venerdì 17 aprile 2020

SANTA MARINELLA È SOTTO ATTACCO: BISOGNA REAGIRE

Approfittando dell’impossibilità dei cittadini di incontrarsi, discutere, opporsi, per via dell’epidemia in corso, il Sindaco mette in atto una aggressione nei confronti dei beni comuni e del nostro futuro.
È un’offensiva che mira a sottrarre opportunità strategiche per consegnarle nelle mani dell’imprenditoria privata estranea alla nostra comunità, indifferente alle nostre esigenze sociali ed economiche, attratta solo dalla prospettiva di fare affari, in assenza di rischio d’impresa.
A favorire questo saccheggio è proprio il Sindaco che con la complicità di una maggioranza insensibile quanto colpevole, sta cercando di condannarci a un destino di perenne crisi economica,
Avremmo potuto realizzare parcheggi a pagamento pubblici mantenendo un congruo numero di aree gratuite, doverosamente esentando pendolari e residenti, per assicurare giustizia sociale e investimenti sulla mobilità. Il piano del Sindaco prevede invece parcheggi a pagamento ovunque, gestiti dal privato, che garantiranno incassi all’imprenditore prescelto per i prossimi 10 anni.
Un finanziamento regionale a fondo perduto ci consentirebbe di ristrutturare e riqualificare la Passeggiata mantenendola nella disponibilità del Comune. Il bando viene ignorato, il Sindaco preferisce ricorrere a un project financing che consegnerà lo stabilimento “Perla del Tirreno” nelle mani di un privato che lo gestirà per 20 anni, facendo perdere al Comune circa 5 milioni di euro.
Sul Cimitero comunale, un’emergenza costruita a tavolino si presta a consegnare la struttura, per 20 o 30 anni, a un altro imprenditore che costruirà migliaia di loculi, inutili per noi ma fondamentali al business, destinato a soddisfare la richiesta di persone non residenti. Questo “turismo cimiteriale” sottrarrà alle casse comunali i corrispettivi per le concessioni, circa 160.000 euro all’anno.
La riqualificazione dell’area di Largo Gentilucci ci permetterebbe di rilanciare le attività commerciali del centro cittadino. Il sindaco, invece, rispolvera un vecchio project financing sull’ex fungo: 3 piani interrati di parcheggi con costi di manutenzione insostenibili, ammortizzati però dalla realizzazione di un centro commerciale; una speculazione che indebolirà ulteriormente il nostro sistema commerciale per favorire gli interessi del costruttore che lo realizzerà.
La farmacia comunale è abbandonata a se stessa, senza controllo e senza un piano di corretta gestione. Possibile che uno degli l’esercizi commerciali più remunerativi, nelle mani della nostra amministrazione, si trasformi in un’attività in perdita? Ma ecco pronto l’ingresso di un privato che, senza alcun rischio d’impresa, “salverebbe” la struttura, facendo funzionare ciò che già c’è e intascando i proventi magicamente creati.
E il bello è che tutti i soldi che non incasseremo, tutte le opportunità che non avremo più, tutto il patrimonio che perderemo, il Sindaco lo chiama “sviluppo”. Ma in questa trappola che sacrifica le potenzialità del nostro Paese, ci siamo già cascati.
Acqua, infrastrutture, aziende, comunicazioni, trasporti, sanità, sono solo alcune delle risorse un tempo pubbliche che abbiamo ceduto all’interesse privato in nome di un presunto “sviluppo” che invece impoverisce i cittadini, deprezza il lavoro e sottrae risorse alla collettività.
Almeno nel nostro Comune, diciamo basta.

martedì 14 aprile 2020

Stabilimento “Perla del Tirreno”: persa l’occasione di un rilancio all’insegna della qualità



In questa situazione difficile, resa ancora più critica dalle incertezze che gravano sul futuro economico e sociale, i provvedimenti dell’amministrazione mostrano nuovamente il vuoto assoluto in termini di idee e buone pratiche.
L’epidemia in corso ha già messo in ginocchio l’economia, la necessità di affrontare correttamente la prossima stagione estiva, quindi, avrebbe richiesto analisi, programmazione e strategia per rendere la nostra località più sicura, accogliente e attrattiva in funzione di un turismo che ci aspettiamo intimorito dalla criticità della situazione.

E invece, arriva il solito bando per lo stabilimento balneare “la Perla del Tirreno”, senza regole per una corretta gestione, senza standard di riferimento per l’occupazione dell’arenile, senza politiche di prezzo, senza alcuna indicazione che possa vincolare il gestore alla qualità e al rispetto per l’importanza che questo bene riveste per la nostra ricettività turistica.

Eppure, già in passato abbiamo visto come l’assenza di qualità nella gestione della “Perla del Tirreno” abbia prodotto un danno all’immagine dell’intero Paese, basta leggere le pessime recensioni riportate sui portali turistici. Quest’anno, a maggior ragione, avremmo avuto bisogno di tutt’altro.
Sarebbe stato necessario promuovere Santa Marinella attraverso la diversificazione dell’offerta turistica, l’aumento del livello qualitativo e un’attenta politica dei prezzi.

Nel caso specifico della “Perla del Tirreno”, avremmo potuto adottare la gestione diretta da parte del Comune e realizzare una spiaggia libera con servizi. Così, se da un lato avremmo rinunciato al possibile incasso per la locazione, dall’altro avremmo avuto il guadagno relativo ai proventi dalla gestione dei servizi e delle attrezzature.

Avremmo potuto trasformare gli aspetti critici di questa particolare situazione nell’opportunità di realizzare un importante progetto di destagionalizzazione tramite la diversificazione dei servizi offerti e la ricerca dell’efficienza gestionale. Ciò avrebbe creato nuovi posti di lavoro e consentito di mettere in pratica un modello di valorizzazione del bene comune mirato alla ricerca dell’eccellenza nella qualità dell’offerta turistica. 
Ma niente di tutto questo è possibile se si rimane ancorati alle cattive abitudini del passato, se ci si arrende all’incapacità e all’inerzia, se alla base delle scelte c’è sempre e solo la presunzione e mai quella capacità di visione indispensabile per provare a costruire un futuro migliore.




sabato 11 aprile 2020

AFFITTI: AIUTI PER CHI È IN DIFFICOLTÀ

La Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di 43 milioni di euro (circa 24,5 milioni destinati a Roma e 18,5 agli altri Comuni) per il sostegno all'affitto rivolto alle persone in difficoltà economica durante questa fase di emergenza sanitaria.

La manovra prevede due misure:
1. 21 milioni di euro destinati a cittadini e famiglie con reddito Isee fino a 14.000€. Queste risorse sono assegnate ai Comuni del Lazio, che con un bando pubblico provvedono a trasferire i contributi alle persone che fanno domanda e rispettano i requisiti previsti. L'erogazione è immediata per i Comuni che hanno già presentato le graduatorie degli assegnatari, mentre per gli altri partiranno appena l'iter sarà completato.

 2. Gli altri 22 milioni, verranno trasferiti ai Comuni per sostenere il pagamento dell'affitto di coloro che hanno subito una contrazione di almeno il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il reddito non dovrà essere superiore ai 7.000€ trimestrali (circa 28.000€ annui), mentre il contributo sarà per tre mensilità e corrisponderà al 40% del costo dell’affitto.

Tutte le informazioni a questo link: http://www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/bonusaffitti/



martedì 7 aprile 2020

IL FUTURO DELLA PASSEGGIATA E' IN UN BANDO, MA SINDACO E MAGGIORANZA FANNO FINTA DI NON SAPERLO



La Regione Lazio lo scorso gennaio ha pubblicato un bando aperto esclusivamente ai comuni della fascia costiera, finalizzato alla riqualificazione delle strutture comunali di interesse turistico. Con questo bando, volutamente ignorato dal nostro Comune, possono essere realizzati interventi di ristrutturazione e riqualificazione con un finanziamento a fondo perduto che va dai 500.000 euro fino a un massimo di 3 milioni di euro per ciascun comune.

Tra gli obiettivi del bando citiamo:
-          “ lo sviluppo di infrastrutture di qualità, affidabili e sostenibili, volte al miglioramento dei contesti ambientali costieri”;
-          “salvaguardare e migliorare la qualità dei centri abitati costieri con operazioni indirizzate alla valorizzazione degli spazi collettivi”;
-          “innalzamento del livello della qualità della vita dei residenti, dell’accessibilità e fruibilità dei luoghi e dell’attrattività turistica”;
-          “recupero delle aree prospicienti la costa, valorizzando l’attrattività dei luoghi in conformità con i principi di tutela ambientale del paesaggio”;
-          “migliorare l’accessibilità e la fruibilità degli arenili alle persone diversamente abili”;
-          “potenziamento di strutture connesse all'uso balneare, che pongano particolare attenzione ai bisogni dei più vulnerabili, … ovvero la realizzazione della “spiaggia per tutti”.

Si, la “spiaggia per tutti”! È questa definizione che risulta indigesta a chi invece di perseguire l’interesse della comunità, tenta di sottrarre ai cittadini i loro beni comuni per consegnarli nelle mani del prediletto imprenditore di turno, nella consapevolezza del danno economico che ricadrebbe, ancora una volta dopo il dissesto, sulle spalle dei cittadini.
Infatti, questa azione di ingiustizia sociale sacrifica le entrate derivanti dalla gestione della spiaggia e dei servizi connessi, così decisive per il futuro della nostra economia locale.

Il bando è stato pubblicato il 10 gennaio scorso e contestualmente presentato ai sindaci dei comuni costieri del Lazio. Era presente anche il Sindaco di Santa Marinella che invece di perseguire quest’opportunità, si è dedicato esclusivamente al tentativo di consegnare al privato la spiaggia per i prossimi 20 anni arrivando a pubblicare, in piena crisi Covid-19, la relativa manifestazione di interesse.

Chiediamo una decisa inversione di marcia.
Il bando scadrà il giorno 8 ottobre 2020. C’è tutto il tempo per istruire un progetto condiviso per la riqualificazione della passeggiata e delle strutture che ci appartengono.
Chiediamo al Sindaco, agli assessori e ai consiglieri di maggioranza di abbandonare la logica della speculazione e, nell’interesse dei loro concittadini, fare ogni sforzo possibile per concorrere al bando e far assegnare al nostro comune il finanziamento necessario.
Facciamo un appello a tutte le forze sane del nostro comune perché facciano sentire la propria voce. Oggi più che mai ci troviamo in un momento strategico in cui è necessario tutelare i nostri beni comuni, per migliorare la nostra offerta turistica, determinare il futuro del nostro ambiente, rilanciare la nostra economia e promuovere la qualità delle nostre vite.


Info sulla proroga dei termini: www.terzobinario.it/litorale-la-regione-proroga-il-bando-da-10-milioni-per-i-comuni-costieri/


venerdì 3 aprile 2020

Oggi abbiamo perso un amico.

Giuliano Vasta, con cui per anni abbiamo condiviso riflessioni, iniziative, momenti di festa e di battaglia, ci ha lasciato a causa della malattia di cui soffriva da qualche tempo.
In questi giorni in cui non avremo neanche la possibilità di riunirci per un ultimo saluto, vogliamo manifestare alle persone a lui più vicine l’affetto e il dolore di una comunità che con la prematura perdita di Giuliano ha perso un amico prezioso e un compagno.



sabato 28 marzo 2020

IMPOSTA DI SOGGIORNO. UNA RISORSA PER AIUTARE OGGI I CITTADINI IN DIFFICOLTÀ E RIDEFINIRE L’OFFERTA TURISTICA PER IL DOMANI.


I consiglieri d’opposizione Casella e Fiorucci chiedono di utilizzare i soldi provenienti dall’imposta di soggiorno per aiutare chi è in difficoltà e per promuovere il nostro territorio nel dopo crisi.

La cosiddetta classe dirigente locale è incapace di fronteggiare il disastro che si sta abbattendo sulla nostra città, sulle attività produttive e sulle persone.

Progetti affaristici sulla passeggiata, parcheggi a pagamento per tutti finalizzati a incassi per pochi, business sul cimitero, liquidazione dei beni comuni… come se nulla stesse accadendo, il sindaco e i suoi complici null’altro riescono a partorire aldilà di un mucchio di provvedimenti ingiusti e dannosi.
Ma accantoniamo per il momento questi anacronistici provvedimenti nati all’insegna di una concezione di sviluppo vecchia e dannosa. Proviamo a concentrarci sui problemi immediati.

Il Comune ha incassato circa 150.000 euro dall’imposta di soggiorno, cifra pari a più del doppio di quella prevista. Questi soldi dovrebbero essere destinati a interventi di riqualificazione del comparto turistico del nostro territorio e visto che nulla è stato fatto fino ad ora, se qualcuno non li ha sottratti indebitamente, questi soldi devono, e si sottolinea “devono”, essere nelle casse del Comune.

Riteniamo che sia oggi indispensabile utilizzare questi soldi e metterli a disposizione di due emergenze:
La prima: fronteggiamo i bisogni delle persone in difficoltà acquistando generi di prima necessità e fornendoli gratuitamente a chi non è nella condizione di pagarli. Parliamo di generi alimentari, medicinali e di ogni altro supporto che possa alleviare nell’immediato le difficoltà di chi tra noi è meno fortunato.
La seconda: è necessario mettere in atto da subito le attività di riqualificazione e promozione turistica in vista della prossima stagione estiva. Non si tratta di spartirsi il bottino per spettacolini e sagre di Paese finalizzati a gratificare l’ego di qualcuno, ma di reali interventi qualificanti per riuscire a essere attrattivi per quei villeggianti e turisti così preziosi per la nostra economia locale.

I soldi ci sono e non ci vengano a raccontare che non è regolare utilizzarli per fronteggiare questa emergenza. Stanziare una quota di quei soldi per aiutare i nostri concittadini è un atto di responsabilità che è necessario che qualcuno assuma.

Chiediamo dunque con forza che siano stanziati immediatamente i soldi necessari ad affrontare questa duplice emergenza e che siano convocate in video conferenza le commissioni competenti per discutere i piani di spesa e di investimento.
Svegliatevi, sbrighiamoci. Oggi è già tardi.





venerdì 27 marzo 2020

EMERGENZA E AFFARISMO: UN BINOMIO DISTRUTTIVO


In questi giorni di terribile crisi, i servizi sono insufficienti e le informazioni sono inadeguate.
Credevamo che fosse un problema d’incapacità gestionale o di lacune organizzative e ci siamo occupati di suggerire alla maggioranza strumenti e metodi per migliorare le attività di supporto ai cittadini.

Oggi scopriamo su cosa era concentrata, invece, la cosiddetta classe dirigente.
Approfittando della criticità della situazione, questi opportunisti erano intenti a intessere la loro opera di distruzione. Invece di pensare a tutelare i cittadini sul fronte sanitario ed economico preparavano la mossa per privarli dei beni comuni e consegnarli nelle mani di speculatori pronti all’affare.

Sul cimitero, ignorando i nostri suggerimenti, hanno costruito un’emergenza loculi che non c’era e che poteva essere scongiurata attraverso la programmazione e la corretta gestione, se solo ci si fosse concentrati sull’interesse collettivo invece che sugli affari.

Analoga spregiudicata strategia viene attuata sulla farmacia comunale, ridotta in perdita per agevolarne la prossima privatizzazione.

Sulla Perla del Tirreno, tra balletti e giravolte, adducendo stravaganti quanto inconsistenti motivazioni economiche, in piena continuità con la giunta Bacheca sono arrivati oggi a definire il loro vero obiettivo: la dismissione di questo bene così importante sotto il profilo economico per il nostro Comune.

Sono azioni perseguite nel disprezzo dell’interesse collettivo, dell’opportunità di risanamento e della possibilità di fronteggiare un futuro che, oggi più che mai, ci appare incerto.

In questi giorni di preoccupazione, sacrifici e paura per un virus che sta infestando il mondo, qui da noi, invece di lavorare per alleviare le sofferenze delle persone si continua a coltivare il germe dell’affarismo che divora il bene comune e lascia i cittadini sempre più poveri e disarmati nei confronti delle sfide future. Purtroppo da questa malattia non si guarisce, è necessario combatterla finché siamo in tempo.

Lorenzo Casella



IN QUESTI GIORNI DI GRAVE DIFFICOLTA'...

In questi giorni di grave difficoltà, pensavamo fosse il momento della collaborazione silenziosa e abbiamo agito di conseguenza indicando urgenze, necessità e lacune e mettendoci a disposizione dell'Amministrazione, senza rivendicarlo, affinché l'istituzione comunale potesse agire con la massima efficacia a supporto dei cittadini.

Sbagliavamo. Con grande spregiudicatezza questa emergenza viene accolta come una opportunità. Ed ecco che rispuntano le questioni del cimitero e del project financing sulla Perla del Tirreno: speculazioni ai danni di tutti noi. A questo punto la responsabilità impone di non tacere per salvaguardare il futuro di questa comunità. 


giovedì 12 marzo 2020

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA': Come aiutare i bambini a far fronte allo stress

Affrontiamo una situazione nuova che mette tutti sotto pressione. Sembrano indicazioni scontate, ma i bambini sono estremamente sensibili ai cambiamenti e alla nostra agitazione. Cerchiamo di fargli superare al meglio questo momento! In sintesi:
- I bambini possono rispondere allo stress in diversi modi: essere più appiccicosi, ansiosi, introversi, arrabbiati o agitati, bagnare il letto ecc.
- Nei momenti difficili, i bambini hanno maggiore bisogno dell'amore e dell'attenzione degli adulti. Concediamo loro più tempo e attenzione.
- Rispondiamo alle loro reazioni dandogli sostegno e ascoltiamo le loro preoccupazioni. Parliamo loro con gentilezza e rassicuriamoli. Se possibile, creiamo delle opportunità per farli giocare e rilassare.
- Per quanto possibile, cerchiamo di tenere i bambini vicini ai genitori e in famiglia ed evitiamo di separarli da coloro che abitualmente se ne prendono cura. In caso di separazione assicuriamo contatti regolari (ad es. via telefono) e diamo rassicurazioni.
- Se possibile, rispettiamo gli orari e seguiamo regolarmente la routine oppure creiamone una nuova, dedicando del tempo all’apprendimento e del tempo al gioco in sicurezza e al relax.
- Forniamo ai bambini informazioni su ciò che è accaduto, spieghiamo cosa sta avvenendo e come ridurre il rischio di essere infettati dalla malattia con parole che possono capire, a seconda della loro età.
Ciò include anche fornire, sempre in modo rassicurante, informazioni su cosa potrebbe accadere (ad esempio, se un membro della famiglia e / o il bambino dovesse iniziare a non sentirsi bene e
 potrebbe avere bisogno di andare in ospedale per un po' in modo che i medici possano aiutarlo a sentirsi meglio).


domenica 8 marzo 2020

PER I DIRITTI E LE LIBERTA' DELLE DONNE



8 marzo 2020, nel cuore dell’emergenza Coronavirus, i cortei che da anni riempiono le strade sono stati bloccati per motivi di sicurezza sanitaria. Non è il momento di manifestare, lo capiamo e lo rispettiamo. Ricordiamo però 3 temi importanti di cui, se non in piazza, è necessario parlare nelle nostre famiglie, nelle nostre case, sui posti di lavoro.
IL FEMMINICIDIO. Nel 2019, 103 donne sono state uccise per violenze consumate nel contesto di relazioni “affettive o domestiche”. Nel 2020 è entrata in vigore della legge Codice rosso per andare in soccorso delle donne vittime di violenza: aumentate le pene per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti. Un primo passo non ancora sufficiente: deve cambiare la cultura. Servono fondi ai centri anti-violenza, supporto a chi fa le indagini e programmi specifici per fermare questa vera e propria “emergenza nazionale.
IL LAVORO. Il tasso di occupazione delle donne in Italia, a gennaio 2020, è del 50%. Quello degli uomini il 68,1%. Il divario è tra i più alti in Europa, quasi doppio rispetto alla media europea. Secondo i dati ISTAT le caratteristiche del lavoro femminile sono “precarietà, minore accesso alle figure apicali, crescita del part-time involontario e della sovra-istruzione”.
I salari: nel 2017, i redditi complessivi guadagnati dalle donne “sono in media del 25% inferiori a quelli degli uomini. È una forma di “doppio sfruttamento”, di cui non si parla abbastanza e che rivela un rapporto tra la violenza domestica e quella sui posti di lavoro.
LA SALUTE. In Italia è ancora necessario tutelare il diritto all’aborto. A 42 anni dall’approvazione della legge 194, il 68% dei ginecologi è obiettore di coscienza. In alcune Regioni è ancora difficile interrompere volontariamente la gravidanza. Paradossalmente, il Paese che, per bocca di una grossa fetta della politica, ancora mette in discussione il diritto all’aborto, non facilita l’accesso alla contraccezione. Siamo 26esimi in Europa per gratuità e accessibilità dei contraccettivi, vicini a Ucraina e Turchia. E i costi della contraccezione, dai preservativi alle spirali, ricadono prevalentemente sulle donne.
Oggi non scenderemo in piazza ma non scordiamo i temi legati alla libertà delle donne. Parliamone, confrontiamoci, ascoltiamoci. Ne va del futuro delle nostre comunità.

mercoledì 4 marzo 2020

IL PERCORSO DE IL PAESE CHE VORREI CONTINUA ED È SEMPRE PIU’ PARTECIPATO


Alla festa dell’associazione, progetti, idee e programmi condivisi per il futuro del territorio. Unica nota stonata la reazione del Sindaco.

Sabato 29 febbraio l’associazione il Paese che vorrei ha organizzato un incontro aperto per condividere temi e azioni di un percorso civico e politico partecipato. L’evento ha registrato un’ampia partecipazione. Erano presenti iscritti, simpatizzanti, tanti cittadini e diversi rappresentanti del mondo associativo e politico di Santa Marinella e del comprensorio tra cui componenti del Comitato per l’ambiente e salute “S.O.L.E.”, della locale sezione A.N.P.I., di Rifondazione Comunista, dell’associazione politica “Amici di Beppe Grillo” e di tante altre realtà che si riconoscono nel mondo del centro sinistra territoriale. Graditi ospiti anche il rappresentante istituzionale dell'associazione “Orizzonti comuni” di Santa Marinella e il Segretario del Partito Democratico di Civitavecchia.  
Si è parlato della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile del nostro territorio, dell’accessibilità e della valorizzazione dei beni comuni, della carenza di giustizia sociale e pari opportunità nella nostra città. Ma si è parlato soprattutto di comunità e del contributo che ciascuno può portare, singolarmente o come realtà costituita alla diffusione e realizzazione di valori e obiettivi condivisi. È stata una bella serata d’incontro e di festa a cui ha fatto, purtroppo, seguito una sgradevole quanto inconsistente polemica.
Che cosa ha così infastidito il Sindaco Tidei? Lo disturba l’esistenza stessa di un’opposizione alle politiche di destra che sta cercando di mettere in atto nel nostro Comune in piena continuità con le politiche del passato che tanti danni hanno arrecato e continuano a causare sul nostro territorio. Lo infastidisce che il tentativo di privatizzare il cimitero, le spiagge, le nostre strade, la smania di cementificare e lo svilimento dei nostri beni comuni, incontrino una popolazione che non rimane indifferente.
Lo disturba il fatto che “il Paese che vorrei” possa costituire un luogo di incontro, di partecipazione attiva, di condivisione di problemi e di possibili soluzioni e lo turba il fatto che esponenti del Partito Democratico possano trovare interesse nel tentativo di costruire su questo territorio una politica diversa: fatta di partecipazione invece che gestione del potere, di accoglienza invece che di arroganza.
Siamo per l’abolizione dei privilegi e l’affermazione dei diritti, per la tutela del paesaggio come nostro più importante patrimonio comune, per l’efficienza dei servizi e la creazione di opportunità di lavoro, crediamo nella cooperazione e nella condivisione come momento di crescita collettiva, promuoviamo lo sviluppo economico nel rispetto e nella tutela dell’ambiente.
Queste sono le nostre idee, i nostri valori, i nostri progetti e, aldilà dell’acredine del Sindaco verso chi agisce diversamente da lui, la partecipazione delle persone che condividono questi obiettivi ci conferma che siamo sulla giusta strada.
Ringraziamo quindi ancora una volta le persone che con le loro idee e la loro solidarietà costituiscono il vero valore aggiunto nei nostri incontri.





UNA BELLISSIMA SERATA ALL'INSEGNA DELLA PARTECIPAZIONE



Sabato 29 febbraio, è stato stupendo vedere tanta gente riunitasi per discutere di quello che si è fatto, proporre idee, avanzare proposte e soprattutto sognare e disegnare insieme un futuro migliore per Santa Marinella. 
Ecco, la vera forza de Il Paese che Vorrei sono proprio loro: le persone, gli individui che incuranti del freddo, degli allarmi si mettono in discussione e a disposizione della collettività. In un momento in cui la partecipazione sembra in crisi, è incoraggiante vedere che Santa Marinella e Il Paese che Vorrei rappresentano una felicissima eccezione! Siamo tanti e stiamo diventando sempre di più: un futuro migliore per la nostra città è davvero possibile! W Il Paese che Vorrei!!!

Oltre che ai tantissimi concittadini che hanno partecipato, un ringraziamento particolare va al Segretario del Partito Democratico di Civitavecchia Stefano Giannini e ai componenti del “Comitato S.O.L.E.” e della sezione locale dell’”ANPI”, al rappresentante dell’associazione “Amici di Beppe Grillo” Massimo Padroni, alla voce di “Sant@Marinella” Sandro D’Alessandro, al Consigliere comunale di “Orizzonti comuni” Francesco Fiorucci.
Chiediamo scusa se dimentichiamo qualcuno ma eravamo veramente tantissimi! Con tutti vogliamo continuare un cammino condiviso e partecipato, per costruire il futuro della nostra città e garantire finalmente il cambiamento di cui Santa Marinella ha davvero bisogno!













  I NOSTRI RELATORI:

Paolo Maria Montaldo e Simonetta Gazzella


Clelia di Liello

Andrea Riga

Daniele Renda

Lorenzo Casella

martedì 25 febbraio 2020

PROJECT FINANCING PER LA PIAZZA: STORIA DI EX FUNGHI E VOLTAGABBANA


Chi oggi sostiene il progetto, ne era il più convinto oppositore. E i cittadini, che hanno già espresso la loro contrarietà, continuano ad essere esclusi da ogni decisione.

Il 20 febbraio di 5 anni fa Santa Marinella esprimeva la sua opposizione al progetto promosso dall’amministrazione Bacheca per la costruzione di parcheggi interrati con la copertura di una improbabile piazza nella zona conosciuta con il nome di ex fungo. Tantissimi cittadini, rispondendo all’invito dell’Assemblea per la piazza partecipata, convocata da molti che in futuro avrebbero costituito “Il Paese che Vorrei”, si ritrovarono sotto la sede comunale per tutelare i beni comuni e dire no all’attuazione di progetti faraonici, costosi e non corrispondenti alle esigenze della città. L’ulteriore, inutile speculazione sugli spazi urbani, gli esorbitanti costi di realizzazione e di gestione, l’inadeguatezza del progetto e il rischio idrogeologico dell’area spinsero i cittadini a scendere in strada per manifestare il proprio dissenso e chiedere, invece, una vera riqualificazione degli spazi. La raccolta di firme che seguì la manifestazione ottenne risultati senza precedenti. Quasi duemila santamarinellesi firmarono la proposta di deliberazione a iniziativa popolare. L’Amministrazione fu indotta a convocare la commissione urbanistica per ridiscutere il progetto con i rappresentanti dell’Assemblea e alla fine tornò sui suoi passi.

Quella di 5 anni fa fu una delle più belle esperienze di partecipazione e di democrazia che la nostra città abbia vissuto. La scintilla accesa dal dibattito pubblico generò la mobilitazione che inevitabilmente portò a risultati concreti. Tanti cittadini parteciparono attivamente alle assemblee e alle manifestazioni. Aderì convintamente anche il Partito Democratico i cui esponenti parteciparono ai lavori assembleari e furono tra gli oppositori del progetto e del brutale intervento proposto dall’Amministrazione Bacheca. Ora, a 5 anni di distanza da quella contestazione da parte della città, Tidei ripresenta una proposta per l’area ex fungo perfettamente in linea con il progetto di Bacheca & Co. E siamo all’assurdo: questo progetto adesso è convintamente sostenuto da quello stesso PD che 5 anni fa lo osteggiava.

Oggi come allora, “Il Paese che Vorrei” è convinto che quando si interviene su spazi pubblici così importanti per la collettività, un’amministrazione sana non possa prescindere dal confronto e da un’idea di città condivisa. A furia di autoreferenzialità e mancanza di idee, può accadere di riproporre all’infinito progetti vecchi e stantii che la città ha già bocciato. Si rischia di riscaldare la solita zuppa di funghi, anzi di ex funghi, anche se i commensali si sono dati il cambio.




venerdì 21 febbraio 2020

IL VECCHIO INGANNO DELLA GUERRA

In relazione al video il Sindaco informa del 19 febbraio, constatiamo che quando mancano le risposte alle esigenze dei cittadini, si ricorre ad una banale arma di distrazione di massa. Un polverone di rancore e di minacce che tutto nasconde e niente risolve ma che ha lo scopo di distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità, scatenando polemiche e contrapposizioni nei confronti di presunti nemici.

In questo polverone non si vede la differenza tra chi è nella difficoltà di pagare una tassa e chi per avidità o furbizia non la corrisponde. Quando chiedevamo all’Amministrazione di intervenire con le dovute verifiche per una più equa ripartizione della TARI e di agire per una nuova definizione del servizio per la raccolta differenziata, nulla è stato fatto ed oggi, niente di meglio che trovare nel cittadino inadempiente, qualunque sia la sua condizione, il nemico contro cui scatenare la rabbia.

Poi, per nascondere l’incapacità di rendere accessibili i varchi a mare lungo le nostre coste, si preferisce creare un nuovo nemico che impedirebbe di aprirne uno, il più costoso, il più complesso e forse anche il più inutile dal momento che a quella spiaggia già oggi si accede facilmente dal porto, con tanto di parcheggio a disposizione.

Sulla gestione del Porto la battaglia è vecchia. Dopo aver fortemente voluto una gestione privata in cambio della promessa di faraonici quanto improbabili progetti di espansione, sono anni che le amministrazioni ingaggiano (o fingono di ingaggiare) battaglie legali con l’unico risultato di aver buttato tempo e denaro pubblico.

Sono invece sempre mancati i controlli e le azioni puntuali sulle irregolarità dei lavori e sulle modalità gestionali che avrebbero potuto imporre al concessionario il rispetto degli impegni e la realizzazione dei servizi. Ma basta rinnovare il rancore nei confronti di un nemico e sperare che ciò possa nascondere l’inerzia di una macchina amministrativa incapace di perseguire il bene comune.

Così, cari concittadini oppressi da tasse e dalle cattive gestioni che si sono succedute nel tempo, se non siete soddisfatti dei servizi, se non avete una casa, se la vostra città vi sembra trascurata, se siete giustamente preoccupati dalla privatizzazione del cimitero, dei parcheggi e delle spiagge, se vi sembra che non ci siano opportunità di sviluppo, benessere e bellezza nel nostro territorio, sappiate che la colpa del vostro disagio è dei “poteri forti” che impediscono al Sindaco di lavorare per il bene dei cittadini. Totò avrebbe detto: “ma mi faccia il piacere”



mercoledì 19 febbraio 2020

PERCHÉ LA MAGGIORANZA HA TANTO PAURA DELLA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI? Chiediamo al Presidente del Consiglio comunale, Roberto Marongiu, di spiegare alla città perché le modifiche approvate siano state messe nel cassetto e dimenticate.




Ieri è trascorso un anno preciso da quando il Consiglio comunale ha approvato la mozione proposta da Il Paese che Vorrei per la modifica dello Statuto comunale. Una mozione che rendeva finalmente efficaci petizioni, istanze, deliberazioni a iniziativa popolare, referendum e proponeva un regolamento che mancava dal 2001.
Il traguardo sembrava a portata di mano e invece non solo l’Amministrazione ha provveduto ad alzare il numero di sottoscrizioni necessarie per attuare questi strumenti, non solo ha bocciato il punto che proponeva l’inserimento nello statuto del referendum abrogativo (terrorizzata dal fatto che in questo modo i cittadini potessero direttamente giudicare l’operato del Sindaco e della Giunta), non solo ha lasciato passare altri mesi prima di approvare il Regolamento ma ad oggi non ha ancora inviato le modifiche statuarie al BUR per la pubblicazione ufficiale, senza la quale tutto ciò che è stato approvato, chiesto a gran voce dalla città, risulta inattuabile.
Ricordiamo che alla prima presentazione della mozione (4 novembre 2018) Sindaco, Giunta, Consiglieri di maggioranza e Presidente del Consiglio avevano promesso che gli strumenti di partecipazione popolare sarebbero stati resi operativi entro il 31 dicembre 2018.
Passano i mesi e visto che la maggioranza non dà segni di vita, chiediamo spiegazioni al Presidente del Consiglio comunale, architetto Roberto Marongiu, sul perché le modifiche approvate siano state messe nel cassetto e dimenticate.
Vogliamo restituire la parola ai cittadini anche se il Sindaco vuole imbavagliarli. Noi andremo avanti!
“La libertà è partecipazione”



giovedì 23 gennaio 2020

SEMPRE IN PRIMA LINEA PER I DIRITTI CIVILI!

Chiediamo alle persone di essere capaci di UMANITA’!”! Sogniamo una società educata al rispetto delle diversità e che colga la ricchezza di ognuno, in cui a ogni persona venga riconosciuto il diritto di vivere la propria esistenza libera dai facili stereotipi e pregiudizi. Un mondo nel quale si possa essere attori del proprio quotidiano senza privazioni, isolamenti e dolori. Il messaggio che Luigi e Cinzia, genitori di Greta ci hanno lanciato, con amore, passione, coscienza, è questo. Siamo orgogliosi che a raccontare questa meravigliosa storia sia stato il nostro Daniele Renda, in una piazza gremita di giovani sardine che con la loro presenza ci hanno dimostrato che la partecipazione non può essere che positiva e offrire storie differenti e di diversità, sempre colme di umanità e di speranza. L’accoglienza, l’integrazione il rispetto della persona in tutte le sue sfaccettature sono valori fondanti della nostra associazione e siamo fieri di averli potuti condividere con migliaia di persone domenica a Bologna. Il futuro ha ancora un senso se saremo capaci di crederci e di costruirlo insieme! Ed è bello che a ricordarcelo siano stati dei ragazzi giovanissimi!
Nella foto, l’intervento di Daniele domenica 19 gennaio a Bologna in Piazza dell’VIII agosto.
E ora vi chiediamo di firmare la petizione per cambiare la legge n° 164 del 1982 e dare una mano a Greta e alla sua meravigliosa famiglia. Loro ci hanno regalato un sogno, non possiamo che ringraziarli in questo modo!


mercoledì 15 gennaio 2020

PARCHEGGI A PAGAMENTO: non vogliamo diventare ospiti paganti nella nostra città.


Siamo preoccupati che l’esigenza di far cassa prevalga sulla necessità di una corretta valutazione delle ripercussioni che, la scelta di riempire la città di parcheggi a pagamento e soprattutto quella di consegnarne la gestione ai privati, potrà avere sulla qualità di vita di risedenti e villeggianti, ossia sull'attrattiva e sulla competitività della città nel suo complesso. Inoltre chiediamo che siano messe in atto tutte le agevolazioni e le alternative all’uso dei mezzi privati al fine di garantire i cittadini e tutelare le fasce più deboli.

Non siamo contrari alle strisce blu per principio. Siamo contrari all’intenzione della Giunta di affidare per anni la gestione dei parcheggi, e quindi delle nostre strade, a un concessionario privato sottraendo la gran parte degli introiti al Comune. Inoltre, non vogliamo correre il rischio che la città diventi ostaggio di un interesse privato; le cronache sono piene di contenziosi tra Comuni, che troppo frettolosamente hanno ceduto la gestione delle proprie strade, e concessionari che non vogliono certo rinunciare a un business così remunerativo. Fino ad arrivare al paradosso di Amministrazioni costrette a pagare l’affitto delle strade delle quali sono proprietarie per poter svolgere manifestazioni che andrebbero a sottrarre stalli di sosta a pagamento.  

La messa a profitto di porzioni di suolo pubblico dovrebbe essere bilanciata dalla creazione di nuovi servizi come aree di posteggio dotate di servizi navetta e l'incremento del servizio e dei mezzi di trasporto pubblico, in modo da fornire un servizio alternativo all'utilizzo di veicoli privati. 

Se questo non avviene si penalizzano i cittadini e in particolare i pendolari o chi svolge attività commerciali e di ristorazione. Creare concentrazioni di zone a pagamento e di zone a parcheggio libero, inevitabilmente produce l’invasione di automobili in fuga dalle strisce blu, nelle strade a parcheggio libero, con i conseguenti disagi per chi in quelle strade abita o lavora.

Chiediamo che i parcheggi a pagamento non rappresentino l'ennesimo balzello per i cittadini e che:
  •           le eventuali aree di parcheggio a pagamento sia gestite direttamente dal Comune e non appaltate ad aziende private;
  •       sia prevista l’esenzione per i residenti delle vie interessate che consenta loro di non  essere ingiustamente penalizzati;
  •       sia rispettata "l'ampia quota parte" di parcheggi liberi e parcheggi disabili, garantiti per legge;
  •       si prevedano formule di esenzione per i pendolari e di abbonamento per chi lavora nelle zone interessate;
  •       si incentivi l'uso delle aree di parcheggio quali l'ex-fungo e la stazione ferroviaria mantenendole a parcheggio libero (altrimenti svuoteremo i parcheggi per riempire le strade).

Chiediamo dunque che il Comune agisca nell'interesse dei cittadini per migliorare la loro qualità di vita e smetta di ipotecare il futuro della nostra città affidando ai privati la gestione dei nostri beni comuni.


Nelle immagini: piantine che mostrano il dimensionamento di massima stimato dal Comune nello studio di fattibilità per l’affidamento in concessione dei parcheggi a pagamento.