venerdì 5 agosto 2022

Non svendiamo la passeggiata.

Il Paese che Vorrei dice: NO al project financing voluto dal Sindaco e propone in alternativa un progetto sociale a beneficio dell’intera collettività.

I beni comuni appartengono alla collettività e un’amministrazione sana deve essere in grado di tutelarli e conservarli per le future generazioni. Questo principio spinge il Paese che Vorrei ad opporsi al project financing della passeggiata che il Sindaco torna a riproporre con un progetto tanto ambizioso e velleitario per grandiosità quanto dannoso ai fini degli interessi dei cittadini.

Il project ha come sua centralità la costruzione sotto la passeggiata di un grande ristorante aperto tutto l’anno e la creazione di un’isola di 1000 mq su piloni di legno nello specchio d’acqua antistante.

Serve a Santa Marinella? Noi pensiamo di no.

Ciò di cui ha bisogno la città è la ristrutturazione e messa in sicurezza della passeggiata, opera questa che lo stesso Comune può e deve fare a difesa del bene pubblico.

Proviamo a spiegare.

Sotto il profilo Economico. Attualmente il Comune incassa 350mila euro all’anno per la concessione dello stabilimento durante la stagione balneare. Nel project in questione, l’impresa darebbe al Comune la sola cifra annuale di 70mila euro. Di fatto il Comune rinuncerebbe a 280mila euro all’anno per i 20 anni previsti dalla concessione. Questi soldi possono essere usati a garanzia di un mutuo per 10/15 anni sufficiente a fare i necessari lavori.

Sotto il profilo Gestionale. Il project in questione privatizza di fatto un bene pubblico restituendo alla città essenzialmente un ristorante, cioè un’attività dal solo valore commerciale, il cui profitto è privato.

Il Paese che Vorrei ritiene invece che, con la necessaria ristrutturazione dello stabile, si possa inaugurare una politica sociale e culturale di grande valore per la città. Fermo restando la concessione dello stabilimento a privati per la stagione estiva, il Comune si farebbe promotore della destagionalizzazione della Perla del Tirreno stipulando un accordo con scuole di vela, kajak, beach volley, surf... e tante altre associazioni di carattere culturale e sportivo. Vorremmo cioè offrire ai nostri giovani l’opportunità di scoprire e praticare sport e attività legate al mare e portare un turismo alternativo che possa creare un indotto non trascurabile di visitatori tutto l’anno, che farebbe di Santa Marinella un polo sportivo a livello regionale e forse nazionale.

Sotto il profilo Architettonico. La ristrutturazione che prevediamo riguarda solo la messa in sicurezza dei magazzini sottostanti per ospitare il materiale delle associazioni, la creazione di una sala coperta per lezioni teoriche, briefing e incontri organizzativi. Non sarebbe più necessario sfasciare la parte centrale della passeggiata e rialzarla di almeno 60 centimetri, operazione funzionale solo al ristorante, ovvero ad un’attività di nessuna valenza sociale.

E infine l’isola. L’isola di 1000 metri quadrati, realizzata su piloni di legno, occuperebbe lo specchio di mare più bello e dell’unica spiaggia sabbiosa della città. Ricordando quanto sia stata difficile e devastante per l’ambiente marino la creazione della barriera negli anni 70, intraprendere di nuovo questa strada è demenziale...

Il progetto, una volta approvato in Consiglio Comunale, dovrà superare il vaglio della Sovrintendenza, della Capitaneria di Porto, della Regione ed essere accolto con favore da tutti gli enti preposti, oggi sempre più sensibili alla salvaguardia del territorio dal punto di vista ambientale ed architettonico. Un esito negativo di questa procedura potrebbe aprire la strada a pericolose azioni risarcitorie nei confronti del Comune con costi altissimi per la collettività.

Ci auguriamo che la proposta non passi in consiglio comunale. Noi ci adopereremo per questo.
Il Paese che vorrei




giovedì 21 luglio 2022

QUANDO VINCE L'OPPOSIZIONE

Il Sindaco cambia idea: apre la seconda Farmacia Comunale in zona Baia di Ponente e non privatizza quella di via Valdambrini.

 Il Paese che Vorrei non può che rallegrarsi della doppia notizia perché è quello che ha sempre sostenuto in questi anni. Mentre il Sindaco dichiarava la necessità di dare in concessione la farmacia comunale rinunciando di fatto a gestire un bene della collettività con il miraggio di un facile guadagno, il Paese che Vorrei – insieme ad altre forze politiche - ne difendeva il valore di bene comune inserendo la farmacia tra i 5 referendum svolti nel marzo scorso. 

La farmacia comunale non era, né è, in perdita, come qualcuno andava dicendo preparando la strada alla privatizzazione; svolge un servizio pubblico nel più popoloso quartiere di Santa Marinella, ad alto tasso di residenti e, negli ultimi mesi, ha rappresentato un significativo presidio sanitario contro il covid per i tamponi veloci. Quando si dice - come ha sempre sostenuto il Paese che Vorrei - che l’efficientamento del servizio avrebbe potuto risollevare le sorti della farmacia e restituirle dignità. Non è stato il Sindaco a farlo, ma l’impegno del personale sotto la spinta del Covid e del sostegno della vivace campagna referendaria a difesa dei beni comuni. 

Per la farmacia ha vinto nei fatti la proposta del Paese che Vorrei che si ispira alla difesa dei beni comuni e ha perso la politica che abdica a se stessa e che invece di gestire questioni complesse preferisce facili soluzioni svendendo le ricchezze della città a vantaggio dei privati. E’ questo un risultato che ci rende orgogliosi, conseguito anche grazie all'impegno del gruppo consiliare del Paese che Vorrei che ha fatto ritirare in commissione il provvedimento con cui si intendeva cedere a privati la farmacia di Valdambrini. 

Ora sul territorio di S. Marinella saranno presenti due farmacie comunali a fronte di una popolazione che aumenta progressivamente di numero. Auguriamo buon lavoro alla dottoressa Annalisa Possenti che subentrerà a Via Valdambrini e al dottor Stefano Nardini che andrà a dirigere la neonata farmacia di Baia di Ponente. 

Adesso speriamo che il buon senso e la difesa degli interessi della collettività spingano il Sindaco e la sua amministrazione a cambiare idea anche a proposito del project financing per la passeggiata - anch’esso oggetto della scorsa campagna referendaria - che propone un’opera faraonica a esclusivo vantaggio del privato che la gestirà. 

Sapremo anche in questo caso proporre alternative valide a soluzioni avventate ed a favore di pochi.



sabato 16 luglio 2022

Quando si dice Ponton del Castrato tutti a Santa Marinella sanno di cosa si parla

Riceviamo e volentieri pubblichiamo le considerazioni di Simonetta Gazzella presente il 13 luglio all'inconto, molto teso e  a dir poco sconfortante, svoltosi tra l'Amministrazione e i cittadini dei quartieri a rischio, sul progetto di messa in sicurezza del fosso Ponton del Castrato. 

Per un report più dettagliato rimandiamo al comunicato del Comitato 2 ottobre che da anni si impegna - con sollecitazioni, studi e proposte - sul tema critico della sicurezza idrogeologica del nostro territorio:https://www.terzobinario.it/comitato-2-ottobre-su-ponton-del-castrato-tornati-al-punto-di-partenza/


Quando si dice Ponton del Castrato tutti a Santa Marinella sanno di cosa si parla. Un fosso che, da solo, fece ingenti danni e vittime nel lontano 1981.

Da allora i quartieri di Alibrandi e Combattenti hanno chiesto alle amministrazioni, succedutesi nel tempo, di risolvere il problema del fosso che segna il confine tra i due rioni. Ogni volta che piove a vento o per più giorni la gente torna con la mente a quell’esperienza terribile. Nel frattempo i cittadini si sono riuniti, si sono informati, hanno scritto e sono pronti a dare battaglia se non ci sarà una soluzione alla loro incolumità. Tanti errori sono stati fatti nel tempo: abusi, tombamenti, piscina sopra la tombatura e palazzi, adesso basta! Si era aperto uno spiraglio di speranza con il progetto presentato due anni fa agli uffici competenti della Regione Lazio e invece fu bocciato perché sbagliato! Sbagliato! Bisognava presentarne un altro.

Due anni di tiritere tra il quartiere, il tecnico dell’ufficio preposto, il sindaco e il comitato 2 ottobre concluse oggi con la beffa finale. In una riunione pubblica, molto tesa e concitata, è stato affermato (senza vergogna) che il comune ha ri-presentato in Regione lo stesso progetto che ovviamente è stato ri-bocciato. Due anni di niente, due anni persi in chiacchiere e il sindaco non ci capisce niente perché non è un tecnico, e il tecnico fa lo gnorri con la faccia di chi non ha capito che ci sono in ballo delle vite umane. La Regione ha semplicemente ri-chiesto quello che aveva già chiesto due anni fa, cioè un progetto generale di base che abbatta il rischio di piena 200nnale, perché si è perso tempo? Perché si sono protratte bugie alla popolazione? Come sempre non c’è mai chi paga per gli sbagli fatti ma forse questa volta i cittadini alzeranno ancora di più la voce!

Simonetta Gazzella



Carta tratta dal piano di Protezione Civile del Comune di Santa Marinella


mercoledì 11 maggio 2022

INIZIAMO A RESTITUIRE AI NOSTRI CONCITTADINI IL FRUTTO DEI LORO SACRIFICI

Nel Consiglio comunale di ieri, ci siamo trovati a votare un bilancio consuntivo che mostra un avanzo di circa un milione e duecentomila euro. È importante essere consapevoli del fatto che questo risultato è il frutto del senso di responsabilità e dei sacrifici dei nostri concittadini.

Dalla dichiarazione di dissesto, ci troviamo ad affrontare un regime fiscale che vede tasse alla massima aliquota, taglio dei contributi da parte del Comune ai servizi a domanda individuale e un aggravio generalizzato dei costi.

Tutto questo è avvenuto in coincidenza con una pandemia responsabile di una crisi economica che ha ridotto il potere di acquisto e le possibilità contributive, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Ad aggravare la situazione, negli ultimi mesi siamo stati colpiti dalle conseguenze della guerra che, tra effetti diretti ed effetti delle speculazioni, ha comportato un immediato rincaro delle spese relative all’energia domestica, per le attività lavorative e per la mobilità.

In questo contesto generale, ritornando nei confini del nostro Comune, i numeri del bilancio devono essere letti alla luce della situazione concreta prodotta sul nostro territorio. Basta fare un giro per Santa Marinella e Santa Severa per misurare il livello di degrado, di incuria e di mancanza di attenzione per tutto ciò che riguarda il decoro urbano, la pulizia e la manutenzione del nostro patrimonio ambientale.

L’avanzo di bilancio è il risultato di una gestione della spesa che ha ignorato le più elementari esigenze della popolazione che, oltre al disagio economico, si trova ad affrontare un disagio sociale e ambientale senza precedenti. 

Questo bilancio non deve essere letto come un risultato fine a se stesso ma come un punto di partenza per iniziare a restituire ai nostri concittadini il frutto del loro sacrificio e a restituirlo in termini di investimenti volti a migliorare la loro qualità di vita.

È una scelta che comporta un cambio di rotta da parte della Maggioranza, a partire dalla programmazione dei parcheggi a pagamento che si è concretizzata in una vera e propria tassa aggiuntiva sulle tasche dei cittadini, ancora più odiosa se si considera la totale mancanza di alternative per la mobilità.

Siamo disponibili, come sempre, a portare il nostro contributo come opposizione, purché il confronto sia leale, trasparente e nel reale ed esclusivo interesse degli abitanti di S. Marinella e S. Severa.

Aspettiamo un segno di apertura da parte della Maggioranza, finora mai visto, per discutere nelle sedi opportune con l’obiettivo comune di smettere di pensare esclusivamente a fare cassa e iniziare una pianificazione in grado di restituire ai nostri concittadini il frutto del loro impegno e del loro sacrificio.

Per questi motivi e per il rispetto che vogliamo manifestare ai nostri concittadini per gli sforzi affrontati, non abbiamo votato contro il bilancio presentato ma abbiamo espresso un voto di astensione in attesa di poter misurare l’accoglimento della nostra richiesta di guardare alle necessità concrete e pressanti di questa comunità.

È necessario restituire qualcosa ai cittadini, cominciamo da un ripensamento sui parcheggi a pagamento.


GRUPPO CONSILIARE IL PAESE CHE VORREI

Consiglieri Claudia Calistri, Lorenzo Casella, Francesco Fiorucci




lunedì 25 aprile 2022

STRISCE BLU: UNA QUESTIONE DI BILANCIO

Finita la fase “sperimentale”, sembra ormai del tutto chiaro che le strisce blu siano state solo un’escamotage dell’Amministrazione per reperire una cifra pari a 350.000 euro e rientrare dalle spese.

Tale cifra, messa puntualmente a bilancio preventivo, viene consegnata al Comune dalla Santa Marinella Servizi, società in house del Comune, che aveva appaltato gli stalli blu, ma che - per questo motivo - chiude in rosso con una cifra di meno 149.000 euro in bilancio. In poche parole, i parcheggi a pagamento non hanno funzionato e lasciano in passivo la SMS. 

Invece di riconoscere il fallimento dell’iniziativa e nei fatti l’azione di boicottaggio dei cittadini, l’amministrazione non trova niente di meglio che rincarare le tariffe dei parcheggi ed eliminare tutte le accortezze precedentemente assunte a favore di alcune fasce sociali.

Per fare cassa e rientrare quantomeno della cifra annuale di 350.000 euro che la SMS deve versare al Comune, la città sarà sottoposta a un aumento della tariffa oraria, all’abolizione della gratuità per i primi 20 minuti di sosta (che oggi si dimostra essere stata un ipocrita specchietto per le allodole) e a una rivisitazione delle fasce di popolazione esentate dal pagamento (scompariranno le esenzioni per gli over 75).

Inoltre, l’area dell’Ex Fungo verrà anch’essa destinata alla sosta a pagamento, come si era già paventato l’estate scorsa prima di un dietro-front che aveva sfiorato il ridicolo e la cosiddetta zona bianca verrà concentrata nella già martoriata Piazza Gentilucci, potenzialmente uno degli angoli più belli della nostra città.

L’operazione parcheggi a pagamento si rivela per quello che è: una semplice tassa sui cittadini per di più nel momento storico meno appropriato in cui il disagio economico si fa sempre più sentire.

Il Paese che Vorrei ha ripetuto più volte che la richiesta del ticket per il parcheggio deve portare una contropartita alla città che sia comprensibile a tutti i cittadini. Per esempio, disincentivare l’uso privato dell’auto a favore di un efficientamento del servizio pubblico, creare aree pedonali dove potersi incontrare e fare comunità, distribuire equamente i posteggi a pagamento e le aree di sosta libera, esentare dal pagamento i residenti o quantomeno alcune categorie di cittadini come pendolari e fasce bisognose.

Di contro, allo sbandierato successo delle strisce blu da parte dell’Amministrazione, ancora una volta non possiamo che riscontrare la sua totale mancanza di visione   insieme alla sua voracità di denaro alle spalle dei cittadini di Santa Marinella.

 



 

lunedì 11 aprile 2022

DIRITTO ALLA CASA, ANCORA SENZA RISPOSTA

Nel settembre 2021, l'Amministrazione comunale annunciò che ai primi di gennaio 2022 sarebbero stati consegnati i primi 8 appartamenti agli aventi diritto ed altri 12 sarebbero arrivati nel luglio successivo. Ad oggi, invece, ancora nulla. Sono terminati i lavori di completamento e adeguamento dei primi 8 appartamenti che ancora non solo non sono stati assegnati ma, a quanto risulta, neanche rientrano nella disponibilità di Ater – Ente regionale preposto alla gestione delle case popolari.

In questi giorni, sia il Comitato per l’Emergenza Abitativa di Santa Marinella sia l’Unione Inquilini di Civitavecchia hanno manifestato la loro preoccupazione per le “promesse disattese” sollecitando un intervento almeno di una pre-assegnazione delle case popolari che possa vincolare ufficialmente gli enti nei confronti degli aventi diritto.

Sappiamo che l’Ater è impegnato alla risoluzione del problema che auspichiamo avvenga nei tempi più brevi possibili. Tuttavia non possiamo che constatare l’incompatibilità delle lungaggini procedurali con le necessità impellenti dei cittadini che, lo ricordiamo, hanno il diritto di accedere a una casa popolare. Per chi vive in condizioni di precarietà, le promesse con tanto di data di consegna sono state in questi mesi la speranza a cui aggrapparsi, la motivazione quotidiana per tenere ancora duro fino alla risoluzione del  problema. Ogni mese in più è una fatica in più e il continuo e ripetuto procrastinare di date, la mancanza di trasparenza su iter e procedure, il rimpallo continuo di responsabilità, alimentano la paura che la consegna della casa possa svanire da un momento all’altro. Le storie delle nostre città purtroppo sono piene di illusioni e promesse disattese.

Da quanto ci risulta l’iter si è bloccato in Regione Lazio a causa di lungaggini burocratiche e riteniamo sia paradossale che i lavoratori edili, che hanno ristrutturato questi alloggi, siano arrivati alla conclusione dei lavori in meno tempo di quanto ci stia impiegando la Regione Lazio per elaborare una delibera e procedere all’acquisizione dell’immobile da parte di Ater.

Esprimiamo solidarietà nei confronti degli aventi diritto alla casa e prendiamo le distanze da chi, invece di impegnarsi a sollecitare gli attori di questo importante intervento sul nostro territorio, dedica il suo tempo ai facili proclami, alla rivendicazione dei meriti che non gli competono, alla superficialità delle affermazioni con cui è stata costellata la storia di questa vicenda.

Alle persone fragili, a chi vive le difficoltà che a volte la vita riserva, dobbiamo massima serietà, trasparenza e impegno.




martedì 29 marzo 2022

Referendum: un’occasione storica, un passo avanti importante

Il voto ai Referendum di domenica 27 marzo è un ottimo risultato per la collettività di Santa Marinella e Santa Severa. Contro le aspettative di molti, circa il doppio dei cittadini che hanno firmato per chiedere l’indizione della votazione è andato ai seggi nonostante l’invito all’astensione e il boicottaggio messo in atto dall’Amministrazione.

Ora il sindaco e la maggioranza sbandierano trionfanti l’astensione, euforici per un risultato drogato in partenza dalla cronica scarsa partecipazione alle urne, in qualsiasi tipo di elezione e in particolare ai referendum.

Così come è quantomeno triste che un'Amministrazione non incoraggi i cittadini alla partecipazione, è altrettanto sconfortante che ci sia chi gioisce per chi è inciampato nelle difficoltà oggettive di raggiungere l’unica sede elettorale senza mezzi pubblici, di chi non è stato informato adeguatamente, di chi si è arreso al “tanto non serve a niente", al “fanno sempre come gli pare” o ha ceduto sotto i colpi di “il sindaco ha già detto che non ne terrà conto”.

Al contrario, noi siamo felici che questa occasione storica sia stata comunque, grazie all’impegno di molti, un passo fondamentale nel coinvolgimento dei cittadini nell’attività pubblica, nel confronto democratico, nello scambio di opinioni, nelle decisioni che coinvolgono il territorio perché gli strumenti di partecipazione popolare servono proprio a combattere da una parte l’arroganza del potere dall’altra l’individualismo, la rassegnazione, la disaffezione alla politica.

Quest’opportunità di confronto ha innescato un moto nei cittadini che non si fermerà qui. Santa Marinella e Santa Severa possono cambiare.

Il Paese che vorrei



venerdì 18 marzo 2022

UNA BUONA NOTIZIA

Il Paese che Vorrei saluta con rispetto ed interesse la costituzione di un'area all'interno del PD che si è denominata “Minoranza PD di S. Marinella/S. Severa – Mozione 1”, a rappresentare gli aderenti alla mozione uscita sconfitta dall'ultimo congresso della locale sezione del Partito Democratico.

Si tratta di un segnale importante che testimonia del dibattito interno al partito, che la minoranza non vorrebbe vedere appiattito “sull'operato dell'Amministrazione” e che esprime la non condivisione, da parte di componenti importanti e significative, di alcune delle scelte operate dalla stessa Amministrazione. Alla base di tale scelta il desiderio di “interloquire con tutte le forze politiche di naturale riferimento, il “famoso campo largo” tanto caldeggiato dal Segretario Enrico Letta, da qui la necessità di creare un ponte attraverso il confronto e il dialogo, dimostrando ai cittadini e alla politica della città di essere veramente il Partito Democratico.”

E a proposito di democrazia, apprezziamo molto il fatto che la Minoranza PD esprima in termini molto chiari una grande considerazione per la prossima scadenza referendaria, sostenendo con forza che il PD dovrebbe “sollecitare in modo convinto la cittadinanza a partecipare, ad approfondire i temi che sono stati proposti e a esprimersi.”

Un invito quindi anche a partecipare al dibattito e al voto, che pur senza schierarsi con nettezza a favore del “no”, si muove in una direzione diametralmente opposta a quella percorsa dall'Amministrazione che, come abbiamo tutti potuto osservare, vive questi referendum con fastidio e non ha certo operato per favorire partecipazione e dibattito.






venerdì 4 marzo 2022

Offese e denunce, effetto domino (una ragione in più per votare ai referendum del 27 marzo)

Il Sindaco annuncia dal suo profilo Facebook di aver dato mandato ai suoi legali di procedere in sede civile riguardo a un comunicato a firma del presidente del Comitato dei Cittadini per i referendum “Santa Marinella per il Bene Comune”. Ossia, ha manifestato la sua intenzione di portare in giudizio sia “gli autori del comunicato” che “le testate che l’hanno diffuso”.

Francamente il comunicato in questione, scritto con toni e modi che non condividiamo, non piace neanche a noi. D’altro canto, non apprezziamo neanche l’ormai frequente ricorso alle vie legali utilizzato dal sindaco per cercare di intimidire e mettere a tacere quanti lo criticano.

A volte tali critiche sono espresse in modi aspri o persino sbagliati, ma un politico di lungo corso dovrebbe sapere che anche questo fa parte del gioco. Peraltro, del clima che si è creato è in buona parte anch’esso responsabile, dopo tre anni di provocazioni sul piano personale ed insulti mirati a denigrare le opposizioni e qualunque cittadino esprima un dissenso nei confronti del suo operato.

E neanche ci piace il fatto che il Sindaco eviti accuratamente di rispondere ai pur sostanziali interrogativi che il comunicato stesso poneva, riguardanti in primo luogo alcune oggettive difficoltà che, grazie alle modifiche al Regolamento messe in atto da questa Amministrazione, i cittadini e le cittadine si troveranno ad affrontare per esercitare il proprio diritto di voto, tra insediamento dei seggi nello stesso giorno del voto, emergenza pandemica (che cesserà il 31 marzo) e compressione dei seggi in una sola sede.

Nonostante queste difficoltà, e anzi proprio per ribadire con più forza le ragioni della democrazia, del dialogo e della condivisione, andiamo in massa ad esprimere il nostro parere di cittadini e cittadine su progetti che rischiano di condizionare per decenni la vita della nostra città. Il 27 Marzo, dalle 8.30 alle 22, presso il Palazzetto dello Sport, votiamo ai referendum, facciamoci sentire.

Il Paese che Vorrei
 



sabato 19 febbraio 2022

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO: DOV'È LA LAICITÀ DELLE ISTITUZIONI?

Ieri, si è tenuto un Consiglio comunale straordinario convocato dal Sindaco per incontrare e salutare il nuovo Vescovo della Diocesi di Porto-Santa Rufina. La convocazione è stata accompagnata da un comunicato dai toni decisamente lusingatori, in cui tra le altre cose si invitava la cittadinanza a partecipare, invito assai raro anche a fronte della discussione di temi importanti per la città sui quali la presenza di cittadine e cittadini sarebbe invece auspicabile, come forma di partecipazione democratica.

Il gruppo consiliare che ci rappresenta non si è sottratto a questa seduta straordinaria, per una forma di rispetto e perché la figura di Consigliere comunale implica delle responsabilità e dei doveri a cui non intende sottrarsi. Pensiamo però che si sarebbero potute trovare altre formule per consentire al nuovo Vescovo di incontrare la città e ricevere il saluto del Sindaco, per esempio organizzando un incontro anche nella stessa sala consiliare senza però convocare formalmente il Consiglio.

Questo perché riteniamo tale convocazione contraria al senso di laicità delle Istituzioni. Le riunioni del Consiglio comunale devono occuparsi della gestione della cosa pubblica, dell’amministrazione della città nell’interesse dei cittadini e non dovrebbero essere trasformati né in pulpiti né in palcoscenici per la classe politica. Benvenuto comunque al nuovo Vescovo.




venerdì 18 febbraio 2022

NON CI PROVATE

Sabato alle 15.30 ci sarà a Piazza Trieste un incontro pubblico organizzato dal Comitato referendario, per parlare dei referendum e del percorso che ha portato alla loro indizione.

Una riunione politica, che doveva essere normale. Doveva: perché un’autorevole fonte dell’Amministrazione ci ha fatto sapere che non si potranno in alcun modo dare indicazioni di voto e quindi spiegare, in particolare, le ragioni del No.

Secondo questa autorevole fonte la propaganda è possibile solo nei 30 giorni prima del voto, altrimenti non è consentita.

È una affermazione grave, una forma di censura preventiva in totale contrasto con i principi fondamentali della nostra democrazia e delle norme della Costituzione che tutelano la libertà di riunione e di espressione.

Nessuna norma di legge autorizza questa assurda compressione dei diritti. La propaganda politica di cui quella elettorale è espressione, è libera. Eventuali limiti sono stabiliti in maniera esplicita dalla legge, come ad esempio il divieto di propaganda nel giorno antecedente al voto. Ma non è questo il caso.

Vogliamo sperare che si sia trattato di una momento di smarrimento e che quindi non verranno posti in essere comportamenti che ostacolino lo svolgimento dell’incontro. Perché altrimenti saremmo di fronte ad una azione assolutamente illecita che potrebbe apparire mossa da intenti strumentali e intimidatori.

Questo sì che non è consentito.

E non sarà tollerato.

Il Paese che vorrei



venerdì 28 gennaio 2022

REFERENDUM: UNA VITTORIA PER LA COMUNITÀ

I referendum si faranno il 27 marzo alle condizioni imposte dal Sindaco e dalla maggioranza nel Consiglio Comunale del 25 gennaio.

Come un dente che va estirpato il prima possibile, il Sindaco - costretto da un ricorso al Tar - si è finalmente messo in moto per svolgere i referendum il PRIMA POSSIBILE, con il MINOR COSTO POSSIBILE, apparentemente per venire incontro alle esigenze di cittadini ed elettori. In realtà è un vero e proprio BOICOTTAGGIO, e in ogni caso, i project, quelli di cui – per inciso - non c’è traccia nel suo programma elettorale, andranno avanti perché del parere dei cittadini il Sindaco e la sua maggioranza non sanno proprio che farsene.

La data prescelta, resa possibile solo dai cambiamenti al Regolamento voluto nel Consiglio Comunale del 25 gennaio scorso, è caduta il 27 marzo, ancora in pieno regime di emergenza pandemica, a svantaggio sia della campagna che del voto.

Che il Sindaco abbia fatto di tutto per ostacolare i referendum ci è sempre stato chiaro. È stata dapprima OSTEGGIATA LA RACCOLTA DELLE FIRME (il Sindaco ha negato una dilazione temporale chiesta causa Covid quando eravamo in zona rossa) poi RITARDATA L’INDIZIONE DEL VOTO, avvenuta infine a seguito della modifica unilaterale delle regole referendarie in un Consiglio Comunale convocato d’urgenza.
Al Sindaco piace mischiare le carte, sminuendo e ridicolizzando le iniziative che non provengono da lui. Infatti i 5 referendum aprono il confronto pubblico su 5 project financing, che lui e la sua maggioranza hanno portato avanti il più velocemente possibile affinché le procedure arrivino ad un livello così avanzato che sarà difficile bloccarle dopo un eventuale responso negativo espresso dai cittadini.

In verità, da un anno a questa parte si sta consumando lo SVILIMENTO della DEMOCRAZIA per cui le consultazioni popolari (per di più consultive) sono percepite dal Sindaco e dalla sua maggioranza “INUTILI”, e in quanto tali “DISPENDIOSE”, un aggravio per le Casse del Comune già “provate”.

Il cambiamento proposto delle regole referendarie ha solo formalmente la giustificazione del risparmio, perché nei fatti ha l’effetto di ostacolare la campagna referendaria e depotenziare l’esito referendario: in che misura la possibilità di ampliare la forbice del tempo in cui far cadere la data delle elezioni, ha un vantaggio economico? Quanto può far risparmiare la rinuncia alla figura del Prefetto come figura di garanzia preferendo un delegato del Sindaco o la Segretaria Comunale?
Noi crediamo invece che la democrazia non si misura in termini di costo e di risparmio sulle spese elettorali. Crediamo che la democrazia sia una cosa preziosa e fragile, che vada alimentata con consultazioni, campagne elettorali e referendarie, discussione, incontro e scontro dialettico. Il costo economico è contemplato nel suo gioco, che è gioco serissimo. Riteniamo, contrariamente al Sindaco e alla sua maggioranza che definiscono inutili questi referendum, che nessuna chiamata alle urne sia superflua perché l’impegno di una classe politica degna di questo nome è anche quella di promuovere cultura e crescita democratica, dibattito sulla città e visione del futuro. Per questo motivo, nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato e che ancora incontreremo, non ultima la concentrazione dei seggi in una unica sede (ignorata la richiesta dell’opposizione di istituire almeno un’altra sede a S. Severa), ci impegneremo nella buona riuscita dell’evento. L’indizione del referendum è per noi già un successo a prescindere dall’esito finale; non semplicemente una spesa, piuttosto un investimento nella e per la democrazia.




lunedì 24 gennaio 2022

STANNO PER INNALZARE UN MURO CONTRO LA CITTADINANZA DI S. MARINELLA E S. SEVERA!

Questa amministrazione sta ostacolando lo svolgimento dei Referendum consultivi sui Project Financing con tutti i mezzi non immaginabili.

Martedì 25 gennaio alle ore 18,00 è indetto un Consiglio Comunale con l’intento di modificare il regolamento per i referendum (approvato da questa stessa Amministrazione a inizio mandato).

  • Vogliono ridurre i tempi di insediamento e preparazione del seggio e delle schede referendarie! La preparazione del seggio verrebbe effettuata la mattina stessa e non il giorno prima come di regola, contraendo di conseguenza l’orario e quindi il tempo utile alle operazioni di voto e con il rischio di seri problemi di organizzazione, gestione e controllo.
  • Vogliono modificare la scelta dei garanti! Le figure previste sono il Prefetto o un suo delegato; l’Amministrazione vorrebbe invece utilizzare il segretario comunale, una figura, ricordiamolo, scelta dal sindaco. Perché?
  • Vogliono riunire i seggi in un unico luogo (il palazzetto dello sport). Scoraggiando la partecipazione attraverso la necessità di prendere la macchina e l’inevitabile disagio di recarsi, cittadini di Santa Severa inclusi, presso un unico seggio.
  • Vogliono modificare la finestra temporale in cui è possibile svolgere i referendum e anticipare i tempi della campagna referendaria! Con il rischio reale che possano essere indetti in un periodo ancora di restrizioni dovute alla pandemia.
  • In maniera arbitraria e senza un confronto con le parti sociali interessate vogliono fare tutti questi cambiamenti mentre le procedure dei REFERENDUM sono in corso!

Le giustificazioni addotte sono quelle relative al costo. Costo di che? Di una scelta popolare sul futuro del nostro paese? Dov’è il rispetto per i cittadini? Dov’è il rispetto per gli strumenti di democrazia partecipata? Di cosa hanno paura?

La commissione tra capogruppo consiliari indetta per i referendum si è espressa contraria a questi cambiamenti (5 consiglieri presenti: 3 pareri contrari, 2 a favore).

Il Paese che Vorrei vi invita a partecipare al Consiglio Comunale per guardare bene in faccia chi sta scrivendo un’altra pagina nera della storia di questo paese!




IL REFERENDUM E IL RISPETTO DELLE REGOLE RIGUARDANO TUTTI NOI.

 


sabato 15 gennaio 2022

CHE BALLE!

Il Sindaco ha più volte sostenuto a mezzo stampa che non sia vero che i referendum avrebbero dovuto tenersi entro il 2021, perché il Comitato non avrebbe consegnato le firme in tempo utile.

Il termine ultimo di raccolta firme per ottenere l’indizione dei referendum era il 15 marzo 2021.

Il termine di consegna delle firme per l’indizione del referendum entro l’anno era il 28 febbraio 2021 e due erano le finestre temporali previste per lo svolgimento delle consultazioni: primavera e autunno 2021.

Il 1 marzo, (il 28 febbraio era domenica, e, per legge, i termini sono prorogati al primo giorno feriale successivo) il Comitato ha consegnato un numero sufficiente di firme per garantirsi l’indizione della consultazione entro il 2021 e poi ha continuato a raccoglierne fino alla scadenza dei termini per consolidare il risultato. Quindi, per quanto riguarda il dettame regolamentare, perfettamente entro i termini.

Oltre i fatti, esiste poi lo spirito di una legge, (ratio legis) ovvero il fine per cui il legislatore l’ha emanata, il cui rispetto dovrebbe animare chi rappresenta le Istituzioni.

E lo spirito delle leggi sugli strumenti di partecipazione popolare in un paese democratico non è certo quella di tentare in ogni modo di ostacolare l’espressione e la partecipazione civica, come ha invece fatto il nostro Primo Cittadino, sia in fase di raccolta firme che dopo.

È facile rintracciare sulla stampa le dichiarazioni da lui rilasciate per allontanare di volta in volta (in spregio alla tempistica prescritta dal Regolamento oltre che al senso del ridicolo) l’obbligo in capo al Sindaco di indicare una data per le consultazioni.

Dopo la consegna delle firme, ha inaugurato la sagra della balla, prima dichiarando a gran voce che un referendum in primavera era impossibile e che la consultazione si sarebbe svolta il 3 ottobre – “come indicato dal Governo nazionale”; poi, all’approssimarsi di quella data, sostenendo che un referendum in autunno era impossibile e che la consultazione si sarebbe svolta in primavera del 2022 continuando però a non indirlo ufficialmente.

Ma perché, direte voi, tanta ritrosia nell’individuare ufficialmente una data? È presto detto: lo Statuto Comunale, all’art. 80 prescrive che, una volta stabilita una data, l’Amministrazione “deve sospendere ogni atto relativo alle questioni oggetto della consultazione”: cioè, nel nostro caso, deve interrompere ogni iter relativo a cimitero, farmacia, stabilimento Perla, parcheggi, piazza ex fungo. Ahaaa! Scoperto l’arcano: il referendum non viene indetto perché ciò significherebbe smettere, quantomeno temporaneamente, di lavorare alla svendita dei nostri beni comuni.

Chiusa anche la finestra autunnale, stanco di farsi menare per il naso, il Comitato ha deciso di ricorrere al TAR; raccogliendo fondi e pagando di tasca propria per veder rispettato un diritto costituzionale! E adesso, messo alle strette perché la questione è passata a organi istituzionali a lui superiori, Tidei, proseguendo nella sua indefessa attività di produttore di fandonie, sostiene che non c’era alcun bisogno di sollecitazioni!

Il tutto condito da affermazioni senza vergogna relativamente al fatto che, qualsiasi sia l’esito del referendum – cioè qualsiasi sia il voto espresso dai cittadini di Santa Marinella sulla cessione pluridecennale dei propri Beni Comuni – lui non ne terrà alcun conto perché evidentemente dell’opinione della comunità che amministra non sa che farsene.

Non proprio un bell’esempio di democrazia e di rispetto delle leggi, soprattutto da parte dell’esponente di un partito che si definisce democratico.




martedì 7 dicembre 2021

NON SI PUÒ E NON SI DEVE GOVERNARE SENZA RISPETTO PER LA PROPRIA CITTÀ E PER CHI LA ABITA

 Ancora una volta, leggiamo le esternazioni del Sindaco, come di consueto, all’insegna della menzogna, dell’insulto, della maleducazione. Questa è la cifra comunicativa che il sindaco riserva a chi non si allinea alle sue pratiche incancrenite, superate e prive di ogni partecipazione ai problemi dei suoi cittadini e particolarmente alle fragilità dei più deboli.

Ogni insulto che il Sindaco riserva al Paese che Vorrei sottolinea il suo malanimo ed è una conferma della correttezza del nostro operato; ogni menzogna dimostra debolezza ed è un incentivo a continuare a perseguire le nostre battaglie.

Quanto alla maleducazione, questa pesa su tutti coloro che vorrebbero un Primo Cittadino all’altezza della dignità del proprio ruolo.

Purtroppo, dobbiamo sopportare le esternazioni rancorose e volgari di chi non avendo argomenti a sostegno della sua ignobile azione di smantellamento dei beni comuni, trabocca di bile aggiungendo al danno materiale anche il danno morale della sua presenza sul nostro territorio.

Andremo avanti, forti anche del fatto che in molti si stanno rendendo conto dei danni concreti che Sindaco e Maggioranza stanno producendo.

Questa gestione arrogante e clientelare del potere, il disprezzo per le regole democratiche, l’incapacità di amministrare nell’interesse dei cittadini, l’accanimento con cui si persegue la dismissione delle attività pubbliche, la smania per la cementificazione inutile, gli atteggiamenti diseducativi che caratterizzano questo personaggio, ci danno un esempio plastico di tutto ciò che non si deve fare.

Il primo insegnamento è che non si può e non si deve governare senza provare amore e rispetto per il proprio territorio e per chi lo abita.

Amare il territorio significa voler affrontare i problemi all’insegna dell’interesse collettivo, vuol dire rispetto per l’ambiente e per le persone, rappresenta il desiderio di lasciare a chi verrà dopo di noi un luogo migliore in cui abitare, lavorare e godere della propria vita.

Il nostro impegno è quello di lavorare in questa direzione per il bene di tutti e contro gli affarismi e le tirannie reazionarie di chi non riesce a far pace con un mondo che può e deve cambiare, in meglio.




lunedì 6 dicembre 2021

IN RISPOSTA A TIDEI SULL’EMERGENZA CASA.

Il sindaco che vorremmo


Affinchè i nostri concittadini non si lascino impressionare dalle fuorvianti e urlate affermazioni del Sindaco Tidei, facciamo seguire alle sue parole i fatti accaduti.

A proposito dei 20 appartamenti che l’Ater dovrebbe consegnare agli aventi diritto (8 a gennaio e forse 12 a giugno), ribadiamo che la questione dell’emergenza-casa è stata sollevata più di tre anni fa e mantenuta sotto i riflettori dal Comitato per l’emergenza abitativa, dalla Lista civica “Il Paese che Vorrei” e dal PRC, sostenuti dall’ Unione Inquilini.

Nonostante il Comune abbia tentato di boicottare la soluzione più rapida e sostenibile, cioè la riqualificazione di stabili abbandonati, e il Sindaco spingeva invece sull’ipotesi di nuove costruzioni in terreni agricoli da convertire in edificabili, le forze sopracitate non hanno mai smesso di offrire il proprio contributo, continuando a individuare stabili esistenti e in stato di degrado e a proporre soluzioni per mettere fine nel più breve tempo possibile a questa emergenza, nell’interesse del territorio tutto.

Ora, nella sua ultima e farneticante comunicazione, il Sindaco ritira fuori il simbolico tentativo di occupazione portato avanti nel novembre 2020 dal Comitato per l’Emergenza Abitativa, in seguito al vanificarsi della speranza di ottenere a breve un alloggio dignitoso, e accusa gli stessi che si sono prodigati a trovare soluzioni, di strumentalizzazione.

Vi invitiamo a leggere invece il resoconto dell’episodio di Lorenzo Casella, chiamato dal Comitato in quella occasione in quanto Consigliere di opposizione e che, su invito delle forze di Polizia presenti, accetta di mediare il caso. Nelle parole del consigliere commozione, partecipazione e solidarietà al dramma di famiglie disperate, per lungo tempo illuse vanamente: “Ho fatto un giro per i corridoi all’interno dell’immobile: nessuna porta era stata aperta, si erano limitati a godersi lo stupore per quelle dimensioni, per quelle quantità, per quello spreco. Tutto era grande, tutto era bello e vuoto. ..”

E descrive gli sguardi degli occupanti: “Guardavano attraverso le finestre che non osavano forzare ma che ai loro occhi aprivano uno scenario di speranza: ‘Guarda che salotto grande. E lì in fondo, vedi? C’è pure la cucina”. Sognavano ad occhi aperti.

Siamo lieti che il problema casa a gennaio comincerà a trovare una qualche, sia pure parziale, soluzione ma purtroppo l’Amministrazione non ne ha merito. L’unico ruolo svolto dal Comune è stato quello di redigere, un paio di anni fa, una graduatoria degli aventi diritti. L’arroganza del nostro Sindaco, la strumentalizzazione e la volontà menzognera di stravolgere i fatti ci lasciano interdetti.

Il Sindaco che vorremmo non è l’uomo delle decisioni dall’alto, della prepotenza, della vanità e della arroganza, ma il politico che sa entrare in empatia con chi vive quotidianamente un disagio così grave come quello della mancanza di una casa. Un politico che riconosce meriti altrui e che collabora alle soluzioni. Casi delicati come questi vanno oltre ogni forma di propaganda e meritano di essere raccontati con la sensibilità di chi non punta a strumentalizzare una tragedia pur di attribuirsi meriti che non ha ma agisce invece nell’interesse di chi soffre situazioni di debolezza ed impotenza.

Di seguito il link del racconto del consigliere de Il Paese che Vorrei, Lorenzo Casella. Il racconto risale all’ 8 novembre 2020: https://www.facebook.com/698050243686778/posts/1750272681797857/





lunedì 29 novembre 2021

FESTA DELL'ALBERO 2021

Ecco i lavori per mettere a dimora il nuovo alberello di Lagerstroemia Indica, varietà rosa (in linea con le altre alberature presenti in questo tratto di Aurelia).
Una bella giornata di festa. Nelle parole di Marinella il senso di questa giornata e nel ricordo di Catia, a cui dedichiamo idealmente questa piantumazione, uno stimolo alla passione e all'impegno per questo territorio.
Un ringraziamento particolare va a Tonino Vagnozzi che ha lavorato per dieci!









































mercoledì 24 novembre 2021

25 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Ogni tre giorni ne ammazzano una!

Durante il periodo di emergenza Covid-19, l’Istat ha evidenziato che la quantità delle chiamate al numero verde 1522 (antiviolenza e stalking) è più che raddoppiata rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+119,6%). Frutto della solitudine e dell’impossibilità a denunciare.

Dal primo gennaio 2021 ad oggi ne sono state ammazzate 105. È il risultato dello studio fatto dalla Commissione d’inchiesta del Senato sul Femminicidio e la violenza di genere.

La violenza contro le donne è la violenza perpetrata contro le donne basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani.

Perché non ci sono solo vittime di violenza domestica, il pensiero va anche alle donne vessate e torturate dai regimi dittatoriali, dalle religioni e dai pregiudizi, ai tanti figli che vengono uccisi con le madri in nome di un amore malato e persecutorio, e alle donne trans, anch’esse vittime di violenze e omicidi, come ci ha ricordato il recente Transgender Day of Rememberance, dedicato alla memoria delle donne e uomini trans uccisi dalla violenza di genere.

Purtroppo le denunce cadute nel vuoto o la paura del carnefice/carceriere non riescono ad aiutare chi subisce le prime violenze, l’inasprimento delle pene non giustifica e non risolve il problema socio-culturale. Qualcosa è stato fatto e tanto c’è ancora da fare.

Ogni fotografia che ci racconta di un femminicidio è uno schiaffo alla vita, la prima cosa che salta agli occhi è la scarpa sfilata dal piede che rimane vuota, unico oggetto staccato dal corpo martoriato e violentato con rabbia e disumanità da chi diceva di amare. E le scarpe diventano il simbolo del femminicidio. Rosse! Come il sangue versato dalle vittime.

Il 25 novembre porta un fiore rosso a Civitavecchia (presso il Teatro Traiano), corso Centocelle dalle ore 17,00 in ricordo delle vittime di femminicidio (organizzato da Le ardite)

Il 27 novembre partecipa alla manifestazione organizzata da Non Una Di Meno a Roma, Piazza della Repubblica ore 14,00.




venerdì 12 novembre 2021

IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE URBANISTICA DELLA REGIONE LAZIO: SANTA MARINELLA, UN TERRITORIO DI VALORE

Lunedì 8 novembre, su invito del Paese che Vorrei, Marco Cacciatore ha illustrato il nuovo Piano Paesaggistico Regionale (PTPR) e le sue ricadute sul nostro territorio. All’incontro, svoltosi presso il ristorante “Acquamarina”, hanno partecipato i consiglieri dell’opposizione Casella, Calistri, Fiorucci e Settanni, il Paese che Vorrei, Rifondazione Comunista, L’Unione inquilini Civitavecchia ed il Comitato per l’Emergenza Abitativa di S. Marinella. Molti gli interventi e le questioni affrontate nel lungo incontro anche nello specifico di situazioni e aree critiche oggetto di interventi programmati dall’attuale maggioranza.

Il PTPR, registra le caratteristiche del territorio e definisce le prescrizioni mirate alla salvaguardia del paesaggio e alla sua riqualificazione per delineare uno sviluppo urbanistico ed edilizio compatibile con i vincoli riconosciuti e tutelati.

Il nuovo Piano regionale individua nel territorio di Santa Marinella molteplici zone di interesse pubblico da proteggere: aree archeologiche, corsi d’acqua, fascia costiera, parchi e riserve naturali, aree boscate, terreni agricoli di pregio. Il piano paesaggistico ha valore obbligatorio sulle aree vincolate, valore di indirizzo per la pianificazione degli enti locali sulle aree non vincolate. Il PTPR prevale sui Piani Comunali e superando la discrezionalità e l’estemporaneità delle scelte degli enti locali, dovrebbe fornire regole e tempi certi sia agli operatori economici che ai cittadini.

Meno male perché, come è noto, il nostro Piano Regolatore (elaborato negli anni ‘70) è frutto di una visione urbanistica del territorio ormai superata, fondata su una prospettiva di crescita degli abitanti mai realizzatasi, su uno sfruttamento ambientale insostenibile e su una grave sottovalutazione del rischio idrogeologico del territorio. Un territorio cementificato in maniera selvaggia, non sempre nel perseguimento di interessi collettivi, tralasciando persino le opere di urbanizzazione primaria.

Alla luce del PTPR, che prevede l’adattamento dei piani comunali entro due anni dalla sua entrata in vigore (aprile 2021), l’Amministrazione deve adeguarsi con urgenza e procedere alla redazione di un Piano Urbanistico Comunale Generale (PUCG), un nuovo strumento di pianificazione urbanistica che, in linea con il PTPR, non mira solo alla definizione degli spazi fisici e funzionali, ma anche alla “qualità dell’abitare” fatta di elementi materiali e immateriali (la sicurezza di un luogo, il valore di un paesaggio, la potenzialità turistica, una mobilità efficiente e sostenibile, l’eliminazione delle barriere architettoniche, l’accoglienza…).

Approfondiremo con attenzione il nuovo PTPR per analizzare puntualmente i suoi effetti ma soprattutto le opportunità che individua nel nostro territorio. Perché è bene sottolineare che l’esistenza di un vincolo non è una sventura ma, al contrario, la rappresentazione dell’esistenza di elementi di valore da preservare e valorizzare e non da tombare con colate di cemento come si è fatto sin ora.
Ringraziamo ancora il Presidente della Commissione Urbanistica regionale, Marco Cacciatore, per la sua disponibilità ad incontrarci e a fornirci utili elementi di analisi per uno sviluppo sano e sostenibile del nostro territorio.