lunedì 14 settembre 2020

Incontro pubblico sul Referendum Costituzionale


 



Si è svolto Domenica 13 settembre a Santa Marinella, in Piazza Gentilucci, un nteressante dibattito sul tema del Referendum Costituzionale, organizzato da Il Paese che Vorrei. Nella speranza che le persone presenti ne siano uscite con le idee più chiare, ringraziamo il nostro relatore Paolo Maria Montaldo, che ha illustrato in modo dettagliato la legge in esame, e tutti coloro che sono intervenuti. Ringraziamo inoltre il Ristorantino Le 2 Stelle che ci ha gentilmente prestato alcune sedie e il Bar Cuore Matto di Piazza Gentilucci per averci, con la disponibilità e la cordialità di sempre, messo a disposizione praticamente tutto il suo spazio esterno, luogo ideale per un incontro rilassato e piacevole. Grazie!






venerdì 24 luglio 2020

LA DISCRIMINAZIONE E LA VIOLENZA NON SONO OPINIONI

 Il Paese Che Vorrei per l’approvazione della legge contro omolesbobitransfobia e misoginia

Dispiace che anche nella nostra cittadina ci sia stata una pur piccola manifestazione di “benpensanti” (una volta si chiamavano così) secondo i quali tutelare soggetti vittima di discriminazioni e violenze coincide con una limitazione della libertà di espressione.

Le cose non stanno così. La legge Zan contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia non obbligherà un prete a celebrare il matrimonio tra due donne. Non costringerà nessun eterosessuale a diventare gay o lesbica. E non impedirà a nessuno di esprimere delle opinioni. Se la cosa non fosse già chiara a una lettura del testo originale, facciamo presente che in sede di commissione è stata proposta ed accettata un’aggiunta “bi-partisan”, seppure inutile in quanto ridondante, che recita letteralmente: “Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte”. Chiunque sostenga che questa sia una legge liberticida ha dunque torto, a meno che la “libertà” che si vuole difendere non sia quella di insultare, discriminare, aggredire, violentare, uccidere.

L’obiettivo di questa legge è molto semplicemente quello di porre un limite alle violenze e alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sul genere e sull’identità di genere, e di riconoscerle finalmente per quello che sono. I dati purtroppo parlano chiaro: le aggressioni omo-lesbo-bi-transfobiche e quelle verso le donne non solo continuano, ma sono in aumento, e non si può far finta di niente. Certo, una legge non basta, essendo questo tipo di violenza profondamente radicata in una società tuttora caratterizzata da un forte maschilismo, dalla paura del diverso, dal bisogno di identificare nelle minoranze dei nemici contro cui sfogare le proprie frustrazioni e disperazioni. È però un passo nella giusta direzione, in un cammino verso il riconoscimento e la tutela dei diritti (e dell’incolumità) di tutti e di tutte.

Il Paese Che Vorrei

(nel link che segue un report con le aggressioni omofobe in Italia nel 2019. Nell’immagine un grafico che mostra l’andamento dell’omo-lesbo-bi-transfobia negli ultimi anni)


https://www.gay.it/2019-omofobia-italia




aumento da 15 casi nel 2012 a oltre 200 nel 2019

Pittogrammi maschili e femminili colorati che si tengono per mano

giovedì 9 luglio 2020

L’ACCESSIBILITA’ DIGITALE NON C’E’ E NON SI VEDE!

Il periodo del lock down ha messo a nudo in maniera drammatica l’annoso problema dell’accessibilità per chi utilizza lettori di schermo ( screen reader ). Non vedenti e ipovedenti si sono ritrovati ancora più isolati perché l’inaccessibilità di molti siti precludeva l’accesso a numerosi servizi di vitale importanza e soprattutto alla pratica del telelavoro. Improvvisamente il diritto all’accessibilità digitale si è trasformato in diritto ad avere relazioni con il mondo.
Quella che rappresentava una grandissima opportunità di inclusione, si è trasformata in uno strumento devastante di esclusione sociale. Le persone con disabilità visiva si sono ritrovate ancora più isolate e abbandonate da una società che da troppi anni ignora le loro istanze. La legge “Stanca”, la legge relativa all’accessibilità dei siti internet, risale al 9 gennaio 2004 e da molti viene considerata ormai obsoleta. In Italia, però, non ha mai trovato giusta applicazione. Sono ancora troppi gli uffici della Pubblica Amministrazione in cui gli obblighi sanciti dalla normativa non vengono rispettati. E di conseguenza sono tantissime le persone con disabilità visiva che non riescono a integrarsi nel proprio posto di lavoro e recentemente a essere lasciate indietro dalla pratica del telelavoro. Senza considerare tutti i servizi che questi soggetti dovrebbero fornire all’utenza e che per gli stessi motivi non risultano accessibili a non vedenti e ipovedenti.
Un servizio non accessibile rappresenta di fatto un diritto negato. Questo deve essere chiaro, sia se si parla del diritto al lavoro, sia del diritto alla possibilità di accesso in un luogo fisico o virtuale. Ogni giorno, ignorando gli obblighi previsti dalla legge “Stanca”, vengono calpestati i diritti di milioni di persone. E ovviamente si parla di persone che avrebbero maggiore necessità di poter accedere a distanza ai servizi. Il Web è un canale universale di comunicazione e nell’ambito delle pubbliche amministrazioni ciò si traduce nell’opportunità e nel dovere di fornire informazioni e servizi. Un Web della PA non accessibile significa l’impossibilità di erogare servizi alla fascia di cittadini che più ne ha bisogno in quanto caratterizzata da problemi di mobilità conseguenti alla disabilità fisica o sensoriale.
Per tutti questi motivi, come già fatto in occasione della giornata mondiale delle persone con disabilità del 3 dicembre 2018, il Disability Pride torna a chiedere: che tutte le PA adeguino e armonizzino i propri canali telematici e digitali alle direttive espresse dalla Legge “Stanca” (legge n° 4 del 09.01.2004); che i siti istituzionali e le App per dispositivi mobili (novità introdotta dalla direttiva del Parlamento europeo n° 2102 del 2016) offrano un livello di effettiva accessibilità nel rispetto delle specifiche internazionali; che le piattaforme telematiche delle Pubbliche Amministrazioni siano adeguate alle novità introdotte dal Parlamento europeo relativamente all’obbligo di dichiarazione di accessibilità all’interno del sito Web, di garanzia di meccanismi di feedback tra utenza e amministrazione nonché l’obbligo per gli Stati membri di effettuare un costante monitoraggio su adeguatezza e funzionalità degli strumenti adottati.
A tale proposito, si ritiene di fondamentale importanza la novità introdotta dalla direttiva 2102 che obbliga gli Stati membri ad avviare piani di formazione in materia di accessibilità Web, ovvero a formare il personale delle PA alla produzione di documenti e contenuti accessibili. L’insegnamento delle tecniche per la produzione, la gestione e l’archiviazione dei documenti digitali, rappresenta la base per una corretta accessibilità alle informazioni da parte degli utenti e consente al personale disabile impiegato nella Pubblica Amministrazione di poter raggiungere l’obiettivo di un pieno e sereno espletamento dell’attività lavorativa.
Rendere completamente accessibili i siti della Pubblica Amministrazione, consentirebbe a milioni di persone con disabilità visiva di poter accedere alla propria postazione lavorativa anche a distanza e di usufruire di tutti i vantaggi previsti dal telelavoro. Di contro, impedire l’accesso al lavoro o ai servizi equivale ancora una volta a privare un individuo dei suoi diritti.





Il nostro Daniele Renda per il Disability Pride Network




mercoledì 8 luglio 2020

PARCHEGGI E VIABILITÀ

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la testimonianza inviataci da un nostro concittadino. L'estemporaneità di molte azioni fa temere che non ci sia alcuna progettualità complessiva e crea grande disorientamento e, sinceramente, sconforto. 


In quanto cittadino  e residente di questa cittadina devo riportare alcune “anomalie” che registro quotidianamente nel nostro territorio.

L’ultima “anomalia” l’ho registrata ieri, lunedì 6 luglio, quando mi sono trovato nei pressi della spiaggia denominata “La Toscana”e ho assistito alla presenza di due guardie della polizia municipale che  mettevano multe, senza preavviso, a tutti quelli che avevano le auto parcheggiate fuori della carreggiata di fronte allo stabilimento denominato “Danny’s”.  Essendo lunedì e con poche auto e poche persone mi sono molto meravigliato per la solerzia con cui venivano sanzionate le autovetture. 

Chiedendo ai presenti nel luogo ho scoperto che l’ordine di mettere multe per divieto di sosta sarebbe venuto dall’”alto” per obbligare tutti coloro che vogliono accedere a quelle spiagge a parcheggiare nel zona di sosta a pagamento sul terreno di fronte. 
Chiunque viva in questa città sa bene quanto sia pericoloso attraversare quella strada per andare a mare perché sprovvista di attraversamenti pedonali e/o semafori. Tutti sono testimoni del caos di parcheggi selvaggi durante il fine settimana lungo tutta la strada che arriva fino al castello di S. Severa. Tutti assistono alle continue infrazioni di chi si immette nel nuovo centro commerciale dell’EX Pierucci venendo da Civitavecchia ed oltrepassando la linea bianca. In zona Maiorca le tante auto che si immettono in via A. Volta a senso unico trovano normale invertire la marcia, dopo aver fatto la spesa al Todis, per immettersi nuovamente sull’Aurelia. 

Per non parlare dei rischi che si corrono in alcune rotatorie male organizzate.  A S. Severa chi utilizza lo scooter deve lasciarlo dove capita perché non esistono parcheggi dedicati. Chiunque abbia provato a segnalare infrazioni ed anomalie di viabilità alla polizia municipale si è sempre sentito rispondere che il personale è scarso e che quindi non si può intervenire ad ogni richiesta. 

Ecco quindi lo stupore nel vedere ben due guardie della Polizia municipale intervenire in un normale giorno feriale e con poche macchine parcheggiate per somministrare sanzioni che andrebbero estese e destinate a miglior causa.



martedì 7 luglio 2020

L’ASSENZA DI RISPOSTE È L’EMBLEMA DI QUESTA AMMINISTRAZIONE: OPACITÀ, INEFFICIENZA E DISPREZZO PER LE REGOLE DEMOCRATICHE


Nonostante ripetuti solleciti, dal 2018 ad oggi, il Sindaco non ha mai risposto alle interrogazioni avanzate dai Consiglieri d’opposizione, ignorando così il diritto alla trasparenza non solo dei cittadini che questi rappresentano ma dell’intera collettività.

Le interrogazioni servono, infatti, a far luce sulle azioni e sulle pratiche amministrative intraprese dalla Giunta e, per suo mandato, dagli uffici competenti. Poiché queste non passano per il Consiglio comunale e le interrogazioni sono l’unico strumento in mano ai consiglieri per averne contezza la legge prevede un obbligo di risposta entro 30 giorni.

I chiarimenti richiesti riguardano le procedure di appalto per i loculi del cimitero comunale, gli atti relativi alla gestione stagionale dello stabilimento Perla del Tirreno, notifiche di abuso sul demanio marittimo, l’elaborazione della graduatoria degli aventi diritto alle case popolari e tanto altro ancora.

“Ma sì, mo’ rispondo” ha replicato con condiscendenza il Sindaco alla notizia dell’esposto presentato al Prefetto, come se il rispondere o meno dipendesse dal suo capriccio e non da un preciso obbligo di legge.

Poi, si è lanciato in un discorso fumoso quanto confuso accusando, tutti e nessuno, di oscure trame a suo danno, insinuando senza fare nomi, alludendo senza esplicitare, lasciando a intendere ma senza mai dire. Un evidente tentativo di deviare l’attenzione da questa gravissima violazione. Depistaggio fallito.

Se il Sindaco è costretto a impedire il lavoro dei consiglieri, violando il loro diritto alla conoscenza dei fatti e a ricevere le dovute spiegazioni, ciò significa che questa Amministrazione, nella migliore delle ipotesi, è gravemente inefficiente mentre, nell’ipotesi peggiore, ha qualcosa da nascondere.




lunedì 29 giugno 2020

QUELLO CHE PIÙ SCOTTA AL CITTADINO È LA TRUFFA CONDITA DA BEFFA

Riceviamo e volentieri condividiamo le riflessioni di Clelia Di Liello.
Immaginate che un giorno, facciamo il 27 giugno di questo anno, il signor Tal de Tali, residente a  S. Severa parcheggi la sua auto e vada a pagare il ticket delle strisce blu. Sulla colonnina del pagamento legge: ABBONAMENTO MENSILE PER RESIDENTI: € 20,00 / 30 GIORNI. Inserisce il suo biglietto da 20€  e si accorge che ha pagato il parcheggio solo per il 27 giugno e i rimanenti tre giorni di giugno. Non 30  ma 4 giorni.
Gioco di parole - 30 giorni non mese solare -  ambiguità di scrittura per il profitto esclusivo della ditta privata che ha avuto in concessione i parcheggi a strisce blu della frazione di S. Severa.
Metti poi che anche il signor Tal Altro che risiede al centro di S. Marinella, decida di parcheggiare a S. Severa e si vede negato lo status di “residente” come è accaduto l’anno scorso. Come rimarrebbe? Ma non appartengono allo stesso comune?
Ecco perché in molti sosteniamo il Comitato dei 5 referendum contro i project financing,  tra cui quello contro i parcheggi a pagamento che si intendono estendere  a tutta S. Marinella per di più intorno alla stazione ostacolando pendolari e residenti
Non sono, non siamo in linea di principio contrari al pagamento dei parcheggi se questi servono: a lasciare la macchina a casa, a incentivare a prendere l’autobus, a inquinare di meno, a contribuire alle casse del proprio Comune per avere in cambio più servizi. Se invece questi servono a sottrarre ricchezza al cittadino, a tassarlo oltre misura senza averne vantaggio alcuno, beh allora NO, non ci stiamo più.
Le strade sono dei cittadini che le abitano e sono la ricchezza delle nostre città dove ci incontriamo e passeggiamo. Ricordiamo che sono un BENE COMUNE e che proprio per questo ci appartengono. Il ticket eventualmente richiesto DEVE finire nelle casse del Comune  per manutenerle, tapparne le buche, curarne il verde e favorirne la pulizia.

NO ALLE STRISCE BLU AD ESCLUSIVO VANTAGGIO DELLE DITTE PRIVATE.


domenica 28 giugno 2020

27 GIUGNO 2020: UNA GIORNATA BELLISSIMA #NATURASENZABARRIERE


Condividiamo alcune foto della manifestazione di ieri; è l’occasione perfetta per dire grazie. Grazie alla Direzione Regionale “Capitale naturale parchi-aree protette” e le società LazioCrea e Coopculture.
Ma un ringraziamento speciale per questa visita inclusiva all’Oasi Regionale di Macchiatonda e al Castello di Santa Severa va a chi ha messo il cuore affinché fosse un successo.
💗Grazie quindi ai guardaparco dell’oasi di Macchiatonda e alle guide turistiche territoriali che ci hanno accompagnato per le accurate spiegazioni ma soprattutto per il calore della loro accoglienza. 
💗Grazie alla Feder Trek, al Disability Pride Network e a tutte le Associazioni che ne fanno parte per l’entusiasmo e per la disponibilità a segnalare con un sorriso le criticità incontrate per poterle superare e realizzare così la piena accessibilità e fruizione dell’Oasi. 
💗Grazie a ogni singolo partecipante per l’insostituibile contributo personale che ha reso questa giornata bellissima.












martedì 23 giugno 2020

NESSUN PROGETTO UTILE ALLA CITTÀ, NESSUNA VISIONE DEL FUTURO, SOLO NUOVI DEBITI SULLE SPALLE DEI CITTADINI




Mentre la città tenta faticosamente di trovare energie e risorse per non essere travolta dalla crisi economica, la maggiornza che "governa" il paese non trova di meglio che correre dietro a progetti del tutto privi di senso. 
La settimana scorsa, in Consiglio comunale è stato votato un atto che autorizza la Giunta a proseguire nella trattativa per l’acquisto dell’immobile delle Benedettine dove andrebbero collocati tutti gli uffici comunali.
Costo dell’operazione: 3 milioni e spicci. Grande affare, dice il Sindaco. A questa cifra andrebbero naturalmente sommati i costi necessari per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’immobile.
È assurdo pensare che l’Amministrazione di un Comune non ancora uscito dal dissesto -che deve far fronte al degrado di una città intera, a servizi sotto il livello della decenza e a ripagare i mutui già in essere a cui andranno sommati i debiti che i commissari stanno conteggiando- pensi come prima cosa all’acquisto di una nuova sede comunale, costi quel che costi.
Perché saremo noi a pagarla con le tasse e la privazione di servizi quando per risolvere il disagio degli utenti basterebbe organizzare e rendere operativo l’Ufficio Unico per le Relazioni con il Pubblico affinché non esista solo sulla carta ma sia invece efficace e accessibile. Un singolo luogo da cui poter accedere a tutte le informazioni e le procedure necessarie ai cittadini. Basterebbe scegliere, tra quelle esistenti, la sede più idonea ad accogliere questo servizio, potenziare i servizi telematici e mettere in rete i diversi comparti amministrativi. Nel 2020 non è certo impossibile e, peraltro, la legge lo prevede. A Santa Marinella sembra fantascienza.
La città ha bisogno di intraprendere un percorso che porti a uno sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale ed ambientale. E la Giunta che fa? Invece di programmare investimenti sui beni comuni dal rendimento sicuro pensa di cederli a privati attraverso improbabili project financing e conferma solennemente l’imprescindibile esigenza di comprare un immobile improduttivo. Come Paese che vorrei crediamo che Santa Marinella abbia altre priorità: il degrado è sotto gli occhi di tutti e la mancanza di decoro e servizi è tale da scoraggiare anche i villeggianti e i turisti più affezionati al nostro territorio. Chiediamo un'inversione di marcia.




lunedì 22 giugno 2020

NATURA SENZA BARRIERE: L’ESCURSIONISMO CHE VORREI!


Il Paese che vorrei organizza un’escursione accessibile alla Riserva naturale di Macchiatonda e visita al Castello di Santa Severa in compagnia del Disability Pride Network.

Sabato 27 giugno, in occasione della quinta edizione della manifestazione “Natura senza barriere”, promossa dalla Feder Trek, l’associazione il Paese che vorrei ospiterà una delegazione del Disability Pride Network, del quale è partner. Insieme effettueremo un’escursione accessibile nella Riserva di Macchiatonda e una successiva visita guidata del Castello di Santa Severa.

Sarà l’occasione per valorizzare, nel segno dell’inclusione e dell’accoglienza, le bellezze naturali e artistiche del nostro territorio. Questa visita rappresenta anche un’opportunità per perfezionare i percorsi accessibili della riserva e agevolare le pratiche escursionistiche garantendo così un godimento universale degli spazi.

La Riserva di Macchiatonda infatti è già dotata di percorsi carrozzabili e percorsi sensoriali per non vedenti e potrebbe diventare un importante risorsa dell’accoglienza inclusiva a beneficio di tutto il territorio. La visita al Castello e al borgo, con i loro splendidi affacci sul mare, coronerà l’escursione naturalistica.

L’adesione da parte delle tante realtà partner del network del Disability Pride è stata ampia. Tra queste ci sono anche diverse associazioni specializzate nel turismo accessibile, che incantate dalla bellezza dei luoghi durante i sopralluoghi, valuteranno l’inserimento di questo itinerario nelle proposte da offrire ai propri clienti.

Il territorio di Santa Marinella ha grandi potenzialità turistiche per le sue bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e archeologiche.  Metterle a disposizione di tutti, garantendone l’accessibilità, aprirebbe le porte a un settore del mercato turistico, sicuramente non di massa, che andrebbe ad arricchirebbe l’offerta della nostra città sotto il profilo della ricezione turistica ma anche sotto quello della crescita civile, sociale ed etica.

Il Paese che vorrei è convinto che l’inclusione, l’integrazione e l’accoglienza costituiscano valori essenziali per una collettività e intende continuare a promuovere queste iniziative in collaborazione con il Disability Pride Network e con tutti i soggetti che vorranno partecipare.

Ringraziamo la Regione Lazio e la Direzione regionale “Capitale naturale parchi – aree protette” per le autorizzazioni concesse e le società Lazio Crea e Coopculture per la visita guidata al Castello di Santa Severa. 






venerdì 19 giugno 2020

PROSEGUE IL PERCORSO PER FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI!


Finalmente approvato il Regolamento attuativo, presentato da il Paese che vorrei, che rende possibile effettuare riprese audiovisive del Consiglio comunale

L’odierna approvazione del Regolamento che disciplina lo svolgimento delle riprese, nel rispetto della normativa, completa l’iniziativa del Paese che vorrei avviata un anno fa con la presentazione e l’approvazione di una mozione sulla pubblicità delle sedute consiliari.

L’iniziativa è nata dalla diffusa esigenza dei cittadini di poter usufruire di un canale alternativo alla partecipazione in presenza alle riunioni di Consiglio, dato lo svolgimento delle sedute in giorni e orari lavorativi. Ora, grazie alla registrazione, alla pubblicazione e alla diffusione del dibattito e delle votazioni all’interno dell’aula, tutti potranno seguire i lavori consiliari e conoscere le posizioni espresse dai propri rappresentanti. Il Regolamento prevede, inoltre, la possibilità per giornalisti e cittadini di effettuare registrazioni del Consiglio comunale a scopo divulgativo o documentale.

La mozione e il regolamento sulle registrazioni audio/visive delle sedute del Consiglio rientrano nel percorso avviato da il Paese che vorrei per far crescere la consapevolezza dei cittadini e promuovere la partecipazione popolare. Affiancano il lavoro già compiuto, attraverso una precedente mozione, per consentire l’accesso agli strumenti di democrazia partecipata: interrogazioni, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e referendum.

Attraverso queste azioni il Paese che vorrei intende restituire ai cittadini un ruolo centrale nella vita sociale e politica della nostra città, perché riconosce l’importanza della partecipazione al dibattito pubblico -soprattutto sul tema dei beni comuni, dei servizi, del lavoro e della qualità della vita- e l’opportunità di crescita culturale e sociale che questa può e deve rappresentare.





lunedì 15 giugno 2020

AUTODIFESA DEL BAGNANTE



1.    NON VI FANNO ENTRARE IN UNO STABILIMENTO, VOGLIONO FARVI PAGARE O VI PROIBISCONO UNA SOSTA TEMPORANEA CON IL SEMPLICE TELO DA MARE PER FARE UN BAGNO SULLA BATTIGIA ANTISTANTE UN’AREA IN CONCESSIONE?

Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere la riva e fare il bagno posando i vostri indumenti, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o di altri (quindi senza collocare ombrelloni, sdraio, tavolini).
Potete anche passeggiare lungo la battigia: questa area è esclusa dalla concessione demaniale e il titolare non può contestare alcunché, né posizionare le sue attrezzature.

NELLE SPIAGGE LIBERE ANCHE ATTREZZATE NON VI CONSENTONO DI POSIZIONARE LA VOSTRA SDRAIO O IL VOSTRO OMBRELLONE O VI IMPONGONO DI POSIZIONARLI IN POSTI LONTANI DALLA RIVA?

È vostro diritto utilizzare le attrezzature personali e il concessionario della spiaggia o dei servizi non può obbligarvi ad affittare le sue attrezzature né dirvi dove mettervi.

In caso di resistenza ricordate al personale che sta violando una legge dello Stato (Legge 27 dicembre 2006 n.296, articolo, 1 comma 251). 

Se insiste, telefonate alla Capitaneria o ai Vigili Urbani. E’ nel vostro diritto chiedere il nominativo del responsabile e procedere a una denuncia circostanziata, meglio se supportata da testimoni.

A questo link troverete il manuale di difesa del bagnante e tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla situazione delle concessioni balneari: http://www.manualedelbagnante.it




sabato 13 giugno 2020

NUBI NERE SI ADDENSANO SU SANTA MARINELLA


Stiamo assistendo a eventi inquietanti che gettano molte ombre sulla nostra città e rimarcano le distanze tra i cittadini e la cosiddetta classe dirigente.

I giornali hanno parlato di due consiglieri di maggioranza in relazione a reati gravi. Ancora più gravi se commessi da chi rappresenta le istituzioni e i cittadini. In un caso, la stampa riporta una segnalazione relativa al reato di voto di scambio elettorale politico-mafioso; nel secondo si parla di una condanna per corruzione che potrebbe rendere il consigliere in questione addirittura incandidabile. 

A questo ha fatto seguito un desolante rimpallo di insinuazioni tra il sindaco Tidei e l’ex sindaco Bacheca. Poi, un partito, il PD, ha chiesto le dimissione di uno dei due consiglieri e il Sindaco, che di quello stesso partito è rappresentante, rimanda ogni decisione. Atto finale: migrazione di cinque consiglieri di maggioranza in un nuovo gruppo consiliare.

Ma che succede? La città è disorientata e sgomenta.

Siamo qui, in un mare di guai, tra emergenza Covid e crisi economica, senza alcuna speranza di poter contare in un aiuto da parte dei nostri amministratori. Anzi, siamo anche costretti ad ingoiare l’amaro boccone dell’opacità e del discredito che coinvolge chi ci governa

C'è chi alimenta squallide faide finalizzate a una personale, quanto arbitraria, alternanza nella gestione del potere. Noi a questo gioco non ci prestiamo, lo lasciamo a chi, invece di tentare di dare un esempio di impegno, dignità e correttezza, partecipa a questo teatrino di pupi e burattinai. 

La politica è un'altra cosa. Vuol dire offrire soluzioni ai problemi della cittadinanza, ripensare la città in termini di benessere e qualità della vita, tutelare l'ambiente, i beni comini e il futuro di tutti, nel pieno rispetto della legalità e dell'etica. 

Per fare questo è necessario il contributo di tutti coloro che, nonostante queste preoccupanti vicende, non hanno perso la speranza e pretendono di vivere in un paese quantomeno normale.

mercoledì 10 giugno 2020

IL PAESE CHE VORREI ACCOGLIE CON ENTUSIASMO LA NASCITA DEL COMITATO SANTA MARINELLA PER IL BENE COMUNE

Siamo fieri della reazione convinta della collettività a fronte dell’assalto ai beni comuni mosso da questa Amministrazione. Il coinvolgimento e la richiesta di espressione civica su questioni decisive come questa sono un segnale incoraggiante.

Le scelte che coinvolgeranno i pochi beni comuni che ci sono rimasti saranno determinanti per il nostro futuro ed è quindi giusto che tutti siano chiamati ad esprimere il proprio orientamento. Questa è la vera partita e ci dirà se siamo destinati al declino o se cambiare davvero si può.

Invitiamo tutti a sostenere questa importante iniziativa e per quanto ci riguarda siamo pronti a dare tutto il nostro sostegno al Comitato referendario.

Ecco il documento di presentazione del Comitato:



Nasce il Comitato “Santa Marinella per il Bene Comune” per promuovere 5 referendum in difesa del patrimonio pubblico a rischio di privatizzazione.
Le politiche attuate a Santa Marinella negli ultimi decenni hanno finito per ridurre in ginocchio una città potenzialmente ricca, attrattiva e con ampi margini di crescita, fino a condurla al dissesto finanziario. La Giunta Tidei, per risollevarla, non trova di meglio che riproporre i soliti schemi fallimentari.
Il 14 maggio, con l’approvazione delle linee programmatiche, la maggioranza ha confermato la volontà di sottrarre per molti anni alla città il possesso e la gestione dei pochi beni rimasti disponibili. Beni capaci di costituire una risorsa economica e sociale per il presente e una base per pianificare il futuro.
Tra le altre cose, questa operazione coinvolge:
- Lo stabilimento della Passeggiata
- L’ipotesi di parcheggi interrati con centro commerciale nell’area ex fungo
- Il Cimitero
- Il servizio dei parcheggi a pagamento (le cosiddette strisce blu)
- La farmacia comunale
Al di là degli strumenti tecnici che verranno utilizzati di volta in volta, concessione, partenariato o Project financing, si tratta della più clamorosa ed imponente operazione di svendita di beni pubblici mai attuata a Santa Marinella.
La nostra città ne sarà impoverita sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, commerciale, sanitario, ambientale. Il risultato sarà quello di produrre ancora più diseguaglianze tra i cittadini e di privarela città di ogni possibilità di esprimere l’invidiabile potenziale delle sue caratteristiche.
La perdita economica, soprattutto, sarà elevatissima. Rinunceremo per moltissimi anni, venti o trenta in alcuni casi, a fare affluire nelle disastrate casse del Comune una grande quantità di denaro che finirà invece nelle tasche di imprenditori privati. Le possibilità di progettare l’utilizzo e la gestione di questi beni in funzione di un reale beneficio sociale o per fronteggiare le difficoltà future si ridurranno a zero.
Tutto ciò è stato portato avantiin piena emergenza COVID, senza neanche l’accenno di un preventivo confronto con i cittadini, come sarebbe stato politicamente doveroso a causa dell’impatto che tali decisioni avranno sulla vita di ognuno di noi, ben oltre il mandato della Giunta. Né si è avuta alcuna considerazione per le tantissime persone che a più riprese, in questi anni, hanno espresso il proprio dissenso, con raccolte di firme, petizioni e manifestazioni di protesta.
Per questi motivi abbiamo deciso di costituirci in Comitato e promuovere 5 quesiti referendari sui beni e servizi oggetto di privatizzazione. Riteniamo infatti fondamentale per il futuro del Paese che i cittadini possano pronunciarsi su decisioni di questa portata. Intendiamo restituire alle persone un ruolo centrale nella vita sociale e politica della nostra città, che le scelte della maggioranza hanno mortificato.
Santa Marinella è stanca di decisioni calate dall’alto, sulle quali non può esprimere alcun parere, salvo poi pagarne le conseguenze, quando il danno è divenuto irreparabile.Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare ed essere protagonisti di questa iniziativa. Per la prima volta potremo esprimerci su scelte che interessano direttamente tutti noi: è un nostro diritto, esercitiamolo.
Non siamo disposti a subire passivamente. Questa volta diremo no!
Alessandro De Spirito; Alessia Serpieri; Alessio Cangini; Andrea Riga; Annalisa Fasolino; Antonio Floris; Carmen Minieri; Claudia De Cesaris; Clelia Di Liello; Daniele Renda; Davide Flores; Desireé De Bakker; Elisabetta Gallo; Emanuele Piendibene; Enrico Serpieri; Francesca Musella; Francesco Di Fede; Germano Di Francesco; Giancarlo Ricci; Gianfranco Sassu; Giuliano Varchetta; Glauco De Somma; Jan Kees Maan; Jochen Jesinghaus; Lucia Petrocchi; Manuela Comito; Maria Grazia Narducci; Maria Teresa Casella; Marina Fornaro; Marinella Elia; Mario Berlinguer; Marisa Albani; Marta Malaguti; Melania Aiello; Paola Cherchi; Paolo Maria Montaldo; Piero Bassi; Sergio Bassetti; Settimia Martino; Simonetta Gazzella; Stefania Abbatiello; Stefania Massera; Stefano Cesini; Stefano Crispu; Stefano Marino; Stefano Ricottini; Roberta Pasetti; Roberto Orazi; Roberto Pizzo; Teresa Ruggeri.






domenica 24 maggio 2020

IL CONTRARIO DI CIO' CHE ANDREBBE FATTO

In una riunione indetta dal Sindaco, con assessori e consiglieri, tra gli altri argomenti, la maggioranza ha chiesto pareri sulla possibilità di riaprire il mercato.

L’idea della maggioranza era quella fare il mercato posizionando tutti i banchi di Piazza Trieste più quelli del parco Kennedy lungo via Cicerone, così da creare un unico mercato. 

Il nostro consigliere Lorenzo Casella ha invece ribadito la necessità di evitare la concentrazione in un unico luogo perché questo avrebbe favorito assembramenti di persone sia in prossimità delle vie di accesso sia in tutto il susseguirsi di bancarelle dove evidentemente si sarebbero create file in attesa di essere serviti. Per non parlare dell'aumento del traffico veicolare nel giorno del mercato,
della difficoltà di trovare parcheggio intorno al parco Kennedy e dei problemi di mobilità per chi abita lontano e non ha la macchina. 

La nostra proposta per favorire il distanziamento sociale è stata quella di suddividere le bancarelle in 3 o più mercati più piccoli da realizzare in luoghi diversi. 
Abbiamo ipotizzato:
- un mercato in zona parco Kennedy,
- uno presso il campo sportivo (via delle Colonie), 
- uno in centro (eventualmente all’interno del porticciolo).

E abbiamo ribadito l’esigenza che questi mercati avessero ognuno vari tipi di merce in modo tale da soddisfare le esigenze delle persone ed evitare spostamenti da un mercato all’altro per fare una spesa completa. 

La maggioranza ha però obiettato che per i titolari delle bancarelle è importante stare tutti insieme soluzione che per noi è però in netto contrasto con le esigenze sanitarie e di ordine pubblico indispensabili in questo periodo.

Alla fine si è deciso di rinviare la decisione sul mercato al 1 giugno ma, a quanto risulta dalle sue esternazioni, il Sindaco ha già deciso di sopprimere il mercato di piazza Trieste.




giovedì 21 maggio 2020

PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO


Troviamo incredibile che chi ha contribuito attivamente alla distruzione economica e morale di questo paese oggi abbia l’arroganza di volerci impartire lezioni sulle presunte buone pratiche.

I tavoli di confronto sono la via maestra per riuscire a superare le proprie lacune e la propria inefficienza ma ci vorrebbe un interesse per il pubblico e un’umiltà che all’attuale cosiddetta classe dirigente mancano.

In più c’è la presunzione di chi vorrebbe “formare” associazioni e cittadini a prendersi cura di arenili liberi di cui il Comune si è sempre disinteressato e che ha da sempre lasciato in abbandono.
Numerose sono invece le associazioni e i cittadini che hanno supplito alle inefficienze dell’Amministrazione con il proprio impegno. Cosa vorrebbe insegnare l’Assessore Minghella a costoro?  Come si misura una distanza? Come si invitano le persone alla correttezza dei comportamenti? Come ci si prende cura dei beni comuni?

Noi proponiamo che i soldi stanziati dalla Regione possano essere utilizzati per garantire il corretto accesso agli arenili liberi offrendo, a chi quelle spiagge e quelle scogliere le ama, un compenso economico e siamo certi che questa operazione potrebbe costituire un’opportunità di lavoro per chi è più in difficoltà e potrebbe trarre un beneficio in cambio del suo impegno nel presidiare, nell’interesse di tutti, quegli spazi liberi.

Le posizioni espresse dall’Assessore Minghella invece mirano a un altro obiettivo, quello di far piovere sempre sul bagnato, nel portare beneficio a chi già ne ha, nell’essere il mazziere di un tavolo riservato a pochi.  

Invece di pianificare azioni si preferisce scaricare responsabilità, invece di distribuire si preferisce concentrare, invece di attuare interventi di equità sociale si preferisce agevolare privilegi e rendite di posizione. Sono queste le prerogative di una gestione del potere insana, ingiusta, dannosa.

Lorenzo Casella
Il Paese che Vorrei




martedì 19 maggio 2020

LE LINEE PROGRAMMATICHE DI TIDEI SONO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA CITTA’!

L’Amministrazione pensa di uscire dall’emergenza Covid a colpi di privatizzazioni. E’ l’inizio di un lungo braccio di ferro con i cittadini.

Le cosiddette “Linee programmatiche per la ricrescita del Paese a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19”, presentate dal Sindaco in Consiglio comunale, somigliano piuttosto a un volantino promozionale di saldi stagionali. Il solo impatto visivo è sconcertante. Le sei prime proposte sono altrettanti project financing: project financing cimitero; project financing “Ex fungo” (parcheggi e piazza); Project parcheggi; project “talasso terapia”; project “ex piscina comunale-bar-ristorante”; project “passeggiata spiaggia”.

Riteniamo che ormai sia inutile spendere altre parole sul fatto che questi progetti, gli stessi dell’Amministrazione Bacheca, siano già stati bocciati dai cittadini con manifestazioni e raccolta di firme. Ancora più inutile spiegare che il vantaggio economico per le casse del Comune, e quindi per le tasche della gente, si tradurrà in un danno nel medio e lungo termine. A questo punto, sembra chiaro che l’unico interesse che muove Pietro Tidei sia quello di portare a termine queste procedure e poi andarsene a fine mandato, lasciando la città più povera e priva di strumenti per risollevarsi. E al suo volere, alla fine, all’interno della maggioranza, si sono piegati anche coloro che teoricamente si sono sempre dichiarati contrari.

Chi si illudeva che saremmo usciti da questo periodo con uno spirito diverso e una politica proiettata al futuro, è rimasto profondamente deluso. Il documento approvato in Consiglio è saldamente ancorato al passato e alle vecchie dinamiche. La pandemia ha messo in risalto l’aridità delle proposte dell’Amministrazione. Oltre queste, stantie e dannose, c’è il nulla assoluto!

Ma i giochi non sono conclusi. Pensarlo equivarrebbe ad abbandonare Santa Marinella al suo destino. A questa mossa dell’Amministrazione, la solita degli ultimi 25 anni, dovrà corrispondere una reazione convinta della collettività. Dovrà partire un lungo e durissimo braccio di ferro nel quale le posizioni in campo sono ben definite. 

Da una parte l’Amministrazione famelica e spietata, che nelle settimane più dure del contagio, ha mostrato il peggio di sé, organizzando piani a scapito della collettività, senza un’idea per il bene comune o una proposta di servizi. Dall’altra, chi in questi due mesi, segregato in casa, non ha fatto altro che sacrifici, senza ricevere in cambio dall’Amministrazione nemmeno una parola di conforto ma solo intimidazioni, e ora rischia di vedersi scippato di quel patrimonio pubblico che gli appartiene di diritto.

Questa volta, più che mai, sarà necessario che i cittadini si organizzino e trovino le giuste forme di lotta per impedire queste privatizzazioni di fatto. Non sarà facile ma la vera partita è proprio questa e ci dirà se siamo destinati al declino o se cambiare, davvero, si può. Quanto sarà duro lo scontro ce lo hanno già fatto capire le linee programmatiche messe in campo dal Sindaco e lo spirito predatorio con cui sono state concepite. 

L’Amministrazione farà di tutto, passata l’emergenza, affinché nulla sia diverso da prima. Il che significa che tutto sarà peggiore. Ostacolare questa svendita, invece, significherà trovare il coraggio di cambiare, di volare alto e di invertire direzione, puntando convintamente sulla difesa dei beni comuni, sulla tutela del patrimonio pubblico, sulla soddisfazione dei bisogni collettivi e, perché no, sulla ricerca della felicità, per tutti.



domenica 17 maggio 2020

ARENILI LIBERI: DALLA REGIONE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ


La Regione stanzia per Santa Marinella oltre trecento mila euro per garantire il diritto di accesso al mare. Torniamo a chiedere che l’Amministrazione riqualifichi e metta in sicurezza gli arenili liberi.

La Giunta regionale ha approvato una Delibera che prevede lo stanziamento di sei milioni di euro per garantire la messa in sicurezza, la sanificazione e il rispetto delle norme sul distanziamento sociale esclusivamente negli arenili liberi a patto che questi spazi rimangano destinati al godimento gratuito per tutti. A Santa Marinella arriveranno oltre trecentomila euro. In questo modo la Regione intende tutelare il diritto dei cittadini di accedere liberamente al mare; diritto che, nella nostra città, sembrava messo in discussione dalle dichiarazioni del Sindaco.

Ora l’impossibilità da parte del Comune di garantire sicurezza nelle porzioni di arenile pubblico a causa della carenza di agenti di Polizia Locale è risolta. Allo stesso tempo viene meno la necessità di dover ricorrere al personale degli stabilimenti privati in cambio della concessione del 50% delle spiagge libere. Gli obblighi previsti dall’ultimo Decreto del Governo e dal documento promosso dalle Regioni, infatti, non penalizzano più di tanto gli stabilimenti, essendo del tutto simili alle disposizioni pre-Covid in termini di distanza tra ombrelloni, lettini o sdraio.

Alla luce di questa Deliberazione, Il Paese che Vorrei torna a promuovere con rinnovato vigore la proposta di riqualificare gli arenili liberi presenti sul nostro territorio, assegnandone temporaneamente la gestione ad associazioni e gruppi di cittadini che se ne prendano cura e vigilino sul corretto distanziamento sociale, garantendone l’utilizzo pubblico. L’Amministrazione destini i fondi regionali esclusivamente per mettere in sicurezza e sanificare questi spazi e per finanziare l’impegno dei soggetti che garantiranno questi servizi. Con la stagione balneare alle porte, infine, sollecitiamo il Comune a istituire un tavolo di confronto con le associazioni e i cittadini interessati e ad agevolare le pratiche amministrative per garantire rapidità e trasparenza all’iter di assegnazione.

Il periodo che stiamo vivendo sta danneggiando indiscriminatamente ogni cittadino e quindi occorre prendere provvedimenti che perseguano la difesa dei diritti di tutti. La nostra proposta tutela il diritto dei cittadini di usufruire degli arenili liberi, salvaguarda le altre categorie commerciali e garantisce il rispetto delle normative sul distanziamento sociale. In più, offre un’opportunità lavorativa per chi a causa della crisi sanitaria non solo è stato danneggiato ma rischia di non trovare altra occasione per risollevarsi.

Le istituzioni, Comune in testa, devono essere protagoniste di un rilancio collettivo e non cedere a facili soluzioni, che immancabilmente si trasformano in privilegi per pochi. Invitiamo, perciò, l’Amministrazione a non arroccarsi sulle proprie posizioni e ad attuare scelte che rispettino i diritti e vadano incontro ai bisogni e alle necessità di tutti.



sabato 16 maggio 2020

STO PENSANDO CHE VOGLIO ANDARE AL MARE!!

Riceviamo da Simonetta,  attivista del Paese che Vorrei di cui condividiamo le preoccupazioni, e volentieri pubblichiamo.

Sto pensando che voglio andare al mare!! Ma come? Dove?
Ci siamo fatti una sessantina (due mesi) chiusi in casa, abbiamo aiutato chi ne aveva bisogno, abbiamo accettato anche i diktat più impropri per tutelare la nostra salute...e adesso?
Arriva l'estate, la voglia di mare e di fare il bagno. Ci si chiede cosa succederà e quali sono le regole ai tempi del Covid19? A Santa Marinella ci sono 23 spiagge libere alcune delle quali ubicate tra due concessioni demaniali e la Federbalneari Lazio che ti va a pensare? Diamo un po' di spiaggia libera ai concessionari limitrofi per allargarsi e mantenere la distanza di sicurezza tra un ombrellone e l'altro. Quando mai le spiagge in concessione di Santa sono state piene? Quando mai avete visto tutti gli ombrelloni occupati? Quando mai avete usufruito di in passaggio gratis dai concessionari degli arenili pur essendo di Santa?
Partendo dal presupposto che tutti hanno perso qualcosa con questa Pandemia, nessuno escluso, che molti, per fortuna, hanno potuto chiedere e ottenuto un contributo statale per le loro attività commerciali e sembra che altri stiano arrivando, che ci saranno sconti sulla Tosap e che bar e ristoranti potranno allargarsi con i loro tavoli sul suolo pubblico...l'importante è non creare il far west!
Da un articolo del 9 maggio apparso sul Messaggero la nostra amministrazione pensa di dare fino al 50% delle spiagge libere ai concessionari limitrofi!! Cioè se due spiagge in concessione sono divise da una spiaggia libera questa diventerà tutta loro? 50% ad una e 50% all'altra? E chi ha la concessione senza spiaggia libera ai lati? Questo vuol dire che META' della spiaggia del castello di S. Severa verrà data allo stabilimento confinante? Ma qualcuno dirà : gli stabilimenti danno lavoro, e meno male.
Non basta...daranno come sempre in concessione la Perla che è l'unico stabilimento comunale e chiederanno anche (attraverso bando) la realizzazione di un bel Project Financing su di essa concedendola per 20 anni ad un privato.
Ma è questo che vogliamo? C'è stato un referendum popolare? O sono bastati i 3000 voti (su 18.000 abitanti) a dar loro il potere di concepire tali progetti?
Vorrei ricordare o proporre agli amministratori che le politiche sul turismo e l'economia del paese si fanno tenendo conto delle persone che ci vivono e ci lavorano, in questo paese, cosa che non è mai stata fatta dal centrodestra e che si auspicava, invece, dal centro sinistra. Il modello di sviluppo per il turismo deve avere una ricaduta su tutto il paese e non su pochi! Il turista che viene a soggiornare da noi vuole tutte le comodità e mi sta bene anzi! Forse bisognerà migliorare queste comodità mettendo d'accordo tutte le parti sociali ed economiche che partecipano alla buona riuscita della stagione turistica. 
Ma non dimentichiamoci di NOI! Di chi ci vive, di chi non è in vacanza e vuole andare al mare, magari due ore, con il proprio asciugamano e poi tornarsene a casa, questo vogliono i santamarinellesi: un'opportunità! E invece si rischia di perdere anche le spiagge libere. Chi ci garantisce che i gestori degli arenili saranno rispettosi delle nostre esigenze? Dare l'opportunità di aggiungere ombrelloni e sdraio va bene ma solo su richiesta e no occupando la spiaggia con ombrelloni che rimarranno vuoti tutto il giorno. Si potrebbe fare un'eccezione la settimana di ferragosto o le domeniche ma no durante la settimana. Aiutare tutti si ma, appunto, aiutare tutti anche i santamarinellesi e i villeggianti che non si possono permettere (o non vogliono) di pagare ombrellone e sdraio. Se no che politiche di sinistra ci sono in questa amministrazione? 
SIMONETTA GAZZELLA

martedì 12 maggio 2020

EMERGENZA COVID: A RISCHIO LE SPIAGGE LIBERE

Una nostra proposta nel rispetto dei beni comuni e del diritto di tutti a godere del mare.

Le associazioni dei balneari chiedono a Regioni e Comuni di poter limitare il danno economico derivante dall’applicazione del distanziamento delle attrezzature attraverso l’opportunità di “allargarsi” sulle spiagge libere adiacenti alle loro concessioni.

Salvo rare eccezioni le Regioni e i Sindaci, appellandosi all’impossibilità di fare controlli, data la scarsità di risorse (Polizia Locale, Capitaneria di Porto), sembrerebbero accogliere questa richiesta con sollievo perché, anche se potenzialmente lesiva del diritto dei cittadini, questa ipotesi li solleverebbe dalla responsabilità di vigilare sul distanziamento sociale negli arenili liberi.  Si preferisce prendere una comoda scorciatoia piuttosto che farsi carico del problema. Ad esempio, per implementare i controlli, trattandosi di un’esigenza sanitaria, si potrebbe pensare di coinvolgere i volontari della Protezione Civile.

Il rischio di una privazione della libera fruizione del mare è reale e deve essere scongiurato. Se manca il personale per controllare il distanziamento, manca anche per vigilare sugli eventuali abusi che si potrebbero verificare nell’utilizzo degli arenili liberi da parte dei balneari, beneficiari di questi provvedimenti.

Qualora, nell’ottica di un sostegno reciproco all’insegna della solidarietà, questa prassi dovesse essere adottata in specifici casi, è dunque necessario che ciò avvenga secondo regole chiare a tutela dell’interesse di tutti. La possibilità per uno stabilimento di usufruire di uno spazio ulteriore rispetto a quello in concessione, deve avvenire nel rispetto della libera fruizione della spiaggia che comporta accesso e permanenza gratuiti e il divieto di preposizionamento di ombrelloni o lettini. Il gestore dovrebbe fornire - sull’intera area di spiaggia libera - i servizi di vigilanza sul distanziamento, di pulizia e di assistenza.  In cambio potrebbe fornire ombrelloni e sdraio ai bagnanti, ma solo a richiesta.

Tuttavia, se pur regolamentate, queste misure possono facilmente tradursi in privilegi per chi ha di più e in ulteriori privazioni per chi è già in difficoltà. Persino nell’ambito della stessa categoria dei balneari, si andrebbero a creare disparità di trattamento in quanto non tutti i gestori hanno aree libere limitrofe di cui usufruire. E resta vivo il timore che l'eventuale "allargamento" possa costituire un pericoloso precedente e non limitarsi alla stagione "Covid".

Riteniamo che la via maestra per agevolare il distanziamento sociale sul litorale sia quella di rendere disponibile la maggior quantità possibile di arenili, che sono e devono rimare spiagge libere. È necessario che il Comune elabori un piano all’insegna dell’accoglienza diffusa e si faccia interprete dei diritti di tutti e non esclusivamente delle esigenze degli operatori che, in deroga ai regolamenti sulle concessioni, potrebbero usufruire di più spazio.

Il Comune dovrebbe rappresentare questa esigenza presso la Regione con la richiesta di destinare risorse per fornire incentivi economici ad associazioni e a gruppi di cittadini affinché possano prendersi cura e vigilare sul corretto distanziamento sociale sugli arenili liberi a loro temporaneamente affidati. Questa scelta costituirebbe anche un’opportunità di lavoro legato, ad esempio, agli sport del mare o allo sviluppo di piccoli servizi forniti dagli affidatari ai frequentatori delle spiagge libere, evitando l’utilizzo di attrezzature tipiche di spiagge con servizi e stabilimenti balneari.

La tutela delle attività economiche deve essere affiancata dal rispetto dei beni comuni, delle pari opportunità e del diritto di tutti a godere delle spiagge e del mare.