logica perversa e cinica che mira a costruire consenso speculando sulla contrapposizione tra le difficoltà di chi accoglie e la sofferenza di chi fugge. Crediamo in modello di sviluppo inclusivo e senza discriminazioni. Venerdì 26 ottobre invitiamo tutti a partecipare per testimoniare l’esistenza di una comunità che crede in una società più giusta, più inclusiva e più accogliente. L’appuntamento è a partire dalle ore 17:30 in Piazza Gentilucci.

venerdì 19 ottobre 2018

Raccolta differenziata: perché il comune non ci guadagna

Il Paese che vorrei chiede all’Amministrazione di ritirare la delega al Consorzio Pellicano per la riscossione dei corrispettivi dovuti al Comune.



Differenziare i rifiuti è un nostro dovere ma, se lo facciamo bene, abbiamo il diritto di ottenere il ritorno economico previsto dall’accordo stipulato tra CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). 

Nessuno lo dice mai, ma nel prezzo di acquisto dei prodotti è già prevista la tassa di smaltimento degli imballi. Quindi, in base a questo accordo, consegnando il materiale differenziato al Consorzio questo dovrebbe riconoscere al Comune un corrispettivo economico in funzione della quantità e della qualità del materiale conferito. 
Consegnando materiale già separato - carta, metalli, plastica, vetro - dovremmo ricevere del denaro.  Invece, noi differenziamo i rifiuti, la Gesam li raccoglie, li compatta e li traporta al Pellicano (consorzio di riferimento per il nostro territorio) ma quanto ci spetterebbe non arriva mai. Perché?
Sotto la giunta Bacheca, il nostro Comune ha delegato la Gesam alla riscossione del corrispettivo per i rifiuti. Ma la Gesam non avendo alcun interesse a controllare la correttezza della differenziata e del proprio lavoro ha preferito non occuparsene. Quindi, la delega per rivendicare il rimborso è stata trasferita direttamente al Consorzio.  Ma il Pellicano - che guadagna rivendendo i nostri rifiuti differenziati - si limita a dire (senza alcun controllo da parte nostra) che i rifiuti che conferiamo sono sporchi e che già è tanto se non ci fanno pagare niente.
L’accordo CONAI-ANPI prevede il sistema delle deleghe ma avverte che in questi casi il Comune


 deve essere consapevole che sarà il soggetto terzo ad incassare i corrispettivi e che dovrebbe almeno verificare periodicamente l’ammontare dei corrispettivi incassati dal soggetto delegato. Colpevolmente, nulla di tutto questo è mai stato fatto ma ora che siamo in dissesto è necessario che la raccolta dei rifiuti si trasformi da voce di costo a generatore di risorse da reinvestire.  Se saremo capaci di risparmiare sui servizi inutili e ottenere quanto ci spetta per i rifiuti conferiti sarà possibile investire quanto avanza in altri servizi. 

Relativamente alla trasparenza di tutta la filiera, chiediamo alla nuova Amministrazione la completa tracciabilità dei nostri rifiuti; il resoconto su quantità e qualità dei rifiuti che conferiamo e, se i dati raccolti ne sottolineeranno la necessità, campagne ad hoc per coinvolgere tutti nell’obiettivo di una differenziata che porti un ritorno, anche economico, ai cittadini.
Inoltre, chiediamo all’Amministrazione di ritirare la delega; di controllare puntualmente la correttezza della servizio Gesam in fase di raccolta, compattamento e trasporto; di essere presente all’apertura delle balle presso il Pellicano per verificare l’effettiva qualità dei rifiuti da noi conferiti. 
In sostanza, chiediamo semplicemente che ciascuno faccia correttamente la sua parte.

lunedì 15 ottobre 2018

Il Paese che vorrei batte il cinque e riparte di slancio!

Grande entusiasmo e tanti contributi per celebrare la ricorrenza e condividere il presente e il futuro. Graditi ospiti all’evento Alessandro Gilioli e Alessio Pascucci.



Sabato scorso, in un parco Kennedy gremito, Il Paese che vorrei ha festeggiato i primi 5 anni di attività.In apertura dell’evento è stata ricordata la storia de Il Paese che vorrei dalle prime campagne pubbliche alla nascita dell’associazione e, successivamente, della lista civica. Attraverso il filmato del regista Roberto Orazi, con contributi video di Gisella Ianiri e l’assistenza di Giuseppe Giannattasio, sono state ripercorse le molte iniziative proposte in questi anni: dal reddito garantito all’abbattimento delle barriere architettoniche, dalla cura del verde e del decoro urbano al progetto per lo sviluppo del Castello di Santa Severa, dai registri per le unioni civili e la donazione di organi alle campagne in difesa del territorio, dall’assemblea per una “Piazza partecipata” alla campagna “Perla libera tutti” e tante altre ancora.Dai ricordi si è poi passati all’oggi; i relatori dei gruppi di lavoro - Manuela Comito, Clelia Di Liello, Daniele Renda, Stefano Crispu, Simonetta Gazzella, Andrea Riga, Alessio Cangini e Jochen Jesinghaus hanno presentato le prime iniziative di questo autunno su tutela ambientale e della salute, raccolta differenziata, informazione dei cittadini e partecipazione popolare. Ciascuna di queste iniziative vede l’associazione impegnata su due fronti: nello stimolo e controllo nei confronti dell’Amministrazione comunale e nel coinvolgimento dei cittadini. Proprio con questo obiettivo, verranno protocollate a giorni due mozioni che mirano a incrementare la diffusione dell’informazione ai cittadini e rendere possibile la loro partecipazione alle scelte politiche e amministrative nel nostro Comune. A coronamento della bella serata, presentata e condotta da Alessandra De Luca Manuti, il Consigliere comunale de Il Paese che vorrei, Lorenzo Casella, si è confrontato in un dialogo con il noto giornalista Alessandro Gilioli, vicedirettore de “L’Espresso” e curatore del seguitissimo blog Piovono rane.






Tanti gli spunti d’interesse emersi nel confronto tra la realtà locale e lo scenario nazionale: dalla storia de Il Paese che vorrei al ruolo dei movimenti civici nella vita sociopolitica in Italia; dagli obiettivi dell’attività in Consiglio comunale al rapporto tra le istituzioni e le esigenze dei territori; dalla necessità di sviluppo per fronteggiare il default di S. Marinella alla politica economica del Governo nazionale; dalla vicenda dello scuolabus al tema dei diritti sociali e civili.Successivamente sono stati proiettati i molti i saluti arrivati con video messaggi da parte dei tanti amici dell’associazione che in questi anni hanno partecipato e collaborato alle tante attività. Gradita sorpresa finale da parte di Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri e coordinatore di Italia in Comune e dell’assessore Federica Battafarano, che sono riusciti a portare di persona il loro augurio.Terminata la festa, Il Paese che vorrei torna al lavoro, per continuare a offrire il proprio contributo alla crescita della nostra comunità.

Seguono i saluti e gli auguri che ci sono arrivati!

Alessio Pascucci - Sindaco di Cerveteri e coordinatore di Italia in Comune


Andrea Maccarroni - ex Presidente del circolo Mario Mieli, ora regional director di InterPride



Maria Pia Pizzolante - Presidentessa dell'associazione TILT  e membro dle direttivo di Futura


Marco Furfaro dell'associazione Futura

Marta Bonafoni - Consigliere Regionale, nonché cara amica


martedì 9 ottobre 2018

Batti il 5!


Festeggia con noi i cinque anni di attività politica de Il Paese che Vorrei! Sabato 13 ottobre alle 17.30 presso il Parco Kennedy  a Santa Marinella una serata per discutere su proposte e temi per la nostra Santa Marinella! Sarà ospite Alessandro Gilioli, vice direttore dell'Espresso e curatore del blog Piovono Rane per un dialogo con Lorenzo Casella, consigliere per Il Paese che vorrei.
Non mancare!

giovedì 20 settembre 2018

Facciamo la differenza?

Un ripasso e tante informazioni sulla raccolta differenziata (senza la pretesa di essere esaustivi- dietro la raccolta differenziata c'è un mondo di cose da scoprire!).


foto passeggiata S. marinella + testo facciamo la differenza 1. perchè fare la differenziata
Non è divertente ed è un impegno in più. Ma quando se ne capisce l'importanza diventa tutto più facile.E conviene farla ...

foto acqua + testo che motiva la raccolta
per l'ambiente naturale ...


foto oggetti ricavabili con il riciclo ed il recupero dei rfiuti
... ma anche per la nostra salute e per le nostre tasche.


foto passeggiata s. marinella + titolo facciamo la differenza 2. la regola delle 4 r
Il sistema della differenziata si basa su alcuni semplici principi.

sabato 8 settembre 2018

Più diritti meno rovesci!!


di Daniele Renda


Scuola Bus: il diritto allo studio ci piace di più e costa di meno!!!

Ok! siamo tutti felici e contenti che le tariffe del Servizio Scuola Bus siano state ridotte ulteriormente, almeno ufficiosamente, rispetto a quelle annunciate in conferenza stampa non più di qualche giorno fa e soprattutto da quelle, vergognose, approvate dalla Giunta comunale a ridosso di ferragosto. Risulta difficile, comunque, non notare che le stesse, per alcune fasce, siano notevolmente aumentate rispetto all’anno scorso. Colpa del dissesto? Se vogliamo dire a tutti i costi di si, possiamo tranquillamente dirlo! Quello che “Il Paese che Vorrei” sta cercando disperatamente di suggerire all’amministrazione, ormai da un mese, è di cambiare rotta e di fare una scelta di responsabilità (che poi in questo caso non sarebbe tale perché si tratterebbe di una scelta di legalità). 

La Giunta, perseverando su un errore (è vero compiuto dalle precedenti amministrazioni!) si ostina a considerare il Servizio di Trasporto scolastico un Servizio a domanda individuale. Il Paese che Vorrei e la giurisprudenza italiana, invece, ritengono che non sia così e che il servizio rientri tra i servizi che un Ente debba fornire obbligatoriamente. Ora si badi bene: questa non è né una diatriba accademica, né una questione di lana caprina ma riguarda direttamente le tasche di tante famiglie santamarinellesi! Senza entrare nel dettaglio tecnico e in estrema sintesi, considerando il servizio di trasporto scolastico un servizio a domanda individuale, ci sono obblighi di bilancio, resi ancora più severi dalla dichiarazione di dissesto, che costringono le famiglie a doverne coprire il costo con le proprie tasche in maggior misura. Considerando lo stesso come un servizio obbligatorio dell’ente e facendolo rientrare come prestazione fondamentale per garantire il diritto allo studio, come proposto da “Il Paese che Vorrei” e stabilito da diverse sentenze qua e là per lo stivale, la musica cambierebbe e di molto. I portafogli delle famiglie non sarebbero costretti ad aprirsi a fisarmonica ma potrebbero rilassarsi e aspettare il prossimo turno di danza. Il concetto non è poi difficile da comprendere: le prestazioni dei servizi che un ente deve garantire obbligatoriamente sono in maggior parte a carico dell’ente stesso, quelle che vengono richieste individualmente dai cittadini ricadono maggiormente sulle spalle di chi le richiede. Quindi considerare il trasporto scolastico come un diritto, precisamente un servizio fondamentale per garantire il diritto allo studio, oltre che a essere giusto, corretto dal punto di vista formale, risulterebbe anche più conveniente per le famiglie di Santa Marinella. Senza, ovviamente, portar nessun discapito alle casse comunali, perché ci penserebbe tranquillamente la Regione a finanziare gli eventuali sgravi attraverso fondi dedicati ( la scusa del dissesto in questo caso non regge). Auspichiamo, quindi, che l’amministrazione faccia, finalmente, una scelta di coraggio, imboccando la strada dell’equità, della tutela dei diritti e della giustizia sociale. Le premesse fanno ben sperare. Considerando che si era partiti dalla sciagurata Deliberazione della Giunta, di passi in avanti ne sono già stati fatti. 

Riconoscere i propri errori e utilizzarli per migliorarsi è atteggiamento meritevole di suo. Sintomo di una specifica volontà di voler comunque lavorar bene. Vediamo se alla fine si riuscirà a realizzare la mossa vincente, per chiudere la partita in bellezza e soprattutto per lasciar respirare le tasche dei cittadini, che prossimamente saranno chiamate alla leva da altre imposte e tasse! 

In tutto questo resta poco chiaro il labirinto burocratico nel quale tantissime persone sono cadute. Attualmente occorre presentare la disdetta della richiesta del servizio, effettuata sulla base delle vecchie tariffe, per poi ripresentarla quando saranno approvate le nuove (???). Stiamo un po’ a vedere cosa accadrà! la vicenda sembra senza fine. Riserva colpi di scena ogni tre giorni….ottimo per la suspense, un po’ meno per la serenità e le coronarie dei santamarinellesi!

Di seguito i riferimenti normativi che sanciscono che il Trasporto scolastico non è un servizio a domanda individuale (in particolare nell’ultima citazione, il servizio di trasporto scolastico viene considerato pleno iure un servizio pubblico di trasporto e lo si esclude dalla disciplina dei servizi a domanda individuale):

- Decreto interministeriale 31.12.1983 che identifica i servizi a domanda individuale e tra questi non include il Servizio di Trasporto scolastico;

- Sentenza del Consiglio di Stato Sez V del 22.11.2004 n° 7636, testualmente: “pur rilevando che la prestazione del servizio si caratterizza per essere riservato a una categoria specifica di utenti, se ne conferma il carattere di Servizio Pubblico Locale e non di Servizio di linea”

- Sentenza del TAR Campania Sez. I del 26.02.2010 n° 1191, testualmente: “lo stesso non è incompatibile con servizi di linea”;

- Corte dei conti Regione Campania Delibera n° 222 del 21.06.2017, testualmente: “Si deve pertanto ritenere che il servizio di trasporto scolastico sia pleno iure un servizio pubblico di trasporto, pertanto escluso dalla disciplina dei servizi pubblici a domanda individuale.

Daniele Renda

venerdì 31 agosto 2018

Le tariffe scuolabus e il potere delle "fregnacce"


Sulle tariffe del servizio scuolabus S. Marinella ha alzato la testa e fatto sentire la sua voce inducendo Sindaco e Giunta a un significativo cambio di rotta. Le tariffe deliberate dalla Giunta il 21 agosto, da noi definite vergognose, sono state drasticamente ridotte. Rimane tuttavia inqualificabile aver gettato le famiglie nello sconforto con una delibera smentita a distanza di una settimana. Dietro quelli che vengono considerati unicamente come numeri di un default c’è la vita delle persone.

Inoltre, il nuovo piano tariffario non è stato ancora formalizzato e figura, per il momento, solo negli annunci. Diverse sono le domande sui nuovi termini del servizio. Se i pulmini saranno 3 anziché 5 quali saranno gli orari del “doppio giro” degli bus che si prospetta? E i tempi di attesa per gli studenti prima dell’ingresso in aula?
Non è ancora chiaro fino a che punto la contrattazione con la SAP abbia abbassato la qualità o le modalità di erogazione del servizio scuolabus.

Il Paese che vorrei tenta da giorni di far capire alla maggioranza che, oltre alla contrattazione con il fornitore SAP, esiste anche una questione di garanzia del diritto allo studio. In linea con le politiche della Regione Lazio, la tutela di questo diritto significa risorse per alleggerire ulteriormente le tariffe, a parità di servizio erogato. Non disperiamo, puntiamo invece all’esenzione totale del costo dello scuolabus, per le fasce economicamente più deboli.

Sappiamo infatti che è previsto, a breve, un incontro tra il Comune e la Direttrice regionale in materia di diritto allo studio, da noi contattata per definire il percorso di accesso ai fondi regionali sul settore del trasporto scolastico, e non solo.
Insomma, nonostante il Sindaco, con l’eleganza che lo contraddistingue abbia etichettato le nostre pressioni come “fregnacce”, dopo pochi giorni ha rivisto il piano tariffario e si è messo in contatto con la Direzione Regionale preposta, per approfondire i termini di un contributo.

Ci preme pertanto rassicurare il Sindaco sul fatto che il nostro impegno, aldilà degli epiteti con cui vorrà etichettarlo, è e sarà sempre a disposizione dei nostri concittadini e del Sindaco stesso, se lo vorrà utilizzare per portare benefici sul nostro territorio.

Il Paese che vorrei