mercoledì 21 novembre 2018

Giornata Nazionale dell'Albero

Piantiamo alberi per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini e per incrementare la qualità dell’offerta turistica del nostro Comune.




Anche quest’anno il Paese che vorrei festeggia con una piantumazione la Giornata Nazionale dell’Albero. Diamo il benvenuto al nuovo arrivato. È una Capalpa, bella, resistente, adattabile e soprattutto poco bisognosa di manutenzione (coi tempi che corrono…)

Approfittiamo dell’occasione per ricordare in estrema sintesi - in base alla normativa vigente, al regolamento comunale e alla mozione sul verde approvata nel 2014 – quanto l’Amministrazione dovrebbe fare in tema di verde.

1. considerare il patrimonio vegetale come ricchezza collettiva da tutelare e provvedere a porre a dimora un albero per ogni nuovo nato;

2. pianificare i corretti interventi, nei tempi e nei modi, di manutenzione del verde pubblico ed effettuare la prevenzione e le cure fitosanitarie del patrimonio verde;

3. tutelare il decoro e l’incolumità pubblica rimuovendo i tronconi di alberature in disfacimento;

4. stabilire una procedura agevole per consentire a cittadini, imprese od associazioni di mettere a dimora alberi o manutenere aree verdi quale contributo al miglioramento urbano;

5. realizzare un bilancio arboreo del Comune e un censimento degli alberi monumentali;

6. promuovere iniziative per lo sviluppo e l'incremento degli spazi verdi urbani e di «cinture verdi» intorno alle conurbazioni per delimitare gli spazi urbani;

7. controllare il rispetto delle norme sul corretto impianto (quantitativamente e qualitativamente) del verde nelle aree di nuova edificazione o di significativa ristrutturazione edilizia;

8. adottare misure per la formazione del personale e l'elaborazione di capitolati finalizzati alla migliore utilizzazione delle aree verdi, all'efficienza energetica, all'assorbimento delle polveri sottili e alla riduzione dell'effetto «isola di calore estiva»;

9. rispettare e far rispettare il vincolo alla sostituzione delle alberature abbattute, incrementare il controllo e sanzionare l'abbattimento non autorizzato da parte di privati;

10. promuovere la celebrazione della Giornata Nazionale degli Alberi e ogni altra iniziativa volta alla conoscenza e al rispetto dell'equilibrio tra comunità umana e ambiente naturale, per stimolare un comportamento quotidiano sostenibile.











domenica 4 novembre 2018

Parola ai cittadini!

Una mozione per il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica del nostro territorio.


Il 5 novembre in Consiglio comunale sarà discussa una proposta di modifica dello Statuto comunale presentata da Il Paese che vorrei e volta a promuovere la partecipazione.

Gli strumenti di partecipazione popolare, pur essendo previsti nello Statuto comunale sin dal 2001, nella nostra città di fatto non possono essere applicati. Il desiderio dei cittadini di essere parte attiva della vita pubblica si è sempre infranto, infatti, contro soglie di sottoscrizioni altissime e contro la mancanza dei regolamenti operativi, mai approvati. Tutto questo ha fatto si che venisse negato il diritto alla partecipazione, riconosciuto a tutti i livelli normativi.

Nel tempo, questa grave lacuna ha costituito un deterrente alla discussione e alla formulazione di proposte collettive sui problemi del territorio. Si è diffuso invece un sistema attraverso il quale il cittadino è portato a rivolgersi direttamente al singolo referente dell’Amministrazione per la risoluzione di problemi e i rappresentanti politici si rivolgono ai cittadini solo in occasione delle tornate elettorali. Questo rapporto interpersonale ormai consueto, oltre a comportare evidenti lacune sotto il profilo della trasparenza, blocca lo sviluppo di una consapevolezza sulla natura collettiva di alcune istanze, sull’attuazione dei  diritti condivisi dai cittadini e sulla maggiore forza contrattuale insita nel coinvolgimento collettivo.

Per favorire la discussione pubblica e promuovere il confronto, il Paese che Vorrei ha ritenuto opportuno avanzare una proposta di modifica di alcuni articoli dello Statuto, che interessano proprio la partecipazione popolare. In primo luogo si richiede di adeguare allo standard nazionale il numero delle sottoscrizioni necessarie per avanzare istanze, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e promuovere referendum. Attualmente il numero di sottoscrizioni richieste è spropositato rispetto alla realtà degli altri comuni (il 35% degli aventi diritto al voto contro una media nazionale del 10%). Inoltre, per rendere operativi gli strumenti di partecipazione, sono stati elaborati tutti i regolamenti necessari, raccolti in un Testo Unico in materia di democrazia partecipata.

Nel dettaglio gli istituti interessati a modifica sono i seguenti: le istanze, con cui i cittadini possono sollecitare l’iniziativa del Comune su questioni di interesse generale; le petizioni popolari che offriranno la possibilità di chiedere direttamente a Sindaco, Giunta e Consiglio spiegazioni e delucidazioni nel merito di atti emanati dagli organi dell’amministrazione; le  proposte di deliberazione di iniziativa popolare attraverso cui i cittadini possono avanzare al Consiglio comunale vere e proprie proposte per l’emanazione di provvedimenti; il referendum consultivo che consiste nel chiamare i cittadini a esprimere il loro orientamento in merito a un tema, iniziativa o progetto e il referendum abrogativo, con cui i cittadini possono esprimersi in merito alla cancellazione totale o parziale di una deliberazione adottata dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

Queste modifiche intendono restituire voce ai cittadini riportandoli al centro della vita politica e sociale del nostro comune. Hanno l’ambizione di far rinascere negli abitanti di Santa Marinella la voglia e l’orgoglio di sentirsi parte di una collettività e di tornare a interessarsi ai temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita.

giovedì 25 ottobre 2018

Liberi fino alla fine

Chiediamo che il parlamento si pronunci in tempi brevi sull'eutanasia legale e l'aiuto al suicidio



“Il Paese che vorrei” è al fianco dell’associazione “Luca Coscioni” per promuovere sul nostro territorio un appello al Parlamento affinché si dia finalmente avvio alla discussione sul fine vita. Sarà possibile firmare l’appello venerdì dalle ore 17,30 presso Largo Gentilucci e sabato dalle 10 alle 13 sotto i portici della via Aurelia.

Il 22 ottobre è iniziato il processo presso il Tribunale di Massa per la vicenda Mina Welby/Davide Trentini; il 24 ottobre è arrivato il parere della Consulta sulla costituzionalità dell'articolo 580 del codice penale, ossia del reato di aiuto al suicidio sollevato dal processo Marco Cappato/DJ Fabo.

La Corte Costituzionale, con una decisione senza precedenti, ha dato un anno di tempo al Parlamento affinché legiferi sull’eutanasia e sull’aiuto al suicidio.

“L’attuale assetto normativo sul fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”, si legge sul comunicato della Consulta. “Per consentire al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina, la Corte Costituzionale ha deciso di rinviare la trattazione della questione di costituzionalità dell’articolo 580 Codice Penale sull’aiuto al suicidio all’udienza del 24.09.2019”.

La giustizia è quindi al lavoro, ma non si può dire altrettanto della politica. Attualmente, solo 34 parlamentari sono impegnati nel sollecitare questa discussione, nella precedente legislatura se ne contavano 240.

La posizione del Governo Di Maio-Salvini non è certo di aiuto: era stato detto che questioni come l’eutanasia non dovevano essere discusse perché fuori dal programma di governo ma una posizione, invece, è stata presa. Il Governo ha infatti presentato memorie alla Corte costituzionale contro Marco Cappato, affinché il dubbio di legittimità costituzionale, presentato dal Tribunale di Milano nel processo per la morte di Dj Fabo, sia dichiarato inammissibile. Se questa linea fosse avallata, in virtù di una legge che risale al 1930 e nonostante la documentata volontà di Dj Fabo di porre fine alla propria vita, Marco Cappato potrebbe essere giudicato colpevole del reato di “aiuto al suicidio” e condannato a una pena che prevede fino a dodici anni di carcere.

Con questo appello chiediamo, da ieri congiuntamente alla Corte Costituzionale, che il Parlamento si assuma le proprie responsabilità e disciplini questa delicata materia attraverso una legge che tenga conto del diritto di chi soffre a portare a compimento la propria volontà.

Il Paese che vorrei








martedì 23 ottobre 2018

Santa Marinella per l’accoglienza e l’inclusione


Il Paese che Vorrei scende in piazza con l’ANPI per manifestare la propria solidarietà al sindaco di Riace e a favore dell’accoglienza e dell’integrazione.



Venerdì 26 ottobre in Piazza Gentilucci Il Paese che Vorrei sarà insieme all’ANPI per manifestare a favore dell’accoglienza e in solidarietà al Sindaco di Riace, Domenico Lucano. Le posizioni politiche assunte dal Governo in tema di accoglienza non possono lasciarci indifferenti perché le nostre scelte hanno ricadute drammatiche sulla vita delle persone. Stiamo assistendo a una vera e propria aggressione ai valori fondamentali della società civile. La solidarietà, l’uguaglianza e la tutela dei diritti e della dignità sono oggetto di un attacco continuo che si sta concretizzando in un clima culturale di intolleranza. Santa Marinella ha già dimostrato, attraverso numerose iniziative, di non volersi arrendere a questa pericolosa deriva. L’esempio di Riace e dei progetti SPRAR rappresentano un punto di riferimento di accoglienza diffusa e di integrazione costruttiva e vanno tutelati, promossi e resi più efficienti. Assistiamo invece al tentativo da parte del Governo di smantellare le pratiche di integrazione diffusa a favore di progetti che mirano alla concentrazione in grandi centri che costituiscono il presupposto per un acutizzarsi del disagio sia per gli ospiti sia per le vicine comunità locali, aumentando la percezione di insicurezza e favorendo la paura e il conflitto sociale. Ci opponiamo alla logica perversa e cinica che mira a costruire consenso speculando sulla contrapposizione tra le difficoltà di chi accoglie e la sofferenza di chi fugge. Crediamo in modello di sviluppo inclusivo e senza discriminazioni. Venerdì 26 ottobre invitiamo tutti a partecipare per testimoniare l’esistenza di una comunità che crede in una società più giusta, più inclusiva e più accogliente. L’appuntamento è a partire dalle ore 17:30 in Piazza Gentilucci.

venerdì 19 ottobre 2018

Raccolta differenziata: perché il comune non ci guadagna

Il Paese che vorrei chiede all’Amministrazione di ritirare la delega al Consorzio Pellicano per la riscossione dei corrispettivi dovuti al Comune.



Differenziare i rifiuti è un nostro dovere ma, se lo facciamo bene, abbiamo il diritto di ottenere il ritorno economico previsto dall’accordo stipulato tra CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). 

Nessuno lo dice mai, ma nel prezzo di acquisto dei prodotti è già prevista la tassa di smaltimento degli imballi. Quindi, in base a questo accordo, consegnando il materiale differenziato al Consorzio questo dovrebbe riconoscere al Comune un corrispettivo economico in funzione della quantità e della qualità del materiale conferito. 
Consegnando materiale già separato - carta, metalli, plastica, vetro - dovremmo ricevere del denaro.  Invece, noi differenziamo i rifiuti, la Gesam li raccoglie, li compatta e li traporta al Pellicano (consorzio di riferimento per il nostro territorio) ma quanto ci spetterebbe non arriva mai. Perché?
Sotto la giunta Bacheca, il nostro Comune ha delegato la Gesam alla riscossione del corrispettivo per i rifiuti. Ma la Gesam non avendo alcun interesse a controllare la correttezza della differenziata e del proprio lavoro ha preferito non occuparsene. Quindi, la delega per rivendicare il rimborso è stata trasferita direttamente al Consorzio.  Ma il Pellicano - che guadagna rivendendo i nostri rifiuti differenziati - si limita a dire (senza alcun controllo da parte nostra) che i rifiuti che conferiamo sono sporchi e che già è tanto se non ci fanno pagare niente.
L’accordo CONAI-ANPI prevede il sistema delle deleghe ma avverte che in questi casi il Comune


 deve essere consapevole che sarà il soggetto terzo ad incassare i corrispettivi e che dovrebbe almeno verificare periodicamente l’ammontare dei corrispettivi incassati dal soggetto delegato. Colpevolmente, nulla di tutto questo è mai stato fatto ma ora che siamo in dissesto è necessario che la raccolta dei rifiuti si trasformi da voce di costo a generatore di risorse da reinvestire.  Se saremo capaci di risparmiare sui servizi inutili e ottenere quanto ci spetta per i rifiuti conferiti sarà possibile investire quanto avanza in altri servizi. 

Relativamente alla trasparenza di tutta la filiera, chiediamo alla nuova Amministrazione la completa tracciabilità dei nostri rifiuti; il resoconto su quantità e qualità dei rifiuti che conferiamo e, se i dati raccolti ne sottolineeranno la necessità, campagne ad hoc per coinvolgere tutti nell’obiettivo di una differenziata che porti un ritorno, anche economico, ai cittadini.
Inoltre, chiediamo all’Amministrazione di ritirare la delega; di controllare puntualmente la correttezza della servizio Gesam in fase di raccolta, compattamento e trasporto; di essere presente all’apertura delle balle presso il Pellicano per verificare l’effettiva qualità dei rifiuti da noi conferiti. 
In sostanza, chiediamo semplicemente che ciascuno faccia correttamente la sua parte.

lunedì 15 ottobre 2018

Il Paese che vorrei batte il cinque e riparte di slancio!

Grande entusiasmo e tanti contributi per celebrare la ricorrenza e condividere il presente e il futuro. Graditi ospiti all’evento Alessandro Gilioli e Alessio Pascucci.



Sabato scorso, in un parco Kennedy gremito, Il Paese che vorrei ha festeggiato i primi 5 anni di attività.In apertura dell’evento è stata ricordata la storia de Il Paese che vorrei dalle prime campagne pubbliche alla nascita dell’associazione e, successivamente, della lista civica. Attraverso il filmato del regista Roberto Orazi, con contributi video di Gisella Ianiri e l’assistenza di Giuseppe Giannattasio, sono state ripercorse le molte iniziative proposte in questi anni: dal reddito garantito all’abbattimento delle barriere architettoniche, dalla cura del verde e del decoro urbano al progetto per lo sviluppo del Castello di Santa Severa, dai registri per le unioni civili e la donazione di organi alle campagne in difesa del territorio, dall’assemblea per una “Piazza partecipata” alla campagna “Perla libera tutti” e tante altre ancora.Dai ricordi si è poi passati all’oggi; i relatori dei gruppi di lavoro - Manuela Comito, Clelia Di Liello, Daniele Renda, Stefano Crispu, Simonetta Gazzella, Andrea Riga, Alessio Cangini e Jochen Jesinghaus hanno presentato le prime iniziative di questo autunno su tutela ambientale e della salute, raccolta differenziata, informazione dei cittadini e partecipazione popolare. Ciascuna di queste iniziative vede l’associazione impegnata su due fronti: nello stimolo e controllo nei confronti dell’Amministrazione comunale e nel coinvolgimento dei cittadini. Proprio con questo obiettivo, verranno protocollate a giorni due mozioni che mirano a incrementare la diffusione dell’informazione ai cittadini e rendere possibile la loro partecipazione alle scelte politiche e amministrative nel nostro Comune. A coronamento della bella serata, presentata e condotta da Alessandra De Luca Manuti, il Consigliere comunale de Il Paese che vorrei, Lorenzo Casella, si è confrontato in un dialogo con il noto giornalista Alessandro Gilioli, vicedirettore de “L’Espresso” e curatore del seguitissimo blog Piovono rane.






Tanti gli spunti d’interesse emersi nel confronto tra la realtà locale e lo scenario nazionale: dalla storia de Il Paese che vorrei al ruolo dei movimenti civici nella vita sociopolitica in Italia; dagli obiettivi dell’attività in Consiglio comunale al rapporto tra le istituzioni e le esigenze dei territori; dalla necessità di sviluppo per fronteggiare il default di S. Marinella alla politica economica del Governo nazionale; dalla vicenda dello scuolabus al tema dei diritti sociali e civili.Successivamente sono stati proiettati i molti i saluti arrivati con video messaggi da parte dei tanti amici dell’associazione che in questi anni hanno partecipato e collaborato alle tante attività. Gradita sorpresa finale da parte di Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri e coordinatore di Italia in Comune e dell’assessore Federica Battafarano, che sono riusciti a portare di persona il loro augurio.Terminata la festa, Il Paese che vorrei torna al lavoro, per continuare a offrire il proprio contributo alla crescita della nostra comunità.

Seguono i saluti e gli auguri che ci sono arrivati!

Alessio Pascucci - Sindaco di Cerveteri e coordinatore di Italia in Comune


Andrea Maccarroni - ex Presidente del circolo Mario Mieli, ora regional director di InterPride



Maria Pia Pizzolante - Presidentessa dell'associazione TILT  e membro dle direttivo di Futura


Marco Furfaro dell'associazione Futura

Marta Bonafoni - Consigliere Regionale, nonché cara amica


martedì 9 ottobre 2018

Batti il 5!


Festeggia con noi i cinque anni di attività politica de Il Paese che Vorrei! Sabato 13 ottobre alle 17.30 presso il Parco Kennedy  a Santa Marinella una serata per discutere su proposte e temi per la nostra Santa Marinella! Sarà ospite Alessandro Gilioli, vice direttore dell'Espresso e curatore del blog Piovono Rane per un dialogo con Lorenzo Casella, consigliere per Il Paese che vorrei.
Non mancare!

giovedì 20 settembre 2018

Facciamo la differenza?

Un ripasso e tante informazioni sulla raccolta differenziata (senza la pretesa di essere esaustivi- dietro la raccolta differenziata c'è un mondo di cose da scoprire!).


foto passeggiata S. marinella + testo facciamo la differenza 1. perchè fare la differenziata
Non è divertente ed è un impegno in più. Ma quando se ne capisce l'importanza diventa tutto più facile.E conviene farla ...

foto acqua + testo che motiva la raccolta
per l'ambiente naturale ...


foto oggetti ricavabili con il riciclo ed il recupero dei rfiuti
... ma anche per la nostra salute e per le nostre tasche.


foto passeggiata s. marinella + titolo facciamo la differenza 2. la regola delle 4 r
Il sistema della differenziata si basa su alcuni semplici principi.

sabato 8 settembre 2018

Più diritti meno rovesci!!


di Daniele Renda


Scuola Bus: il diritto allo studio ci piace di più e costa di meno!!!

Ok! siamo tutti felici e contenti che le tariffe del Servizio Scuola Bus siano state ridotte ulteriormente, almeno ufficiosamente, rispetto a quelle annunciate in conferenza stampa non più di qualche giorno fa e soprattutto da quelle, vergognose, approvate dalla Giunta comunale a ridosso di ferragosto. Risulta difficile, comunque, non notare che le stesse, per alcune fasce, siano notevolmente aumentate rispetto all’anno scorso. Colpa del dissesto? Se vogliamo dire a tutti i costi di si, possiamo tranquillamente dirlo! Quello che “Il Paese che Vorrei” sta cercando disperatamente di suggerire all’amministrazione, ormai da un mese, è di cambiare rotta e di fare una scelta di responsabilità (che poi in questo caso non sarebbe tale perché si tratterebbe di una scelta di legalità). 

La Giunta, perseverando su un errore (è vero compiuto dalle precedenti amministrazioni!) si ostina a considerare il Servizio di Trasporto scolastico un Servizio a domanda individuale. Il Paese che Vorrei e la giurisprudenza italiana, invece, ritengono che non sia così e che il servizio rientri tra i servizi che un Ente debba fornire obbligatoriamente. Ora si badi bene: questa non è né una diatriba accademica, né una questione di lana caprina ma riguarda direttamente le tasche di tante famiglie santamarinellesi! Senza entrare nel dettaglio tecnico e in estrema sintesi, considerando il servizio di trasporto scolastico un servizio a domanda individuale, ci sono obblighi di bilancio, resi ancora più severi dalla dichiarazione di dissesto, che costringono le famiglie a doverne coprire il costo con le proprie tasche in maggior misura. Considerando lo stesso come un servizio obbligatorio dell’ente e facendolo rientrare come prestazione fondamentale per garantire il diritto allo studio, come proposto da “Il Paese che Vorrei” e stabilito da diverse sentenze qua e là per lo stivale, la musica cambierebbe e di molto. I portafogli delle famiglie non sarebbero costretti ad aprirsi a fisarmonica ma potrebbero rilassarsi e aspettare il prossimo turno di danza. Il concetto non è poi difficile da comprendere: le prestazioni dei servizi che un ente deve garantire obbligatoriamente sono in maggior parte a carico dell’ente stesso, quelle che vengono richieste individualmente dai cittadini ricadono maggiormente sulle spalle di chi le richiede. Quindi considerare il trasporto scolastico come un diritto, precisamente un servizio fondamentale per garantire il diritto allo studio, oltre che a essere giusto, corretto dal punto di vista formale, risulterebbe anche più conveniente per le famiglie di Santa Marinella. Senza, ovviamente, portar nessun discapito alle casse comunali, perché ci penserebbe tranquillamente la Regione a finanziare gli eventuali sgravi attraverso fondi dedicati ( la scusa del dissesto in questo caso non regge). Auspichiamo, quindi, che l’amministrazione faccia, finalmente, una scelta di coraggio, imboccando la strada dell’equità, della tutela dei diritti e della giustizia sociale. Le premesse fanno ben sperare. Considerando che si era partiti dalla sciagurata Deliberazione della Giunta, di passi in avanti ne sono già stati fatti. 

Riconoscere i propri errori e utilizzarli per migliorarsi è atteggiamento meritevole di suo. Sintomo di una specifica volontà di voler comunque lavorar bene. Vediamo se alla fine si riuscirà a realizzare la mossa vincente, per chiudere la partita in bellezza e soprattutto per lasciar respirare le tasche dei cittadini, che prossimamente saranno chiamate alla leva da altre imposte e tasse! 

In tutto questo resta poco chiaro il labirinto burocratico nel quale tantissime persone sono cadute. Attualmente occorre presentare la disdetta della richiesta del servizio, effettuata sulla base delle vecchie tariffe, per poi ripresentarla quando saranno approvate le nuove (???). Stiamo un po’ a vedere cosa accadrà! la vicenda sembra senza fine. Riserva colpi di scena ogni tre giorni….ottimo per la suspense, un po’ meno per la serenità e le coronarie dei santamarinellesi!

Di seguito i riferimenti normativi che sanciscono che il Trasporto scolastico non è un servizio a domanda individuale (in particolare nell’ultima citazione, il servizio di trasporto scolastico viene considerato pleno iure un servizio pubblico di trasporto e lo si esclude dalla disciplina dei servizi a domanda individuale):

- Decreto interministeriale 31.12.1983 che identifica i servizi a domanda individuale e tra questi non include il Servizio di Trasporto scolastico;

- Sentenza del Consiglio di Stato Sez V del 22.11.2004 n° 7636, testualmente: “pur rilevando che la prestazione del servizio si caratterizza per essere riservato a una categoria specifica di utenti, se ne conferma il carattere di Servizio Pubblico Locale e non di Servizio di linea”

- Sentenza del TAR Campania Sez. I del 26.02.2010 n° 1191, testualmente: “lo stesso non è incompatibile con servizi di linea”;

- Corte dei conti Regione Campania Delibera n° 222 del 21.06.2017, testualmente: “Si deve pertanto ritenere che il servizio di trasporto scolastico sia pleno iure un servizio pubblico di trasporto, pertanto escluso dalla disciplina dei servizi pubblici a domanda individuale.

Daniele Renda

venerdì 31 agosto 2018

Le tariffe scuolabus e il potere delle "fregnacce"


Sulle tariffe del servizio scuolabus S. Marinella ha alzato la testa e fatto sentire la sua voce inducendo Sindaco e Giunta a un significativo cambio di rotta. Le tariffe deliberate dalla Giunta il 21 agosto, da noi definite vergognose, sono state drasticamente ridotte. Rimane tuttavia inqualificabile aver gettato le famiglie nello sconforto con una delibera smentita a distanza di una settimana. Dietro quelli che vengono considerati unicamente come numeri di un default c’è la vita delle persone.

Inoltre, il nuovo piano tariffario non è stato ancora formalizzato e figura, per il momento, solo negli annunci. Diverse sono le domande sui nuovi termini del servizio. Se i pulmini saranno 3 anziché 5 quali saranno gli orari del “doppio giro” degli bus che si prospetta? E i tempi di attesa per gli studenti prima dell’ingresso in aula?
Non è ancora chiaro fino a che punto la contrattazione con la SAP abbia abbassato la qualità o le modalità di erogazione del servizio scuolabus.

Il Paese che vorrei tenta da giorni di far capire alla maggioranza che, oltre alla contrattazione con il fornitore SAP, esiste anche una questione di garanzia del diritto allo studio. In linea con le politiche della Regione Lazio, la tutela di questo diritto significa risorse per alleggerire ulteriormente le tariffe, a parità di servizio erogato. Non disperiamo, puntiamo invece all’esenzione totale del costo dello scuolabus, per le fasce economicamente più deboli.

Sappiamo infatti che è previsto, a breve, un incontro tra il Comune e la Direttrice regionale in materia di diritto allo studio, da noi contattata per definire il percorso di accesso ai fondi regionali sul settore del trasporto scolastico, e non solo.
Insomma, nonostante il Sindaco, con l’eleganza che lo contraddistingue abbia etichettato le nostre pressioni come “fregnacce”, dopo pochi giorni ha rivisto il piano tariffario e si è messo in contatto con la Direzione Regionale preposta, per approfondire i termini di un contributo.

Ci preme pertanto rassicurare il Sindaco sul fatto che il nostro impegno, aldilà degli epiteti con cui vorrà etichettarlo, è e sarà sempre a disposizione dei nostri concittadini e del Sindaco stesso, se lo vorrà utilizzare per portare benefici sul nostro territorio.

Il Paese che vorrei

venerdì 24 agosto 2018

Trasporto scolastico: pronta una soluzione.

Bastava chiedere aiuto alla Regione, ma la Giunta non lo ha mai fatto.

La lista civica “il paese che vorrei” si è stancata di suggerire a chi non vuol sentire le azioni da intraprendere per porre rimedio al problema del trasporto scolastico ed ha deciso di agire in prima persona per trovare una soluzione. 

Il consigliere comunale Lorenzo Casella ha preso contatto con la dottoressa Elisabetta Longo, Direttrice Regionale per Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio, al fine di avviare un confronto sul problema legato all’esponenziale aumento delle tariffe del trasporto scolastico deliberate pochi giorni fa dalla Giunta Tidei e di verificare eventuali e possibili sostegni da parte dell’Ente Regionale.

Nell’ambito dell’incontro è emerso non solo che il Comune di Santa Marinella non aveva neanche mai tentato di percorrere la strada di un confronto con gli uffici regionali preposti, ma si è soprattutto convenuto che il servizio di scuolabus non deve essere considerato come un servizio a domanda individuale e che quindi non rientra obbligatoriamente nella disciplina dei servizi vincolati dalla normativa sul dissesto finanziario.

Non solo: la Regione Lazio, ed in particolare la direzione della dott.ssa Longo - che ha le competenze sul Diritto allo Studio - si è resa disponibile – come già avvenuto in passato con altri Comuni in situazioni analoghe – ad attivare da subito un incontro per individuare modalità di collaborazione che possano alleviare gli oneri oggi imposti alle famiglie degli studenti.  Questa è la risposta ottenuta per e-mail dalla Direzione Regionale a seguito dell’incontro e dell’e-mail con cui abbiamo ufficialmente inoltrato la richiesta:

“Egregio Lorenzo Casella, prendendo atto delle criticità da lei esposte, le comunico che l’Amministrazione si rende disponibile ad istituire un tavolo tecnico di confronto, al fine di individuare un percorso amministrativo che possa garantire, alle famiglie coinvolte in questo processo, la fruizione del servizio di trasporto scolastico”.

Come ci è stato spiegato, la Regione per procedere ha la necessità di stabilire con il Governo della città le modalità con cui intervenire a sostegno dei nostri studenti e delle loro famiglie. La procedura quindi deve coinvolgere non solo il nostro consigliere comunale, peraltro di opposizione, ma direttamente il Sindaco o un suo delegato, che devono formalizzare e concordare la richiesta di un tavolo.

Abbiamo costruito il ponte, adesso per portare a casa il risultato, è necessario che ci sia un Sindaco intenzionato ad attraversarlo. Per far questo ovviamente si dovrà annullare la delibera di Giunta con cui si definiscono le tariffe per il servizio; considerare il servizio per quello che è e cioè un servizio alla collettività; rendersi disponibile a concordare con la Regione Lazio i termini del contributo economico.

Ora le chiacchere stanno a zero. La Regione Lazio ha garantito la volontà di venire in aiuto al nostro Comune, i fondi ci sono, la legge lo permette e, grazie all’operato del nostro consigliere, è stato aperto il percorso per risolvere il problema. 


Adesso tocca al Sindaco e alla Giunta tornare sui propri passi e agire nell’interesse della collettività. Coraggio, ce la potete fare!

martedì 21 agosto 2018

Segnali di confronto in Consiglio Comunale

Tre le delibere discusse al Consiglio del 20 agosto: innalzamento delle imposte, istituzione della tassa di soggiorno, modifica dello statuto della Santa Marinella Servizi.



La dichiarazione di default rende l’innalzamento delle tasse un atto obbligato. Il Paese che vorrei, attraverso il proprio consigliere Casella, ha però evidenziato come la maggioranza abbia rinunciato alla possibilità, prevista dalla legge, di applicare soglie di esenzione e riduzioni che avrebbero potuto sollevare la fascia più fragile della collettività da alcuni degli aggravi del dissesto. La maggioranza non ha ritenuto di accogliere questa esortazione ipotizzando l’individuazione di altre, eventuali, forme di sostegno. Relativamente ai punti successivi, Il Paese che vorrei ha posto grande impegno nell’esporre le molte criticità rilevate negli atti presentati. Quando ci si pone l’obiettivo di risollevare una collettività provata da anni di incuria e di scelte scellerate è particolarmente importante che ogni azione sia approfondita, trasparente e soprattutto corretta.  Ciononostante abbiamo apprezzato le intenzioni esposte dal vicesindaco Andrea Bianchi e la ricerca di una collaborazione con l’opposizione.
Riguardo l’imposta di soggiorno, il Paese che vorrei non è contrario alla sua istituzione ma è in disaccordo con le premesse espresse nell’atto. Questa non è una tassa per risanare il bilancio ma uno strumento per reperire risorse da destinare allo sviluppo turistico. Inoltre, a monte dell’atto proposto, sono mancate quelle forme di partecipazione che il nostro gruppo politico considera fondamentali per la condivisione delle scelte con la cittadinanza, anche per favorire una risposta positiva e funzionale in fase applicativa.  Lorenzo Casella e Francesco Fiorucci, l’unico altro esponente d’opposizione presente oltre al Presidente del Consiglio, hanno chiesto: il coinvolgimento degli operatori di settore per condividere e definire i presupposti, le scelte e le finalità; un’analisi dei flussi turistici, fondamentale per calibrare correttamente le tariffe e le modalità di applicazione; una definizione delle percentuali dei proventi dell’imposta da investire nelle diverse attività di sviluppo turistico: riqualificazione ambientale, attività culturali e di intrattenimento, promozione del territorio. La maggioranza ha preso atto di queste carenze, l’opposizione ha accolto le motivazioni d’urgenza addotte per spiegare le lacune. Si è quindi concordato un emendamento che prevede un riesame - sia in concertazione con gli operatori del settore sia in sede di commissioni - finalizzato all’elaborazione di un nuovo regolamento, da realizzare entro il 30 settembre 2018.  Il provvedimento, così emendato, è stato votato all’unanimità.
L’ultima delibera, riguardante la proposta di due modifiche allo statuto della Santa Marinella Servizi, volte ad ampliarne le attività e la sostenibilità, è stata ritirata a seguito di un confronto aperto sulle criticità, formali e sostanziali, evidenziate dall’opposizione. L’introduzione delle modifiche proposte, infatti, rende indispensabile una complessiva revisione dello statuto. È importante rilevare il clima costruttivo con cui si è svolto il confronto, a tratti anche acceso. Non abbiamo assistito a interventi sprezzanti o a sterili difese di parte né a polemiche inconcludenti. Ci è apparso invece un Consiglio comunale in cui i presenti stessero effettivamente impegnandosi per individuare le migliori strategie per la nostra comunità. Sarà forse un caso ma tra i presenti non c’era il Sindaco, di cui non abbiamo sentito la mancanza.

sabato 11 agosto 2018

Il Paese Che Vorrei aderisce al "Manifesto di inclusione per una società aperta"





Attraverso la sottoscrizione del proprio consigliere comunale, la lista civica Il Paese che vorrei aderisce al "Manifesto degli amministratori locali di inclusione per una società aperta".

L’iniziativa, promossa da numerosi Consiglieri della Regione Lazio mira, in una prospettiva di lungo termine, a creare una rete istituzionale per "promuovere i valori della solidarietà e dell’accoglienza" e "sostenere i processi di inclusione attraverso l’attuazione, nei territori, di un sistema ben strutturato, razionale, efficiente e solidale".

Le moltissime adesioni di rappresentanti eletti nei diversi territori nazionali testimoniano l’esistenza di un’Italia che rifiuta la strumentale "retorica dell’invasione e della sostituzione etnica", peraltro contraddetta dai dati numerici, e il discorso pubblico, ormai quotidiano, "di denigrazione e disprezzo del prossimo e l’incitamento all’odio".

Senza nascondere le difficoltà, l’obiettivo dell’iniziativa è quello di contrastare l’onda di intolleranza e di violenza che sta montando nel nostro Paese, lavorando nel concreto a politiche di umanità, accoglienza e integrazione che possano realizzare una società inclusiva che riconosca a tutti il diritto a una esistenza sicura e dignitosa, nel reciproco rispetto delle legittime esigenze di ciascuno.

Il Paese che Vorrei

lunedì 6 agosto 2018

I pini di piazza Trieste


Il Paese che Vorrei chiede alla nuova Giunta un cambiamento radicale nell’approccio al verde urbano e il rispetto del Regolamento.

A Piazza Trieste, durante la gestione commissariale, è stato abbattuto un pino lasciando al suo posto uno sgabello di dubbio gusto, ricavato dal troncone. A motivazione dell’intervento, la responsabile cita l’ordinanza di abbattimento n. 89 del 6 dicembre 2017, della quale non siamo riusciti a trovare traccia nel sito del Comune. Non vorremmo fosse l’inizio di una nuova era di interventi che, senza motivazioni di effettiva necessità, ci vedrebbero privati del bellissimo ombrello d’ombra che costituisce una delle attrattive che caratterizzano l’area.



Gli esemplari di Pinus Pinea (Pino domestico) di piazza Trieste non versano in condizioni ottimali e probabilmente, come riscontrato da un sopralluogo da noi effettuato il 28 luglio con l’assistenza di un tecnico qualificato, per uno di loro l’abbattimento sarebbe necessario poiché presenta radici strozzanti e rialzamento della zolla. Altri due esemplari sarebbero da tenere sotto controllo in quanto presentano alcune criticità. Finora, purtroppo, poco è stato fatto per mantenerli in buona salute.

Anche questa è un’amara eredità degli ultimi due governi Bacheca e dei precedenti che non hanno curato con perizia le potature, non hanno monitorato lo stato di salute di ogni esemplare, né hanno, almeno, preteso il rispetto delle piante stesse. Queste sono state usate, da chi occupa il suolo pubblico, come pali di sostegno di fili elettrici, interruttori e quant’altro, pratica vietata dall’art.35 del Regolamento sul Verde. Ieri l’incuria, oggi l’abbattimento. 

 Anche un solo chiodo può veicolare
 infezioni  fungine o attacchi parassitari
che possono condurre alla morte dell’albero.

Il Paese che Vorrei manifesta la sua preoccupazione e chiede alla nuova Giunta un cambiamento radicale sull’approccio al verde urbano. A nostro avviso, le alberature presenti in tutto il comune vanno monitorate con i moderni strumenti a disposizione e gli abbattimenti - tranne quando sono realmente urgenti per imminente pericolosità - vanno autorizzati solo dopo una progettazione di riqualifica dell’area su cui insistono. Inoltre, gli interventi sul patrimonio pubblico del verde non dovrebbero mai essere motivati da esigenze di interesse privato o speculativo, come purtroppo è frequentemente successo in passato.

Riqualificare per noi significa implementare il verde - e non ridurlo - in virtù dei numerosi effetti benefici degli alberi. Un esempio tra tutti: gli alberi hanno una sorprendente capacità di raffreddamento. Alcune ricerche sostengono che un singolo albero sia paragonabile a 10 climatizzatori in funzione per oltre 20 ore al giorno. E senza effetti collaterali!

Anche in caso di interventi necessari, la sostituzione di un’alberatura con un’altra non può prescindere da uno studio che ben identifichi la destinazione d’uso dell’area che si intende “rinverdire”. Prendersi cura del verde pubblico, inoltre, significa anche dissuadere quanti sono poco rispettosi dal danneggiare le alberature e le aiuole.

Per fortuna non partiamo da zero. Dal 2005, questo comune è dotato di un buon Regolamento del Verde, che descrive le corrette pratiche di gestione sia del verde pubblico sia del verde privato. La nuova Amministrazione deve solo iniziare a rispettarlo e pretenderne il rispetto anche da parte dei cittadini.

Il Paese che vorrei


giovedì 2 agosto 2018

Ambasciatore di sogni



Guido Nicosia, l’Ambasciatore di sogni, ha partecipato alla costruzione de Il Paese che vorrei e per molti di noi è stato un caro amico di cui sentiamo molto la mancanza. Il suo contributo intelligente e fuori dagli schemi, a volte anche critico, è stato occasione di crescita per il nostro gruppo e, attraverso i suoi libri e le molte iniziative a cui ha preso parte, per tutta la comunità di S. Marinella, dove Guido ha scelto di stabilirsi con la moglie Sissi dopo aver girato il mondo.
Siamo felici di invitarvi alla mostra delle sue opere pittoriche, riflessi pulsanti di una esistenza piena di colori, di ironia, di passione.
Il ricavato della vendita delle opere sarà interamente devoluto alla scuola orfanotrofio, Orfelinat Nathaniel di Tulear in Madagascar, luogo in cui Guido ha vissuto e che non ha mai dimenticato.

Ringraziamo Sissi per aver organizzato questa bellissima iniziativa. Vi aspettiamo.

sabato 28 luglio 2018

Dieci anni di centro-destra hanno prodotto il dissesto finanziario




di Andrea Riga

Il 26 luglio 2018 sarà ricordata a Santa Marinella come una data storica e, allo stesso tempo, drammatica. Per la prima volta nella storia del nostro comune, un’amministrazione ha dichiarato il dissesto finanziario, ossia il fallimento. Naturalmente ciò che è stato ereditato dalla nuova amministrazione è frutto di scelte scellerate di un centro-destra che, negli ultimi 10 anni, ha portato nella nostra città una politica arrogante e, stando ai risultati, disastrosa.

Su quello che è successo intorno al default sappiamo ormai tutto, eppure a me che ho 20 anni e mi affaccio ora alla politica sorgono due domande: perché il Sindaco Tidei ha nominato Emanuele Minghella, ex-delegato al bilancio nel Bacheca 2.0, assessore alle attività produttive e ha fatto votare Roberto Marongiu, assessore al commercio sempre nel Bacheca 2.0, Presidente del Consiglio Comunale?

A me, in questa circostanza, è sembrato che, a coloro che hanno appoggiato un progetto di governo fallimentare, sia stata data una medaglia.

Le argomentazioni con le quali sono stati giustificati questi incarichi non mi convincono affatto: infatti, se il Sindaco Tidei avesse voluto realmente affidare la Presidenza del Consiglio Comunale alla minoranza come aveva detto, avrebbe lasciato che la stessa indicasse un suo consigliere e non avrebbe scelto la figura di Marongiu motivando questa decisione con la sua esperienza nel consiglio e per un precedente accordo come è stato detto nella prima assise consigliare; per quanto riguarda la nomina di Minghella, il Sindaco l’ha difesa dicendo che gli è necessaria una memoria storica, gli è indispensabile la testimonianza dell’ex-delegato per comprendere il passato. Mi chiedo: Minghella non poteva dare informazioni anche senza un incarico? Ma è cosi necessario? E soprattutto saranno quelle giuste?

Questi sono due interrogativi ai quali ancora una risposta chiara non l’ho trovata. Per meglio dire: alla prima domanda, la risposta l’ha data il Sindaco poiché ha dichiarato che c’era un accordo precedente (forse pre-elettorale?); la seconda è davvero incomprensibile.

Comunque, ritornando alla dichiarazione del dissesto, ora saranno anni difficili per tutti.

Il nostro consigliere Lorenzo Casella, nel corso del suo intervento, ha parlato senza mezzi termini ed ha fatto in questo senso chiarezza affermando che sia il pre-dissesto che il dissesto sono due azioni drammatiche che portano all’aumento delle tasse e ad altre conseguenze tragiche. Una notevole differenza sta sulla possibilità dell’Amministrazione di agire sulla collettività assumendosi direttamente la responsabilità politica delle azioni di risanamento, invece che delegare queste scelte a una figura esterna completamente estranea alla nostra realtà. Su questo non c’è ombra di dubbio. Inoltre, Lorenzo ha espresso la sua preoccupazione nei confronti della batosta che i cittadini dovranno subire, in particolar modo le fasce sociali più deboli. Sarà importante, anzi fondamentale, mettere in atto azioni di sostegno e star vicino a chi è socialmente più fragile.

Questa dichiarazione di default, approvata con 10 voti favorevoli, 4 astenuti e 2 contrari, rappresenta il nostro anno zero, una linea che chiude con il passato, con la politica di cui sopra abbiamo parlato che ha distrutto il nostro Comune.

A questo punto, non si può più tornare indietro. Si può solo guardare avanti e sperare che Santa Marinella riesca realmente a voltare pagina con il passato e a realizzare un futuro che possa valorizzare la nostra città e tutti noi all’insegna dell’equità sociale, del rispetto dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Dobbiamo farlo tutti insieme e si deve partire da noi cittadini.

L’hanno tenuta in prigione per troppi anni, è arrivato il momento di liberarla!

Andrea Riga





giovedì 19 luglio 2018

La farmacia comunale di Via Valdambrini è un bene comune

Tuteliamo il servizio, risaniamo la gestione, potenziamo il valore sociale ed economico del diritto alla salute.



Alla luce del pessimo risultato economico della nostra farmacia comunale, ci appare legittimo domandarci se il disegno non sia stato quello di condurre questo bene comune alla dismissione con l’obiettivo finale di privatizzarlo, magari favorendone l’acquisto da parte di amici e/o parenti.

La salute è un bene fondamentale sancito dalla Costituzione e le farmacie comunali sono un Presidio del Servizio Sanitario Nazionale cui è affidata la funzione di erogare un servizio pubblico essenziale, meglio ancora se producendo utili da reinvestire.

A Santa Marinella, dal 2014, invece la Farmacia di Valdambrini è stata inserita nei servizi a esclusiva valenza economica e la sua gestione assegnata a un tecnico economico con il risultato di azzerarne il ruolo sociale in favore di un’ottica che la ha ridotta a mero bene commerciale.

Una farmacia comunale dovrebbe fornire servizi di assistenza e consulenza, in particolare alle fasce sociali più deboli, offrendo sconti sui prodotti, consegne a domicilio, fornitura gratuita di alcuni servizi quali la misurazione della pressione e del peso. Essenziale anche il ruolo di collegamento con gli ospedali, per la prenotazione di esami e visite e la consegna diretta dei referti e con l’Asl, per le campagne periodiche di prevenzione indirizzate a particolari segmenti della popolazione. In molti comuni i cittadini usufruiscono di questi servizi e di molti altri ancora, da noi sembra fantascienza.

Sarebbe necessario impegnarsi tutti per far funzionare le cose invece di far polemica, in un botta e risposta fra nuova e vecchia amministrazione. Noi siamo preoccupati che questo importante servizio pubblico possa essere oggetto di dismissione e interessi affaristici con la scusa di dover tamponare il nostro disastroso bilancio comunale nell’ottica di “prima si distrugge e poi si svende”.

Riteniamo invece che la necessità di risanare il bilancio non debba sottrarre la classe politica dalla responsabilità di operare delle scelte identificando e tutelando ciò che è necessario proteggere.

Esortiamo perciò l’amministrazione comunale a individuare le responsabilità su cosa non abbia funzionato per tornare a garantire questo servizio pubblico e il diritto alla salute per i nostri concittadini. Si cerchi di capire la realtà contabile dell'esercizio e si riparta con trasparenza aprendo un conto corrente dedicato Si potrebbe poi continuare togliendo la gestione dalle mani di un ragioniere per riconsegnarla al personale specializzato (in organico ci sono tre dottori farmacisti) e proseguire potenziando le attività per trasformarla in ciò che dovrebbe essere: un centro di erogazione di servizi per la collettività, parte integrante della rete di prevenzione che insieme alle altre strutture sanitarie costituisce il primo sistema di tutela della salute sul territorio.

Il Paese che vorrei





domenica 15 luglio 2018

Il Paese Che Vorrei in marcia al Disability Pride



Il Paese che Vorrei aderisce e partecipa al corteo per i diritti delle persone con disabilità. Il Disability Pride è la giornata internazionale dedicata all’abbattimento delle barriere che ostacolano la LIBERTÀ delle persone con disabilità. A Roma, domenica 15 luglio a partire dalle 18, si svolgerà il principale evento italiano, organizzato da tante associazioni che si occupano del tema. 
Il Paese che Vorrei, da sempre sensibile ai diritti delle persone disabili, ha aderito alla manifestazione e parteciperà con una propria delegazione. Siamo sempre più convinti che quello delle barriere architettoniche è un problema del quale non bisogna più discutere ma che bisogna assolutamente risolvere. Le parole non servono più, occorrono i fatti. Per questo ci batteremo ovunque, finché in Italia e soprattutto anche qui a Santa Marinella, le barriere architettoniche costituiranno soltanto un orribile ricordo!

sabato 14 luglio 2018

Operazione a 4 zampe!

Il Paese che Vorrei promuove una raccolta per aiutare i volontari del Canile comunale.



I nostri amici a 4 zampe, ospiti del canile comunale, hanno bisogno di noi! Chi dovrebbe provvedere al cibo latita e le provviste scarseggiano. La situazione non è ancora degenerata solo grazie all’impagabile lavoro delle volontarie e dei volontari. Non dobbiamo lasciarli soli!

AIUTIAMO GLI AMICI DEL CANILE COMUNALE! FACCIAMO LA NOSTRA PARTE!

Per consegnare il materiale contattare il numero 3279374305.

Se vuoi darci una mano, occorrono:
• Crocchette/croccantini per cani
• Confezioni di bocconcini/paté per cani
• Croccantini per gatti
• Confezioni cibo per gatti
• Traversine

giovedì 12 luglio 2018

Partire col piede sbagliato

Il Paese che vorrei esprime contrarietà sulla discutibile scelta di regalare una carica di assessore all’ex delegato al bilancio Minghella e la Presidenza del Consiglio all’ex delegato al commercio Marongiu.


Al primo consiglio comunale, dopo una accalorata denuncia del drammatico bilancio ereditato dalla passata amministrazione, il nuovo sindaco ha annunciato, nello sgomento generale, la nomina ad assessore proprio di uno dei responsabili di questo disastro. Le motivazioni addotte appaiono quantomeno deboli, ossia l’idea che solo se ripagato con un assessorato l’ex delegato potesse mettere la propria “esperienza” al servizio del risanamento. Pensiamo infatti che Santa Marinella di ”esperienze” come quella possa e debba fare a meno, visti i drammatici risultati prodotti. 

Inoltre, non c’è stata alcuna offerta di scuse alla cittadinanza né da parte di Minghella né da parte dei consiglieri eletti che hanno fatto parte della precedente maggioranza. Al contrario c’è una sorta di negazionismo rispetto alla tragicità della situazione. Si sarebbe potuto quantomeno pretendere un’assunzione di responsabilità prima di premiarli con cariche, assessorati e deleghe.

La nomina della Giunta è responsabilità del primo cittadino ma le figure scelte rappresentano la maggioranza tutta. Ci domandiamo se i consiglieri di maggioranza condividano tali scelte o se si siano limitati a ratificare passivamente questa decisione. In entrambi i casi, si tratta di un segnale preoccupante. 

Siamo altrettanto preoccupati per la dinamica messa in atto per la scelta della Presidenza del Consiglio. Questa carica dovrebbe garantire la correttezza istituzionale e avremmo apprezzato la decisione di affidare tale incarico a un esponente della minoranza se questa non fosse stata, di fatto, una imposizione mascherata da apertura. Posto che un Presidente del Consiglio espresso dalla minoranza possa garantire maggior equilibrio nella gestione del Consiglio, sembra strano che questo debba essere deciso dal sindaco in funzione di un precedente accordo, termine usato dallo stesso Tidei. Vengono meno le premesse secondo le quali la scelta di Marongiu possa considerarsi un scelta di garanzia. Inoltre, anche in questo caso, si è puntato su un esponente dell’amministrazione Bacheca, dal cui operato non si è mai dissociato. 
Maggiore tutela avrebbe offerto la candidatura da noi proposta della consigliera Ferullo. Marina Ferullo ha vissuto in prima persona cosa significa essere in minoranza in un’amministrazione totalmente irrispettosa; ha la necessaria esperienza sul funzionamento del consiglio; non ha alcuna responsabilità nei disastri della precedente amministrazione ed è una donna, elemento che avrebbe potuto rappresentare un momento di crescita socio-culturale per la nostra collettività. 
Se queste sono le premesse, la nuova amministrazione non è certo partita con il piede giusto. Ma soprattutto ci preme rilevare come, dopo una campagna elettorale improntata sulle capacità operative e sull’autorevolezza del Sindaco Pietro Tidei, l’aver optato per la continuità con la vecchia amministrazione, che Minghella e Marongiu testimoniano, tradisca invece o la debolezza politica del primo cittadino o accordi di cui non conosciamo termini e finalità.