venerdì 31 marzo 2017

Il Sindaco non dovrebbe sorridere

Ora che il clamore si è spento ci piacerebbe approfondire la vicenda sulla nomina del nuovo segretario comunale e sulla delibera di Giunta che richiede agli organi competenti di declassare la fascia di pertinenza, relativamente alla scelta di questa figura professionale.

Il “declassamento” non ha rilevanza sulla possibilità di accedere a finanziamenti. Ma non è questo il punto. Infatti, come ha dichiarato lo stesso Sindaco, anche stando nella fascia superiore, di finanziamenti l’Amministrazione non è stata capace di portarne poi molti.

Quello che lascia stupiti, è il fatto che si cerchi di far passare la scelta di una figura professionale con meno esperienza, meno titoli, meno capacità di gestire situazioni complesse, come un fatto normale, anzi auspicabile. I Segretari comunali vengono iscritti nelle diverse fasce in base ai titoli, all’esperienza maturata e alle capacità. Salendo di fascia, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, la professionalità e la qualità aumenta.


In passato, il nostro Comune si era posto l’obiettivo di dotare la pianta organica di una figura professionale di livello superiore. Quindi, sulla base della spiccata vocazione turistica della nostra città, si era ottenuta la possibilità di dotarsi di un Segretario comunale con “competenze nazionali” attingendo a una fascia superiore a quella che spetterebbe al nostro Comune in relazione al numero di abitanti.

Oggi, invece, l’Amministrazione Bacheca si pone l’obiettivo inverso: dotare la pianta organica di una figura professionale di livello inferiore. La Giunta, sia chiaro, ne ha facoltà. Quello che non si capisce è perché abbia volontariamente operato una scelta al ribasso che certo non promuove l’immagine della città.

Abbiamo letto che il primo cittadino sorride davanti al polverone sollevato dalla vicenda. Sorriderebbe meno se riuscisse a vedere quanto si cela dietro questo allarme. Una città ormai allo stremo, consapevole di aver perso ogni prestigio e competitività. Una città mortificata dalla miopia di una classe dirigente che ne ha predato le risorse senza saperne disegnare il futuro. Una città la cui fragile economia si aggrappa disperatamente alle rendite del passato, consapevole di riuscire a sopravvivere unicamente perché vicina a Roma. Consapevoli del fatto che potremmo tornare ad essere un luogo accogliente in cui vivere e una meta turistica competitiva noi, i cittadini, con fierezza e rammarico guardiamo le bellezze naturali dei luoghi che abitiamo, sole e uniche cose che non sono riusciti a distruggere.

E’ dunque una scelta di coerenza? Si è deciso di adeguare il nostro status al degrado a cui è stata condannata Santa Marinella dopo due mandati Bacheca?

Con questo ultimo atto formale, la Giunta Bacheca firma la propria azione sulla città: un declassamento. Come cittadini auspichiamo una nuova Amministrazione che faccia scelte di qualità e che tenda a migliorare lo standard dell’organizzazione amministrativa.

Invece siamo costretti a prendere atto, che potendo scegliere, l’Amministrazione Bacheca ha scelto di tornare indietro. Questa auto bocciatura è difficile da digerire e mortifica la dignità dei cittadini che si sentono declassati senza averne colpa.


giovedì 16 marzo 2017

Santa Marinella dice no alla svendita del bene comune

Prosegue la raccolta di firme per fermare il project financing sulla passeggiata: un progetto sbagliato, ingiusto e illegittimo.




La forte adesione al progetto per una spiaggia attrezzata e con servizi, operativa 12 mesi l’anno, in contrapposizione all’ipotesi della Giunta Bacheca finalizzata alla svendita della Perla del Tirreno, ci spinge a proseguire con determinazione l’attività di contrasto nei confronti di un project financing che riteniamo sbagliato, ingiusto e illegittimo.

È un progetto sbagliato, perché non crea servizi aggiuntivi al turismo o ai residenti e non offre nuove opportunità occupazionali. È sbagliato perché espropria i cittadini della libera fruizione di un bene comune e lo privatizza in cambio di lavori di ristrutturazione che l’Amministrazione non si vuole prendere la briga di gestire. Questo non è un project financing, è la dismissione di un bene comune, è la resa dell’Amministrazione davanti alla propria incapacità gestionale.

È un progetto ingiusto, perché vorrebbe utilizzare un bene comune come merce di scambio, privilegiando l’interesse privato rispetto a quello di un’intera comunità.

In un periodo di crisi economica e occupazionale ci si aspetterebbe un’azione amministrativa protesa a favorire l’incremento e l’accessibilità dei servizi a tutti. Una progettualità mirata a realizzare il pieno utilizzo del patrimonio pubblico e dei beni disponibili sotto il profilo temporale e qualitativo. Una programmazione finalizzata all’incremento delle opportunità imprenditoriali e occupazionali, soprattutto per quella fascia di popolazione che forse non possiede i milioni di euro necessari ad alleggerire l’Amministrazione delle proprie responsabilità ma ha idee, voglia di mettersi in gioco e necessità di trovare uno sbocco lavorativo. Questo improprio project financing non crea nulla che oggi non esista già e non persegue ciò che un’Amministrazione, degna del ruolo cui è stata delegata, dovrebbe realizzare.

Infine, è un progetto illegittimo, perché prevede che una zona demaniale possa seguire le sorti di una privatizzazione di fatto a venticinque o trent’anni. Infatti, mentre l’Amministrazione può purtroppo disporre delle opere murarie poste sotto la passeggiata (cabine e servizi) in quanto parte del patrimonio del Comune, non è legittimo fare altrettanto con il tratto di arenile antistante. Questo non è nelle disponibilità dell’Amministrazione comunale perché è un bene che appartiene a tutti, aldilà del nostro comune e aldilà del tempo, per fortuna limitato, di quest’amministrazione.

Si tratta di un problema politico e culturale che l’Amministrazione non riesce a cogliere ma che i cittadini di Santa Marinella hanno capito benissimo. Forti del loro sostegno, porteremo avanti questa battaglia di civiltà in ogni sede in cui sarà necessario sostenerla.

Riproponiamo con forza la nostra visione di qualificazione del bene comune. Vogliamo una spiaggia attrezzata con servizi che possano coniugare qualità e controllo con la libertà di fruizione. Uno spazio che, aldilà dei mesi estivi dedicati alla balneazione, costituisca un polo d’attrazione tutto l’anno, attraverso la pianificazione di nuove attività e l’offerta di servizi per lo sport, la cultura e l’intrattenimento. Vogliamo un’offerta integrata al turismo che generi nuove opportunità di lavoro e investimento sul nostro territorio.

Il Paese che vorrei

domenica 29 gennaio 2017

Perla del Tirreno: uno stabilimento inclusivo




A seguito del dibattito di questi ultimi giorni, il "Paese che vorrei" vuole sottolineare alcuni punti relativi alla futura gestione del tratto di spiaggia e relative attrezzature denominata La Perla del Tirreno.

Riteniamo che la scelta di affidare la gestione dello stabilimento e delle relative strutture fino a 30 anni, cosi come prevede il progetto di fattibilità redatto dall'Amministrazione, non sia una scelta di responsabilità ma l’ennesima resa di un bene comune a una privatizzazione di fatto.

Se ciò avviene per pigrizia, per incapacità o per secondi fini, non siamo ancora riusciti a capirlo, ma certo è che basta guardarsi intorno per misurare l’inadeguatezza dell’Amministrazione nella gestione del nostro patrimonio collettivo e in questo marasma l'idea dell’Amministrazione di uno stabilimento “esclusivo” (il termine è il loro) indica non solo una mancanza di realismo ma anche la volontà di escludere, appunto, la maggior parte dei cittadini dalla fruizione della spiaggia.

Su questo ribadiamo: la spiaggia e le sue attrezzature sono un bene comune e come tale andrebbe gestito non in termini esclusivi ma inclusivi sia per quanto riguarda la quantità e la qualità dei servizi offerti, sia per ciò che attiene alla possibilità di creare opportunità occupazionali sul nostro territorio.

Il “Paese che vorrei” sta portando avanti la raccolta firme proprio per dare voce a chi condivide questa idea; e sono tanti. Perché tanti non vogliono più assistere impotenti all’erosione costante del nostro patrimonio e dei nostri diritti.

A chi dice che la nostra idea di spiaggia libera attrezzata, con attività da svolgere durante l’intero arco dell’anno “non si può fare” , facciamo notare che questa formula è pienamente realizzabile e perfettamente in linea con le direttive regionali sull'utilizzo della costa.

È una proposta che andrebbe a potenziare i servizi offerti a turisti e cittadini, senza nulla togliere a quelli che un comune stabilimento è in grado di offrire solo nella stagione estiva. Non si tratta dunque di possibilità ma di scelte e obiettivi.

A noi sta a cuore la riqualificazione, il potenziamento dei servizi e la creazione di opportunità di lavoro, questa Amministrazione, invece, prosegue la sua azione di mortificazione del territorio, svendita dei beni comuni e gestione del privilegio a beneficio di pochi.

Il Paese che Vorrei





lunedì 16 gennaio 2017

Perché Santa Marinella muore



Riceviamo da Marinella Elia e volentieri pubblichiamo

Perché siamo tutti scontenti di una città che sembra morire tra le nostre braccia, di una città che amiamo e che ci sta lasciando. E perché pur consapevoli che la nostra città sta boccheggiando come un pesce a cui non basta l'acqua che lo accoglie, non facciamo nulla per ridarle quel liquido vitale che la farebbe respirare. Perché siamo solo capaci di vaticinarne la fine e di cantarne le lodi passate. Ma forse è perché siamo noi quel liquido vitale che farebbe respirare la nostra povera piccola città? Ma allora vi chiederete: perché saremmo noi cittadini, persone comuni, lavoratori, disoccupati, giovani meno giovani, uomini donne che stiamo riducendo un paese, una volta ricco e promettente, in un posto sporco, senza prospettive, senza futuro? Ma che c'entriamo noi, cosa avremmo fatto noi, cosa staremmo ancora facendo per ridurre l'ossigeno fino ad esaurirlo a questa povera piccola città?

Una città non ha vita indipendente da coloro che la abitano, una città è la comunità che la vive. Pur facendo parte di una famiglia che tra le prime si è insediata a Santa Marinella ai primi del '900, io ci abito soltanto da 5 anni e in 5 anni ho potuto constatare di come il degrado e la corruzione dei costumi ne abbia lentamente occupato ogni angolo e si sia insinuato con irresistibile caparbietà in questa nostra piccola città. E noi tutti "stamo a guardare", capaci solo di lamentarci. Io credo che sia necessario fare una profonda autocritica e un salto di qualità. È la nostra mentalità che va profondamente modificata. È necessario ammettere, anche contro voglia, che la qualità della vita cambierà se per prima cosa cambierà il nostro modo di concepire quella che una volta si chiamava proprietà pubblica e che oggi si chiama, un po' evocativamente, BENE COMUNE.


Mi piacerebbe pensare che tutti noi siamo convinti che il bene generale è anche il bene nostro e questo non è un luogo comune oppure una petizione di principio, ma una solida realtà che ha fondamento nei paesi del nord Europa, dove è principio cardine del loro vivere comune. Una cultura civica che possa permeare la nostra anima è quella che fa vivere tutti meglio. Una società che punti a questo è una società che svilupperà e migliorerà l'economia del paese. Pensate alla raccolta differenziata: le buone pratiche del riciclo si possono trasformare in un beneficio per tutti. Comuni del Veneto, dell'Emilia Romagna attuano la politica della detassazione ai cittadini che si impegnano in una buona raccolta differenziata. Il comune di Bari ha organizzato dei centri di raccolta in cui i residenti con le tessere sanitarie possono registrare i rifiuti consegnati e quindi accumulare punti per usufruire della riduzione sulle tasse. Pensate ai piani per la eliminazione delle Barriere Architettoniche: attuare un piano che punti ad eliminare tutti quegli ostacoli che si frappongono alle carrozzine dei disabili motori, o anche alle mamme con i passeggini, pensate ai percorsi tattili che aiutano i non vedenti o ai semafori acustici e strisce pedonali. Significherebbe affidare alle piccole imprese locali lavori di ristrutturazione in tal senso con sovvenzioni statali. Insomma basterebbe che l'amministrazione avesse a cuore il bene pubblico, materiale ed immateriale, perché si possa creare uno sviluppo a tutto tondo di una città. E l'amministrazione siamo noi. Siamo noi sia perché è espressione del nostro voto sia perché siamo noi che dobbiamo essere pungolo e controllo del suo operato. Siamo noi cittadini che dobbiamo avere a cuore la nostra città.

Mi piacerebbe pensare che il bordo della strada dove il signor X svuota il portacenere della sua automobile sia anche mio e quando il signor X lo fa è come se lo facesse nel mio giardino. Il signor Y che non raccoglie gli escrementi del proprio cane, anche se ignora questo principio basilare davanti il portone del mio peggior nemico, insulta me come il povero malcapitato che ci mette il piede sopra. La signorina Z che abbandona la spazzatura davanti la terrazza che affaccia sul nostro splendido mare, invece che affidarla nel giorno giusto all'addetto giusto, mi crea un dolore perché danneggia la città che io sento mia, che pretendo sia bella e che venga giudicata tale dal turista che ha scelto Santa Marinella come luogo d'elezione. Se chi gestisce un bar o una pizzeria sistema il proprio dehor su un marciapiede senza rispettare le regole, sempre che regole ci siano, danneggia anche me anche se io su quel marciapiede non ci passo mai. Perché quel marciapiede è mio come di tutti quelli che ci passano e l'interesse legittimo del gestore ad avere uno spazio esterno che abbellisce la nostra città deve incastrarsi con quello di chi su quel marciapiede ci passa due volte al giorno, magari spingendo un passeggino. La spiaggia che incornicia la passeggiata a mare è più bella se vissuta tutta l'anno e da chiunque vi voglia accedere, anche se io preferisco di gran lunga lo scoglio che, dietro il porto, occhieggia i turisti che in barca rientrano dopo una giornata a largo. E tutto questo non solo per un presunto senso civico, di cui purtroppo noi santamarinellesi non siamo provvisti, ma anche perché tutto questo può portare denaro. Una città a vocazione turistica come Santa Marinella ha bisogno di senso civico, di regole e di bellezza a cui tutti dobbiamo essere votati. Ha bisogno di un progetto di città che solo una politica sana e creativa, un patrimonio di scelte consapevoli ed ecocompatibili possono sviluppare.

Penso che sia ora di superare tutti quei giochi di potere, quei bizantinismi che nell'imminenza delle elezioni amministrative si cominciano ad ascoltare. La buona politica, che ancora esiste e nessuno mi può convincere del contrario, non è fare i conti su quanti voti può portare quel tale personaggio o quel tal'altro, non è svegliarsi a sei mesi dall'agone elettorale per scopiazzare un vecchio programma e reclutare dei portatori di voti, non è risvegliare vecchie cariatidi che hanno fatto già abbastanza male, ma che si pensa possano ancora dire la loro. La nobiltà della politica sta nel coltivare un obbiettivo alto e nello studiare la pianificazione per concretizzarlo. Io credo ancora che possiamo farcela, ci credo fortemente e credo in un progetto di città che si costruisce insieme. Ci vuole impegno e festosità, voglia di farcela ed entusiasmo e, come disse Pietro Ingrao: “Sapete compagni, mi sarebbe piaciuto andare in convento, ma invece ho scelto di rimanere nella metropoli, dove siamo tanti, di tanti luoghi e di tanti colori, e la libertà si costruisce qui dentro”.

Marinella Elia




giovedì 29 dicembre 2016

Liberiamo la perla! Assemblea pubblica

Il 7 gennaio 2017 alle ore 16 presso il parco Kennedy, il Paese che Vorrei presenta la propria proposta riguardo la gestione della spiaggia la Perla del Tirreno.

Il progetto vuole garantire l'utilizzo di questo arenile durante tutto l'arco dell'anno e non crede che la scelta dell'amministrazione del project financing sia proficua per il territorio e per i cittadini per quanto riguarda i servizi e la ricaduta occupazionale.

La Perla del Tirreno è un BENE PUBBLICO e quindi appartiene a TUTTI i CITTADINI!

venerdì 16 dicembre 2016

Perla Libera Tutti: firma la petizione

Al seguente indirizzo è possibile firmare la petizione per restituire una spiaggia libera a Santa Marinella:



https://www.change.org/p/sindaco-comune-santamarinella-rm-it-perla-libera-tutti-restituiamo-una-spiaggia-libera-a-s-marinella-finche-siamo-in-tempo?recruiter=647835140&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

Liberiamo la Perla del Tirreno

 Una proposta per darle vita dodici mesi l’anno 

Sabato 7 gennaio 2017 al Parco Kennedy,Il Paese che Vorrei presenterà la propria proposta per la gestione della spiaggia della passeggiata, la nostra Perla del Tirreno.

Ilproject financing voluto dall’Amministrazione comunale prevede la concessione della spiaggia e delle cabine attigue ad un unicooperatore per una gestione solo estiva e ad uso esclusivo di chi può permettersi il canone previsto.

Il Paese che vorrei rivendica una proposta più ampia, una spiaggia libera attrezzata d’estate per accogliere sia chi scende in spiaggia con l’asciugamano sulle spalle sia chi, invece, preferisce cabina e lettino.

Propone, inoltre, una spiaggia vissuta anche negli altri mesi dell’anno grazie ad una rotazione di operatori, circoli sportivi e associazioni culturali che a periodi o in condivisione possano richiamare al mare di S. Marinella,residenti e turisti, attraverso l’offerta di servizi e attrezzature come, per esempio,scuole su piccole imbarcazioni (derive, windsurf, kayak), attività sportive come beach volley e beach soccer, o ancora attività culturali e divulgative sulla sicurezza in mare e sull’ambiente marino, pensando anche alla possibilità di creare un punto di ristoronella struttura. 

Poiché il mare e la spiaggia non può che essere sempre di tutti, il Paese che Vorrei continua a pretendere l’eliminazione delle barriere architettoniche che ancora oggi ostacolano la fruibilità della spiaggia in spregio alla normativa vigente.

Il primo appuntamento per la raccolta di firme a sostegno della proposta è sabato 17 e domenica 18 dicembre dalle ore 10:00/12:00 e dalle 16:00/18:00 sotto i portici antistanti l’arena Lucciola. È inoltre possibile dare il proprio sostegno firmando on-line sulla piattaforma change.org la petizione “Perla libera tutti-restituiamo una spiaggia libera a S. Marinella finché siamo in tempo”.




La nostra proposta per la "Perla del Tirreno"


PERLA LIBERA A TUTTI



 Restituiamo la spiaggia a Santa Marinella


PREMESSA

 Il tratto di spiaggia con le relative attrezzature da sempre utilizzato come stabilimento balneare con il nome “la Perla del Tirreno” è una proprietà pubblica. Ciò vuol dire che appartiene a tutti i cittadini e rientra quindi a pieno titolo tra i “beni comuni patrimoniali”.

L’obiettivo nella gestione di un bene comune per noi è quello di perseguire la qualificazione del bene in termini ambientali (risanamento, accessibilità, decoro, prestazioni) ma anche e soprattutto in termini di offerta dei servizi e ricaduta occupazionale. Consideriamo quindi limitativo valutare il “beneficio” per i cittadini che sono stati privati di un bene comune, esclusivamente in termini economici sotto forma del canone annuo di concessione.

Per questo motivo la nostra proposta mira da un lato a garantire la libertà di accesso e di fruizione di questo tratto di arenile e dall’altro a rilanciarne l’utilizzo in termini di offerta di servizi ai residenti e ai turisti durante l’intero arco dell’anno.

La conseguenza sotto il profilo occupazionale è quella di offrire ad un ampio ventaglio di operatori la possibilità di creare una serie di servizi da erogare su 12 mesi invece che relegare l’utilizzo della spiaggia ai 2 o 3 mesi estivi e lasciare, come è stato fino a oggi, le attrezzature e la spiaggia stessa nel più totale abbandono.

Si ritiene inoltre importante,sotto il profilo dell’offerta turistica,l’opportunità di sviluppare iniziative ed eventi sportivi, culturali e d’intrattenimento in grado di richiamare presenze anche al di fuori della stagione estiva.


LA PROPOSTA

1. Il tratto di spiaggia e le relative strutture potranno essere date in gestione con la formula della spiaggia libera attrezzata e a condizione che la società di gestione si impegni a sviluppare servizi e attività calendarizzate durante l’intero arco dell’anno presentando un adeguato progetto di gestione e l’elenco degli eventuali partner (società e/o associazioni) coinvolti nella gestione per lo sviluppo delle diverse attività.

2. Il tratto di spiaggia e le relative strutture dovranno essere oggetto di qualificazione e adeguamento alla normativa vigente (ad oggi totalmente ignorata) in termini di “eliminazione delle barriere architettoniche” al fine di garantire a tutti la piena agibilità degli spazi.

3. Gli spazi coperti potranno essere riqualificati e adeguati a un uso diversificato in funzione delle attività previste.

Le cabine disponibili durante la stagione balneare possono essere utilizzate come spogliatoi durante negli altri periodi, lo spazio dell’ex discoteca (attualmente inagibile) potrà essere utilizzato per lo svolgimento di attività didattiche, divulgative, culturali a sostegno e integrazione delle attività ludico-sportive, una porzione di questo spazio potrà essere destinata a punto ristoro e intrattenimento.

4. Il tratto di spiaggia e le relative strutture possano essere date in gestione con il vincolo allo svolgimento delle seguenti attività:

 1) Servizi per spiaggia libera attrezzata;
2) Servizi e attrezzature per una scuola di vela su derive;
3) Servizi e attrezzature per una scuola di windsurf;
4) Servizi e attrezzature per una scuola di kayak;
5) Servizi e attrezzature per attività sportive compatibili (tipo beach volley);
6) Attività culturali e divulgative sul tema della sicurezza in mare;
7) Attività culturali e divulgative sull’ambiente marino e costiero;
8) Servizio di somministrazione di alimenti e bevande anche a supporto delle attività che si svolgeranno
9) Periodo estivo serale di bar aperitivi e musica lounge bar (compatibilmente con il ripristino degli spazi)

Coerentemente con quanto previsto in materia di gestione delle spiagge libere attrezzate

1) dovrà essere garantito il libero accesso alla spiaggia e al mare anche nelle ore notturne
2) le attrezzature non utilizzate (ombrelloni, sdraio, lettini) dovranno essere rimosse dalla spiaggia per garantire la piena accessibilità;
3) dovranno essere garantiti i servizi di sorveglianza, sicurezza, assistenza e pulizia durante l’intero arco dell’anno.


domenica 20 novembre 2016

Un albero in Comune




LA CICOGNA TRADITA PORTA UN ALBERO IN COMUNE

L’Amministrazione non onora l’impegno di piantare un albero per ogni nuovo nato (e molto altro ancora)

Siamo al 21 novembre, Festa Nazionale dell’Albero, e anche quest’anno nessuna sorpresa positiva da parte dell’Amministrazione. Per svegliare la Giunta dal torpore, abbiamo deciso di far recapitare dalla cicogna un albero che renda giustizia alla comunità, privata di un simbolo di speranza legato alle nuove nascite.

I nostri volontari, dopo averlo portato in corteo lungo le vie della città, hanno piantato un albero di leccio proprio nell’aiuola antestante l’entrata della sede comunale. Aiuola che fino a qualche anno fa ospitava un’altra pianta, abbattuta e mai sostituita.

Questa azione simbolica, vuole dar voce a tutti coloro che a Santa Marinella sono stanchi di assistere impotenti allo svilimento del patrimonio verde e alla stentata sopravvivenza di parchi, giardini, viali. Cittadini che si sentono umiliati dall’offrire una tale immagine della propria città.

venerdì 18 novembre 2016

Chi Siamo


Da oggi “Il Paese Che Vorrei” diventa la voce e il simbolo unitario di persone che hanno collaborato a numerose iniziative politiche, come i Piani per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e Progetto Integrato Sviluppo Urbano; la Mozione a Tutela del Verde; il progetto per il Castello di Santa Severa; la promozione dell’Assemblea per la Piazza Partecipata e il costante sollecito per un Pia...no d’Emergenza Comunale.

Alcuni provengono da ACP e SEL, altri non hanno appartenenza politica. Condividono valori ed obiettivi indicati nel documento “Santa Marinella bene comune”.

Invitiamo tutti coloro che si riconoscono nei principi di questo documento a contribuire alla nascita di un movimento politico che superi finalmente controproducenti divisioni e diventi credibile alternativa al blocco di potere che governa la città.

Manifesto - Santa Marinella Bene Comune

Santa Marinella è un bene comune. Questo principio determina gli obiettivi, la scelta delle priorità, la destinazione delle risorse e ogni azione di governo. Dobbiamo scardinare un modello orientato all'interesse di parte e alla appropriazione delle risorse pubbliche.

Il territorio è un patrimonio collettivo da tutelare per perseguire la qualificazione ambientale e la creazione di servizi in grado di favorire il riequilibrio della ricchezza, la creazione di opportunità, la ricaduta occupazionale, lo sviluppo di un tessuto produttivo a beneficio di tutti.

L'ambiente è un prestito che riceviamo dalle generazioni future; per questo va gestito con una programmazione seria e di lunga portata che possa conciliare salute pubblica e produzione, sviluppo e sostenibilità, godibilità e tutela.

Migliorare la qualità della vita significa attuare interventi volti a migliorare lo spazio pubblico urbano e a ricostruirlo come luogo d'incontro, a connettere e qualificare le periferie, a recuperare spazi abbandonati, a immaginare luoghi e ad animarli con l'offerta di servizi. Ciò vuol dire mitigare le sacche di disagio sociale e innalzare il livello di sicurezza.

Credere nel bene comune vuol dire credere nella collettività e comporta il desiderio di investire su asilo nido, scuola, assistenza sociale, cultura, sport, verde, pulizia, opportunità per i giovani. Dobbiamo perseguire accessibilità, sostenibilità e benessere, nel rispetto della dignità di ogni cittadino, con particolare attenzione alle fasce più deboli. Tutti, nessuno escluso, devono poter godere dei beni comuni e dei diritti.

La città-bene comune: un patto che lega tutti alle stesse regole. Questo patto è saltato e le risorse economiche e ambientali sono utilizzate come strumento per la conservazione di potere e privilegi. È una tendenza che deve essere invertita attraverso concetti-guida di giustizia sociale, etica, trasparenza, legalità, che non sono bandiere per acquisire consensi ma valori da concretizzare nella pratica quotidiana. È quindi necessario ricostruire la cultura dei diritti sociali contro quella della elargizione di privilegi.

La qualità dell'amministrazione si misura in termini di qualità dei servizi e presuppone una condivisione strategica con i cittadini, la cui partecipazione è imprescindibile.
È necessario inoltre ridefinire gli obiettivi con chi opera negli uffici comunali, ricostruendo la dignità del lavoro anche nelle pratiche di esternalizzazione, troppo spesso strumento di sfruttamento o di finanziamento di reti clientelari.

Questo progetto-obiettivo va fondato sulla partecipazione, sul godimento dei diritti e sulla crescita culturale, morale e intellettuale di tutti: si tratta di attuare una trasformazione sociale che cancelli le insopportabili logiche di gestione del potere a beneficio di pochi e inauguri una fase di pianificazione strategica condivisa, in grado di generare ricchezza nel rispetto delle pari opportunità. È il concreto sforzo di una comunità che vuole investire nel proprio futuro, un'occasione per migliorare la qualità della vita in armonia con un'idea di progresso sostenibile per la comunità e per l'ambiente.

Diamo il benvenuto a chi vuole partecipare al cambiamento.

mercoledì 16 novembre 2016

PORTO ODESCALCHI: CENT’ANNI DI CONCESSIONE (VENT’ANNI DI SOLITUDINE)




Sono passati vent’ anni (12 novembre 1996) da quando il Comune di S. Marinella ha approvato la convenzione con la Società Porto Odescalchi (ora Porto Romano) della durata di cento anni. La società s’ impegnava a ingrandire il porto e a rinnovarlo a sue spese in cambio di un canone annuale davvero esiguo.

Da allora i lavori di ampliamento non sono mai iniziati, le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo non si sono mai preoccupate di controllare il rispetto dei vincoli imposti (uno per tutti il divieto di mantenere occupate aree a terra per mantenere le barche “a secco”) e tutti gli accordi sottoposti alla società per l’avvio dei lavori sono puntualmente stati disattesi, per mezzo di ricorsi legali che hanno visto il Comune sempre perdere i contenziosi in ogni sede.