giovedì 23 maggio 2019

DIFENDIAMO IL NOSTRO FUTURO: parte la campagna di raccolta firme per dire no ai Project Financing della Giunta Tidei sul Cimitero comunale e sulla Passeggiata



Il Paese che vorrei ritiene che l’intenzione di cedere al privato la realizzazione e la gestione di questi due beni comuni non risponda a criteri di urgenza e sia dannosa per la collettività. 

Come la Giunta precedente, anche l’attuale invoca l’urgenza e cerca di convincere i cittadini evocando pericoli di crollo ed emergenza loculi senza però dire che i tempi con cui un eventuale procedura di Project Financing vedrebbe la luce sono di anni.

Gli adempimenti previsti nel Nuovo Codice degli Appalti sono molteplici e richiedono, mediamente, oltre 4 anni prima che si dia il via all'esecuzione dei lavori. Alla faccia di una soluzione dettata dall'emergenza! 

Ne citiamo alcuni: progetto di fattibilità, relazione tecnico-economica, bando, analisi e valutazione, scelta del proponente; elaborazione del progetto definitivo; rilascio delle concessioni; stipula delle convenzioni; cambi di destinazione d'uso; varianti urbanistiche; varianti di progetto; approvazione del progetto definitivo; procedure per l'avvio dei lavori. 

Inoltre, non possiamo dimenticare che i Commissari ministeriali, che calcolano i debiti cumulati dalla giunta precedente, stanno per presentarci il conto. Appena completato il conteggio dovremo attivare un mutuo per la somma necessaria a coprire i debiti. Questo mutuo ci costerà, presumibilmente, 400mila euro l’anno per i prossimi 20 anni e ovviamente dovremo pagarlo noi cittadini.

Oggi il Comune può contare sulle entrate delle tasse e su quelle di concessioni e locazioni; quando avremo ceduto le entrate dello stabilimento la Perla del Tirreno e quelle del Cimitero come faremo a pagare i debiti accumulati e sostenere i costi dei servizi, della manutenzione e per le altre spese? L’unico modo sarà aumentare le tasse. Nel frattempo, ad aumentare i costi per le concessioni cimiteriali ci penserà il privato che, dovendo rientrare dall’investimento, aumenterà le tariffe. Per verificarlo basta fare il confronto con le tariffe dei cimiteri di zona realizzati in Project Financing.

Non ipotechiamo il nostro futuro. Sia per la gestione della Perla del Tirreno, sia per quella del Cimitero comunale, è possibile elaborare soluzioni alternative più soddisfacenti e utili per la collettività. 

Risaniamo i nostri conti. Aspettiamo di essere usciti dal dissesto e potremo intervenire sui nostri beni comuni attraverso finanziamenti pubblici, progetti partecipati e condivisi tarati sulle nostre necessità, possibilità di controllo sulla gestione e promozione della qualità dei servizi. Nel frattempo, si può attuare una diversa politica che punti a interventi di riqualificazione sulla passeggiata, sostenibili in fase di dissesto, e a un’ottimizzazione della gestione del cimitero mirata a rendere disponibili gli spazi di cui abbiamo bisogno. 

In questo modo anche la diffusa preoccupazione che capitali di dubbia provenienza possano essere investiti sul nostro territorio, offrendo l'opportunità di infiltrazioni pericolose per la nostra collettività, sarà scongiurata.

La raccolta firme che sottoporremo ai nostri concittadini chiede quindi il ritiro delle Delibere su questi due Project Financing e un più aperto e condiviso dibattito sulle scelte che rischiano di condizionare il nostro futuro e affossare definitivamente la rinascita di questa collettività.

lunedì 20 maggio 2019

VERSO LE EUROPEE: ultimo incontro dedicato alle elezioni del 26 maggio



Ringraziamo Nicoletta Dentico candidata della lista Europa Verde per Lazio, Umbria, Toscana e Marche per essere stata con noi e per averci ricordato che il sogno europeo è un bellissimo progetto politico che guarda al futuro della Terra e delle persone.



venerdì 17 maggio 2019

Grazie!

Ringraziamo i cittadini hanno partecipato all'incontro Difendiamo il nostro futuro! Un ringraziamento anche ai consiglieri Fiorucci, Ricci e Settanni per la loro presenza e naturalmente ai relatori Alessandra De Luca, Clelia Di Liello e Alessio Cangini e al nostro consigliere Lorenzo Casella per l'esposizione dei temi.


mercoledì 15 maggio 2019

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE

Per ribadire l'importanza del voto di maggio, proseguono gli incontri del Paese che vorrei con i candidati che riteniamo possano essere vicini ai valori e alle istanze in cui crediamo. 
Ci si incontra, si ascolta, chi vuole fa qualche domanda per poi approfondire tra noi i diversi temi e percorsi.
Ultimo appuntamento, domenica 19 maggio alle 17:30 presso il bar Cuore Matto di piazza Gentilucci, incontreremo Nicoletta Dentico candidata per il Centro Italia della lista Europa Verde.



lunedì 13 maggio 2019

VERSO LE EUROPEE: secondo incontro dedicato alle elezioni del 26 maggio



Ringraziamo Marilena Grassadonia,  Capolista Centro Italia per la lista La Sinistra, Alessia Crocini, Simona Nicosia e Stefania Leggio per essere state con noi e per averci portato una vivida testimonianza di impegno civile e  politico. Un grazie, naturalmente, anche tutti i partecipanti.




giovedì 9 maggio 2019

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE

Per ribadire l'importanza del voto di Maggio, continua il percorso di incontri del Paese che Vorrei con i candidati che riteniamo possano essere vicini ai valori e alle istanze in cui crediamo. 
Ci si incontra, si ascolta, chi vuole fa qualche domanda per poi approfondire tra noi i diversi temi e percorsi.
Come secondo appuntamento, domenica 12 maggio alle 17:30 presso il bar Cuore Matto di piazza Gentilucci, incontreremo Marilena Grassadonia candidata capolista per il Centro Italia della lista La Sinistra.



lunedì 29 aprile 2019

VERSO LE EUROPEE: primo incontro dedicato alle Elezioni del 26 maggio


Ringraziamo Alessandra Nardini, Massimiliano Smeriglio e Marta Bonafoni per aver deciso di mettersi in gioco in una partita difficile e aver condiviso con noi le ragioni e gli obiettivi di questa scelta.
Numerosi i partecipanti, tra cui il Consigliere comunale Lorenzo casella e il Commissario ATER di Civitavecchia Antonio Passerelli, che ringraziamo per la presenza.



venerdì 26 aprile 2019

PASSEGGIATA E PERLA DEL TIRRENO. RISTRUTTURARE LA PASSEGGIATA CON FINANZIAMENTI PRIVATI? CHE PESSIMO AFFARE!



Lo stabilimento Perla del Tirreno è uno dei nostri più belli e preziosi beni comuni.

I lavori di ristrutturazione sono necessari? Una perizia del 2018 sostiene che non c’è rischio di crollo in passeggiata e quantifica in circa 20mila € i soldi necessari per ristrutturare lo stabilimento la Perla del Tirreno
Che cosa vuole fare il Sindaco? Finanziare la ristrutturazione dello stabilimento e della passeggiata con progetto e capitale privato, per oltre un milione di euro.

Chi ci rimette?
1. Il Comune: perché oggi incassa circa 300.000 € ogni estate dalla concessione dello stabilimento a cui rinuncerebbe in caso di cessione della gestione al privato che ha finanziato la ristrutturazione. Sarebbero 3milioni di € in 10 anni! Siamo affogati di debiti, è opportuno rinunciare a questi soldi?
2. I cittadini perché dovranno sopperire con le tasse, che quindi non caleranno mai, alle mancate entrate delle concessioni.



Cosa si dovrebbe fare?
Aspettare di essere usciti dal dissesto prima di ristrutturare la passeggiata; quando potremo di nuovo permettercelo lo faremo con soldi pubblici e ne conserveremo il controllo.
Inoltre, destagionalizzare l’uso della spiaggia per 10 mesi l’anno consentirebbe di aumentare le entrate per le casse comunali, ottenere nuovi i servizi legati al miglior utilizzo dello spazio e offrire qualche opportunità di lavoro in più.

DIFENDIAMO IL NOSTRO FUTURO

Oggi il Comune può contare su le entrate delle tasse e su quelle di concessioni e locazioni.
Quando avremo ceduto le entrate dello stabilimento la Perla del Tirreno e quelle del cimitero – che sommate ammontano 500mila € ogni anno -  come faremo a pagare i debiti accumulati e sostenere i costi di servizi, manutenzione e spese? 
L’unico modo sarà AUMENTARE LE TASSE sui cittadini.

Dopo dieci anni di saccheggio delle risorse finanziarie della vecchia amministrazione, è partito il saccheggio dei nostri beni comuni.

Sotto la bandiera di un’emergenza che non esiste, il Sindaco Tidei mette le mani sul nostro futuro. NOI DICIAMO NO!

CIMITERO COMUNALE: UN BUSINESS PER POCHI, UN PESSIMO AFFARE PER I CITTADINI





Di quanti loculi abbiamo bisogno ogni anno? Circa 100.
Che intenzioni ha il Sindaco? Fare costruire 3000 loculi su un terreno esterno al cimitero lasciando al costruttore l’incasso delle concessioni, fino a esaurimento degli spazi, in circa 30 anni. Se invece l’intenzione è quella di importare “ospiti” da fuori o da Roma allora dietro questa finta emergenza si nasconde una vera e propria speculazione.

Chi ci rimette?
1. il Comune: perché perderebbe circa 200.000 € l’anno per le concessioni che invece andrebbero al costruttore. DUE MILIONI di euro ogni 10 anni!  Siamo affogati di debiti, perché rinunciare a questi soldi?
2. I cittadini perché le concessioni cimiteriali private hanno costi più alti e perché dovranno sopperire con le tasse alle mancate entrate delle concessioni.

Cosa si dovrebbe fare?
Avviare immediatamente la costruzione dei 216 loculi il cui costo è già coperto;
Reperire nuova disponibilità incentivando i cittadini che lo desiderano a riunire i congiunti in un unico spazio;
Verificare la disponibilità a liberare concessioni risalenti a più di 30 anni fa.
Se non fosse sufficiente, sarà possibile realizzare altri 600 loculi sulle strutture esistenti all’interno del cimitero, finanziandone la costruzione tramite la prevendita delle concessioni.  

Cosa significa risanare nell’interesse pubblico?
Una volta usciti dal dissesto, il Comune potrà realizzare un progetto condiviso con risorse proprie per migliorare la situazione cimiteriale, mantenendo la titolarità pubblica e promuovendo qualità del servizio e controllo dei costi.
Il cimitero è un bene comune e un luogo di affetto e di raccoglimento, non ne facciamo un business.

DIFENDIAMO IL NOSTRO FUTURO
Oggi il Comune può contare su le entrate delle tasse e su quelle di concessioni e locazioni.
Quando avremo ceduto le entrate del cimitero e dello stabilimento la Perla del Tirreno – che sommate ammontano 500mila € ogni anno - come faremo a pagare i debiti accumulati e sostenere i costi di servizi, manutenzione e spese? 

L’unico modo sarà AUMENTARE LE TASSE sui cittadini.

Dopo dieci anni di saccheggio delle risorse finanziarie della vecchia amministrazione, è partito il saccheggio dei nostri beni comuni.

Sotto la bandiera di un’emergenza che non esiste, il Sindaco Tidei mette le mani sul nostro futuro. NOI DICIAMO NO!

mercoledì 24 aprile 2019

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE

Per ribadire l'importanza del voto di maggio, il Paese che vorrei ha deciso di ospitare alcuni incontri con i candidati che riteniamo possano essere vicini ai valori e alle istanze in cui crediamo. 
Ci si incontra, si ascolta, chi vuole fa qualche domanda, … per poi approfondire tra noi i diversi temi e percorsi.
Come primo appuntamento, domenica 28 aprile alle 17:30 presso il bar di piazza Gentilucci, incontreremo Massimiliano Smeriglio candidato indipendente nella lista “PD - siamo europei”.



venerdì 19 aprile 2019

Iniziamo dalle cose semplici: riportiamo il decoro al rione Fiori.

Mentre il sindaco sogna nuovi project financing per la città la periferia vive nel degrado più assoluto.

Il Paese che vorrei è stato chiamato da alcuni cittadini residenti per raccogliere la loro denuncia sulla difficile situazione in cui vivono gli abitanti del quartiere che si sviluppa su una delle arterie principali di Santa Marinella: via dei Fiori. Un nome questo che dovrebbe farci inchinare in ricordo dei nostri padri e nonni che hanno buttato sudore su questa terra. Invece, via dei Fiori e soprattutto via delle Mimose sono l’esempio più eclatante dell’incuria dell’amministrazione appena passata e ereditata dalla nuova senza nessun cambiamento di vedute.


Nel video che abbiamo realizzato viene documentato come gli abitanti della zona vivano nel pericolo costante del fosso sporco e con argini pericolanti, della strada stretta e piena di buche dove passa anche lo scuolabus, di terreni incolti adiacenti i palazzi con tutto ciò che ne deriva: mancanza di spazi puliti per bambini o anziani, mancanza di sicurezza nei pressi della propria casa e mancanza di tutela dal rischio idrogeologico aumentato dalla mai fatta pulizia del fosso Valle Semplice. 

La gente che ci vive si ribella a questo degrado e sollecita le risposte che attende da anni.
Vogliamo ringraziare le nostre concittadine che ci hanno dato l’occasione per portare all’attenzione dell’amministrazione i piccoli fossi che, se non doverosamente puliti, potrebbero far danni così come quelli più grandi e famosi che hanno provocato morti durante l’alluvione del 1981.

Chiediamo al sindaco e all’assessore all’ambiente di prestare attenzione alle problematiche delle periferie e attivarsi SUBITO affinché la zona possa tornare decorosa e vivibile ma soprattutto senza pericoli per chi ci abita.


martedì 16 aprile 2019

Due nuove mozioni in consiglio: pubblicazione dei Consigli Comunali e bonifica dell'amianto.


Il Paese che Vorrei promuove due mozioni: una per favorire la partecipazione dei cittadini all'attività politico-amministrativa e la trasparenza dell’Ente, l’altra per attivare un nuovo servizio per la bonifica dell’amianto.

Mercoledì approderanno in Consiglio comunale due nuove mozioni promosse da Il Paese che Vorrei per il tramite del proprio rappresentante istituzionale Lorenzo Casella.

Dando seguito a un’ampia richiesta dei cittadini, la prima mozione chiede di aprire un canale diretto tra cittadini e Istituzioni, attraverso la pubblicità e la diffusione del dibattito e delle votazioni del Consiglio comunale. La mozione lascia a Sindaco e Giunta discrezionalità sullo strumento che riterranno più opportuno: diretta streaming o radiofonica o pubblicazione sul sito istituzionale di registrazioni audio o video. L’approvazione di questa mozione permetterebbe anche ai cittadini che non possono assistere alle sedute del Consiglio, di seguirne i lavori e valutare le posizioni assunte nel dibattito. Con la mozione è stato presentato anche il Regolamento attuativo per delineare le attività nel rispetto della normativa sulla divulgazione delle informazioni e della privacy. Il regolamento, inoltre, disciplina la possibilità dei cittadini di effettuare registrazioni a scopo divulgativo o documentale.

Questa proposta integra il percorso già iniziato per promuovere la partecipazione popolare, avviato con le modifiche allo Statuto comunale per gli Strumenti di Partecipazione. Il Paese che Vorrei intende con queste azioni restituire ai cittadini il ruolo centrale nella vita sociale e politica di Santa Marinella.

Anche la seconda mozione nasce da un’esigenza molto sentita e ha come oggetto la bonifica del territorio comunale dall’amianto tramite l’avviamento di una nuova attività per la Santa Marinella Servizi. La mozione propone di formare specifiche figure professionali in modo da consentire alla partecipata del Comune di svolgere le operazioni di bonifica abbattendo il costo delle operazioni e facilitando le procedure. Eviteremmo così che l’amianto presente nel nostro territorio continui a non essere smaltito o, peggio, venga abbandonato in discariche abusive. Contestualmente, doteremmo la SMS di nuove competenze per aumentarne il fatturato attraverso l’offerta di servizi di qualità, svolti da personale preparato, con l’obiettivo della riqualificazione dell’ambiente. All’attivazione di questo servizio, si chiede inoltre al Comune di promuovere una capillare campagna di informazione e sensibilizzazione, prevista dalla normativa.
Il Paese che Vorrei da sempre si impegna per tradurre le istanze che provengono dal territorio in azioni concrete. Il diritto alla partecipazione e la tutela e il rispetto dell’ambiente - valori portanti dell’associazione e fondamento di queste mozioni – rappresentano una nuova occasione di crescita civica per la nostra comunità e una nuova opportunità di riqualificazione e avanzamento professionale per i nostri addetti. Ambiente, lavoro, partecipazione, diritti, restano al cuore dell’azione politica e sociale de Il Paese che Vorrei in un percorso condiviso per la crescita di Santa Marinella.

venerdì 12 aprile 2019

Prove sui pini fatte e ... TUTTO OK!

Appena avremo montato il video esplicativo e ricevuto la relazione tecnica li pubblicheremo ma,come prima cosa, vogliamo ringraziare Gualtiero Signoracci che per amore verso la città ha messo a disposizione la sua piattaforma mobile per consentire ai tecnici di eseguire i rilievi. Grazie di cuore da tutti noi! 





Il secondo, sentito ringraziamento, va ai Dott.ri For.li Rocco Sgherzi e Alessio Maurizi per la professionalità, naturalmente, ma anche per la passione che mettono nel proprio lavoro. Grazie alla loro disponibilità è stato possibile effettuare le prove anche sul terzo pino! 









giovedì 11 aprile 2019

EMERGENZA LOCULI: UN BUSINESS PER POCHI, UN DANNO PER SANTA MARINELLA






Dopo dieci anni di saccheggio delle risorse finanziarie è partito il saccheggio dei nostri beni comuni.
Il Sindaco afferma che dobbiamo costruire 3000 loculi, ciò che non dice è che questa operazione priverà le casse comunali da future entrate; soldi utili a finanziare i servizi del nostro dissestato comune che per i prossimi decenni finiranno nelle tasche del privato che quei loculi dovrebbe costruirli. Il conto è presto fatto: il fabbisogno annuale del nostro Comune è intorno ai 100 loculi e una concessione costa all’circa 2000 euro. 

Quindi, se il Sindaco Tidei andrà avanti con questo progetto, noi perderemo 200.000 € per ogni anno fino a esaurimento loculi, tra 30 anni! Corrispondono alla bellezza di SEIMILIONI di euro a cui il Comune rinuncerebbe negli anni a venire. 

Siamo affogati di debiti, perché rinunciare a questi soldi per qualcosa che non ci serve? E poi, quanto ci costerebbe la concessione di un loculo una volta avviato il business?

Non esiste nessuna emergenza loculi, a breve ne saranno realizzati 216 il cui costo è già coperto e all’interno del cimitero c’è posto per almeno altri 600 loculi, sufficienti a coprire il fabbisogno dei prossimi 7-8 anni. Risulta evidente, quindi, che l’espansione del cimitero non serve ai cittadini e rappresenta il tentativo di promuovere affari, persino sul cimitero, nascondendoli dietro una presunta necessità.

Ciò che è necessario fare, invece, è finanziare l’eventuale costruzione di nuovi loculi all’interno del cimitero tramite prevendita di concessioni; incentivare i cittadini concessionari a operare per unire i congiunti in singoli spazi e incoraggiare la rinuncia alle concessioni più antiche.
Questo abbatterebbe i costi per l’utenza e renderebbe disponibili nuovi spazi senza che il Comune perda le entrate delle concessioni e senza costruire nuove cubature al di fuori dell’area cimiteriale. 

Inoltre, quando le prime concessioni inizieranno a scadere il problema sarà assorbito della rotazione dei loculi, anche a fronte di un calo delle richieste, dovuto al crescente ricorso alla cremazione. Poi, una volta usciti dal dissesto, il Comune potrà realizzare un progetto condiviso con risorse proprie per migliorare la situazione cimiteriale, mantenendone la titolarità pubblica e promuovendo qualità del servizio e controllo dei costi. 

Non ipotechiamo il nostro futuro. Non dimentichiamoci che i commissari stanno calcolando i debiti cumulati dalla giunta precedente e ci presenteranno il conto. Già l’anno prossimo i nostri conti i saranno aggravati dal mutuo attivato per fronteggiarli che ci costerà, presumibilmente 300.000 euro l’anno.

Se cediamo le nostre entrate ai privati, l’unico modo per pagare i debiti pregressi e sostenere il costo di servizi e manutenzione sarà quello di aumentare ulteriormente le tasse.
Questo è ciò che si prospetta, questo è il disegno che dobbiamo combattere. Sotto la bandiera di un’emergenza che non esiste, il Sindaco Tidei mette le mani sul nostro futuro. 
NOI DICIAMO NO!

martedì 9 aprile 2019

AMBASCIATORI DEL RISPETTO E DELLA VALORIZZAZIONE DELLE DIVERSITÀ


Il Paese che vorrei è orgoglioso dell’incarico di Ambasciatore del Disability Pride Italia conferito a Daniele Renda per coinvolgere e trasmettere il messaggio di inclusione del Pride alle persone non vedenti e alle loro realtà associative, a livello regionale e nazionale.
Da sempre ci battiamo per consentire, a ciascuno secondo le proprie abilità, di realizzarsi e dare il proprio contributo. Per raggiungere questo obiettivo, il Paese che vorrei ha sviluppato il tema dell’accessibilità dei siti WEB della Pubblica amministrazione confluito nel documento presentato in Parlamento il 3 dicembre scorso, nell’ambito della campagna nazionale "Non ti nascondere. Liberi di scegliere – richieste stupefacenti".
I temi proposti continuano ad essere centrali nella nostra attività: abbattimento delle barriere architettoniche, accessibilità degli spazi pubblici, dei trasporti e dei servizi.


venerdì 29 marzo 2019

In risposta a Tidei

Il Sindaco Tidei, in difficoltà dopo soli otto mesi, reagisce in maniera scomposta, aggrappandosi all’arroganza e all’insulto. Questo, evidentemente, sa fare ma tale atteggiamento non migliora una situazione che presupporrebbe invece intelligenza e capacità di confronto.Il sindaco se ne fregia, ma siamo noi cittadini ad aver risparmiato in questi mesi. E questo risparmio lo abbiamo pagato attraverso la privazione dei servizi e l’assenza di interventi utili alla città. Mancano i soldi; ma allora perché non ha ancora provveduto a ritirare le deleghe che fanno incassare al Consorzio Pellicano i soldi che spettano ai cittadini per la raccolta differenziata? Perché ancora oggi non esiste un piano per rendere la Santa Marinella Servizi utile alla Città anche sotto il profilo economico? E quali sono stati gli interventi per l’efficientamento della Farmacia comunale?Relativamente al cimitero, poi, le parole del sindaco sono indicative di uno stato di scarsa lucidità. Il Sindaco, davvero crede di ingannare i cittadini parlando di fabbisogno di loculi e cercando di convincerli che la costruzione di 3.000 loculi sarà a costo “zero”? E stato già elaborato il progetto di fattibilità tecnica ed economica? Quanto costeranno i loculi ai cittadini? E quanto in mancate entrate per i prossimi anni? Inoltre, quando vagheggia delle “immediate soluzioni” che il project fornirebbe, farebbe meglio a chiarire i termini di questa immediatezza. Sarebbe divertente.Per quanto riguarda l’Ex-fungo, se Tidei vuol sapere dove ero in quella battaglia gli basterebbe chiedere al suo fidato assessore Minghella che al tempo si affaccendava con la Giunta Bacheca (di cui era delegato al bilancio) a sperperare trecentomila euro di progetto mentre i cittadini di Santa Marinella, ed io tra loro, lottavano contro quella schifezza. Lui, invece, che di quella schifezza è stato l’ispiratore, dov’era? Infine, sulla Perla del Tirreno, se il Sindaco facesse lo sforzo di leggere la perizia di cui va parlando scoprirebbe che sulla passeggiata nessuno ha interdetto niente, non risulta alcun “pericolo di crollo” né si ravvisa alcun “eventuale disastro”. Queste sono fantasie per giustificare, al pari di Bacheca, operazioni di project financing finalizzate a vincolare per decenni le concessioni dei nostri beni comuni. Altro che discontinuità! Il paese che vorrei è il contrario di tutto questo. Vorremmo un paese in cui il Sindaco e la Giunta fossero al servizio della collettività e la progettualità fosse finalizzata alla qualità della vita e alla riqualificazione ambientale.Abbiamo provato a far capire al Sindaco che ci sono altre strade per risanare e riqualificare la nostra città, ma gli mancano le capacità, lo spirito di servizio e la lucidità. Speriamo che qualcuno in maggioranza possa capirlo e scegliere di lottare affinché, alle chiacchiere insolenti ma insignificanti, non seguano i danni concreti.  Non ci facciamo incantare da parole vuote né intimidire dall’arroganza. Ci siamo liberati del suo predecessore, ci libereremo anche di Tidei, sperando che la sua permanenza costi meno cara alla nostra comunità.
Lorenzo Casella
Consigliere comunale 
Lista Il Paese che vorrei


martedì 26 marzo 2019

A dare il colpo di grazia, arrivano i project financing di Tidei


I piani del Sindaco Tidei, in piena continuità con quelli dell’Amministrazione precedente, impoveriranno ulteriormente la nostra città e metteranno un’ipoteca sulla sua capacità di risanarsi e di generare in futuro entrate per collettività. È venuto il momento di scegliere da che parte stare e decidere se lasciare mano libera al Sindaco oppure se vincolarlo al rispetto dell’interesse pubblico per garantire un futuro al nostro territorio.

In dieci anni, il governo Bacheca ha saccheggiato le risorse del nostro Comune. Oltre ai milioni di debiti che ci hanno portato al dissesto, abbiamo perso la piscina comunale, il campo sportivo, il palazzetto dello sport, la scuola delle Vignacce e l’intero territorio versa in stato di abbandono. A questa devastazione potremmo porre rimedio attraverso una fase di risanamento e attenta gestione e invece, a dare il colpo di grazia, arrivano i progetti di Tidei. 

Tramite il sistema del project financing ci si accinge a trasferire i nostri beni comuni e le relative entrate, dalle casse del nostro Comune alle tasche di imprenditori, per anni. 

Ecco come funziona. L’amministrazione dà in concessione un bene comune (cioè di tutti) un certo numero di anni al privato che finanzia la realizzazione dell’opera e in cambio gode del beneficio economico della gestione. Il privato imprenditore punta naturalmente a che il business sia il più rilevante e redditizio possibile ma questa ricerca di profitto dovrebbe essere controbilanciata dalla capacità dell’Ente Pubblico di tarare il progetto sulle concrete esigenze della collettività e di negoziare i termini ad essa più favorevoli.

Il problema non è lo strumento in sé ma chi lo strumento lo usa. Infatti, una politica compiacente trasforma e amplifica le caratteristiche dell’opera non in funzione delle reali esigenze della collettività ma di ciò che rende più appetibile l’affare per il costruttore.  

Ecco quindi che, nelle mani di Tidei, se per i prossimi 10 anni il Comune ha bisogno di 900 loculi, l’appalto viene richiesto per 3.000; se la passeggiata necessita di un intervento di consolidamento e adeguamento, l’appalto viene riempito di optional che poi nessuno controlla e diventa un affare da 3.000.000 di euro, naturalmente con concessioni esclusive pluriennali; se abbiamo bisogno di sistemare le aree di parcheggio della zona centro, diventa indispensabile inventarsi un appalto per 3 piani di parcheggi sotterranei. 

Anche la qualità, la funzionalità, i materiali, la durevolezza nel tempo di quanto si realizza, non rispondono più a criteri di utilità sociale ma si piegano alla logica del profitto. Ovviamente, la definizione e l’approvazione dei progetti, così come il ruolo di controllo, resta nelle mani di chi ha concepito questo disegno ben conoscendo gli interessi degli imprenditori e l’importanza di fornire opportunità e garanzie ai loro investimenti. 

Questo significa sacrificare l’interesse pubblico sull’altare degli affari di pochi. Naturalmente i soliti, visto che cambiano i sindaci ma i progetti restano gli stessi.

lunedì 18 marzo 2019

Case in edilizia agevolata: chiediamo che la Regione Lazio affianchi ATER a sostegno dei cittadini di Santa Marinella in maggior difficoltà.




Da più di un anno è in corso la trattativa per l’acquisizione da parte dell’ATER di alcuni alloggi a S. Marinella. L’ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) svolge un servizio di edilizia sociale volto a garantire un alloggio a chi non è in condizioni di accedere a un’abitazione a prezzo di mercato, fornisce cioè una casa alle famiglie meno abbienti. Già durante la campagna elettorale, abbiamo evidenziato la presenza di immobili invenduti e incompiuti sul territorio comunale, sollevando l’esigenza di un piano di recupero del patrimonio immobiliare disponibile e di un blocco al consumo di suolo. Abbiamo più volte ribadito questa posizione in contrasto con i numerosi annunci del Sindaco che, in una smania di cementificazione, punta a ottenere terreni agricoli per trasformarli in insediamenti per nuove abitazioni.  Ribadiamo ancora oggi la nostra contrarietà: guardare al futuro del nostro territorio significa riqualificare il patrimonio edilizio e impedire la costruzione di nuovi agglomerati.
Apprezziamo quindi la lungimirante scelta dell’ATER di investire nella riqualificazione di un immobile esistente - escludendo un’inutile cementificazione del nostro patrimonio verde - e chiediamo inoltre all’ Azienda di procedere in questa direzione che rappresenta un indiscutibile vantaggio per la collettività.
Inoltre, visto che nelle politiche dell’ATER rientra l’adeguamento degli immobili mirato al contenimento del consumo energetico, ci preme sottolineare la potenziale ricaduta economica che queste opere potrebbero rappresentare per le imprese edili locali, contrariamente a quanto avviene in occasione dei grandi cantieri dove l’intervento dei costruttori lascia nel nostro comune solo le briciole degli appalti milionari. 
Esiste però una criticità. Ci risulta che la disponibilità finanziaria dell’ATER possa fronteggiare i costi per l’acquisizione dell’immobile e i lavori di adeguamento ma che non sia sufficiente a consentire l’assegnazione degli appartamenti con formule economicamente più accessibili come l’edilizia sovvenzionata, destinata proprio ai cittadini più bisognosi.  Quest’ultima infatti consentirebbe la locazione ai nuclei familiari più deboli prevedendo canoni di locazione proporzionati alla condizione economica degli assegnatari.
Chiediamo pertanto che la Regione Lazio intervenga con un supporto economico finalizzato a realizzare edilizia sovvenzionata almeno su una parte degli immobili in questionee renderli così disponibili anche ai cittadini di Santa Marinella in maggior difficoltà. 
Ci aspettiamo che anche il Sindaco e la maggioranza si attivino in questa direzione abbandonando le mire edificatorie sulle colline del nostro territorio. Oggi abbiamo l’opportunità di fare case popolari a consumo di suolo zero. Per il bene di tutti, facciamolo. 

sabato 9 marzo 2019

Dipendenti comunali: mele marce importanti per la comunità

Incomprensibili i continui attacchi al personale del Comune e della partecipata, utili solo a delegittimare e a destabilizzare i lavoratori e a peggiorare la qualità dei servizi. I dipendenti pubblici dovrebbero rappresentare un valore aggiunto: perché non puntare su formazione e responsabilizzazione delle competenze? La nuova pianta organica, poi, lascia più di un dubbio.


Sono ormai all'ordine del giorno le offese rivolte sia ai dipendenti comunali, sia a quelli della partecipata. Sulla stampa, sui social o addirittura negli incontri pubblici la lista degli spiacevoli appellativi con i quali vengono apostrofati i lavoratori è lunga: da mele marce a cialtroni, da fannulloni a incompetenti. Le colpe di tutto quello che sta avvenendo ricadono esclusivamente sulle loro spalle. Certamente non saranno tutti esenti da colpe. La caccia alle streghe portata avanti in questo periodo, però, non solo risulta incomprensibile e fuori luogo ma è da considerarsi del tutto sconveniente.

La riorganizzazione della pianta organica, annunciata con roboanti dichiarazioni come panacea per tutti i mali,non ha prodotto i risultati desiderati. Eccezion fatta per il risparmio relativo alle retribuzioni delle Posizioni Organizzative, le modifiche attuate hanno avuto l’unico effetto di mandare in tilt la macchina amministrativa, destabilizzando il personale e peggiorando notevolmente la qualità dei servizi forniti. A una robusta rivoluzione dell’impianto interno, non ha corrisposto un idoneo periodo di transizione per agevolare la metabolizzazione dei cambiamenti. Inoltre è mancato un appropriato affiancamento a chi ricopre nuove mansioni, necessario per assimilare competenze diverse. Se a tutto questo si aggiunge la puntuale campagna di demonizzazione, si ottiene una completa delegittimazione del lavoro e del contributo fornito dagli uffici alla città.

L’operato dei dipendenti pubblici o della Santa Marinella Servizi risulta fondamentale per il buon andamento di tutta l’amministrazione. Rappresenta, se ben utilizzato, il valore aggiunto per i servizi che vengono erogati ai cittadini. Occorre puntare con convinzione sulla formazione, avviando programmi condivisi che mirino a mantenere sempre alta la conoscenza delle materie trattate e a uniformare le attività svolte con gli aggiornamenti normativi. La collaborazione e la fiducia tra amministratori politici e amministratori tecnici dovrebbe essere ben salda. È necessario valorizzare le competenze e l’esperienza, generando un processo di responsabilizzazione costante che miri esclusivamente a elevare lo standard dei servizi.

In queste condizioni, invece, oltre alla situazione logistica, pessima, alla dotazione tecnologica, inadeguata, si rischia di produrre un pesante clima di pressione, sia interno che esterno. La frattura tra le due parti appare ancora più preoccupante, se si considera che nella situazione economica/finanziaria in cui si trova il Comune di Santa Marinella, avviare un muro contro muro non giovi praticamente a nessuno. In condizione di dissesto, se la parte politica sceglie di non collaborare con la parte tecnica, a pagarne le conseguenze saranno esclusivamente i cittadini.

È auspicabile, allora, che gli ingranaggi riprendano a girare nel migliore dei modi. Per far sì che questo avvenga, tutti i soggetti interessati dovranno essere messi in condizione di lavorare in maniera ottimale. Urge che le parti riavviino il dialogo, con il dovuto rispetto reciproco e con i giusti modi. Necessario, quindi, risulterebbe abbandonare immediatamente toni troppo esasperati. Dalla distensione dei rapporti, non potranno che arrivare vantaggi per tutti.

Una classe dirigente consapevole e responsabile, questo dovrebbe fare. Una classe dirigente al governo della città e degna del proprio ruolo, questo lo avrebbe già fatto.

Il Paese che vorrei si mette a disposizione per favorire il confronto tra le parti e avviare una discussione costruttiva che possa armonizzare le esigenze del Comune e le istanze dei lavoratori, nell'interesse della nostra comunità.

mercoledì 27 febbraio 2019

Ridotti all'osso!


Gli oneri concessori per il canile di Furbara non sono corrisposti da due anni. Gli ospiti della struttura corrono gravi rischi. La solidarietà della città, che più volte si è stretta attorno ai volontari, da sola non basta più: le istituzioni si assumano le proprie responsabilità!


La legge italiana tutela gli animali, in particolare quelli da affezione, proteggendoli da maltrattamenti e consentendo agli enti di controllare, con l'ausilio delle ASL e delle associazioni di volontari, lo sviluppo e la salute di cani e gatti randagi. Le funzioni dei Comuni sono quelle di attuare piani di controllo delle nascite e di gestire i canili o gattili pubblici, anche attraverso convenzioni con associazioni animaliste. Tali strutture, sottoposte al controllo veterinario delle A.S.L, devono garantire buone condizioni di vita per gli animali e il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Tutto questo viene naturalmente fatto per tutelare il benessere degli animali ma anche per promuovere una corretta e sostenibile convivenza tra uomo e animale e tutelare la salute pubblica. 
Al canile/gattile comunale di Furbara, invece, è vera emergenza. Il pagamento degli oneri relativi alla convenzione da parte del Comune, infatti, è fermo da due anni. Non vengono rispettati gli impegni dal primo bimestre 2017.
L’associazione che gestisce il canile, comprendendo le difficoltà per venire incontro alle necessità dell’Ente ha accettato una riduzione del canone per il 2018 di oltre il 60% (per il 2017 riceverà poco meno del 40%). Nonostante questo sforzo, i pagamenti ritardano ad arrivare.
Le raccolte di generi di prima necessità più volte organizzate sia dai volontari, sia spontaneamente dai cittadini, non bastano più. La struttura, un tempo fiore all’occhiello dell’Amministrazione e della città, stenta a garantire i servizi obbligatori. In queste condizioni, assicurare la salute e la sopravvivenza degli animali diventa ogni giorno più difficile.
Non si tratta unicamente di garantire il nutrimento degli oltre cento ospiti, a questo i volontari riescono a fare fronte, anche grazie all’aiuto dei cittadini. Senza fondi, il rischio maggiore è quello di non poter fornire le prestazioni veterinarie fondamentali per la salute degli animali. L’emergenza igienico – sanitaria è un’ipotesi non molto remota.
Rimandare ancora i pagamenti potrebbe risultare pericoloso. Una volta ricevuto parere positivo dal Ministero dell’Interno sul Bilancio di previsione 2018, invitiamo l’Amministrazione a onorare tempestivamente la convenzione e auspichiamo che anche i Commissari straordinari velocizzino la liquidazione delle spettanze arretrate per il 2017.  Inoltre, incoraggiamo i tantissimi cittadini che hanno già contribuito con donazioni a continuare ad aiutare l’associazione e sproniamo chi non l’avesse ancora fatto a contribuire.
Il canile comunale appartiene al patrimonio dei cittadini e il lavoro offerto dalle volontarie e dai volontari, che dedicano alle strutture gran parte del loro tempo, è un servizio alla collettività. La salvaguardia degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo sono attività obbligatorie per i comuni e non vorremmo che la nostra città si riducesse a dover ricorrere a una struttura privata pagata dall’Ente pubblico. Vogliamo che Santa Marinella continui ad avere un canile comunale che funzioni, come è avvenuto sin ad ora, che sia un punto di riferimento certo per le adozioni e che possa continuare a offrire adeguata tutela agli animali.