domenica 24 maggio 2020

IL CONTRARIO DI CIO' CHE ANDREBBE FATTO

In una riunione indetta dal Sindaco, con assessori e consiglieri, tra gli altri argomenti, la maggioranza ha chiesto pareri sulla possibilità di riaprire il mercato.

L’idea della maggioranza era quella fare il mercato posizionando tutti i banchi di Piazza Trieste più quelli del parco Kennedy lungo via Cicerone, così da creare un unico mercato. 

Il nostro consigliere Lorenzo Casella ha invece ribadito la necessità di evitare la concentrazione in un unico luogo perché questo avrebbe favorito assembramenti di persone sia in prossimità delle vie di accesso sia in tutto il susseguirsi di bancarelle dove evidentemente si sarebbero create file in attesa di essere serviti. Per non parlare dell'aumento del traffico veicolare nel giorno del mercato,
della difficoltà di trovare parcheggio intorno al parco Kennedy e dei problemi di mobilità per chi abita lontano e non ha la macchina. 

La nostra proposta per favorire il distanziamento sociale è stata quella di suddividere le bancarelle in 3 o più mercati più piccoli da realizzare in luoghi diversi. 
Abbiamo ipotizzato:
- un mercato in zona parco Kennedy,
- uno presso il campo sportivo (via delle Colonie), 
- uno in centro (eventualmente all’interno del porticciolo).

E abbiamo ribadito l’esigenza che questi mercati avessero ognuno vari tipi di merce in modo tale da soddisfare le esigenze delle persone ed evitare spostamenti da un mercato all’altro per fare una spesa completa. 

La maggioranza ha però obiettato che per i titolari delle bancarelle è importante stare tutti insieme soluzione che per noi è però in netto contrasto con le esigenze sanitarie e di ordine pubblico indispensabili in questo periodo.

Alla fine si è deciso di rinviare la decisione sul mercato al 1 giugno ma, a quanto risulta dalle sue esternazioni, il Sindaco ha già deciso di sopprimere il mercato di piazza Trieste.




giovedì 21 maggio 2020

PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO


Troviamo incredibile che chi ha contribuito attivamente alla distruzione economica e morale di questo paese oggi abbia l’arroganza di volerci impartire lezioni sulle presunte buone pratiche.

I tavoli di confronto sono la via maestra per riuscire a superare le proprie lacune e la propria inefficienza ma ci vorrebbe un interesse per il pubblico e un’umiltà che all’attuale cosiddetta classe dirigente mancano.

In più c’è la presunzione di chi vorrebbe “formare” associazioni e cittadini a prendersi cura di arenili liberi di cui il Comune si è sempre disinteressato e che ha da sempre lasciato in abbandono.
Numerose sono invece le associazioni e i cittadini che hanno supplito alle inefficienze dell’Amministrazione con il proprio impegno. Cosa vorrebbe insegnare l’Assessore Minghella a costoro?  Come si misura una distanza? Come si invitano le persone alla correttezza dei comportamenti? Come ci si prende cura dei beni comuni?

Noi proponiamo che i soldi stanziati dalla Regione possano essere utilizzati per garantire il corretto accesso agli arenili liberi offrendo, a chi quelle spiagge e quelle scogliere le ama, un compenso economico e siamo certi che questa operazione potrebbe costituire un’opportunità di lavoro per chi è più in difficoltà e potrebbe trarre un beneficio in cambio del suo impegno nel presidiare, nell’interesse di tutti, quegli spazi liberi.

Le posizioni espresse dall’Assessore Minghella invece mirano a un altro obiettivo, quello di far piovere sempre sul bagnato, nel portare beneficio a chi già ne ha, nell’essere il mazziere di un tavolo riservato a pochi.  

Invece di pianificare azioni si preferisce scaricare responsabilità, invece di distribuire si preferisce concentrare, invece di attuare interventi di equità sociale si preferisce agevolare privilegi e rendite di posizione. Sono queste le prerogative di una gestione del potere insana, ingiusta, dannosa.

Lorenzo Casella
Il Paese che Vorrei




martedì 19 maggio 2020

LE LINEE PROGRAMMATICHE DI TIDEI SONO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA CITTA’!

L’Amministrazione pensa di uscire dall’emergenza Covid a colpi di privatizzazioni. E’ l’inizio di un lungo braccio di ferro con i cittadini.

Le cosiddette “Linee programmatiche per la ricrescita del Paese a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19”, presentate dal Sindaco in Consiglio comunale, somigliano piuttosto a un volantino promozionale di saldi stagionali. Il solo impatto visivo è sconcertante. Le sei prime proposte sono altrettanti project financing: project financing cimitero; project financing “Ex fungo” (parcheggi e piazza); Project parcheggi; project “talasso terapia”; project “ex piscina comunale-bar-ristorante”; project “passeggiata spiaggia”.

Riteniamo che ormai sia inutile spendere altre parole sul fatto che questi progetti, gli stessi dell’Amministrazione Bacheca, siano già stati bocciati dai cittadini con manifestazioni e raccolta di firme. Ancora più inutile spiegare che il vantaggio economico per le casse del Comune, e quindi per le tasche della gente, si tradurrà in un danno nel medio e lungo termine. A questo punto, sembra chiaro che l’unico interesse che muove Pietro Tidei sia quello di portare a termine queste procedure e poi andarsene a fine mandato, lasciando la città più povera e priva di strumenti per risollevarsi. E al suo volere, alla fine, all’interno della maggioranza, si sono piegati anche coloro che teoricamente si sono sempre dichiarati contrari.

Chi si illudeva che saremmo usciti da questo periodo con uno spirito diverso e una politica proiettata al futuro, è rimasto profondamente deluso. Il documento approvato in Consiglio è saldamente ancorato al passato e alle vecchie dinamiche. La pandemia ha messo in risalto l’aridità delle proposte dell’Amministrazione. Oltre queste, stantie e dannose, c’è il nulla assoluto!

Ma i giochi non sono conclusi. Pensarlo equivarrebbe ad abbandonare Santa Marinella al suo destino. A questa mossa dell’Amministrazione, la solita degli ultimi 25 anni, dovrà corrispondere una reazione convinta della collettività. Dovrà partire un lungo e durissimo braccio di ferro nel quale le posizioni in campo sono ben definite. 

Da una parte l’Amministrazione famelica e spietata, che nelle settimane più dure del contagio, ha mostrato il peggio di sé, organizzando piani a scapito della collettività, senza un’idea per il bene comune o una proposta di servizi. Dall’altra, chi in questi due mesi, segregato in casa, non ha fatto altro che sacrifici, senza ricevere in cambio dall’Amministrazione nemmeno una parola di conforto ma solo intimidazioni, e ora rischia di vedersi scippato di quel patrimonio pubblico che gli appartiene di diritto.

Questa volta, più che mai, sarà necessario che i cittadini si organizzino e trovino le giuste forme di lotta per impedire queste privatizzazioni di fatto. Non sarà facile ma la vera partita è proprio questa e ci dirà se siamo destinati al declino o se cambiare, davvero, si può. Quanto sarà duro lo scontro ce lo hanno già fatto capire le linee programmatiche messe in campo dal Sindaco e lo spirito predatorio con cui sono state concepite. 

L’Amministrazione farà di tutto, passata l’emergenza, affinché nulla sia diverso da prima. Il che significa che tutto sarà peggiore. Ostacolare questa svendita, invece, significherà trovare il coraggio di cambiare, di volare alto e di invertire direzione, puntando convintamente sulla difesa dei beni comuni, sulla tutela del patrimonio pubblico, sulla soddisfazione dei bisogni collettivi e, perché no, sulla ricerca della felicità, per tutti.



domenica 17 maggio 2020

ARENILI LIBERI: DALLA REGIONE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ


La Regione stanzia per Santa Marinella oltre trecento mila euro per garantire il diritto di accesso al mare. Torniamo a chiedere che l’Amministrazione riqualifichi e metta in sicurezza gli arenili liberi.

La Giunta regionale ha approvato una Delibera che prevede lo stanziamento di sei milioni di euro per garantire la messa in sicurezza, la sanificazione e il rispetto delle norme sul distanziamento sociale esclusivamente negli arenili liberi a patto che questi spazi rimangano destinati al godimento gratuito per tutti. A Santa Marinella arriveranno oltre trecentomila euro. In questo modo la Regione intende tutelare il diritto dei cittadini di accedere liberamente al mare; diritto che, nella nostra città, sembrava messo in discussione dalle dichiarazioni del Sindaco.

Ora l’impossibilità da parte del Comune di garantire sicurezza nelle porzioni di arenile pubblico a causa della carenza di agenti di Polizia Locale è risolta. Allo stesso tempo viene meno la necessità di dover ricorrere al personale degli stabilimenti privati in cambio della concessione del 50% delle spiagge libere. Gli obblighi previsti dall’ultimo Decreto del Governo e dal documento promosso dalle Regioni, infatti, non penalizzano più di tanto gli stabilimenti, essendo del tutto simili alle disposizioni pre-Covid in termini di distanza tra ombrelloni, lettini o sdraio.

Alla luce di questa Deliberazione, Il Paese che Vorrei torna a promuovere con rinnovato vigore la proposta di riqualificare gli arenili liberi presenti sul nostro territorio, assegnandone temporaneamente la gestione ad associazioni e gruppi di cittadini che se ne prendano cura e vigilino sul corretto distanziamento sociale, garantendone l’utilizzo pubblico. L’Amministrazione destini i fondi regionali esclusivamente per mettere in sicurezza e sanificare questi spazi e per finanziare l’impegno dei soggetti che garantiranno questi servizi. Con la stagione balneare alle porte, infine, sollecitiamo il Comune a istituire un tavolo di confronto con le associazioni e i cittadini interessati e ad agevolare le pratiche amministrative per garantire rapidità e trasparenza all’iter di assegnazione.

Il periodo che stiamo vivendo sta danneggiando indiscriminatamente ogni cittadino e quindi occorre prendere provvedimenti che perseguano la difesa dei diritti di tutti. La nostra proposta tutela il diritto dei cittadini di usufruire degli arenili liberi, salvaguarda le altre categorie commerciali e garantisce il rispetto delle normative sul distanziamento sociale. In più, offre un’opportunità lavorativa per chi a causa della crisi sanitaria non solo è stato danneggiato ma rischia di non trovare altra occasione per risollevarsi.

Le istituzioni, Comune in testa, devono essere protagoniste di un rilancio collettivo e non cedere a facili soluzioni, che immancabilmente si trasformano in privilegi per pochi. Invitiamo, perciò, l’Amministrazione a non arroccarsi sulle proprie posizioni e ad attuare scelte che rispettino i diritti e vadano incontro ai bisogni e alle necessità di tutti.



sabato 16 maggio 2020

STO PENSANDO CHE VOGLIO ANDARE AL MARE!!

Riceviamo da Simonetta,  attivista del Paese che Vorrei di cui condividiamo le preoccupazioni, e volentieri pubblichiamo.

Sto pensando che voglio andare al mare!! Ma come? Dove?
Ci siamo fatti una sessantina (due mesi) chiusi in casa, abbiamo aiutato chi ne aveva bisogno, abbiamo accettato anche i diktat più impropri per tutelare la nostra salute...e adesso?
Arriva l'estate, la voglia di mare e di fare il bagno. Ci si chiede cosa succederà e quali sono le regole ai tempi del Covid19? A Santa Marinella ci sono 23 spiagge libere alcune delle quali ubicate tra due concessioni demaniali e la Federbalneari Lazio che ti va a pensare? Diamo un po' di spiaggia libera ai concessionari limitrofi per allargarsi e mantenere la distanza di sicurezza tra un ombrellone e l'altro. Quando mai le spiagge in concessione di Santa sono state piene? Quando mai avete visto tutti gli ombrelloni occupati? Quando mai avete usufruito di in passaggio gratis dai concessionari degli arenili pur essendo di Santa?
Partendo dal presupposto che tutti hanno perso qualcosa con questa Pandemia, nessuno escluso, che molti, per fortuna, hanno potuto chiedere e ottenuto un contributo statale per le loro attività commerciali e sembra che altri stiano arrivando, che ci saranno sconti sulla Tosap e che bar e ristoranti potranno allargarsi con i loro tavoli sul suolo pubblico...l'importante è non creare il far west!
Da un articolo del 9 maggio apparso sul Messaggero la nostra amministrazione pensa di dare fino al 50% delle spiagge libere ai concessionari limitrofi!! Cioè se due spiagge in concessione sono divise da una spiaggia libera questa diventerà tutta loro? 50% ad una e 50% all'altra? E chi ha la concessione senza spiaggia libera ai lati? Questo vuol dire che META' della spiaggia del castello di S. Severa verrà data allo stabilimento confinante? Ma qualcuno dirà : gli stabilimenti danno lavoro, e meno male.
Non basta...daranno come sempre in concessione la Perla che è l'unico stabilimento comunale e chiederanno anche (attraverso bando) la realizzazione di un bel Project Financing su di essa concedendola per 20 anni ad un privato.
Ma è questo che vogliamo? C'è stato un referendum popolare? O sono bastati i 3000 voti (su 18.000 abitanti) a dar loro il potere di concepire tali progetti?
Vorrei ricordare o proporre agli amministratori che le politiche sul turismo e l'economia del paese si fanno tenendo conto delle persone che ci vivono e ci lavorano, in questo paese, cosa che non è mai stata fatta dal centrodestra e che si auspicava, invece, dal centro sinistra. Il modello di sviluppo per il turismo deve avere una ricaduta su tutto il paese e non su pochi! Il turista che viene a soggiornare da noi vuole tutte le comodità e mi sta bene anzi! Forse bisognerà migliorare queste comodità mettendo d'accordo tutte le parti sociali ed economiche che partecipano alla buona riuscita della stagione turistica. 
Ma non dimentichiamoci di NOI! Di chi ci vive, di chi non è in vacanza e vuole andare al mare, magari due ore, con il proprio asciugamano e poi tornarsene a casa, questo vogliono i santamarinellesi: un'opportunità! E invece si rischia di perdere anche le spiagge libere. Chi ci garantisce che i gestori degli arenili saranno rispettosi delle nostre esigenze? Dare l'opportunità di aggiungere ombrelloni e sdraio va bene ma solo su richiesta e no occupando la spiaggia con ombrelloni che rimarranno vuoti tutto il giorno. Si potrebbe fare un'eccezione la settimana di ferragosto o le domeniche ma no durante la settimana. Aiutare tutti si ma, appunto, aiutare tutti anche i santamarinellesi e i villeggianti che non si possono permettere (o non vogliono) di pagare ombrellone e sdraio. Se no che politiche di sinistra ci sono in questa amministrazione? 
SIMONETTA GAZZELLA

martedì 12 maggio 2020

EMERGENZA COVID: A RISCHIO LE SPIAGGE LIBERE

Una nostra proposta nel rispetto dei beni comuni e del diritto di tutti a godere del mare.

Le associazioni dei balneari chiedono a Regioni e Comuni di poter limitare il danno economico derivante dall’applicazione del distanziamento delle attrezzature attraverso l’opportunità di “allargarsi” sulle spiagge libere adiacenti alle loro concessioni.

Salvo rare eccezioni le Regioni e i Sindaci, appellandosi all’impossibilità di fare controlli, data la scarsità di risorse (Polizia Locale, Capitaneria di Porto), sembrerebbero accogliere questa richiesta con sollievo perché, anche se potenzialmente lesiva del diritto dei cittadini, questa ipotesi li solleverebbe dalla responsabilità di vigilare sul distanziamento sociale negli arenili liberi.  Si preferisce prendere una comoda scorciatoia piuttosto che farsi carico del problema. Ad esempio, per implementare i controlli, trattandosi di un’esigenza sanitaria, si potrebbe pensare di coinvolgere i volontari della Protezione Civile.

Il rischio di una privazione della libera fruizione del mare è reale e deve essere scongiurato. Se manca il personale per controllare il distanziamento, manca anche per vigilare sugli eventuali abusi che si potrebbero verificare nell’utilizzo degli arenili liberi da parte dei balneari, beneficiari di questi provvedimenti.

Qualora, nell’ottica di un sostegno reciproco all’insegna della solidarietà, questa prassi dovesse essere adottata in specifici casi, è dunque necessario che ciò avvenga secondo regole chiare a tutela dell’interesse di tutti. La possibilità per uno stabilimento di usufruire di uno spazio ulteriore rispetto a quello in concessione, deve avvenire nel rispetto della libera fruizione della spiaggia che comporta accesso e permanenza gratuiti e il divieto di preposizionamento di ombrelloni o lettini. Il gestore dovrebbe fornire - sull’intera area di spiaggia libera - i servizi di vigilanza sul distanziamento, di pulizia e di assistenza.  In cambio potrebbe fornire ombrelloni e sdraio ai bagnanti, ma solo a richiesta.

Tuttavia, se pur regolamentate, queste misure possono facilmente tradursi in privilegi per chi ha di più e in ulteriori privazioni per chi è già in difficoltà. Persino nell’ambito della stessa categoria dei balneari, si andrebbero a creare disparità di trattamento in quanto non tutti i gestori hanno aree libere limitrofe di cui usufruire. E resta vivo il timore che l'eventuale "allargamento" possa costituire un pericoloso precedente e non limitarsi alla stagione "Covid".

Riteniamo che la via maestra per agevolare il distanziamento sociale sul litorale sia quella di rendere disponibile la maggior quantità possibile di arenili, che sono e devono rimare spiagge libere. È necessario che il Comune elabori un piano all’insegna dell’accoglienza diffusa e si faccia interprete dei diritti di tutti e non esclusivamente delle esigenze degli operatori che, in deroga ai regolamenti sulle concessioni, potrebbero usufruire di più spazio.

Il Comune dovrebbe rappresentare questa esigenza presso la Regione con la richiesta di destinare risorse per fornire incentivi economici ad associazioni e a gruppi di cittadini affinché possano prendersi cura e vigilare sul corretto distanziamento sociale sugli arenili liberi a loro temporaneamente affidati. Questa scelta costituirebbe anche un’opportunità di lavoro legato, ad esempio, agli sport del mare o allo sviluppo di piccoli servizi forniti dagli affidatari ai frequentatori delle spiagge libere, evitando l’utilizzo di attrezzature tipiche di spiagge con servizi e stabilimenti balneari.

La tutela delle attività economiche deve essere affiancata dal rispetto dei beni comuni, delle pari opportunità e del diritto di tutti a godere delle spiagge e del mare. 




venerdì 17 aprile 2020

SANTA MARINELLA È SOTTO ATTACCO: BISOGNA REAGIRE

Approfittando dell’impossibilità dei cittadini di incontrarsi, discutere, opporsi, per via dell’epidemia in corso, il Sindaco mette in atto una aggressione nei confronti dei beni comuni e del nostro futuro.
È un’offensiva che mira a sottrarre opportunità strategiche per consegnarle nelle mani dell’imprenditoria privata estranea alla nostra comunità, indifferente alle nostre esigenze sociali ed economiche, attratta solo dalla prospettiva di fare affari, in assenza di rischio d’impresa.
A favorire questo saccheggio è proprio il Sindaco che con la complicità di una maggioranza insensibile quanto colpevole, sta cercando di condannarci a un destino di perenne crisi economica,
Avremmo potuto realizzare parcheggi a pagamento pubblici mantenendo un congruo numero di aree gratuite, doverosamente esentando pendolari e residenti, per assicurare giustizia sociale e investimenti sulla mobilità. Il piano del Sindaco prevede invece parcheggi a pagamento ovunque, gestiti dal privato, che garantiranno incassi all’imprenditore prescelto per i prossimi 10 anni.
Un finanziamento regionale a fondo perduto ci consentirebbe di ristrutturare e riqualificare la Passeggiata mantenendola nella disponibilità del Comune. Il bando viene ignorato, il Sindaco preferisce ricorrere a un project financing che consegnerà lo stabilimento “Perla del Tirreno” nelle mani di un privato che lo gestirà per 20 anni, facendo perdere al Comune circa 5 milioni di euro.
Sul Cimitero comunale, un’emergenza costruita a tavolino si presta a consegnare la struttura, per 20 o 30 anni, a un altro imprenditore che costruirà migliaia di loculi, inutili per noi ma fondamentali al business, destinato a soddisfare la richiesta di persone non residenti. Questo “turismo cimiteriale” sottrarrà alle casse comunali i corrispettivi per le concessioni, circa 160.000 euro all’anno.
La riqualificazione dell’area di Largo Gentilucci ci permetterebbe di rilanciare le attività commerciali del centro cittadino. Il sindaco, invece, rispolvera un vecchio project financing sull’ex fungo: 3 piani interrati di parcheggi con costi di manutenzione insostenibili, ammortizzati però dalla realizzazione di un centro commerciale; una speculazione che indebolirà ulteriormente il nostro sistema commerciale per favorire gli interessi del costruttore che lo realizzerà.
La farmacia comunale è abbandonata a se stessa, senza controllo e senza un piano di corretta gestione. Possibile che uno degli l’esercizi commerciali più remunerativi, nelle mani della nostra amministrazione, si trasformi in un’attività in perdita? Ma ecco pronto l’ingresso di un privato che, senza alcun rischio d’impresa, “salverebbe” la struttura, facendo funzionare ciò che già c’è e intascando i proventi magicamente creati.
E il bello è che tutti i soldi che non incasseremo, tutte le opportunità che non avremo più, tutto il patrimonio che perderemo, il Sindaco lo chiama “sviluppo”. Ma in questa trappola che sacrifica le potenzialità del nostro Paese, ci siamo già cascati.
Acqua, infrastrutture, aziende, comunicazioni, trasporti, sanità, sono solo alcune delle risorse un tempo pubbliche che abbiamo ceduto all’interesse privato in nome di un presunto “sviluppo” che invece impoverisce i cittadini, deprezza il lavoro e sottrae risorse alla collettività.
Almeno nel nostro Comune, diciamo basta.

martedì 14 aprile 2020

Stabilimento “Perla del Tirreno”: persa l’occasione di un rilancio all’insegna della qualità



In questa situazione difficile, resa ancora più critica dalle incertezze che gravano sul futuro economico e sociale, i provvedimenti dell’amministrazione mostrano nuovamente il vuoto assoluto in termini di idee e buone pratiche.
L’epidemia in corso ha già messo in ginocchio l’economia, la necessità di affrontare correttamente la prossima stagione estiva, quindi, avrebbe richiesto analisi, programmazione e strategia per rendere la nostra località più sicura, accogliente e attrattiva in funzione di un turismo che ci aspettiamo intimorito dalla criticità della situazione.

E invece, arriva il solito bando per lo stabilimento balneare “la Perla del Tirreno”, senza regole per una corretta gestione, senza standard di riferimento per l’occupazione dell’arenile, senza politiche di prezzo, senza alcuna indicazione che possa vincolare il gestore alla qualità e al rispetto per l’importanza che questo bene riveste per la nostra ricettività turistica.

Eppure, già in passato abbiamo visto come l’assenza di qualità nella gestione della “Perla del Tirreno” abbia prodotto un danno all’immagine dell’intero Paese, basta leggere le pessime recensioni riportate sui portali turistici. Quest’anno, a maggior ragione, avremmo avuto bisogno di tutt’altro.
Sarebbe stato necessario promuovere Santa Marinella attraverso la diversificazione dell’offerta turistica, l’aumento del livello qualitativo e un’attenta politica dei prezzi.

Nel caso specifico della “Perla del Tirreno”, avremmo potuto adottare la gestione diretta da parte del Comune e realizzare una spiaggia libera con servizi. Così, se da un lato avremmo rinunciato al possibile incasso per la locazione, dall’altro avremmo avuto il guadagno relativo ai proventi dalla gestione dei servizi e delle attrezzature.

Avremmo potuto trasformare gli aspetti critici di questa particolare situazione nell’opportunità di realizzare un importante progetto di destagionalizzazione tramite la diversificazione dei servizi offerti e la ricerca dell’efficienza gestionale. Ciò avrebbe creato nuovi posti di lavoro e consentito di mettere in pratica un modello di valorizzazione del bene comune mirato alla ricerca dell’eccellenza nella qualità dell’offerta turistica. 
Ma niente di tutto questo è possibile se si rimane ancorati alle cattive abitudini del passato, se ci si arrende all’incapacità e all’inerzia, se alla base delle scelte c’è sempre e solo la presunzione e mai quella capacità di visione indispensabile per provare a costruire un futuro migliore.




sabato 11 aprile 2020

AFFITTI: AIUTI PER CHI È IN DIFFICOLTÀ

La Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di 43 milioni di euro (circa 24,5 milioni destinati a Roma e 18,5 agli altri Comuni) per il sostegno all'affitto rivolto alle persone in difficoltà economica durante questa fase di emergenza sanitaria.

La manovra prevede due misure:
1. 21 milioni di euro destinati a cittadini e famiglie con reddito Isee fino a 14.000€. Queste risorse sono assegnate ai Comuni del Lazio, che con un bando pubblico provvedono a trasferire i contributi alle persone che fanno domanda e rispettano i requisiti previsti. L'erogazione è immediata per i Comuni che hanno già presentato le graduatorie degli assegnatari, mentre per gli altri partiranno appena l'iter sarà completato.

 2. Gli altri 22 milioni, verranno trasferiti ai Comuni per sostenere il pagamento dell'affitto di coloro che hanno subito una contrazione di almeno il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il reddito non dovrà essere superiore ai 7.000€ trimestrali (circa 28.000€ annui), mentre il contributo sarà per tre mensilità e corrisponderà al 40% del costo dell’affitto.

Tutte le informazioni a questo link: http://www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/bonusaffitti/



martedì 7 aprile 2020

IL FUTURO DELLA PASSEGGIATA E' IN UN BANDO, MA SINDACO E MAGGIORANZA FANNO FINTA DI NON SAPERLO



La Regione Lazio lo scorso gennaio ha pubblicato un bando aperto esclusivamente ai comuni della fascia costiera, finalizzato alla riqualificazione delle strutture comunali di interesse turistico. Con questo bando, volutamente ignorato dal nostro Comune, possono essere realizzati interventi di ristrutturazione e riqualificazione con un finanziamento a fondo perduto che va dai 500.000 euro fino a un massimo di 3 milioni di euro per ciascun comune.

Tra gli obiettivi del bando citiamo:
-          “ lo sviluppo di infrastrutture di qualità, affidabili e sostenibili, volte al miglioramento dei contesti ambientali costieri”;
-          “salvaguardare e migliorare la qualità dei centri abitati costieri con operazioni indirizzate alla valorizzazione degli spazi collettivi”;
-          “innalzamento del livello della qualità della vita dei residenti, dell’accessibilità e fruibilità dei luoghi e dell’attrattività turistica”;
-          “recupero delle aree prospicienti la costa, valorizzando l’attrattività dei luoghi in conformità con i principi di tutela ambientale del paesaggio”;
-          “migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli arenili alle persone diversamente abili”;
-          “potenziamento di strutture connesse all'uso balneare, che pongano particolare attenzione ai bisogni dei più vulnerabili, … ovvero la realizzazione della “spiaggia per tutti”.

Si, la “spiaggia per tutti”! È questa definizione che risulta indigesta a chi invece di perseguire l’interesse della comunità, tenta di sottrarre ai cittadini i loro beni comuni per consegnarli nelle mani del prediletto imprenditore di turno, nella consapevolezza del danno economico che ricadrebbe, ancora una volta dopo il dissesto, sulle spalle dei cittadini.
Infatti, questa azione di ingiustizia sociale sacrifica le entrate derivanti dalla gestione della spiaggia e dei servizi connessi, così decisive per il futuro della nostra economia locale.

Il bando è stato pubblicato il 10 gennaio scorso e contestualmente presentato ai sindaci dei comuni costieri del Lazio. Era presente anche il Sindaco di Santa Marinella che invece di perseguire quest’opportunità, si è dedicato esclusivamente al tentativo di consegnare al privato la spiaggia per i prossimi 20 anni arrivando a pubblicare, in piena crisi Covid-19, la relativa manifestazione di interesse.

Chiediamo una decisa inversione di marcia.
Il bando scadrà il giorno 8 ottobre 2020. C’è tutto il tempo per istruire un progetto condiviso per la riqualificazione della passeggiata e delle strutture che ci appartengono.
Chiediamo al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri di maggioranza di abbandonare la logica della speculazione e, nell’interesse dei loro concittadini, fare ogni sforzo possibile per concorrere al bando e far assegnare al nostro comune il finanziamento necessario.
Facciamo un appello a tutte le forze sane del nostro comune perché facciano sentire la propria voce. Oggi più che mai ci troviamo in un momento strategico in cui è necessario tutelare i nostri beni comuni, per migliorare la nostra offerta turistica, determinare il futuro del nostro ambiente, rilanciare la nostra economia e promuovere la qualità delle nostre vite.


Info sulla proroga dei termini: www.terzobinario.it/litorale-la-regione-proroga-il-bando-da-10-milioni-per-i-comuni-costieri/


venerdì 3 aprile 2020

Oggi abbiamo perso un amico.

Giuliano Vasta, con cui per anni abbiamo condiviso riflessioni, iniziative, momenti di festa e di battaglia, ci ha lasciato a causa della malattia di cui soffriva da qualche tempo.
In questi giorni in cui non avremo neanche la possibilità di riunirci per un ultimo saluto, vogliamo manifestare alle persone a lui più vicine l’affetto e il dolore di una comunità che con la prematura perdita di Giuliano ha perso un amico prezioso e un compagno.



sabato 28 marzo 2020

IMPOSTA DI SOGGIORNO. UNA RISORSA PER AIUTARE OGGI I CITTADINI IN DIFFICOLTÀ E RIDEFINIRE L’OFFERTA TURISTICA PER IL DOMANI.


I consiglieri d’opposizione Casella e Fiorucci chiedono di utilizzare i soldi provenienti dall’imposta di soggiorno per aiutare chi è in difficoltà e per promuovere il nostro territorio nel dopo crisi.

La cosiddetta classe dirigente locale è incapace di fronteggiare il disastro che si sta abbattendo sulla nostra città, sulle attività produttive e sulle persone.

Progetti affaristici sulla passeggiata, parcheggi a pagamento per tutti finalizzati a incassi per pochi, business sul cimitero, liquidazione dei beni comuni… come se nulla stesse accadendo, il sindaco e i suoi complici null’altro riescono a partorire aldilà di un mucchio di provvedimenti ingiusti e dannosi.
Ma accantoniamo per il momento questi anacronistici provvedimenti nati all’insegna di una concezione di sviluppo vecchia e dannosa. Proviamo a concentrarci sui problemi immediati.

Il Comune ha incassato circa 150.000 euro dall’imposta di soggiorno, cifra pari a più del doppio di quella prevista. Questi soldi dovrebbero essere destinati a interventi di riqualificazione del comparto turistico del nostro territorio e visto che nulla è stato fatto fino ad ora, se qualcuno non li ha sottratti indebitamente, questi soldi devono, e si sottolinea “devono”, essere nelle casse del Comune.

Riteniamo che sia oggi indispensabile utilizzare questi soldi e metterli a disposizione di due emergenze:
La prima: fronteggiamo i bisogni delle persone in difficoltà acquistando generi di prima necessità e fornendoli gratuitamente a chi non è nella condizione di pagarli. Parliamo di generi alimentari, medicinali e di ogni altro supporto che possa alleviare nell’immediato le difficoltà di chi tra noi è meno fortunato.
La seconda: è necessario mettere in atto da subito le attività di riqualificazione e promozione turistica in vista della prossima stagione estiva. Non si tratta di spartirsi il bottino per spettacolini e sagre di Paese finalizzati a gratificare l’ego di qualcuno, ma di reali interventi qualificanti per riuscire a essere attrattivi per quei villeggianti e turisti così preziosi per la nostra economia locale.

I soldi ci sono e non ci vengano a raccontare che non è regolare utilizzarli per fronteggiare questa emergenza. Stanziare una quota di quei soldi per aiutare i nostri concittadini è un atto di responsabilità che è necessario che qualcuno assuma.

Chiediamo dunque con forza che siano stanziati immediatamente i soldi necessari ad affrontare questa duplice emergenza e che siano convocate in video conferenza le commissioni competenti per discutere i piani di spesa e di investimento.
Svegliatevi, sbrighiamoci. Oggi è già tardi.





venerdì 27 marzo 2020

EMERGENZA E AFFARISMO: UN BINOMIO DISTRUTTIVO


In questi giorni di terribile crisi, i servizi sono insufficienti e le informazioni sono inadeguate.
Credevamo che fosse un problema d’incapacità gestionale o di lacune organizzative e ci siamo occupati di suggerire alla maggioranza strumenti e metodi per migliorare le attività di supporto ai cittadini.

Oggi scopriamo su cosa era concentrata, invece, la cosiddetta classe dirigente.
Approfittando della criticità della situazione, questi opportunisti erano intenti a intessere la loro opera di distruzione. Invece di pensare a tutelare i cittadini sul fronte sanitario ed economico preparavano la mossa per privarli dei beni comuni e consegnarli nelle mani di speculatori pronti all’affare.

Sul cimitero, ignorando i nostri suggerimenti, hanno costruito un’emergenza loculi che non c’era e che poteva essere scongiurata attraverso la programmazione e la corretta gestione, se solo ci si fosse concentrati sull’interesse collettivo invece che sugli affari.

Analoga spregiudicata strategia viene attuata sulla farmacia comunale, ridotta in perdita per agevolarne la prossima privatizzazione.

Sulla Perla del Tirreno, tra balletti e giravolte, adducendo stravaganti quanto inconsistenti motivazioni economiche, in piena continuità con la giunta Bacheca sono arrivati oggi a definire il loro vero obiettivo: la dismissione di questo bene così importante sotto il profilo economico per il nostro Comune.

Sono azioni perseguite nel disprezzo dell’interesse collettivo, dell’opportunità di risanamento e della possibilità di fronteggiare un futuro che, oggi più che mai, ci appare incerto.

In questi giorni di preoccupazione, sacrifici e paura per un virus che sta infestando il mondo, qui da noi, invece di lavorare per alleviare le sofferenze delle persone si continua a coltivare il germe dell’affarismo che divora il bene comune e lascia i cittadini sempre più poveri e disarmati nei confronti delle sfide future. Purtroppo da questa malattia non si guarisce, è necessario combatterla finché siamo in tempo.

Lorenzo Casella



IN QUESTI GIORNI DI GRAVE DIFFICOLTA'...

In questi giorni di grave difficoltà, pensavamo fosse il momento della collaborazione silenziosa e abbiamo agito di conseguenza indicando urgenze, necessità e lacune e mettendoci a disposizione dell'Amministrazione, senza rivendicarlo, affinché l'istituzione comunale potesse agire con la massima efficacia a supporto dei cittadini.

Sbagliavamo. Con grande spregiudicatezza questa emergenza viene accolta come una opportunità. Ed ecco che rispuntano le questioni del cimitero e del project financing sulla Perla del Tirreno: speculazioni ai danni di tutti noi. A questo punto la responsabilità impone di non tacere per salvaguardare il futuro di questa comunità. 


giovedì 12 marzo 2020

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA': Come aiutare i bambini a far fronte allo stress

Affrontiamo una situazione nuova che mette tutti sotto pressione. Sembrano indicazioni scontate, ma i bambini sono estremamente sensibili ai cambiamenti e alla nostra agitazione. Cerchiamo di fargli superare al meglio questo momento! In sintesi:
- I bambini possono rispondere allo stress in diversi modi: essere più appiccicosi, ansiosi, introversi, arrabbiati o agitati, bagnare il letto ecc.
- Nei momenti difficili, i bambini hanno maggiore bisogno dell'amore e dell'attenzione degli adulti. Concediamo loro più tempo e attenzione.
- Rispondiamo alle loro reazioni dandogli sostegno e ascoltiamo le loro preoccupazioni. Parliamo loro con gentilezza e rassicuriamoli. Se possibile, creiamo delle opportunità per farli giocare e rilassare.
- Per quanto possibile, cerchiamo di tenere i bambini vicini ai genitori e in famiglia ed evitiamo di separarli da coloro che abitualmente se ne prendono cura. In caso di separazione assicuriamo contatti regolari (ad es. via telefono) e diamo rassicurazioni.
- Se possibile, rispettiamo gli orari e seguiamo regolarmente la routine oppure creiamone una nuova, dedicando del tempo all’apprendimento e del tempo al gioco in sicurezza e al relax.
- Forniamo ai bambini informazioni su ciò che è accaduto, spieghiamo cosa sta avvenendo e come ridurre il rischio di essere infettati dalla malattia con parole che possono capire, a seconda della loro età.
Ciò include anche fornire, sempre in modo rassicurante, informazioni su cosa potrebbe accadere (ad esempio, se un membro della famiglia e / o il bambino dovesse iniziare a non sentirsi bene e
 potrebbe avere bisogno di andare in ospedale per un po' in modo che i medici possano aiutarlo a sentirsi meglio).


domenica 8 marzo 2020

PER I DIRITTI E LE LIBERTA' DELLE DONNE



8 marzo 2020, nel cuore dell’emergenza Coronavirus, i cortei che da anni riempiono le strade sono stati bloccati per motivi di sicurezza sanitaria. Non è il momento di manifestare, lo capiamo e lo rispettiamo. Ricordiamo però 3 temi importanti di cui, se non in piazza, è necessario parlare nelle nostre famiglie, nelle nostre case, sui posti di lavoro.
IL FEMMINICIDIO. Nel 2019, 103 donne sono state uccise per violenze consumate nel contesto di relazioni “affettive o domestiche”. Nel 2020 è entrata in vigore della legge Codice rosso per andare in soccorso delle donne vittime di violenza: aumentate le pene per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti. Un primo passo non ancora sufficiente: deve cambiare la cultura. Servono fondi ai centri anti-violenza, supporto a chi fa le indagini e programmi specifici per fermare questa vera e propria “emergenza nazionale.
IL LAVORO. Il tasso di occupazione delle donne in Italia, a gennaio 2020, è del 50%. Quello degli uomini il 68,1%. Il divario è tra i più alti in Europa, quasi doppio rispetto alla media europea. Secondo i dati ISTAT le caratteristiche del lavoro femminile sono “precarietà, minore accesso alle figure apicali, crescita del part-time involontario e della sovra-istruzione”.
I salari: nel 2017, i redditi complessivi guadagnati dalle donne “sono in media del 25% inferiori a quelli degli uomini. È una forma di “doppio sfruttamento”, di cui non si parla abbastanza e che rivela un rapporto tra la violenza domestica e quella sui posti di lavoro.
LA SALUTE. In Italia è ancora necessario tutelare il diritto all’aborto. A 42 anni dall’approvazione della legge 194, il 68% dei ginecologi è obiettore di coscienza. In alcune Regioni è ancora difficile interrompere volontariamente la gravidanza. Paradossalmente, il Paese che, per bocca di una grossa fetta della politica, ancora mette in discussione il diritto all’aborto, non facilita l’accesso alla contraccezione. Siamo 26esimi in Europa per gratuità e accessibilità dei contraccettivi, vicini a Ucraina e Turchia. E i costi della contraccezione, dai preservativi alle spirali, ricadono prevalentemente sulle donne.
Oggi non scenderemo in piazza ma non scordiamo i temi legati alla libertà delle donne. Parliamone, confrontiamoci, ascoltiamoci. Ne va del futuro delle nostre comunità.

mercoledì 4 marzo 2020

IL PERCORSO DE IL PAESE CHE VORREI CONTINUA ED È SEMPRE PIU’ PARTECIPATO


Alla festa dell’associazione, progetti, idee e programmi condivisi per il futuro del territorio. Unica nota stonata la reazione del Sindaco.

Sabato 29 febbraio l’associazione il Paese che vorrei ha organizzato un incontro aperto per condividere temi e azioni di un percorso civico e politico partecipato. L’evento ha registrato un’ampia partecipazione. Erano presenti iscritti, simpatizzanti, tanti cittadini e diversi rappresentanti del mondo associativo e politico di Santa Marinella e del comprensorio tra cui componenti del Comitato per l’ambiente e salute “S.O.L.E.”, della locale sezione A.N.P.I., di Rifondazione Comunista, dell’associazione politica “Amici di Beppe Grillo” e di tante altre realtà che si riconoscono nel mondo del centro sinistra territoriale. Graditi ospiti anche il rappresentante istituzionale dell'associazione “Orizzonti comuni” di Santa Marinella e il Segretario del Partito Democratico di Civitavecchia.  
Si è parlato della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile del nostro territorio, dell’accessibilità e della valorizzazione dei beni comuni, della carenza di giustizia sociale e pari opportunità nella nostra città. Ma si è parlato soprattutto di comunità e del contributo che ciascuno può portare, singolarmente o come realtà costituita alla diffusione e realizzazione di valori e obiettivi condivisi. È stata una bella serata d’incontro e di festa a cui ha fatto, purtroppo, seguito una sgradevole quanto inconsistente polemica.
Che cosa ha così infastidito il Sindaco Tidei? Lo disturba l’esistenza stessa di un’opposizione alle politiche di destra che sta cercando di mettere in atto nel nostro Comune in piena continuità con le politiche del passato che tanti danni hanno arrecato e continuano a causare sul nostro territorio. Lo infastidisce che il tentativo di privatizzare il cimitero, le spiagge, le nostre strade, la smania di cementificare e lo svilimento dei nostri beni comuni, incontrino una popolazione che non rimane indifferente.
Lo disturba il fatto che “il Paese che vorrei” possa costituire un luogo di incontro, di partecipazione attiva, di condivisione di problemi e di possibili soluzioni e lo turba il fatto che esponenti del Partito Democratico possano trovare interesse nel tentativo di costruire su questo territorio una politica diversa: fatta di partecipazione invece che gestione del potere, di accoglienza invece che di arroganza.
Siamo per l’abolizione dei privilegi e l’affermazione dei diritti, per la tutela del paesaggio come nostro più importante patrimonio comune, per l’efficienza dei servizi e la creazione di opportunità di lavoro, crediamo nella cooperazione e nella condivisione come momento di crescita collettiva, promuoviamo lo sviluppo economico nel rispetto e nella tutela dell’ambiente.
Queste sono le nostre idee, i nostri valori, i nostri progetti e, aldilà dell’acredine del Sindaco verso chi agisce diversamente da lui, la partecipazione delle persone che condividono questi obiettivi ci conferma che siamo sulla giusta strada.
Ringraziamo quindi ancora una volta le persone che con le loro idee e la loro solidarietà costituiscono il vero valore aggiunto nei nostri incontri.





UNA BELLISSIMA SERATA ALL'INSEGNA DELLA PARTECIPAZIONE



Sabato 29 febbraio, è stato stupendo vedere tanta gente riunitasi per discutere di quello che si è fatto, proporre idee, avanzare proposte e soprattutto sognare e disegnare insieme un futuro migliore per Santa Marinella. 
Ecco, la vera forza de Il Paese che Vorrei sono proprio loro: le persone, gli individui che incuranti del freddo, degli allarmi si mettono in discussione e a disposizione della collettività. In un momento in cui la partecipazione sembra in crisi, è incoraggiante vedere che Santa Marinella e Il Paese che Vorrei rappresentano una felicissima eccezione! Siamo tanti e stiamo diventando sempre di più: un futuro migliore per la nostra città è davvero possibile! W Il Paese che Vorrei!!!

Oltre che ai tantissimi concittadini che hanno partecipato, un ringraziamento particolare va al Segretario del Partito Democratico di Civitavecchia Stefano Giannini e ai componenti del “Comitato S.O.L.E.” e della sezione locale dell’”ANPI”, al rappresentante dell’associazione “Amici di Beppe Grillo” Massimo Padroni, alla voce di “Sant@Marinella” Sandro D’Alessandro, al Consigliere comunale di “Orizzonti comuni” Francesco Fiorucci.
Chiediamo scusa se dimentichiamo qualcuno ma eravamo veramente tantissimi! Con tutti vogliamo continuare un cammino condiviso e partecipato, per costruire il futuro della nostra città e garantire finalmente il cambiamento di cui Santa Marinella ha davvero bisogno!













  I NOSTRI RELATORI:

Paolo Maria Montaldo e Simonetta Gazzella


Clelia di Liello

Andrea Riga

Daniele Renda

Lorenzo Casella

martedì 25 febbraio 2020

PROJECT FINANCING PER LA PIAZZA: STORIA DI EX FUNGHI E VOLTAGABBANA


Chi oggi sostiene il progetto, ne era il più convinto oppositore. E i cittadini, che hanno già espresso la loro contrarietà, continuano ad essere esclusi da ogni decisione.

Il 20 febbraio di 5 anni fa Santa Marinella esprimeva la sua opposizione al progetto promosso dall’amministrazione Bacheca per la costruzione di parcheggi interrati con la copertura di una improbabile piazza nella zona conosciuta con il nome di ex fungo. Tantissimi cittadini, rispondendo all’invito dell’Assemblea per la piazza partecipata, convocata da molti che in futuro avrebbero costituito “Il Paese che Vorrei”, si ritrovarono sotto la sede comunale per tutelare i beni comuni e dire no all’attuazione di progetti faraonici, costosi e non corrispondenti alle esigenze della città. L’ulteriore, inutile speculazione sugli spazi urbani, gli esorbitanti costi di realizzazione e di gestione, l’inadeguatezza del progetto e il rischio idrogeologico dell’area spinsero i cittadini a scendere in strada per manifestare il proprio dissenso e chiedere, invece, una vera riqualificazione degli spazi. La raccolta di firme che seguì la manifestazione ottenne risultati senza precedenti. Quasi duemila santamarinellesi firmarono la proposta di deliberazione a iniziativa popolare. L’Amministrazione fu indotta a convocare la commissione urbanistica per ridiscutere il progetto con i rappresentanti dell’Assemblea e alla fine tornò sui suoi passi.

Quella di 5 anni fa fu una delle più belle esperienze di partecipazione e di democrazia che la nostra città abbia vissuto. La scintilla accesa dal dibattito pubblico generò la mobilitazione che inevitabilmente portò a risultati concreti. Tanti cittadini parteciparono attivamente alle assemblee e alle manifestazioni. Aderì convintamente anche il Partito Democratico i cui esponenti parteciparono ai lavori assembleari e furono tra gli oppositori del progetto e del brutale intervento proposto dall’Amministrazione Bacheca. Ora, a 5 anni di distanza da quella contestazione da parte della città, Tidei ripresenta una proposta per l’area ex fungo perfettamente in linea con il progetto di Bacheca & Co. E siamo all’assurdo: questo progetto adesso è convintamente sostenuto da quello stesso PD che 5 anni fa lo osteggiava.

Oggi come allora, “Il Paese che Vorrei” è convinto che quando si interviene su spazi pubblici così importanti per la collettività, un’amministrazione sana non possa prescindere dal confronto e da un’idea di città condivisa. A furia di autoreferenzialità e mancanza di idee, può accadere di riproporre all’infinito progetti vecchi e stantii che la città ha già bocciato. Si rischia di riscaldare la solita zuppa di funghi, anzi di ex funghi, anche se i commensali si sono dati il cambio.