domenica 19 settembre 2021

SPREGIO PER I REGOLAMENTI E DISPREZZO PER LA DEMOCRAZIA: CADUTA OGNI FINZIONE



All’ultimo Consiglio comunale è andata in scena l’ennesima dimostrazione del disprezzo che il Sindaco, la Maggioranza e i loro sodali hanno nei confronti dei cittadini e della democrazia.

Paradossalmente, questa volta ciò è avvenuto bocciando una mozione (presentata per la seconda volta dai consiglieri di opposizione) che chiedeva semplicemente il rispetto di regole che la stessa maggioranza aveva approvato (il Regolamento della materia referendaria) nonché dello Statuto comunale che definisce le modalità nelle quali l’amministrazione deve operare. Motivo del contendere, i referendum sui project financing.

I promotori hanno consegnato le firme necessarie nei tempi previsti per chiedere l’indizione del referendum entro il 2021. Nonostante i termini definiti dal Regolamento, sono passati mesi prima che l'Amministrazione si degnasse di decretarne la validità.

Quando infine si sono decisi a farlo, a rigore di Statuto, il Sindaco avrebbe dovuto stabilire la data della consultazione e, in attesa di questa, interrompere ogni attività relativa ai project in oggetto. Invece, Tidei ha preferito fregarsene e scagliarsi contro i costi di una democrazia “scomoda” per lui e la sua maggioranza. In particolare ha preferito prendersela con il costo necessario a informare i cittadini sui quesiti referendari. Fumo negli occhi visto che già ad agosto i consiglieri del gruppo Paese che vorrei e del Gruppo misto, oltre a dichiararsi disponibili a modificare il regolamento per diminuire sensibilmente le spese, avevano fatto presente come la comunicazione potesse avvenire a costo zero se recapitata all’interno di un’altra missiva del Comune (ad esempio, insieme ai bollettini TARI).

Il “ducetto de noantri” ha preferito invece prendere tempo e perdere l’opportunità di risparmiare denaro pubblico; spreco di cui Sindaco e Maggioranza sono gli unici responsabili.

Tutto è diventato lecito pur di portare avanti i piani di privatizzazione, smantellamento e predazione dei beni comuni.

Anche Segretaria Generale e Presidente del Consiglio - le figure istituzionali che dovrebbero assicurare l’osservanza delle regole - hanno ormai abdicato al proprio ruolo di garanzia. Anzi, in consiglio il Presidente ha candidamente dichiarato che a lui i project piacciono e che riteneva fosse necessario bocciare la mozione e proseguire gli iter, in barba al rispetto dei cittadini e delle regole democratiche.

E così hanno fatto. Senza imbarazzo o dignità, continua questa farsa che vede esponenti di vecchie e attuali maggioranze interpretare la loro particina di pedine di un potere finalizzato al mantenimento di sé stesso, delle sue insopportabili dinamiche antidemocratiche, del suo nauseante scenario di egoismi, di complicità e alleanze strumentali al perseguimento del proprio interesse.

Persa ogni remora, fame di potere e arroganza saccheggiano scompostamente risorse che, invece di essere utilizzate per migliorare la qualità della vita, sono oggetto di spartizione per tenere buona la maggioranza e non solo.

Il bottino sono i beni comuni, su cui si scatenano speculazioni e affarismo di pochi contro gli interessi e i benefici di un’intera collettività.






domenica 22 agosto 2021

PERCHÉ NON DISEGNANO LE STRISCE BIANCHE?

Se non fosse per gli enormi disagi, per l’ingiustizia nei confronti dei cittadini, per le gravi conseguenze sulla vita della città, la commedia delle strisce blu sarebbe da morire dal ridere. Giustamente, invece, i santamarinellesi stanno iniziando ad arrabbiarsi sul serio.

L’incapacità nella gestione dell’intera operazione, il menefreghismo e il desiderio dell’Amministrazione di “fare cassa” a tutti i costi sono lampanti. Alle strade tappezzate di strisce blu si aggiunge ora (con una modalità ancor più tragicomica) il grande spiazzo “ex fungo”, che avrebbe potuto essere invece un luogo di posteggio libero anche (ma non solo) per rispetto verso i pendolari e i lavoratori.

Tra le molte domande senza risposta, una riguarda le strisce bianche, che per legge andrebbero disegnate in spazi non lontani dalle strisce blu e in numero congruo, e che invece non esistono.

Abbiamo fatto un calcolo a spanne sulle vie destinate al parcheggio libero per servire il centro – ma anche la stazione (via Ulpiano, via Don A. Ranieri e via Barone Marincola).



Lunghezza 500 m circa, strade senza marciapiedi, larghe poco più di vicoli e costellate di portoni, passi carrabili, sportelli delle utenze, lampioni.

Le dimensioni minime di uno stallo auto, SU UNA SUPERFICIE LIBERA DA INGOMBRI, sono di 4,5 x 2,3 m (D.P.R. 495/1992); lo standard è di 5 x 2,5 m.

Quindi, anche ammesso che sia giusto destinare quelle strade al posteggio, potremmo ricavarne circa 100 posti auto gratuiti.

Sono già pochi ma a questi dobbiamo toglierne circa:                          

10 - per la prossimità degli incroci

10 - per i passi carrabili

15 - per i cancelli

15 - per gli sportelli delle utenze e le scalinate pedonali

Arriviamo a 50 – e ci siamo tenuti larghi. 50 posti liberi per assorbire le esigenze di parcheggio di centro e stazione, con il risultato di congestionare alcune delle vie di passeggio più belle di questo paese.

Se poi consideriamo la larghezza (media 4,90/4,50 m in concomitanza dei lampioni) siamo fuori con l’accuso: non resta neanche lo spazio di sicurezza per il transito di auto e pedoni.





Disegnando le strisce bianche la FOLLIA di un parcheggio a pagamento all’ex Fungo diventerebbe palese.

Il susseguirsi di comunicazioni contraddittorie di Sindaco, Consiglieri di maggioranza e Assessori vari, poi, non fa altro che accrescere lo scoramento e l’arrabbiatura dei cittadini.

Intanto, poco più in là, in assenza di un’isola pedonale a piazza Trieste, residenti e villeggianti mangiano accompagnati da un flusso di macchine continuo.

Su tutto svetta l’assenza di un Piano Urbano del Traffico, obbligatorio per legge, che pretendiamo venga redatto al più presto e, soprattutto, da persone competenti!


Codice della Strada 

domenica 8 agosto 2021

L’AMMINISTRAZIONE CALPESTA STATUTO E REGOLAMENTO

Santa Marinella - Il 4 agosto 2021 in Consiglio Comunale, la maggioranza ha respinto una mozione, firmata da tutti i consiglieri d’opposizione, che sollecitava il rispetto dell’art. 29 del Regolamento sugli Istituti di Democrazia Partecipata (indicazione della data delle consultazioni referendarie) e dell’art. 80 dello Statuto Comunale (sospensione degli atti relativi ai temi oggetto del referendum al momento della sua indizione).

Un voto, quindi, che arbitrariamente disattende l’applicazione di Statuto e Regolamento. Si può fare?

Il Presidente del Consiglio e la Segretaria Generale hanno dichiarato, non senza un certo imbarazzo, che dal punto di vista procedurale, trattandosi di una mozione, questa poteva essere respinta, accolta o rinviata, indipendentemente dal suo contenuto. Tecnicamente, quindi, niente di irregolare, ma eticamente è ammissibile?

Ci troviamo di fronte a un paradosso: la maggioranza si rifiuta di approvare una mozione che dice in sostanza “bisogna applicare lo Statuto e il Regolamento”, per continuare a non applicarli, fino a che gli farà comodo.

Questa Amministrazione ha dimostrato di essere pronta a calpestare il proprio atto normativo fondante e un regolamento da lei stessa approvato - e con essi ogni rispetto per le regole democratiche e per i propri cittadini - pur di portare avanti, i 5 project financing oggetto dei 5 referendum consultivi promossi dal Comitato Santa Marinella per il Bene Comune.

Indigna, inoltre, che i consiglieri di maggioranza, un attimo dopo avere respinto una richiesta di rispetto delle regole, si siano sollevati per stigmatizzare l’irregolarità dell’urlo di protesta e di sdegno che si è sollevato nel pubblico - irrituale e acceso, sicuramente, ma comprensibile.

Oggi arriviamo addirittura a leggere sui social l’affermazione del Sindaco secondo cui i consiglieri di minoranza si sarebbero rifiutati di collaborare a una riduzione dei costi dei referendum, quando invece l’opposizione si è dichiarata più che disponibile ad operare eventuali modifiche in tal senso al regolamento (come il verbale della seduta sicuramente riporta). Una palese, strumentale, manipolazione della realtà.

Impossibile non constatare che siamo davvero alla frutta.
 



mercoledì 4 agosto 2021

SLAPP: UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA

La minaccia di querela come strumento per zittire il dissenso

A Santa Marinella l’aria si fa sempre più irrespirabile. Non bastava l’assenza di qualsiasi trasparenza e condivisione democratica, ora siamo arrivati all’attacco diretto a chi esprime un pensiero critico nel dibattito pubblico.

Oltre a rimuovere le voci contrarie dalle pagine Facebook riconducibili al Sindaco, insultare pubblicamente- via social o a mezzo stampa - gruppi o rappresentanti politici all’opposizione, tentare (invano) di ostacolare l’iniziativa referendaria attraverso l’ostruzionismo e la denigrazione dei promotori, ora siamo arrivati a sporgere o minacciare querela nei confronti di singoli cittadini, definiti odiatori seriali per aver osato sollevare dubbi sulla opportunità e pubblica utilità di alcuni progetti previsti dall’Amministrazione.

Naturalmente, non mettiamo in discussione il diritto di difendersi dalla diffamazione o dall’incitamento all’odio, attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Ma non è questo il caso; qui è in gioco il nostro diritto ad analizzare, discutere ed eventualmente bocciare pubblicamente le iniziative dell’Amministrazione. Diritto messo a repentaglio da una tattica che tenta di abusare degli strumenti legali per reprimere le voci critiche.

È una tattica consolidata che nel mondo anglosassone ha già un nome: SLAPP. Una SLAPP è una “Querela Strategica Contro la Partecipazione Pubblica” utilizzata per prevaricare e mettere a tacere chi dissente. L’acronimo inglese è volutamente simile a "slap" (schiaffo) perché è uno schiaffo alla democrazia. Questa procedura di intimidazione, infatti, ha lo scopo di eliminare ogni contestazione.

L’azione è resa ancora più meschina dalla disparità di potere e di risorse economiche tra querelante e querelato. La “Querela Strategica” sfrutta questa disparità e trasforma questioni di pubblico interesse in dispute tecnico-legali per intimidire il querelato e indirettamente tutta la comunità. Lo scopo è inequivocabile: bloccare i cittadini nell'esercizio dei loro diritti politici e “fargliela pagare” per averli esercitati facendo leva sulle preoccupazioni, i fastidi e le spese che essere chiamati in causa comporta. Anche se si è innocenti, la difesa legale (praticamente indispensabile) costa centinaia di euro, un deterrente forte per il cittadino che vorrebbe solo esprimere il suo dissenso.

In molti casi, non serve neanche che la querela venga formalizzata: basta l’annuncio/minaccia per intimidire, inducendo all’autocensura e scoraggiando la società civile o specifiche categorie (attivisti, personale dipendente, giornalisti) dall’esprimere critiche o sollevare obiezioni.

É una brutta situazione e non solo per le conseguenze che le scelte unilateralmente prese dall’Amministrazione possono comportare. Siamo di fronte a una minaccia alla partecipazione e alla libertà di espressione che può avere gravi ripercussioni sulla crescita culturale della nostra città e sul modello di rapporti di potere che diamo ai nostri figli, sull’indipendenza dell’informazione e sul rispetto di noi stessi in quanto parte di una comunità.

A questa provocazione rispondiamo: non ci faremo intimidire.




venerdì 16 luglio 2021

IN UN PAESE NORMALE, DA NOI NO!

Zero idee, zero progetti, zero tutele. Solo una grande avidità di denaro da incassare senza obiettivi di spesa di utilità sociale; anche sui parcheggi, il Sindaco e la sua maggioranza non si smentiscono e a pagarne le conseguenze sono sempre i cittadini.

In un paese normale, un’Amministrazione sana partirebbe da uno studio sulla mobilità per individuare le difficoltà e le esigenze dei pendolari, lavoratori e studenti, dei residenti, delle categorie più fragili, dei turisti. Fatto questo, potrebbe decidere di sviluppare un piano di mobilità sostenibile che tenga conto delle diverse necessità, nelle diverse fasce orarie, nei diversi periodi dell’anno partendo dalla considerazione che, in un luogo di villeggiatura, la stagione estiva possa richiede misure differenti per gestire l’afflusso e traffico veicolare. Concetto difficile ma non impossibile da comprendere.

Il piano dovrebbe puntare a fornire ai cittadini un trasporto pubblico efficiente e ai turisti un sistema di collegamento tra le diverse spiagge e luoghi di interesse che spinga, gli uni e gli altri, ad usare meno i veicoli privati. Potrebbe (addirittura!) prevedere un criterio di qualità nella scelta dei mezzi affinché siano a basso inquinamento e totalmente accessibili e politiche attive per favorire l’uso di biciclette per i piccoli spostamenti cittadini.

Un’amministrazione sana, stimerebbe poi il costo dell’operazione verificando le possibili fonti di finanziamento e solo a questo punto valuterebbe la copertura dei costi residui attraverso l’istituzione di una tassa sul parcheggio su suolo pubblico, le strisce blu.

Perché in un’ottica sana le strisce blu servono a finanziare i costi di un trasporto pubblico - efficiente, capillare, di qualità, accessibile ai disabili ed ecologico - attraverso il pagamento di una tassa a carico di quei cittadini che, pur avendo una valida alternativa, scegliessero di utilizzare comunque la propria auto.

I pendolari, invece, non usano la macchina per sfizio ma per andare a lavorare; già pagano per recarsi al lavoro e non è giusto che paghino un’ulteriore tassa. I residenti lasciano la macchina per strada perché non tutti hanno un garage e sarebbe difficile portarsela in camera da letto; dovrebbero essere esentati dal pagamento del parcheggio intorno alla propria residenza.  Anche un bambino capirebbe che far pagare loro una tassa equivale ad avvantaggiare ancora coloro che già hanno la fortuna di potersi permettere un parcheggio privato.  

In prossimità delle vie commerciali, le aree di parcheggio (come ex-fungo o lucciola) dovrebbero essere gratuite per incoraggiare il parcheggio fuori dalle carreggiate stradali, se invece si vuole avere la comodità di parcheggiare davanti ai negozi è giusto che si paghi la sosta. Naturalmente, questo concetto non può valere per chi ha difficoltà motorie o altre generi di impedimenti, a cui deve essere sempre garantito un parcheggio in esenzione, aldilà della presenza o meno delle strisce gialle.

Ma in un paese normale, si ragionerebbe anche sull’inopportunità di istituire una nuova tassa in un periodo in cui una pandemia ha già pesantemente colpito l’economia di vita della maggior parte dei cittadini, soprattutto se, come nel nostro caso, le tasse fossero già alla massima aliquota e la TARI in aumento. Si ragionerebbe infine sul periodo più opportuno per far partire quello che non dovrebbe essere un ennesimo balzello ma un progetto per una mobilità sostenibile. E chiunque troverebbe assurdo e iniziare i lavori nel periodo estivo, quando la città è già piena di gente e di macchine.

Qui da noi non è così. Nessun progetto, nessuna indicazione sull’utilizzo dei proventi, nessuna prospettiva mirata al miglioramento della qualità della vita. Sempre e solo avidità che si abbatte sui cittadini che pagano e continueranno a pagare i danni culturali e materiali che l’incapacità della cosiddetta classe dirigente produce.




giovedì 8 luglio 2021

Il caos delle strisce blu

Da qualche giorno le strade di Santa Marinella sono nel caos.

Il comune ha iniziato i lavori per realizzare le strisce blu in moltissimi punti della città, senza preoccuparsi di informare preventivamente e in modo massiccio la cittadinanza (se si esclude la pubblicazione degli atti sul sito, ma si può pretendere che i cittadini vadano quotidianamente a spulciare il sito del comune?).

Il risultato è che i cittadini e i villeggianti, confusi e arrabbiati, non hanno più saputo cosa fare delle proprie automobili. Compresi i pendolari, per i quali non è stato possibile posteggiare in alcuni dei luoghi abituali vicini alla stazione. Questa disorganizzazione non è accettabile, è gravissima e lede l’immagine, già offuscata dallo scarso decoro e pulizia, della città.

Il Paese che Vorrei non è mai stato contrario in linea di principio all’istituzione di un numero adeguato e ragionevole di posteggi a pagamento. Aveva però sottolineato sin da subito alcuni aspetti da tenere in considerazione. Il primo riguardava l’annunciata privatizzazione delle strisce blu, per fortuna a quanto pare un pericolo scongiurato, almeno per il momento, grazie anche all’impegno della campagna referendaria.

Altre considerazioni entravano più nel merito, le elenchiamo di seguito:
- rispetto della quota di parcheggi liberi e parcheggi disabili;
- esenzione per i residenti delle vie e delle aree interessate;
- esenzione per i pendolari dotati di abbonamento ferroviario;
- formule di abbonamento mensile, semestrale, annuale per chi lavora nelle zone interessate;
- incoraggiamento all’uso delle aree di parcheggio quali l'ex-fungo, l'arena Lucciola e la stazione ferroviaria mantenendo su queste il parcheggio libero (altrimenti si svuoterebbero i parcheggi e si riempirebbero ancora di più le strade).

Infine, Il Paese che Vorrei aveva espresso la sua contrarietà all’istituzione delle strisce blu in un periodo come questo, con una crisi economica che sta colpendo violentemente ampie fasce di popolazione locale ma anche turisti e villeggianti. Di questi tempi, sia per far viaggiare meglio l’economia fondata sul turismo, sia per consentire a quante più persone possibile di godersi un periodo di rilassamento e vacanza, ci sembra sbagliato aggiungere un ulteriore ostacolo sotto forma di balzello. Si sarebbe potuto far partire le strisce blu dalla stagione successiva, approntando stalli e colonnine nel periodo invernale, a città vuota.

Invece, a sorpresa, nastriamo strade e cominciamo i lavori a stagione inoltrata, con queste modalità. È il sintomo di una grande disorganizzazione e del totale disinteresse nei confronti della città, dei suoi abitanti e dei suoi turisti. Il caos e lo scontento che ne risultano sono sotto gli occhi di tutti.




giovedì 1 luglio 2021

UNA POLITICA DI DIRITTI NEGATI E INDIFFERENZA

I consiglieri del gruppo del Paese che Vorrei e gruppo Misto abbandonano il Consiglio per denunciare la violazione sistematica dei diritti dei consiglieri e dei cittadini ma, prima di lasciare l’aula, motivano la propria condanna nei confronti della Giunta e della Maggioranza.

Ci sono importanti interrogazioni sull’uso di denaro pubblico, sulla gestione di appalti, su comportamenti di membri della Giunta - temi che riguardano i cittadini tutti e il loro diritto di essere informati delle modalità con cui opera la Maggioranza - protocollate da più di 3 anni a cui non è mai stata data risposta. A questo si aggiungono i ritardi imperdonabili con i quali vengono portate in Consiglio le mozioni a firma delle forze d’opposizione. 

Ricordiamo che tutti i consiglieri dovrebbero godere dei diritti sanciti dalla Legge, dallo Statuto e dal Regolamento. Eppure, con questa Maggioranza a guida di un partito che si definisce democratico, questo non avviene.

Anzi, lo sfregio dei diritti va oltre l’assoluta mancanza di rispetto verso le norme che regolano i rapporti istituzionali e le istanze avanzate dai rappresentanti eletti.

I consiglieri denunciano anche il costante ostruzionismo operato nel percorso referendario culminato, in violazione del Regolamento, in un ritardo colpevole nella proclamazione della validità delle firme raccolte che ben evidenzia l’assenza di spirito democratico e di senso della collettività. Infatti, per la prima volta nella storia del nostro comune, grazie all’impegno dei tanti volontari e alla partecipazione cittadina, si potrà effettuare una consultazione referendaria incentrata sul destino dei nostri beni comuni. Una consultazione storica che avrebbe dovuto spingere chiunque si professi democratico a favorire la raccolta di firme ma anche e soprattutto il confronto tra i cittadini che saranno chiamati ad esprimersi sul futuro del proprio territorio.

È stato inoltre denunciato il nuovo tentativo di cementificazione del parco della Chiesa e del Convento dell’Immacolata a Santa Severa e la totale assenza del Comune e della Maggioranza nel supportare, o anche soltanto prestare ascolto, ai cittadini che si sono organizzati per difendere il diritto alla tutela dell’ambiente e della storia di quei luoghi.

Quindi un cenno a cosa si cela dietro il bilancio consultivo 2020, all’ordine del giorno nella seduta consiliare. Il bilancio presenta un avanzo di 300.000 euro, frutto non di un risanamento strutturale ma delle agevolazioni di cui i Comuni hanno potuto usufruire per affrontare le conseguenze della pandemia. 

Con l’obiettivo di agevolare gli Enti locali nel far fronte al disagio crescente dei cittadini e mitigare la crisi economica e sociale, lo Stato ha consentito ai Comuni di sospendere i pagamenti dei mutui in essere.

Il nostro Comune, invece di impiegare i denari risparmiati grazie a questo intervento statale per aiutare i cittadini in difficoltà, semplicemente non li ha spesi e ora propaganda questo risultato come un successo.

Questo risultato è invece una vergogna, hanno spiegato i consiglieri, perché i nostri concittadini in grave difficoltà potevano e dovevano essere aiutati, non per bontà ma nel rispetto dei loro diritti.

Se si è costretti a vivere in un container, infatti, è perché viene negato il diritto un’abitazione dignitosa e se c’è una famiglia costretta ad affrontare senza il supporto della sua comunità la difficoltà di crescere un figlio con una disabilità importante è perché viene loro negata l’assistenza domiciliare a cui hanno diritto.

Avere un avanzo di 300.000 euro e non aver mosso un dito per aiutare i nostri concittadini a far riconoscere e rispettare i loro diritti fondamentali diventa insopportabile. 

Rifiutandosi di legittimare questa sistematica violazione di ogni diritto e questa conclamata indifferenza per le difficoltà della vita dei nostri concittadini, i consiglieri hanno abbandonato il Consiglio.




giovedì 24 giugno 2021

NATURA SENZA BARRIERE: tutti insieme accessibilmente!

 Il Paese che vorrei con il patrocinio del Comune di Cerveteri organizza un’escursione accessibile alla Necropoli etrusca della Banditaccia e alla Macchia della Signora in compagnia del Disability Pride, dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e della Federazione Italiana Associazioni dei Sordi.

Domenica 27 giugno, in occasione della sesta edizione della manifestazione “Natura senza barriere”, promossa dalla FederTrek, l’associazione il Paese che vorrei con il patrocinio del Comune di Cerveteri ospiterà una delegazione del Disability Pride, del quale è partner, dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti e della Federazione Italiana delle Associazioni dei Sordi. Insieme effettueremo una visita della Necropoli etrusca della Banditaccia e successivamente un’escursione accessibile nella Macchia della Signora a Cerveteri.

Sarà l’occasione per valorizzare, nel segno dell’inclusione e dell’accoglienza, le bellezze naturali e artistiche del nostro territorio. Questa visita rappresenta anche un’opportunità per perfezionare i percorsi accessibili e agevolare le pratiche escursionistiche garantendo così un godimento universale degli spazi.

Ricordiamo che la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri, insieme alla Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, è entrata a far parte dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO nel 2004.

La Macchia della Signora, tra le altre cose, è oggetto di un progetto di riqualificazione da parte dell’associazione “Una Macchia per tutti”, recente vincitrice del Bando regionale “Vitamina G”. Questo progetto mira a dotare il sito di percorsi carrozzabili e percorsi sensoriali per non vedenti e sordi e potrebbe diventare un importante risorsa dell’accoglienza inclusiva a beneficio di tutto il territorio. L’adesione da parte di tante realtà e associazioni di categoria è stata ampia. Tra queste ci sono anche diverse associazioni specializzate nel turismo accessibile, che incantate dalla bellezza dei luoghi durante i sopralluoghi, valuteranno l’inserimento di questo itinerario nelle proposte da offrire ai propri utenti.

Il territorio di Cerveteri ha grandi potenzialità turistiche per le sue bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e archeologiche.  Metterle a disposizione di tutti, garantendone l’accessibilità, aprirebbe le porte a un settore del mercato turistico, sicuramente non di massa, che andrebbe ad arricchire l’offerta della città sotto il profilo della ricezione turistica ma anche sotto quello della crescita civile, sociale ed etica.

Il Paese che vorrei è convinto che l’inclusione, l’integrazione e l’accoglienza costituiscano valori essenziali per una collettività e intende continuare a promuovere queste iniziative in collaborazione con tutti i soggetti che vorranno partecipare.

Ringraziamo Il Comune di Cerveteri e in particolar modo il Sindaco Alessio Pascucci, l’Assessore alla Cultura Federica Battafarano, l’Assessore ai Servizi sociali Francesca Cennerilli e l’Assessore alla mobilità Elena Gubetti per la collaborazione che ha reso possibile l’escursione e la Direttrice della Necropoli Daniela De Angelis per la disponibilità e la sensibilità dimostrate.




lunedì 7 giugno 2021

IL LIBERO ACCESSO AL MARE È ANCORA UN DIRITTO?

Ogni estate si torna a parlare del “libero e gratuito accesso e fruizione della battigia" e del problema di Santa Marinella che, nonostante i suoi 20 chilometri di costa, offre pochissimi spazi per accedere gratuitamente e comodamente al mare, quasi nessuno in centro città.

Puntualmente, si denunciano i frequenti “sconfinamenti” degli stabilimenti fino quasi a riva o nelle spiagge libere confinanti e la crisi Covid è stata utilizzata per favorire il business della balneazione a pagamento negando il godimento del mare a coloro che non hanno la possibilità di poterselo “comprare”.

Di fatto l’accesso al mare non è più un diritto come prevede la normativa, ma un privilegio costoso gestito spesso attraverso l’abuso e le regole-fai-da-te dei gestori e l’assenza di controlli da parte degli enti preposti. 

Ma come si coniuga l’esercizio delle attività balneari in concessione - e il loro diritto a non trovarsi una barriera umana lungo la battigia - con il diritto di ogni cittadino a passeggiare o sostare sul bagnasciuga ed eventualmente farsi un bagno senza essere obbligato a pagare l’accesso o i servizi?

Il bilanciamento di questi diritti spetta ai Comuni che, nel dare le concessioni, dovrebbero sempre garantire, e mettere a disposizione di tutti, arenili liberi, segnalati e accessibili.

Purtroppo però, le pressioni esercitate dagli operatori economici, il desiderio di non doversi accollare l’onere della cura del litorale e l’incapacità di offrire opportunità concrete per la gestione di arenili liberi con servizi, determinano un orientamento che comprime sempre più il diritto delle persone a fruire del mare

Così, nel Comune di Santa Marinella gli stabilimenti dilagano e nessun amministratore si ricorda mai dell’obbligo di prevedere, predisporre e manutenere un ampio numero di arenili gratuiti e accessibili, limitando così anche l’offerta turistica del territorio, a danno di tutti gli altri operatori economici.

Ora, il nuovo piano regionale di utilizzo degli arenili prevede regole più stringenti a tutela delle porzioni destinate a pubblica fruizione (50%) della libera visuale e degli accessi al mare (ogni 300 metri) ma, in mancanza di sanzioni per le Amministrazioni che non ottemperano, che speranza abbiamo di vederle mai rispettate?

Sta a tutti noi rivendicare il nostro diritto. Una sana Amministrazione dovrebbe censire i possibili varchi, sistemarli e renderli accessibili o creare di nuovi, segnalarli e ove necessario, provvedere alla bonifica dei tratti costieri che lo necessitano. Per destinarli poi a spiagge libere o libere con servizi, naturalmente.

E per risolvere il problema della carenza di spazi liberi in centro città si dovrebbe affrontare la questione della gestione della Perla del Tirreno con l’obiettivo di realizzare un progetto di spiaggia libera con servizi - diversificati, destagionalizzati e condivisi - come quello che da anni sosteniamo.

Per finire, la strenua difesa del minuscolo triangolino di spiaggia libera a sud dello stabilimento della Marinella può sembrare risibile a fronte dell’entità della domanda di spazi ma non lo è. Rappresenta simbolicamente un diritto e l’appello di molti cittadini a non dimenticarlo ci dà la speranza che qualcosa prima o poi possa cambiare e la convinzione che questo cambiamento rappresenti un dovere per tutti noi.




lunedì 31 maggio 2021

IL PORTICCIOLO POTREBBE TORNARE AD ESSERE UN BENE COMUNE

Una lezione di cui fare tesoro

Dopo vent’anni si avvia, forse, a conclusione la triste vicenda di un porto sottratto alla città. Ora il Sindaco intima alla Porto Romano di riconsegnare il porto al Comune “che dispone di tutte le competenze per gestirlo in house nel rispetto e negli interessi dei cittadini residenti, dei turisti, dei diportisti e dei pescatori professionisti contrariamente a quanto ha fatto fino ad oggi l’impresa”.

Gestione in house? Finalmente! La nostra linea è sempre stata quella di restituire il porto alle competenze di Comune e Regione tutelando i posti di lavoro e se possibile implementandoli. Questo vuol dire recuperare un bene collettivo per gestirlo nell’interesse dei cittadini e dell’economia del nostro Comune e non esclusivamente di un singolo imprenditore.

La società Porto Romano ha fatto ciò che è nella sua vocazione di impresa privata: perseguire il proprio interesse economico. E ha potuto farlo, speculando su un bene pubblico, grazie a una convenzione della durata di cento anni, incautamente sottoscritta nel 1996 dal Comune di Santa Marinella.  

Anche allora i sostenitori della convenzione rifiutavano l’utilizzo della parola “privatizzazione del porto” usata da chi vi si opponeva. Ma la privatizzazione si è di fatto concretizzata. La Porto Romano si è impossessata del bene e ne ha incassato i proventi con la promessa di opere di ampliamento i cui lavori non sono mai iniziati, i servizi previsti sono stati disattesi e i vincoli non sono mai stati rispettati.

Ciononostante, la Porto Romano ha continuato a operare come se il porto fosse una sua proprietà e ci sono voluti oltre 20 anni di onerosi ricorsi legali per tornarne in possesso.

La storia insegna, dicono, eppure eccoci qui a parlare di project financing - su cimitero, passeggiata, farmacia, parcheggi, piazza - da affidare a munifiche imprese private che non vedono l’ora di accaparrarsi proprietà pubbliche solo per fare il nostro bene.  Grandi opportunità di sviluppo, ci dicono; esattamente come allora ci fu detto per il porto.

Ma la realtà è stata ben diversa. Ci auguriamo che questa triste vicenda possa almeno servire a farci aprire gli occhi, prima di commettere altri errori che pagheremo tutti per i prossimi decenni.

Se il Comune otterrà la restituzione del bene ci auguriamo che l’Amministrazione si ponga alcune priorità: tutelare e aumentare i posti lavoro attualmente in essere, abbandonare i faraonici quanto anacronistici progetti di ampliamento, ripristinare legalità e correttezza nell’utilizzo di spazi e servizi, valorizzare davvero il nostro Porticciolo, piccolo gioiello di questa città.





venerdì 14 maggio 2021

DIGNITÀ DEL FINE VITA

Continua la campagna del Paese che Vorrei per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su un fondamentale diritto civile.

Domenica 16 maggio dalle ore 10:00 alle 13:00, insieme agli attivisti di Sinistra Democratica, distribuiremo materiale informativo presso i portici dell’arena Lucciola in via Aurelia, Santa Marinella.

Ricordiamo che il Comune di Santa Marinella ha approvato una mozione scritta dall’Associazione Luca Coscioni che impegna le Amministrazioni a sollecitare il Parlamento a riavviare il dibattito sulla proposta di legge a iniziativa popolare volta a restituire a ogni persona la libertà di scegliere sulla dignità della propria morte, mettendo così fine a una condotta politica che irresponsabilmente ignora situazioni drammatiche che coinvolgono centinaia di persone.

Tutti i cittadini devono essere messi nella condizione di decidere responsabilmente in un sistema che assicuri pari opportunità di assistenza e trattamento sanitario, come garantito dalla nostra Costituzione. Attualmente invece, l’assenza di una Legge che disciplini il fine vita comporta una intollerabile disparità di trattamento e di libertà di scelta tra persone di diversa classe sociale sia per questioni di possibilità economiche sia per quanto attiene la possibilità di accesso al sostegno e alla guida nel percorso psicologico/terapeutico.

La mozione approvata impegna anche la Giunta Comunale a dare vita a una campagna di informazione per spiegare le nuove possibilità che la proposta di legge introdurrebbe e quelle già presenti nella Legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).

Nell’attesa lo facciamo noi.














mercoledì 12 maggio 2021

CONFERENZA STAMPA - DIRITTO ALL’ABITARE: IMBOCCATA UNA STRADA SBAGLIATA

Volentieri pubblichiamo il comunicato del Comitato per l'emergenza Abitativa e accogliamo il loro invito a partecipare ricordando che gli Enti preposti, a distanza di mesi dalla redazione della graduatoria, ancora non sono riusciti a dare concreta attuazione al diritto alla casa, sancito dallo Stato.


Il 15 maggio 2021 alle ore 12:00 nell’area antistante l’ex colonia marina (Santa Severa) Il Comitato per l’Emergenza Abitativa di Santa Marinella convoca una conferenza stampa invitando anche i rappresentanti di tutte le associazioni e i soggetti politici che sostengono il diritto all’abitare. L’obiettivo è l’individuazione di una tempestiva soluzione dell’emergenza attraverso l’utilizzo del patrimonio pubblico e privato abbandonato. L’ex colonia è luogo emblematico: un imponente edificio di proprietà pubblica che potrebbe facilmente essere convertito in alloggi popolari. Basterebbe la volontà politica degli enti pubblici per consentire ad ATER l’operazione di acquisto e ristrutturazione dell’immobile. La soluzione è semplice , vediamo se anche questa volta Comune, Regione ed Ater riusciranno a voltarsi dall’altra parte.


Infatti, a più di un anno dalla redazione della graduatoria, tutti gli aventi diritto sono ancora senza casa e nessuna soluzione si prospetta all’orizzonte. Sembra che l’attuale maggioranza voglia ignorare o peggio vanificare ogni opportunità per risolvere il problema in tempi rapidi. Nel tempo, il Comitato ne ha prospettate diverse individuando immobili, sia pubblici che privati, abbandonati al degrado da poter convertire immediatamente in edilizia popolare per rispondere almeno all’emergenza. A via Elcetina si potrebbero realizzare 72 alloggi e ATER aveva già avanzato la proposta di acquisto bloccata senza alcuna spiegazione a pochi giorni dall’atto notarile. Relativamente all’ex albergo Maiorca, il proprietario era inizialmente disponibile alla vendita ad ATER, tanto che questa aveva già effettuato un sopralluogo e valutato la possibilità di ricavarne circa 25 appartamenti. Poi, anche questa soluzione è sfumata, forse anche a causa della nuova opportunità concessa ai proprietari di immobili di usufruire del cambio di destinazione d’uso - da ricezione turistica a residenziale - deliberato recentemente dal Comune. Quando si è chiesto al Comune di intervenire per agevolare una possibile cessione dell’edificio Pio X, il Sindaco ha risposto che su quell’immobile aveva altri progetti che stava discutendo con la Regione. Progetti dii cui non si è saputo più nulla.


Una strategia, quella della giunta Tidei, che vuole individuare nelle nuove costruzioni l’unica soluzione possibile. Infatti l’ultimo tradimento dello spirito dell’edilizia economica e popolare riguarda la zona 167 di S Severa. Nel Consiglio di giovedì 29 aprile, infatti, la Maggioranza ha votato un provvedimento che con il pretesto di sanare le molte irregolarità createsi nel tempo nelle case già costruite in 167 a Santa Severa estende, anche ai terreni ancora da edificare, l’immediata disponibilità del diritto di superficie ai costruttori, aprendo un’autostrada a possibili speculazioni, in una zona che il PRG individua a edilizia economica e popolare.


Chiediamo che il problema sia affrontato ponendo fine a questa farsa. Bisogna dare risposta a chi è in graduatoria e non favorire le speculazioni private.


Chiediamo che: il Comune effettui subito un censimento di tutti gli immobili pubblici e privati, che possano essere acquisiti; ATER faccia i sopralluoghi, valuti le diverse opportunità e, con il supporto del Comune, avvii immediatamente le trattative; la Regione metta a disposizione i propri immobili e agevoli attraverso forme di finanziamento, la ristrutturazione e gli adeguamenti necessari a garantire agli aventi diritto un numero soddisfacente di alloggi in edilizia sovvenzionata.


COMITATO PER L’EMERGENZA ABITATIVA


Aderiscono: Unione Inquilini Civitavecchia, Il Paese che Vorrei, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Gruppo Misto Consiliare, Casa del Popolo Ladispoli.









martedì 4 maggio 2021

DESTINAZIONE D'USO LEGGE 167: NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DALLA MAGGIORANZA

All’ultimo Consiglio comunale è approdato un provvedimento apparentemente volto a sanare la situazione della zona 167 di Santa Severa ma, come spesso accade con questa maggioranza, dietro agli annunci si nascondono intenzioni che mirano a favorire interessi a discapito del nostro territorio. 

Nelle pieghe della delibera si scopre, infatti, che il provvedimento non riguarda solo le case già costruite ma anche le future operazioni immobiliari che il Sindaco intende promuovere sui terreni limitrofi.

Spieghiamo: la Legge 167 disciplina i Piani per l’Edilizia Economica e Popolare con varie formule. Nel nostro caso, si tratta di edilizia convenzionata volta a facilitare l’acquisto della prima casa a chi non può permettersi di comprarla a prezzo di mercato.  

Le legge prevede che un Ente pubblico metta a disposizione del costruttore il terreno su cui edificare cedendogli il cosiddetto “diritto di superficie”. L’imprenditore, quindi, non deve acquistare il terreno e questo costituisce un importante risparmio sull’impegno economico dell’opera. Inoltre, lo stesso imprenditore usufruisce di finanziamenti pubblici che rendono l’operazione ancora più vantaggiosa.

In funzione di queste facilitazioni e finanziamenti, gli enti pubblici stipulano una “convenzione” con il costruttore il quale si impegna a vendere le case edificate a un costo ridotto, il “prezzo massimo di acquisto”, solo agli aventi diritto, secondo le regole dettate dalla convenzione.

Chi compra una casa realizzata in “convenzione” non può rivenderla né affittarla a prezzo di mercato ma deve attenersi al prezzo di vendita o affitto stabiliti in convenzione e solo ad altri aventi diritto. La ragione è chiara: se un ente mette a mia disposizione risorse pubbliche (terreno e finanziamenti) per permettermi di acquistare una casa pagandola meno, io non posso specularci sopra, se la casa non mi serve più.

Purtroppo però nessuno controlla e il rispetto delle convenzioni è spesso venuto a mancare. Così le irregolarità, la superficialità durante gli atti, l’affarismo di alcuni e la mancata conoscenza delle regole di altri, si sono sommati a contenziosi tra Comune e Regione. A tutto questo corre in soccorso una Legge dello Stato che stabilisce che i proprietari delle case in zona Convenzionata 167, possono riscattare il valore della superfice a terra della propria abitazione e diventarne proprietari a tutti gli effetti. Sono quindi liberi di vendere o affittare al prezzo che ritengono opportuno senza alcun vincolo alla convenzione a suo tempo stipulata.

Come tutte le leggi "sanatorie" non è che sia giusta perché mette sullo stesso piano chi si è comportato correttamente e chi ha speculato su case su cui non avrebbe potuto farlo, senza andare troppo ad indagare. Perché, se si dovesse indagare, salterebbe fuori che molte responsabilità ricadono su chi avrebbe dovuto gestire i rapporti tra le parti e controllare la legalità dei comportamenti. Ossia il pubblico, che invece è il grande beneficiario di ogni sanatoria. Il pubblico infatti incassa.

Tuttavia, se il provvedimento avesse riguardato solo le case già costruite ci saremmo pure potuti stare.

Essendo contrari a nuovo consumo di suolo (in un comune in cui esistono centinaia di alloggi vuoti), a operazioni di sanatoria preventiva e a stabilire diritti di proprietà su terreni pubblici senza aver neanche valutato i contenuti delle convenzioni con chi costruirà, i Consiglieri comunali di opposizione hanno presentato un emendamento che chiedeva di approvare quanto previsto nella delibera ma “esclusivamente sulle aree e sui lotti già edificati alla data del presente atto”.

Cioè, se vogliamo risolvere il problema a chi è già in possesso di una casa in quella zona va bene. Se vogliamo sanare le inesattezze, le ingiustizie, le irregolarità che riguardano quelle aree va bene; ma se invece con questo provvedimento si vuole spianare la strada ad eventuali speculazioni e a ulteriori future irregolarità, questo no.

Questo modo di procedere ha tradito e continua a tradire gli obiettivi della legge sull’edilizia economica e popolare. Incentiva la realizzazione di nuove inutili costruzioni su terreni che invece potrebbero essere destinati al miglioramento della qualità dell’abitare e del vivere.

Siamo qui per risolvere i problemi non per crearne di nuovi a scapito del territorio, della giustizia sociale e della cultura della civile convivenza tra i cittadini.

Inutile dire che dopo un acceso dibattito la Maggioranza ha votato contro l’emendamento e si è approvata un provvedimento sbagliato perché iniquo e controproducente. Come al solito.




venerdì 30 aprile 2021

IL PAESE CHE VORREI SI RAFFORZA E CRESCE ANCHE IN CONSIGLIO COMUNALE

Dopo il recente ingresso della consigliera Claudia Calistri, ieri anche il consigliere Francesco Fiorucci ha formalizzato la sua adesione al gruppo consiliare del Paese che Vorrei.


È stata una comunicazione intensa quella con cui il consigliere Fiorucci ha spiegato le ragioni di questa scelta. Ha parlato dell’importanza della collaborazione maturata con il capogruppo e nostro consigliere Lorenzo Casella, del valore della condivisione, della centralità della comunità, di rispetto per l’ambiente e di sviluppo etico e sostenibile.

Ringraziamo quindi Lorenzo Casella per l’impegno con cui sta portando avanti il suo mandato consiliare dentro e fuori dal Consiglio comunale e ringraziamo i tanti militanti, associati e sostenitori del Paese che Vorrei, che con le loro energie contribuiscono a farne crescere l’importanza sociale e politica sul territorio.

Oggi il gruppo consiliare Il Paese che Vorrei è il più consistente organismo di opposizione all'interno del Consiglio comunale e racchiude diverse realtà: Il Paese che Vorrei, Sinistra Democratica e Orizzonti Comuni. Il nostro impegno è, ora più che mai, volto a favorire e incrementare la condivisione di idee e obiettivi tra le persone che si riconoscono nelle rispettive formazioni.

Appena possibile, avremo il piacere di organizzare un incontro aperto per confrontarci e per ragionare insieme, con l’obiettivo di pianificare un percorso comune mirato alla formazione di uno spazio di condivisione sociale e politica più vasto e inclusivo che, dentro e fuori dal Consiglio comunale, possa costituire il punto di riferimento per tutti quei cittadini che credono nella possibilità di progettare e realizzare un futuro migliore per il nostro territorio.




giovedì 22 aprile 2021

22 APRILE, GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA!

Abbiamo il potere di dare forma ad un’Europa verde e sostenibile! Servono 1.000.000 firme entro il 22 luglio 2021. Facciamo la nostra parte!

Una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è molto più di una semplice petizione; è uno strumento di democrazia partecipativa che permette di plasmare l’Europa che si sogna, proponendo modifiche concrete ai trattati. Se l’iniziativa raccoglie 1 milione di firme in un anno, l’ICE viene presentata alla Commissione Europea e discussa al Parlamento europeo.
STOPGLOBALWARMING.EU è un'ICE che mira a indirizzare le politiche dell’Unione verso una produzione più sostenibile ed è stata già approvata in tantissimi comuni italiani e adottata anche dalla Regione Lazio.
Nel nostro comprensorio, Il Paese che Vorrei si è fatto promotore dell’iniziativa avanzata dall’associazione europea EUMANS e il Comune di Allumiere, Cerveteri e Tolfa hanno già aderito. Siamo in attesa che la mozione venga approvata in altri 5 comuni del territorio e che venga calendarizzata la discussione anche a Santa Marinella.
Se non lo hai già fatto firma su: www.stopglobalwarming.eu



GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: MI ILLUMINO DI SPERANZA!

Il Paese che Vorrei è orgoglioso di aver partecipato alla manifestazione nazionale che si è svolta ieri sera. Veniva promossa l’Iniziativa dei Cittadini Europei ( ICE ) Stop Glabal Warming per introdurre una carbontax per combattere il riscaldamento globale e dare ancora una speranza alla nostra amata terra e alle generazioni future.

Abbiamo collaborato a illuminare monumenti meravigliosi. La Mole Antonelliana di Torino, il Castello di Isnello e il palazzo storico del “Granarone” a Cerveteri con il nostro amico Alessio Pascucci.
La petizione è stata già approvata in tantissimi comuni italiani ( Torino, Genova, Milano, Palermo, Firenze, Roma ) e adottata anche dalla Regione Lazio. Tutte hanno pubblicato sul sito istituzionale il logo Stop. Global Warming e il link per firmare subito www.stopglobalwarming.eu.
Nel nostro comprensorio Il Paese che Vorrei si è fatto promotore dell’iniziativa avanzata dall’associazione europea EUMANS. Hanno già aderito il Comune di Allumiere, Cerveteri e Tolfa. Siamo in attesa che la mozione venga approvata in altri 5 comuni del territorio. A Santa Marinella invece l’Amministrazione non ha ancora calendarizzato la discussione ( SIC!)
La Terra ha ancora qualche speranza! La responsabilità di salvare il futuro delle prossime generazioni è nostra!
non perdiamo più tempo! Facciamo il nostro dovere! Per amore della cara, vecchia, amata Terra!





mercoledì 21 aprile 2021

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: IL COMPRENSORIO SI ILLUMINA

l Paese che Vorrei continua a promuovere l’Iniziativa STOP GLOBAL WARMING per l’introduzione di una carbon tax. A Cerveteri illuminato il “Granarone” con il logo della proposta!

Per il 22 aprile “Giornata mondiale della Terra” continua l’impegno de Il Paese che Vorrei a favore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) promossa al parlamento dell’Unione dall’associazione EUMANS.

Questa sera, per sensibilizzare la raccolta firme si illumineranno a festa molti monumenti di diverse città italiane. Il Comune di Torino proietterà il logo della campagna Stop Global Warming sulla Mole Antonelliana.

Anche il nostro comprensorio sarà protagonista. Dopo la manifestazione del 12 marzo nella quale abbiamo promosso la mozione Stop Global Warming in 7 comuni del nostro comprensorio, il Comune di Cerveteri ha deciso di illuminare il palazzo storico del “Granarone”, sede della Biblioteca comunale e dell’Aula consigliare. Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, parteciperà all’evento.

In breve, la proposta chiede di: introdurre un prezzo minimo per le emissioni di anidride carbonica, partendo da €50 per tonnellata; abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE; introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare prezzi più bassi. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso politiche a sostengono del risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi.

Se non lo hai ancora fatto firma la petizione su www.stopglobalwarming.eu.



martedì 13 aprile 2021

LORENZO CASELLA SULL'EMERGENZA ABITATIVA

Le case ci sono eppure alcuni nostri concittadini restano senza un tetto sopra la testa. Se ciascun Ente territoriale facesse la propria parte questo drammatico problema potrebbe essere superato in tempi accettabili. Continueremo a insistere, in tutte le sedi opportune.

E' possibile seguire l'intervista a questo link: https://www.facebook.com/talkcity.canaleTVsocial/videos/420894075949652

striscione basta persone senza casa basta case senza persone



lunedì 22 marzo 2021

LA CICOGNA VERDE ARRIVA FINALMENTE A SANTA MARINELLA!

Contenti della piantumazione di un albero per ogni nuovo nato attendiamo la realizzazione delle altre iniziative presenti nella mozione promossa dal Paese che Vorrei sette anni fa

L’Amministrazione ha deciso di piantare un albero per ogni nuovo nato nel 2020: centoundici bambini, centoundici nuovi alberi o arbusti. Evviva, era ora, nessuno può esserne più lieto di noi!

Lo fa aderendo a una “giornata nazionale della gentilezza ai nuovi nati”, lanciata dall’associazione piemontese “Cor et Amor”.  E lo fa “adottando” un pezzettino di una mozione promossa da Il Paese Che Vorrei nel 2014, votata all’unanimità dal Consiglio comunale e ignorata fino ad oggi.

Tale mozione, a tutela del verde e nel rispetto della legge n.10 del 14 gennaio 2013 prevedeva di piantare un albero per ogni neonato o bimbo adottato; festeggiare la Giornata Nazionale degli Alberi e promuovere ogni iniziativa volta a stimolare comportamenti ecosostenibili; redigere un Bilancio degli Alberi affinché il Sindaco renda conto ai cittadini dello stato del patrimonio verde al termine del mandato; incrementare le aree verdi; adottare misure per la formazione del personale preposto a vigilare e manutenere il patrimonio verde. E ogni anno, il 21 Novembre, Il Paese che vorrei ha piantato un albero per ricordare alle Amministrazioni che si sono succedute gli impegni presi e mai realizzati.

Siamo contenti quindi che l’Amministrazione abbia deciso di muoversi anche se, ad ora, l’operazione ci risulta dissociata dal concetto di tutela, sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento globale attraverso l’incremento del patrimonio verde, obiettivo della normativa e della mozione a suo tempo approvata.

E poi, che alberi sono e in quali luoghi della città sono stati o saranno messi? Sarebbe bello saperlo. Ci auspichiamo comunque che la piantumazione sia stata pianificata nella scelta delle specie e del luogo e nell’ideazione di un piano di manutenzione, necessario affinché i nuovi alberi non siano abbandonati a se stessi. 

La riqualificazione del verde, sempre più sofferente e residuale nella nostra città, è invece essenziale per migliorare la qualità dei luoghi e qualificare la nostra attrattiva turistica, a beneficio anche dei residenti e di tutte le attività economiche, e deve essere utilizzata come veicolo per diffondere una sana cultura ambientale fra i cittadini.

Speriamo che non si tratti di un’iniziativa meramente propagandistica ma che sia seguita piuttosto da azioni tangibili di tutela e riqualificazione del verde e dell’ambiente.

Intanto, se dopo sette anni di insistenza, alcuni alberi sono stati piantati è una buona notizia. Il nostro obiettivo resta quello di perseverare fino a quando tutti i punti indicati nella mozione non saranno realizzati.

cicogna in volo poerta un albero
Immagine dell'iniziativa di piantumazione di una quercia in via Aurelia all'ingresso della
sede comunale per sollecitare un'azione da parte dell'amministrazione (novembre 2016)
 





foto piantumazione via aurelia fronte agenzia immobiliare
Piantumazione 2020

foto trasporto alberi a via aurelia fronte negozio estyle
Piantumazione 2019

foto piantumazione al bar dei pini
Piantumazione 2018

foto piantumazione via aurelia fronte ex sede comunale
Piantumazione 2016