lunedì 1 novembre 2021

167 A SANTA SEVERA: BENEFICIARI SBAGLIATI

Speculare con la scusa delle case "popolari"

Mercoledì 27 ottobre in Consiglio comunale, è stato approvato il progetto di nuove costruzioni a S. Severa ai sensi della legge 167.

Questo progetto è dannoso quanto ingiusto perché si basa sul finto presupposto che le nuove case siano destinate a chi ha bisogno di un’abitazione e non può affrontare i costi di mercato, quando, come accaduto per la vecchia 167, queste regole sono facilmente aggirabili in fase di compravendita. Ci risulta infatti che almeno il 50 percento delle case già costruite in 167 siano in realtà usate come casa per le vacanze. Altro che case per chi altrimenti non riuscirebbe a comprare un alloggio: queste case sono utilizzate a scopo speculativo.

La ciliegina sulla torta l'ha messa la legge 119 del 2018 con l’articolo 49 bis. Fino ad allora, per limitare i fenomeni speculativi sulla 167, esisteva un vincolo che imponeva ai beneficiari di questi immobili - per un periodo di 20 anni - un prezzo massimo stabilito in caso di rivendita.

La legge veniva comunque aggirata, prevalentemente con pagamenti al nero, così che le cosiddette case popolari si sono trasformate negli anni in seconde/terze case, case di villeggiatura o da mettere a reddito. Con la legge del 2018 purtroppo, il malcostume e la speculazione sono diventati legali. Chi oggi acquista una casa in edilizia convenzionata e agevolata, dopo soli 5 anni potrà svincolarla dal regime di prezzo massimo e rivenderla a prezzo di mercato, lucrando sul consumo di suolo e sui soldi pubblici utilizzati per la costruzione. 

Ne consegue che il regime di convenzione, grazie al quale si acquisisce in maniera agevolata il diritto di proprietà su un terreno come quello interessato da questa sciagurata operazione, e i soldi dei contribuenti con cui vengono finanziati i costruttori non sono investimenti pubblici a favore di eventuali aventi diritto ma strumenti di speculazione per le imprese di costruzione e coloro che nelle case “popolari” vedono un’opportunità di investimento. 

Il Paese che vorrei ha già organizzato una riunione in cui questo pseudo progetto è stato ampiamente analizzato e discusso; un’importante occasione di confronto che ha visto la partecipazione del Comitato per l’Emergenza Abitativa, del gruppo di Sinistra Democratica, di Rifondazione Comunista, dei consiglieri comunali del gruppo Paese che vorrei e del gruppo misto. Si tratta di momenti di confronto importanti per favorire la conoscenza e la consapevolezza da parte dei cittadini. Altri incontri seguiranno su questo e su altri temi che segnano il futuro del nostro territorio.