lunedì 6 agosto 2018

I pini di piazza Trieste


Il Paese che Vorrei chiede alla nuova Giunta un cambiamento radicale nell’approccio al verde urbano e il rispetto del Regolamento.

A Piazza Trieste, durante la gestione commissariale, è stato abbattuto un pino lasciando al suo posto uno sgabello di dubbio gusto, ricavato dal troncone. A motivazione dell’intervento, la responsabile cita l’ordinanza di abbattimento n. 89 del 6 dicembre 2017, della quale non siamo riusciti a trovare traccia nel sito del Comune. Non vorremmo fosse l’inizio di una nuova era di interventi che, senza motivazioni di effettiva necessità, ci vedrebbero privati del bellissimo ombrello d’ombra che costituisce una delle attrattive che caratterizzano l’area.



Gli esemplari di Pinus Pinea (Pino domestico) di piazza Trieste non versano in condizioni ottimali e probabilmente, come riscontrato da un sopralluogo da noi effettuato il 28 luglio con l’assistenza di un tecnico qualificato, per uno di loro l’abbattimento sarebbe necessario poiché presenta radici strozzanti e rialzamento della zolla. Altri due esemplari sarebbero da tenere sotto controllo in quanto presentano alcune criticità. Finora, purtroppo, poco è stato fatto per mantenerli in buona salute.

Anche questa è un’amara eredità degli ultimi due governi Bacheca e dei precedenti che non hanno curato con perizia le potature, non hanno monitorato lo stato di salute di ogni esemplare, né hanno, almeno, preteso il rispetto delle piante stesse. Queste sono state usate, da chi occupa il suolo pubblico, come pali di sostegno di fili elettrici, interruttori e quant’altro, pratica vietata dall’art.35 del Regolamento sul Verde. Ieri l’incuria, oggi l’abbattimento. 

 Anche un solo chiodo può veicolare
 infezioni  fungine o attacchi parassitari
che possono condurre alla morte dell’albero.

Il Paese che Vorrei manifesta la sua preoccupazione e chiede alla nuova Giunta un cambiamento radicale sull’approccio al verde urbano. A nostro avviso, le alberature presenti in tutto il comune vanno monitorate con i moderni strumenti a disposizione e gli abbattimenti - tranne quando sono realmente urgenti per imminente pericolosità - vanno autorizzati solo dopo una progettazione di riqualifica dell’area su cui insistono. Inoltre, gli interventi sul patrimonio pubblico del verde non dovrebbero mai essere motivati da esigenze di interesse privato o speculativo, come purtroppo è frequentemente successo in passato.

Riqualificare per noi significa implementare il verde - e non ridurlo - in virtù dei numerosi effetti benefici degli alberi. Un esempio tra tutti: gli alberi hanno una sorprendente capacità di raffreddamento. Alcune ricerche sostengono che un singolo albero sia paragonabile a 10 climatizzatori in funzione per oltre 20 ore al giorno. E senza effetti collaterali!

Anche in caso di interventi necessari, la sostituzione di un’alberatura con un’altra non può prescindere da uno studio che ben identifichi la destinazione d’uso dell’area che si intende “rinverdire”. Prendersi cura del verde pubblico, inoltre, significa anche dissuadere quanti sono poco rispettosi dal danneggiare le alberature e le aiuole.

Per fortuna non partiamo da zero. Dal 2005, questo comune è dotato di un buon Regolamento del Verde, che descrive le corrette pratiche di gestione sia del verde pubblico sia del verde privato. La nuova Amministrazione deve solo iniziare a rispettarlo e pretenderne il rispetto anche da parte dei cittadini.

Il Paese che vorrei


giovedì 2 agosto 2018

Ambasciatore di sogni



Guido Nicosia, l’Ambasciatore di sogni, ha partecipato alla costruzione de Il Paese che vorrei e per molti di noi è stato un caro amico di cui sentiamo molto la mancanza. Il suo contributo intelligente e fuori dagli schemi, a volte anche critico, è stato occasione di crescita per il nostro gruppo e, attraverso i suoi libri e le molte iniziative a cui ha preso parte, per tutta la comunità di S. Marinella, dove Guido ha scelto di stabilirsi con la moglie Sissi dopo aver girato il mondo.
Siamo felici di invitarvi alla mostra delle sue opere pittoriche, riflessi pulsanti di una esistenza piena di colori, di ironia, di passione.
Il ricavato della vendita delle opere sarà interamente devoluto alla scuola orfanotrofio, Orfelinat Nathaniel di Tulear in Madagascar, luogo in cui Guido ha vissuto e che non ha mai dimenticato.

Ringraziamo Sissi per aver organizzato questa bellissima iniziativa. Vi aspettiamo.

sabato 28 luglio 2018

Dieci anni di centro-destra hanno prodotto il dissesto finanziario




di Andrea Riga

Il 26 luglio 2018 sarà ricordata a Santa Marinella come una data storica e, allo stesso tempo, drammatica. Per la prima volta nella storia del nostro comune, un’amministrazione ha dichiarato il dissesto finanziario, ossia il fallimento. Naturalmente ciò che è stato ereditato dalla nuova amministrazione è frutto di scelte scellerate di un centro-destra che, negli ultimi 10 anni, ha portato nella nostra città una politica arrogante e, stando ai risultati, disastrosa.

Su quello che è successo intorno al default sappiamo ormai tutto, eppure a me che ho 20 anni e mi affaccio ora alla politica sorgono due domande: perché il Sindaco Tidei ha nominato Emanuele Minghella, ex-delegato al bilancio nel Bacheca 2.0, assessore alle attività produttive e ha fatto votare Roberto Marongiu, assessore al commercio sempre nel Bacheca 2.0, Presidente del Consiglio Comunale?

A me, in questa circostanza, è sembrato che, a coloro che hanno appoggiato un progetto di governo fallimentare, sia stata data una medaglia.

Le argomentazioni con le quali sono stati giustificati questi incarichi non mi convincono affatto: infatti, se il Sindaco Tidei avesse voluto realmente affidare la Presidenza del Consiglio Comunale alla minoranza come aveva detto, avrebbe lasciato che la stessa indicasse un suo consigliere e non avrebbe scelto la figura di Marongiu motivando questa decisione con la sua esperienza nel consiglio e per un precedente accordo come è stato detto nella prima assise consigliare; per quanto riguarda la nomina di Minghella, il Sindaco l’ha difesa dicendo che gli è necessaria una memoria storica, gli è indispensabile la testimonianza dell’ex-delegato per comprendere il passato. Mi chiedo: Minghella non poteva dare informazioni anche senza un incarico? Ma è cosi necessario? E soprattutto saranno quelle giuste?

Questi sono due interrogativi ai quali ancora una risposta chiara non l’ho trovata. Per meglio dire: alla prima domanda, la risposta l’ha data il Sindaco poiché ha dichiarato che c’era un accordo precedente (forse pre-elettorale?); la seconda è davvero incomprensibile.

Comunque, ritornando alla dichiarazione del dissesto, ora saranno anni difficili per tutti.

Il nostro consigliere Lorenzo Casella, nel corso del suo intervento, ha parlato senza mezzi termini ed ha fatto in questo senso chiarezza affermando che sia il pre-dissesto che il dissesto sono due azioni drammatiche che portano all’aumento delle tasse e ad altre conseguenze tragiche. Una notevole differenza sta sulla possibilità dell’Amministrazione di agire sulla collettività assumendosi direttamente la responsabilità politica delle azioni di risanamento, invece che delegare queste scelte a una figura esterna completamente estranea alla nostra realtà. Su questo non c’è ombra di dubbio. Inoltre, Lorenzo ha espresso la sua preoccupazione nei confronti della batosta che i cittadini dovranno subire, in particolar modo le fasce sociali più deboli. Sarà importante, anzi fondamentale, mettere in atto azioni di sostegno e star vicino a chi è socialmente più fragile.

Questa dichiarazione di default, approvata con 10 voti favorevoli, 4 astenuti e 2 contrari, rappresenta il nostro anno zero, una linea che chiude con il passato, con la politica di cui sopra abbiamo parlato che ha distrutto il nostro Comune.

A questo punto, non si può più tornare indietro. Si può solo guardare avanti e sperare che Santa Marinella riesca realmente a voltare pagina con il passato e a realizzare un futuro che possa valorizzare la nostra città e tutti noi all’insegna dell’equità sociale, del rispetto dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Dobbiamo farlo tutti insieme e si deve partire da noi cittadini.

L’hanno tenuta in prigione per troppi anni, è arrivato il momento di liberarla!

Andrea Riga





giovedì 19 luglio 2018

La farmacia comunale di Via Valdambrini è un bene comune

Tuteliamo il servizio, risaniamo la gestione, potenziamo il valore sociale ed economico del diritto alla salute.



Alla luce del pessimo risultato economico della nostra farmacia comunale, ci appare legittimo domandarci se il disegno non sia stato quello di condurre questo bene comune alla dismissione con l’obiettivo finale di privatizzarlo, magari favorendone l’acquisto da parte di amici e/o parenti.

La salute è un bene fondamentale sancito dalla Costituzione e le farmacie comunali sono un Presidio del Servizio Sanitario Nazionale cui è affidata la funzione di erogare un servizio pubblico essenziale, meglio ancora se producendo utili da reinvestire.

A Santa Marinella, dal 2014, invece la Farmacia di Valdambrini è stata inserita nei servizi a esclusiva valenza economica e la sua gestione assegnata a un tecnico economico con il risultato di azzerarne il ruolo sociale in favore di un’ottica che la ha ridotta a mero bene commerciale.

Una farmacia comunale dovrebbe fornire servizi di assistenza e consulenza, in particolare alle fasce sociali più deboli, offrendo sconti sui prodotti, consegne a domicilio, fornitura gratuita di alcuni servizi quali la misurazione della pressione e del peso. Essenziale anche il ruolo di collegamento con gli ospedali, per la prenotazione di esami e visite e la consegna diretta dei referti e con l’Asl, per le campagne periodiche di prevenzione indirizzate a particolari segmenti della popolazione. In molti comuni i cittadini usufruiscono di questi servizi e di molti altri ancora, da noi sembra fantascienza.

Sarebbe necessario impegnarsi tutti per far funzionare le cose invece di far polemica, in un botta e risposta fra nuova e vecchia amministrazione. Noi siamo preoccupati che questo importante servizio pubblico possa essere oggetto di dismissione e interessi affaristici con la scusa di dover tamponare il nostro disastroso bilancio comunale nell’ottica di “prima si distrugge e poi si svende”.

Riteniamo invece che la necessità di risanare il bilancio non debba sottrarre la classe politica dalla responsabilità di operare delle scelte identificando e tutelando ciò che è necessario proteggere.

Esortiamo perciò l’amministrazione comunale a individuare le responsabilità su cosa non abbia funzionato per tornare a garantire questo servizio pubblico e il diritto alla salute per i nostri concittadini. Si cerchi di capire la realtà contabile dell'esercizio e si riparta con trasparenza aprendo un conto corrente dedicato Si potrebbe poi continuare togliendo la gestione dalle mani di un ragioniere per riconsegnarla al personale specializzato (in organico ci sono tre dottori farmacisti) e proseguire potenziando le attività per trasformarla in ciò che dovrebbe essere: un centro di erogazione di servizi per la collettività, parte integrante della rete di prevenzione che insieme alle altre strutture sanitarie costituisce il primo sistema di tutela della salute sul territorio.

Il Paese che vorrei





domenica 15 luglio 2018

Il Paese Che Vorrei in marcia al Disability Pride



Il Paese che Vorrei aderisce e partecipa al corteo per i diritti delle persone con disabilità. Il Disability Pride è la giornata internazionale dedicata all’abbattimento delle barriere che ostacolano la LIBERTÀ delle persone con disabilità. A Roma, domenica 15 luglio a partire dalle 18, si svolgerà il principale evento italiano, organizzato da tante associazioni che si occupano del tema. 
Il Paese che Vorrei, da sempre sensibile ai diritti delle persone disabili, ha aderito alla manifestazione e parteciperà con una propria delegazione. Siamo sempre più convinti che quello delle barriere architettoniche è un problema del quale non bisogna più discutere ma che bisogna assolutamente risolvere. Le parole non servono più, occorrono i fatti. Per questo ci batteremo ovunque, finché in Italia e soprattutto anche qui a Santa Marinella, le barriere architettoniche costituiranno soltanto un orribile ricordo!

sabato 14 luglio 2018

Operazione a 4 zampe!

Il Paese che Vorrei promuove una raccolta per aiutare i volontari del Canile comunale.



I nostri amici a 4 zampe, ospiti del canile comunale, hanno bisogno di noi! Chi dovrebbe provvedere al cibo latita e le provviste scarseggiano. La situazione non è ancora degenerata solo grazie all’impagabile lavoro delle volontarie e dei volontari. Non dobbiamo lasciarli soli!

AIUTIAMO GLI AMICI DEL CANILE COMUNALE! FACCIAMO LA NOSTRA PARTE!

Per consegnare il materiale contattare il numero 3279374305.

Se vuoi darci una mano, occorrono:
• Crocchette/croccantini per cani
• Confezioni di bocconcini/paté per cani
• Croccantini per gatti
• Confezioni cibo per gatti
• Traversine

giovedì 12 luglio 2018

Partire col piede sbagliato

Il Paese che vorrei esprime contrarietà sulla discutibile scelta di regalare una carica di assessore all’ex delegato al bilancio Minghella e la Presidenza del Consiglio all’ex delegato al commercio Marongiu.


Al primo consiglio comunale, dopo una accalorata denuncia del drammatico bilancio ereditato dalla passata amministrazione, il nuovo sindaco ha annunciato, nello sgomento generale, la nomina ad assessore proprio di uno dei responsabili di questo disastro. Le motivazioni addotte appaiono quantomeno deboli, ossia l’idea che solo se ripagato con un assessorato l’ex delegato potesse mettere la propria “esperienza” al servizio del risanamento. Pensiamo infatti che Santa Marinella di ”esperienze” come quella possa e debba fare a meno, visti i drammatici risultati prodotti. 

Inoltre, non c’è stata alcuna offerta di scuse alla cittadinanza né da parte di Minghella né da parte dei consiglieri eletti che hanno fatto parte della precedente maggioranza. Al contrario c’è una sorta di negazionismo rispetto alla tragicità della situazione. Si sarebbe potuto quantomeno pretendere un’assunzione di responsabilità prima di premiarli con cariche, assessorati e deleghe.

La nomina della Giunta è responsabilità del primo cittadino ma le figure scelte rappresentano la maggioranza tutta. Ci domandiamo se i consiglieri di maggioranza condividano tali scelte o se si siano limitati a ratificare passivamente questa decisione. In entrambi i casi, si tratta di un segnale preoccupante. 

Siamo altrettanto preoccupati per la dinamica messa in atto per la scelta della Presidenza del Consiglio. Questa carica dovrebbe garantire la correttezza istituzionale e avremmo apprezzato la decisione di affidare tale incarico a un esponente della minoranza se questa non fosse stata, di fatto, una imposizione mascherata da apertura. Posto che un Presidente del Consiglio espresso dalla minoranza possa garantire maggior equilibrio nella gestione del Consiglio, sembra strano che questo debba essere deciso dal sindaco in funzione di un precedente accordo, termine usato dallo stesso Tidei. Vengono meno le premesse secondo le quali la scelta di Marongiu possa considerarsi un scelta di garanzia. Inoltre, anche in questo caso, si è puntato su un esponente dell’amministrazione Bacheca, dal cui operato non si è mai dissociato. 
Maggiore tutela avrebbe offerto la candidatura da noi proposta della consigliera Ferullo. Marina Ferullo ha vissuto in prima persona cosa significa essere in minoranza in un’amministrazione totalmente irrispettosa; ha la necessaria esperienza sul funzionamento del consiglio; non ha alcuna responsabilità nei disastri della precedente amministrazione ed è una donna, elemento che avrebbe potuto rappresentare un momento di crescita socio-culturale per la nostra collettività. 
Se queste sono le premesse, la nuova amministrazione non è certo partita con il piede giusto. Ma soprattutto ci preme rilevare come, dopo una campagna elettorale improntata sulle capacità operative e sull’autorevolezza del Sindaco Pietro Tidei, l’aver optato per la continuità con la vecchia amministrazione, che Minghella e Marongiu testimoniano, tradisca invece o la debolezza politica del primo cittadino o accordi di cui non conosciamo termini e finalità.



mercoledì 20 giugno 2018

20 giugno, giornata mondiale del rifugiato

Lanciamo un segnale forte e coeso.

L’Arci Civitavecchia manifesta il suo NO alla chiusura dei porti italiani alle imbarcazioni che navigano nel mediterraneo colme di richiedenti asilo, donne, bambini e giovani uomini che fuggono da guerre e torture.
Cittadini, associazioni, forze politiche sono invitati a partecipare al SIT-IN organizzato per oggi 20 GIUGNO alle ore 18.00 in PIAZZA DEGLI EVENTI (sulla marina)

martedì 19 giugno 2018

Il Paese che Vorrei: diamo fiducia alla coscienza e alla capacità di analisi dei nostri elettori


"Il Paese Che Vorrei" ha scelto di non effettuare alcun apparentamento né alcun accordo con i candidati concorrenti al ballottaggio per la carica di Sindaco. L'assemblea del “Paese Che Vorrei”, per ragioni estremamente diverse, non trova nelle due coalizioni e nei due candidati le motivazioni per dare un sostegno formale, né per fornire indicazioni di voto. SAREMO IN OGNI CASO FORZA DI OPPOSIZIONE.

Sul fronte del centrodestra, oltre alla conclamata incapacità amministrativa e alla gravissima responsabilità di aver portato questa città al fallimento e allo sbando, pesa una distanza incolmabile su valori e obiettivi. Nei confronti di costoro siamo e sempre saremo distanti e alternativi. Vediamo nelle pratiche dell’attuale Governo nazionale di questi giorni, il manifestarsi una politica razzista, omofoba, reazionaria e inumana lontanissima da tutto ciò in cui crediamo.

Diventa sempre più necessario contrastare questa deriva contrapponendole i nostri valori e cercando di far rinascere una forza di centro sinistra che possa costituire un riferimento e un modello etico sia nelle istituzioni che nella società civile. Ma per riuscirci non è possibile prendere scorciatoie.

Grande è la distanza nelle linee programmatiche e negli obiettivi tra noi e il raggruppamento che si riconosce nella candidatura di Pietro Tidei. Ma lo è ancora di più nelle scelte orientate alla gestione del potere, nel modo spregiudicato di intendere la politica, nell’abbandono della difesa dei beni comuni. Inoltre, l’eterogeneità delle persone coinvolte nella sua coalizione vede la partecipazione di figure lontane anni luce dai nostri valori e che fino a pochi mesi fa sostenevano l’amministrazione Bacheca o facevano il saluto romano. Sono tutti questi elementi ad aver minato il patrimonio umano del centrosinistra e la sua unità.

Un ultimo elemento di riflessione sulla possibilità che “il Paese che Vorrei” ottenga la rappresentanza di un consigliere nel futuro Consiglio comunale. Questa condizione si realizzerà solo in caso di vittoria di Tidei. Riteniamo che questa circostanza non debba forzare l’orientamento di nessuno. I nostri iscritti e simpatizzanti valuteranno questa opportunità e esprimeranno il proprio voto secondo coscienza.

Poi da forza di opposizione, proseguiremo insieme il nostro percorso che mira al confronto e alla costruzione di un terreno comune per le persone che si riconoscono nei nostri valori. Lo faremo per il nostro territorio che ha assoluta necessità di voltare pagina. Forti anche della grande partecipazione che ha caratterizzato la nostra campagna elettorale e dell’ottimo risultato ottenuto, riprenderemo con energia la nostra attività politica articolata in battaglie e progetti con al centro la giustizia sociale, i diritti, la tutela democratica, l'accoglienza, la valorizzazione dell'ambiente, lo sviluppo sostenibile.

Il Paese che Vorrei



lunedì 11 giugno 2018

Il ballottaggio può attendere!



IL BALLOTTAGGIO PUÒ ATTENDERE!

Questo è il momento di festeggiare e gioire per il magnifico risultato ottenuto! Sembrava impossibile che una lista come la nostra, che per la prima volta si affacciava sul panorama politico cittadino, presentando tutte persone nuove alla ribalta elettorale, potesse arrivare a competere con colossi che a livello nazionale vantano oltre il 30% dei consensi o con chi calca le scene politiche nostrane da oltre quaranta anni! Eppure ci siamo riusciti!

Oggi ci hanno chiesto se siamo sorpresi del risultato ottenuto. Abbiamo potuto rispondere francamente che ce lo aspettavamo, perché eravamo sicuri della bontà della proposta politica che mettevamo in campo e del progetto che presentavamo. E allora adesso possiamo festeggiare e rallegrarci di quanto abbiamo raccolto. E lo faremo insieme a tutta la nostra gente, quella che ci ha accompagnato durante tutto il cammino. Siete voi la nostra forza, siete voi a darci la carica per andare sempre oltre l’ostacolo. 

Festeggiamo e per il momento non pensiamo ad altro. Per il ballottaggio del 24 giugno Il Paese che Vorrei non ha preso ancora nessuna decisione. Lo farà al più presto, ovviamente, in maniera collegiale e nel modo più trasparente e partecipato possibile, come ha sempre fatto in questi anni. Lo dichiariamo ufficialmente e chi dovesse dichiarare il contrario sta artatamente mentendo. Ringraziamo ancora tutti per il supporto e la fiducia che ci avete dato. Siete stati fantastici. Ora festeggiamo e poi come al solito di nuovo tutti a lavoro per il bene di Santa Marinella. Per il bene dei suoi cittadini.

lunedì 14 maggio 2018

Il nostro programma

Di seguito le pagine del nostro programma in formato immagine. Per una lettura più agevole si consiglia di scaricare il file pdf originale (con un'impaginazione leggermente diversa) cliccando qui






sabato 5 maggio 2018

La parola ai cittadini!

Il Paese che Vorrei renderà operativi gli strumenti di partecipazione alla vita amministrativa.



In questa città, la partecipazione popolare non è possibile. Non perché manchi nei cittadini il desiderio di essere parte attiva nella vita pubblica ma perché chi ci ha governato fino ad ora se ne è infischiato.

Da questa considerazione è partita la prima di una serie di assemblee che “Il Paese che Vorrei” ha in calendario per approfondire alcuni punti del programma con i cittadini.

Gli strumenti di partecipazione popolare, previsti dalla Costituzione, che considera la partecipazione un diritto fondamentale, dalle normative degli Enti locali e dallo Statuto comunale, a Santa Marinella non possono essere praticati.

Come illustrato dai relatori Alessio Cangini, Andrea Riga e Daniele Renda, la nostra città vanta il non invidiabile primato di prevedere, in percentuale, il maggior numero di firme per presentare mozioni/petizioni popolari e referendum consultivi. A fronte di una media nazionale del 10%per i referendum consultivi, la nostra città fissa la soglia al 35%. Anche per le petizioni il numero di firme richiesto è spropositato. In entrambi i casi diventa impossibile avanzare istanze e proposte.

In più,raggiunto il quorum richiesto, ci si imbatte nel problema dei regolamenti operativi, previsti dallo Statuto comunale ma inesistenti. Dal 2001 (anno di approvazione del documento) nessuna delle quattro amministrazioni che si sono susseguite -Bordicchia, Tidei, Bacheca 1 &2- si è preoccupata di redigerli e di approvarli. Chi ci ha governato, evidentemente, è interessato alla nostra partecipazione solo al momento del voto che, nonostante tutto non mancano mai di chiederci, per poi dimenticarsi di noi.

Negli anni, “Il Paese che Vorrei” ha proposto una serie di petizioni/mozioni popolari. Per il rispetto del regolamento del verde; per bloccare il progetto per la piazza centrale sbagliato ed economicamente insostenibile; per approvare il Piano di Emergenza Comunale; per dire di no al project financing per la passeggiata; per migliorare l’edilizia scolastica e riaprire gli impianti sportivi.

Queste azioni, però, si sono scontrate con il disinteresse di chi ci ha governato. Un’amministrazione che evidentemente non riesce a comprendere l’importanza del contributo delle persone alla vita politica e il fattore di crescita che questo può e deve rappresentare, soprattutto sui temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita.

“Il Paese che Vorrei” è convinto che sia essenziale continuare a promuovere la partecipazione ed esprime l’impegno ad apportare allo statuto le modifiche necessarie a rendere possibili le iniziative popolari, abbassando il numero delle firme richieste e ad approvare i regolamenti ignorati per quasi vent’anni. È necessario inoltre che il Consiglio comunale si svolga in orari che agevolino la presenza dei cittadini; che se ne realizzi la trasmissione radiofonica o in streaming; che si rendano operativi il Consiglio dei giovani e lo strumento del Bilancio partecipato.

Nel saluto di chiusura, che ha seguito l’intervento di Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e Coordinatore nazionale di “Italia in Comune”, che ha espresso il pieno sostegno a “Il Paese che Vorrei”, il candidato sindaco Lorenzo Casella ha con forza ribadito come il rilancio di questa comunità debba partire dal rispetto per i suoi cittadini e quindi dal loro coinvolgimento nelle attività decisionali. “Il Paese che Vorrei” intende restituire a tutti il diritto di partecipare alla crescita del nostro territorio.





giovedì 29 marzo 2018

Il Paese che Vorrei apre la campagna elettorale: dura critica a chi invoca il default del Comune.




Sabato 24 marzo, il Paese che Vorrei, ha festeggiato con iscritti e simpatizzanti l’apertura della campagna elettorale. Lo scorso 10 dicembre, l’associazione in campo da anni sul territorio, ha annunciato la presentazione di una propria lista alle prossime elezioni comunali.


La grande partecipazione all’assemblea testimonia il profondo desiderio di condivisione e la voglia di voltare pagina partecipando a un progetto concreto di sviluppo della città. Davanti ai molti presenti, il candidato sindaco, Lorenzo Casella, ha espresso un totale disaccordo nei confronti di chi, da mesi, invoca la dichiarazione di dissesto finanziario per il nostro Comune.

“La dichiarazione di dissesto è un fatto tecnico che riguarda il rapporto tra i debiti contratti e la relativa possibilità di risanarli e speriamo che questa eventualità sia scongiurata” – ha sostenuto con preoccupazione – “perché il default finanziario di un Comune si traduce in una serie di automatismi che ricadono sulla collettività. Significa imporre tasse alla massima aliquota a tutti, contrarre l’erogazione dei servizi ai cittadini e aumentare le tariffe dei servizi che non possono essere sospesi. Significa anche l’impossibilità di contrarre mutui per la realizzazione di progetti di sviluppo ma il vincolo a contrarne unicamente per estinguere il debito. Significa infine, la svendita dei beni pubblici, la liquidazione di ciò che è rimasto tra i beni patrimoniali comunali e altre eventuali azioni fortemente penalizzanti”.


A pagare il prezzo di tutto questo sarebbero i cittadini. Con quale senso di responsabilità si può invocare una cosa del genere?

Il discorso è continuato evidenziando la necessità di creare le condizioni per trasformare Santa Marinella e Santa Severa. “Com’è possibile limitare la stagione turistica a soli 2 mesi l’anno con le potenzialità di cui disponiamo? L’amministrazione in questo ha un ruolo centrale perché deve affiancare le imprese e le associazioni offrendo loro il supporto e la collaborazione necessari a pianificare attività l’intero anno. In questo modo sarà possibile diventare un punto di riferimento e produrre un indotto significativo nei settori del commercio, della ristorazione e dell’accoglienza turistica”.

È stato inoltre ricordato il progetto, presentato dal Paese che Vorrei con l’adesione di molte associazioni di Santa Marinella, per la qualificazione del Castello di Santa Severa come luogo di cultura di arte e di formazione, approvato dai Comuni del comprensorio e anche dal nostro, che lo ha poi abbandonato in un cassetto.


Infine, Lorenzo Casella ha duramente attaccato la proposta di project-financing per la costruzione del Municipio. “Ancora si parla della necessità di un Municipio (con due o tre piani di parcheggi sotterranei e centro commerciale, naturalmente per invogliare il finanziatore). E questa “grande opera” ha come obiettivo che il Sindaco e il Consiglio possano disporre di spazi “all'altezza del ruolo”. Noi diciamo NO: finché il Sindaco e il Consiglio non garantiranno una migliore qualità della vita ai cittadini possono tranquillamente rimanere dove stanno. Prima conquistiamo il progresso sociale in termini di occupazione e di riqualificazione ambientale e poi vedremo di dare alla classe politica quello che avrà dimostrato di meritare”.





Nel video qui sopra alcuni momenti dell'incontro



lunedì 12 marzo 2018

Il Paese che vorrei smentisce quanto riportato nell’articolo “Centrosinistra, ancora una fumata nera” apparso su La Provincia.

Nell’articolo Centrosinistra, ancora una fumata nera pubblicato lo scorso 10 marzo su La Provincia si asserisce che nel corso di una riunione fra le varie forze del centrosinistra di Santa Marinella sarebbero emerse le indisponibilità del Pd e del Paese che Vorrei a fare un passo indietro ai rispettivi candidati sindaci, determinando così una posizione di stallo; si scrive, altresì, che il Paese che vorrei ha richiesto in più occasioni di ricorrere allo strumento delle primarie di coalizione.

Entrambe le affermazioni dell’articolo risultano false: nel corso dell’incontro il PD è risultato essere l’unica forza politica indisponibile a considerare ipotesi di candidato sindaco che non fossero quella di Pietro Tidei, candidatura, peraltro, che palesemente nel corso della riunione, non ha riscosso adesioni da parte degli altri partecipanti. Il Paese che vorrei ha invece ribadito, come sempre pubblicamente espresso, che la candidatura di Lorenzo Casella può essere ridiscussa in caso di un generale accordo della coalizione su altro nome.

La candidatura di Tidei è stata giudicata divisiva e tale da non permettere una aggregazione del centro sinistra; la riunione ha infatti evidenziato come l’arroccamento dimostrato non consente in alcun modo di convergere su una alleanza plurale ed ampia.

Altrettanto falsa risulta la riportata posizione de Il Paese che Vorrei circa le primarie di coalizione: non le abbiamo mai richieste, nella convinzione che una coalizione seria che si candida al governo di una città debba essere in grado di convergere su un soggetto rappresentativo condiviso.


domenica 25 febbraio 2018

Intervista a Lorenzo Casella, candidato sindaco con Il Paese Che Vorrei

Pubblichiamo il testo integrale dell'intervista di Beatrice Pucci per Baraonda News, che per comprensibili ragioni editoriali è stata pur se in minima parte ridotta

Santa Marinella, intervista esclusiva a Lorenzo Casella, candidato sindaco con ‘il paese che vorrei’

Casella: ‘Per noi la politica è, e deve rimanere al servizio di tutti, per il bene di tutti’





1) Chi è Lorenzo Casella e come si è avvicinato alla politica? Come nasce il desiderio di mettersi alla prova come sindaco di questa città?

L’importante non è chi è Lorenzo ma il valore delle persone che compongono “il paese che vorrei”. Non ho il desiderio di mettermi alla prova come sindaco; ho invece una grande voglia di cambiamento e se le persone con cui condivido analisi, idee, obiettivi e progetti ritengono che attraverso la mia persona ci si possa riuscire, non posso tirarmi indietro.

Il mio rapporto con la politica è semplice. Sono entrato in contatto con l’attivismo negli anni 70. Altro contesto sociale, altro mondo, altra storia. In quegli anni ho maturato il desiderio di un mondo migliore, da conquistare attraverso l’impegno e la partecipazione. Non solo nell’impegno politico ma anche nel lavoro, negli affetti, nel rapporto con gli altri. Quell’esperienza mi ha insegnato che l’attivismo non si esaurisce partecipando a una riunione ma anzi incomincia proprio quando, uscendone, ti confronti con il mondo che c’è e scegli di agire alla luce dei valori e degli obiettivi individuati. I valori sono la bussola, l’attività politica è, per me, soprattutto condivisione. Proprio per questo in questa importante battaglia non sarò solo.

2) I tre punti più significativi ed ipotetici del suo programma elettorale?

Il nostro è un programma di risanamento inteso nel senso più esteso dalla parola. Ci sarà molto da fare per riportare sotto controllo la situazione di bilancio, martoriato dalla passata amministrazione, e restituire ai cittadini i servizi di cui per troppo tempo sono stati privati. Ci vorrà correttezza, trasparenza e tanto lavoro.

I tre punti cardine della nostra azione sono: lavoro, giustizia sociale e tutela ambientale. Dobbiamo offrire prospettive e speranze sotto il profilo economico cancellando le logiche di spartizione clientelare che favoriscono pochi soffocando il benessere generale. Dobbiamo costituire nuove opportunità di lavoro attraverso la riqualificazione dei beni comuni, della costa, degli spazi pubblici, dell’ambiente, dell’offerta turistica e della cultura dell’accoglienza.

Puntiamo a superare la stagione estiva come unica fonte di ricchezza. Attraverso un corretto utilizzo delle risorse e dei servizi possiamo creare attività ed eventi ben aldilà dei due mesi estivi. Inoltre, attraverso un’offerta di qualità nel settore culturale, in quello delle attività sportive e nell’ambito delle attività legate all’ambiente naturale, potremo trasformare Santa Marinella e Santa Severa in un polo di riferimento di livello nazionale.

Siamo determinati a portare su questo territorio nuove risorse economiche attraverso l’elaborazione di progetti mirati alle linee guida del Fondo Sociale Europeo e del Fondo Strutturale Europeo. Si tratta di due voci di finanziamento a disposizione dei comuni che si dimostrano in grado di individuare obiettivi e strategie per lo sviluppo sociale ed economico. In questo ambito abbiamo diversi progetti ma non si tratta solo di un’elaborazione tecnica. Il lavoro consiste principalmente nell’individuare le potenzialità, censire le professionalità e armonizzarne la proposta e l’offerta in una strategia progettuale comune.

Tutti saranno coinvolti e protagonisti: amministrazione comunale, associazioni culturali, commercianti, operatori economici e cittadini.

3) Qual’è il suo pensiero circa la vecchia amministrazione e per quale motivo i cittadini alle elezioni dovrebbero fare il suo nome?

La passata amministrazione è per fortuna passata; speriamo di poterla dimenticare al più presto. Non capita a molti il privilegio di amministrare un territorio per dieci anni consecutivi. Parlo di privilegio perché due mandati dovrebbero consentire di realizzare e consolidare gli obiettivi. Qui, invece, siamo tornati indietro. I servizi che un tempo avevamo ora non ci sono più; parlo di scuola, di impianti sportivi, di decoro degli spazi pubblici, di energie positive dei cittadini e di cultura della società. Sinceramente, non mi sento di attribuire tutta la responsabilità alla recente amministrazione perché sono almeno vent’anni che i nostri amministratori locali hanno gestito in una logica di spartizione del potere mortificante per l’economia e la cultura sociale del territorio.

Noi non siamo persone di potere ma di servizio. Crediamo nell’attività politica come opportunità per promuovere valori di uguaglianza, di giustizia sociale, di tutela dell’ambiente. Crediamo in un’economia finalizzata, non al tornaconto di pochi, ma al perseguimento del benessere e della felicità, per tutti e con la partecipazione di tutti. Se gli elettori vorranno partecipare e contribuire al perseguimento di questi obiettivi troveranno nella mia persona il loro portavoce.

4) Se venisse scelto come sindaco di Santa Marinella la prima cosa che farebbe?

Nella prima settimana farei una serie di incontri di lavoro con il seguente ordine del giorno: spiegare gli obiettivi, ascoltare le criticità e accogliere i suggerimenti, condividere il piano operativo.

Il primo incontro sarebbe con il personale dell’amministrazione comunale. Penso che il livello di democrazia si possa valutare in base alla qualità dei servizi che l’amministrazione eroga sul territorio e su questo punto i dipendenti del Comune sono una risorsa e saranno sempre più protagonisti responsabili e consapevoli dell’importanza del proprio ruolo.

Gli altri incontri riguarderebbero i diversi ambiti strategici: operatori del commercio, operatori del settore turistico, associazioni culturali, associazioni sportive, associazioni di tutela ambientale.

Infine, incontrerei i cittadini per condividere con loro i passi da compiere a breve e medio termine.

Dopo di che, al lavoro per ripristinare la legalità e dare il via alla realizzazione di progetti per lo sviluppo del nostro territorio.

5) Cosa ne pensa invece del candidato Pietro Tidei, concorrente alle comunali?

Me lo conferma lei? È certo che Pietro Tidei si candidi alle elezioni? Glielo domando perché non ho ancora capito se è una decisione già presa o solo l’auspicio di alcuni …

Si, ci risulta che Tidei sia il candidato del PD con alcune liste in coalizione.

Peccato, speravamo di realizzare una coalizione che comprendesse anche il PD e proprio per questo la mia candidatura costituisce una proposta aperta alla discussione. Per noi l’elemento non negoziabile è il progetto per il territorio; se insieme alle altre forze in campo si dovesse individuare una figura che meglio di me possa agevolare l’unità e la condivisione, sono pronto a fare un passo indietro. Ma con Pietro Tidei non è possibile perché, per noi, appartiene al passato. Non dimentichiamo le smanie edificatorie dei piani integrati, cemento utile solo a aumentare il volume di case vuote. Oggi, l’edilizia deve essere riqualificazione e non cementificazione. Vogliamo migliorare il nostro ambiente e non finire di distruggerlo. Non ci siamo proprio. Per il suo passato e per il presente la partecipazione di questa persona nella scena politica amministrativa costituisce per noi un conflitto di interessi improponibile. Non abbiamo nulla contro l’imprenditoria se è disponibile a portare avanti le attività in maniera etica con l’obiettivo di concorrere allo sviluppo sostenibile e, soprattutto, se non ha la pretesa di gestire in prima persona le leve della politica. Per noi la politica è, e deve rimanere, al servizio di tutti per il bene di tutti. Anche il solo sospetto che ciò non avvenga è un danno per la credibilità delle istituzioni.

6) Elezioni regionali, qual’è il suo pensiero sui vari candidati alla Regione? Cosa potrebbero dare al territorio?


Il governo della Regione ha un’importanza determinante per le amministrazioni comunali. Le Regioni istituiscono i piani di finanziamento e gestiscono gran parte dei fondi europei. Sempre le Regioni elaborano il Piano Operativo e le linee guida per la valutazione dei progetti presentati dai comuni; ma c’è anche un piano politico.

È importante poter discutere con i rappresentanti del Consiglio Regionale perché in quella sede le istanze e le proposte del territorio possono essere sostenute e portate avanti. Quando ci siamo riusciti abbiamo ottenuto importanti risultati. Non ci dimentichiamo che cinque anni fa, con la giunta regionale di centrodestra, stavamo per perdere il Castello di Santa Severa la cui svendita è stata scongiurata dall’insediamento di Nicola Zingaretti alla presidenza della Regione. La battaglia a suo tempo intrapresa dal Comitato Castello e proseguita con le proposte messe in campo dalle forze che oggi si riconoscono ne “il paese che vorrei” ha incontrato l’appoggio dei consiglieri Marta Bonafoni e Gino De Paolis. Con loro, così come con altri esponenti della giunta Zingaretti, siamo certi di poter proseguire la battaglia per lo sviluppo futuro del castello, occasione imperdibile per l’offerta turistica di qualità e per la creazione di opportunità di formazione professionale e di lavoro qualificato. È anche il caso dell’istituzione del monumento naturale di Pyrgi, un’area di grande pregio ambientale e archeologico per cui si è battuto il “Comitato 2 ottobre” trovando il supporto necessario nell’attività della consigliera Cristiana Avenali.

Si tratta di due importanti risultati per Santa Marinella, esempio di come la condivisione di valori e obiettivi, unitamente al lavoro di squadra di persone interessate al bene comune, possano portare vantaggi sui territori.

7) Uno dei pregi che più la rappresenta e che potrebbe caratterizzare la sua campagna elettorale?

Credo di poter dire di essere una persona affidabile. Mi impegno e ci metto l’energia. Quando poi, come in questo caso, mi muovo in rappresentanza di una collettività, si aggiunge il senso di responsabilità nei confronti degli altri, soprattutto di quelli che con entusiasmo e altruismo hanno deciso di lottare insieme per il bene di tutti.

Ma non sono la persona più indicata per parlare dei miei eventuali pregi. Meglio rivolgere questa domanda a chi ha avuto la generosità di volermi come candidato sindaco.


giovedì 8 febbraio 2018

Il Paese che vorrei e le alleanze

La lista civica ha già incontrato molti gruppi e resta aperta al dialogo


Il primo impegno de Il Paese che vorrei è quello di stringere l’alleanza che più ci sta a cuore: quella con i cittadini basata sui valori e sui progetti che, da anni ormai, stiamo elaborando e discutendo in un approccio di partecipazione e condivisione.

La nostra lista nasce come alleanza di diverse componenti politiche e dalla volontà di costituire un soggetto politico unitario per rispondere alle esigenze del nostro territorio. Questa iniziativa, partita dall’adesione di alcuni attivisti di Sinistra Ecologia e Libertà, un’Altra Città è Possibile, Rifondazione Comunista, PD e di tutti i partecipanti dell’omonima associazione politica, vede ora il coinvolgimento attivo di molti cittadini.

Per quanto riguarda il rapporto con gli altri gruppi politici, in questi mesi abbiamo incontrato gli esponenti del Movimento 5 stelle, PD, Progetto Centro, Circolo Sandro Pertini, Campo Neutro, Pensiero Popolare e il Gruppo LabDem. Ossia tutti quei gruppi che si sono dichiarati alternativi alle forze politiche che hanno fatto scempio del nostro territorio e della sua economia.

A tutti abbiamo esposto i nostri valori, i nostri propositi e i nostri obiettivi. Abbiamo inoltre comunicato la disponibilità della lista a individuare una candidatura condivisa alla carica di sindaco qualora si ritenga collettivamente che qualcuno, meglio di Lorenzo Casella, possa interpretare questo ruolo in maniera inclusiva. 

L’unica formazione con cui si è interrotto il confronto, è quella del PD. Questo è avvenuto perché la scelta di Pietro Tidei come candidato sindaco non può che trovarci su fronti opposti. Il Paese che vorrei non può appoggiare una candidatura che costituisce un conflitto di interessi insopportabile e rappresenta la continuità con il sistema di potere e di vincoli che da anni mortifica la nostra collettività. Rispetto a questo scenario, la lista “il paese che vorrei” e le formazioni che si vorranno riconoscere in questo progetto di cambiamento, sono oggi e saranno sempre alternative.

Per noi, la politica è interesse collettivo e non culto della persona, spirito di servizio e non esercizio del potere, collaborazione e condivisione e non sudditanza e asservimento a un sistema che riteniamo dannoso sia sul piano culturale sia sotto il profilo dello sviluppo di un’economia sana e consapevole del valore dell’ambiente e del bene comune.

giovedì 1 febbraio 2018

martedì 30 gennaio 2018

Abbiamo un sogno! Un grande sogno per Santa Marinella!

Trasformare Il Paese che Vorrei” ne Il Paese che vogliamo e che Faremo”! Abbiamo questa idea folle che ci ronza per la testa! E ci spinge e ci esorta a condividerla con voi per farla crescere insieme! Perché insieme si può!
Abbiamo una grande passione: la passione di cambiare e la volontà di migliorare; la passione di chi vuole sottrarre questa città dalle mani dei soliti poteri, delle solite famiglie, dei soliti interessi. Da tutto ciò che in questi ultimi vent’anni l’ha ridotta in questo stato!

Abbiamo la volontà, la volontà di chi è stanco! Stanco di osservare la propria città mortificata, di veder soffocare ogni tentativo di alzare la testa, di vivere in un paese vampirizzato dagli interessi personali, dall’inerzia, dal disinteresse e dalle cattive abitudini!

Ma soprattutto abbiamo la vostra partecipazione e la vostra spinta ad andare avanti e a non fermarci! Le vostre continue sollecitazioni per cambiare insieme Santa Marinella!
Abbiamo un sogno, abbiamo la passione, abbiamo la volontà e abbiamo tutti voi e tutti noi! E sappiamo che con questi ingredienti il piccolo Davide è destinato inevitabilmente a sconfiggere ogni mostruoso Golia! I Golia che rappresentano il cancro che attanaglia una città intera da troppi e troppi anni.
Le cose non andranno sempre nello stesso modo, se qualcuno si impegna a cambiarle.
Siamo sempre di più e siamo tanti, veramente tanti! Insieme, tutti insieme, realizzeremo questo sogno meraviglioso: trasformare Il Paese che Vorrei” ne Il Paese che Vogliamo” e soprattutto ne Il Paese chefaremo”! Nel Paese cioè in cui sarà bellissimo vivere!!

venerdì 22 dicembre 2017

S. Marinella, bilancio ed emergenze: un lavoro impegnativo per la Commissaria.

Con fiducia, il Paese che Vorrei pone l’attenzione su alcune criticità.


Il Paese che vorrei saluta la Vice Prefetto Enza Caporale, Commissaria prefettizia e le augura buon lavoro per riportare nel nostro Comune la trasparenza e l’efficacia amministrativa che sono mancate negli ultimi anni.

Sappiamo che il compito non sarà semplice, a partire dalle opportune verifiche sui dati di bilancio. I problemi accumulati sono molti perché l’indifferenza e l’incapacità della passata Amministrazione si sommano alle questioni che la caduta anticipata di un sindaco lascia in sospeso, aggravando l’onere che la Commissaria si troverà ad affrontare e la responsabilità di tutti noi nell’agevolarne l’operato.

In questo spirito ci permettiamo di segnalare alcune criticità che possono avere ripercussioni gravi sulla vita dei cittadini, pregando la Commissaria, compatibilmente con gli impegni che sta affrontando, di riuscire a individuare lo spazio operativo per porvi rimedio.
La prima è una questione di sicurezza per l’incolumità dei cittadini e riguarda la verifica dello stato di manutenzione dei fossi. Ci troviamo infatti ad affrontare l’inverno e purtroppo conosciamo gli effetti drammatici e i danni che un violento temporale può provocare in assenza della dovuta manutenzione.

La seconda criticità riguarda gli edifici scolastici. Ogni giorno in più che i nostri ragazzi trascorrono nel degrado, documentato perfino dalla televisione nazionale, aumenta il malessere e la sfiducia che i più giovani maturano nei confronti delle istituzioni. Vivere in un ambiente degradato non può che produrre scoraggiamento, distacco e risentimento nei ragazzi e nelle loro famiglie.

Sulla questione degli impianti sportivi il problema è duplice perché, se da un lato ci auguriamo possano emergere le precise responsabilità di chi ha distrutto le strutture e il patrimonio legato alle attività sportive, dall’altro riteniamo fondamentale intraprendere un percorso per restituire alla città almeno parte dei servizi sostenuti con lo sforzo economico di tutti e da anni indisponibili alle attività.

La caduta del sindaco ha inoltre lasciato in sospeso la questione del progetto SPRAR, interamente finanziato attraverso il relativo Fondo Nazionale, che mira a offrire accoglienza a circa quaranta persone richiedenti asilo o rifugiate. Si tratta di persone che vivono un dramma che non è giusto acuire per inadempienze amministrative. Inoltre, il nostro territorio rischia di perdere un finanziamento di più di seicentomila euro che potrebbe essere utilizzato per coltivare le politiche dell’accoglienza.

Ci preme però segnalare alla Commissaria prefettizia l’importanza di predisporre adeguatamente il nostro comune all’arrivo della stagione estiva. Questa rappresenta un fattore economico vitale per Santa Marinella e Santa Severa e riteniamo fondamentale curare una programmazione sulle strutture ricettive e sulle attività da intraprendere affinché l’intera comunità non debba fronteggiare un calo dell’affluenza turistica in una congiuntura già particolarmente sfavorevole.
L’elenco sarebbe lungo (cantieri aperti, verde pubblico, servizi ai cittadini); non si può pretendere di rimediare alla mala gestione di anni in pochi mesi ma confidiamo che la Commissaria possa riavviare un meccanismo per troppo tempo inceppato con la conseguente mortificazione del nostro territorio.

Qualora lo ritenesse opportuno, la nostra associazione si dichiara fin da subito disponibile sia a un incontro di approfondimento sia a collaborare, anche in termini di volontariato operativo, alle iniziative che la Commissaria dovesse ritenere utili a raggiungere lo scopo di mitigare il disagio e trasformare queste criticità in opportunità per un futuro migliore.