martedì 7 luglio 2020

L’ASSENZA DI RISPOSTE È L’EMBLEMA DI QUESTA AMMINISTRAZIONE: OPACITÀ, INEFFICIENZA E DISPREZZO PER LE REGOLE DEMOCRATICHE


Nonostante ripetuti solleciti, dal 2018 ad oggi, il Sindaco non ha mai risposto alle interrogazioni avanzate dai Consiglieri d’opposizione, ignorando così il diritto alla trasparenza non solo dei cittadini che questi rappresentano ma dell’intera collettività.

Le interrogazioni servono, infatti, a far luce sulle azioni e sulle pratiche amministrative intraprese dalla Giunta e, per suo mandato, dagli uffici competenti. Poiché queste non passano per il Consiglio comunale e le interrogazioni sono l’unico strumento in mano ai consiglieri per averne contezza la legge prevede un obbligo di risposta entro 30 giorni.

I chiarimenti richiesti riguardano le procedure di appalto per i loculi del cimitero comunale, gli atti relativi alla gestione stagionale dello stabilimento Perla del Tirreno, notifiche di abuso sul demanio marittimo, l’elaborazione della graduatoria degli aventi diritto alle case popolari e tanto altro ancora.

“Ma sì, mo’ rispondo” ha replicato con condiscendenza il Sindaco alla notizia dell’esposto presentato al Prefetto, come se il rispondere o meno dipendesse dal suo capriccio e non da un preciso obbligo di legge.

Poi, si è lanciato in un discorso fumoso quanto confuso accusando, tutti e nessuno, di oscure trame a suo danno, insinuando senza fare nomi, alludendo senza esplicitare, lasciando a intendere ma senza mai dire. Un evidente tentativo di deviare l’attenzione da questa gravissima violazione. Depistaggio fallito.

Se il Sindaco è costretto a impedire il lavoro dei consiglieri, violando il loro diritto alla conoscenza dei fatti e a ricevere le dovute spiegazioni, ciò significa che questa Amministrazione, nella migliore delle ipotesi, è gravemente inefficiente mentre, nell’ipotesi peggiore, ha qualcosa da nascondere.




lunedì 29 giugno 2020

QUELLO CHE PIÙ SCOTTA AL CITTADINO È LA TRUFFA CONDITA DA BEFFA

Riceviamo e volentieri condividiamo le riflessioni di Clelia Di Liello.
Immaginate che un giorno, facciamo il 27 giugno di questo anno, il signor Tal de Tali, residente a  S. Severa parcheggi la sua auto e vada a pagare il ticket delle strisce blu. Sulla colonnina del pagamento legge: ABBONAMENTO MENSILE PER RESIDENTI: € 20,00 / 30 GIORNI. Inserisce il suo biglietto da 20€  e si accorge che ha pagato il parcheggio solo per il 27 giugno e i rimanenti tre giorni di giugno. Non 30  ma 4 giorni.
Gioco di parole - 30 giorni non mese solare -  ambiguità di scrittura per il profitto esclusivo della ditta privata che ha avuto in concessione i parcheggi a strisce blu della frazione di S. Severa.
Metti poi che anche il signor Tal Altro che risiede al centro di S. Marinella, decida di parcheggiare a S. Severa e si vede negato lo status di “residente” come è accaduto l’anno scorso. Come rimarrebbe? Ma non appartengono allo stesso comune?
Ecco perché in molti sosteniamo il Comitato dei 5 referendum contro i project financing,  tra cui quello contro i parcheggi a pagamento che si intendono estendere  a tutta S. Marinella per di più intorno alla stazione ostacolando pendolari e residenti
Non sono, non siamo in linea di principio contrari al pagamento dei parcheggi se questi servono: a lasciare la macchina a casa, a incentivare a prendere l’autobus, a inquinare di meno, a contribuire alle casse del proprio Comune per avere in cambio più servizi. Se invece questi servono a sottrarre ricchezza al cittadino, a tassarlo oltre misura senza averne vantaggio alcuno, beh allora NO, non ci stiamo più.
Le strade sono dei cittadini che le abitano e sono la ricchezza delle nostre città dove ci incontriamo e passeggiamo. Ricordiamo che sono un BENE COMUNE e che proprio per questo ci appartengono. Il ticket eventualmente richiesto DEVE finire nelle casse del Comune  per manutenerle, tapparne le buche, curarne il verde e favorirne la pulizia.

NO ALLE STRISCE BLU AD ESCLUSIVO VANTAGGIO DELLE DITTE PRIVATE.


domenica 28 giugno 2020

27 GIUGNO 2020: UNA GIORNATA BELLISSIMA #NATURASENZABARRIERE


Condividiamo alcune foto della manifestazione di ieri; è l’occasione perfetta per dire grazie. Grazie alla Direzione Regionale “Capitale naturale parchi-aree protette” e le società LazioCrea e Coopculture.
Ma un ringraziamento speciale per questa visita inclusiva all’Oasi Regionale di Macchiatonda e al Castello di Santa Severa va a chi ha messo il cuore affinché fosse un successo.
💗Grazie quindi ai guardaparco dell’oasi di Macchiatonda e alle guide turistiche territoriali che ci hanno accompagnato per le accurate spiegazioni ma soprattutto per il calore della loro accoglienza. 
💗Grazie alla Feder Trek, al Disability Pride Network e a tutte le Associazioni che ne fanno parte per l’entusiasmo e per la disponibilità a segnalare con un sorriso le criticità incontrate per poterle superare e realizzare così la piena accessibilità e fruizione dell’Oasi. 
💗Grazie a ogni singolo partecipante per l’insostituibile contributo personale che ha reso questa giornata bellissima.












martedì 23 giugno 2020

NESSUN PROGETTO UTILE ALLA CITTÀ, NESSUNA VISIONE DEL FUTURO, SOLO NUOVI DEBITI SULLE SPALLE DEI CITTADINI




Mentre la città tenta faticosamente di trovare energie e risorse per non essere travolta dalla crisi economica, la maggiornza che "governa" il paese non trova di meglio che correre dietro a progetti del tutto privi di senso. 
La settimana scorsa, in Consiglio comunale è stato votato un atto che autorizza la Giunta a proseguire nella trattativa per l’acquisto dell’immobile delle Benedettine dove andrebbero collocati tutti gli uffici comunali.
Costo dell’operazione: 3 milioni e spicci. Grande affare, dice il Sindaco. A questa cifra andrebbero naturalmente sommati i costi necessari per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’immobile.
È assurdo pensare che l’Amministrazione di un Comune non ancora uscito dal dissesto -che deve far fronte al degrado di una città intera, a servizi sotto il livello della decenza e a ripagare i mutui già in essere a cui andranno sommati i debiti che i commissari stanno conteggiando- pensi come prima cosa all’acquisto di una nuova sede comunale, costi quel che costi.
Perché saremo noi a pagarla con le tasse e la privazione di servizi quando per risolvere il disagio degli utenti basterebbe organizzare e rendere operativo l’Ufficio Unico per le Relazioni con il Pubblico affinché non esista solo sulla carta ma sia invece efficace e accessibile. Un singolo luogo da cui poter accedere a tutte le informazioni e le procedure necessarie ai cittadini. Basterebbe scegliere, tra quelle esistenti, la sede più idonea ad accogliere questo servizio, potenziare i servizi telematici e mettere in rete i diversi comparti amministrativi. Nel 2020 non è certo impossibile e, peraltro, la legge lo prevede. A Santa Marinella sembra fantascienza.
La città ha bisogno di intraprendere un percorso che porti a uno sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale ed ambientale. E la Giunta che fa? Invece di programmare investimenti sui beni comuni dal rendimento sicuro pensa di cederli a privati attraverso improbabili project financing e conferma solennemente l’imprescindibile esigenza di comprare un immobile improduttivo. Come Paese che vorrei crediamo che Santa Marinella abbia altre priorità: il degrado è sotto gli occhi di tutti e la mancanza di decoro e servizi è tale da scoraggiare anche i villeggianti e i turisti più affezionati al nostro territorio. Chiediamo un'inversione di marcia.




lunedì 22 giugno 2020

NATURA SENZA BARRIERE: L’ESCURSIONISMO CHE VORREI!


Il Paese che vorrei organizza un’escursione accessibile alla Riserva naturale di Macchiatonda e visita al Castello di Santa Severa in compagnia del Disability Pride Network.

Sabato 27 giugno, in occasione della quinta edizione della manifestazione “Natura senza barriere”, promossa dalla Feder Trek, l’associazione il Paese che vorrei ospiterà una delegazione del Disability Pride Network, del quale è partner. Insieme effettueremo un’escursione accessibile nella Riserva di Macchiatonda e una successiva visita guidata del Castello di Santa Severa.

Sarà l’occasione per valorizzare, nel segno dell’inclusione e dell’accoglienza, le bellezze naturali e artistiche del nostro territorio. Questa visita rappresenta anche un’opportunità per perfezionare i percorsi accessibili della riserva e agevolare le pratiche escursionistiche garantendo così un godimento universale degli spazi.

La Riserva di Macchiatonda infatti è già dotata di percorsi carrozzabili e percorsi sensoriali per non vedenti e potrebbe diventare un importante risorsa dell’accoglienza inclusiva a beneficio di tutto il territorio. La visita al Castello e al borgo, con i loro splendidi affacci sul mare, coronerà l’escursione naturalistica.

L’adesione da parte delle tante realtà partner del network del Disability Pride è stata ampia. Tra queste ci sono anche diverse associazioni specializzate nel turismo accessibile, che incantate dalla bellezza dei luoghi durante i sopralluoghi, valuteranno l’inserimento di questo itinerario nelle proposte da offrire ai propri clienti.

Il territorio di Santa Marinella ha grandi potenzialità turistiche per le sue bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e archeologiche.  Metterle a disposizione di tutti, garantendone l’accessibilità, aprirebbe le porte a un settore del mercato turistico, sicuramente non di massa, che andrebbe ad arricchirebbe l’offerta della nostra città sotto il profilo della ricezione turistica ma anche sotto quello della crescita civile, sociale ed etica.

Il Paese che vorrei è convinto che l’inclusione, l’integrazione e l’accoglienza costituiscano valori essenziali per una collettività e intende continuare a promuovere queste iniziative in collaborazione con il Disability Pride Network e con tutti i soggetti che vorranno partecipare.

Ringraziamo la Regione Lazio e la Direzione regionale “Capitale naturale parchi – aree protette” per le autorizzazioni concesse e le società Lazio Crea e Coopculture per la visita guidata al Castello di Santa Severa. 






venerdì 19 giugno 2020

PROSEGUE IL PERCORSO PER FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI!


Finalmente approvato il Regolamento attuativo, presentato da il Paese che vorrei, che rende possibile effettuare riprese audiovisive del Consiglio comunale

L’odierna approvazione del Regolamento che disciplina lo svolgimento delle riprese, nel rispetto della normativa, completa l’iniziativa del Paese che vorrei avviata un anno fa con la presentazione e l’approvazione di una mozione sulla pubblicità delle sedute consiliari.

L’iniziativa è nata dalla diffusa esigenza dei cittadini di poter usufruire di un canale alternativo alla partecipazione in presenza alle riunioni di Consiglio, dato lo svolgimento delle sedute in giorni e orari lavorativi. Ora, grazie alla registrazione, alla pubblicazione e alla diffusione del dibattito e delle votazioni all’interno dell’aula, tutti potranno seguire i lavori consiliari e conoscere le posizioni espresse dai propri rappresentanti. Il Regolamento prevede, inoltre, la possibilità per giornalisti e cittadini di effettuare registrazioni del Consiglio comunale a scopo divulgativo o documentale.

La mozione e il regolamento sulle registrazioni audio/visive delle sedute del Consiglio rientrano nel percorso avviato da il Paese che vorrei per far crescere la consapevolezza dei cittadini e promuovere la partecipazione popolare. Affiancano il lavoro già compiuto, attraverso una precedente mozione, per consentire l’accesso agli strumenti di democrazia partecipata: interrogazioni, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e referendum.

Attraverso queste azioni il Paese che vorrei intende restituire ai cittadini un ruolo centrale nella vita sociale e politica della nostra città, perché riconosce l’importanza della partecipazione al dibattito pubblico -soprattutto sul tema dei beni comuni, dei servizi, del lavoro e della qualità della vita- e l’opportunità di crescita culturale e sociale che questa può e deve rappresentare.





lunedì 15 giugno 2020

AUTODIFESA DEL BAGNANTE



1.    ⟹NON VI FANNO ENTRARE IN UNO STABILIMENTO, VOGLIONO FARVI PAGARE O VI PROIBISCONO UNA SOSTA TEMPORANEA CON IL SEMPLICE TELO DA MARE PER FARE UN BAGNO SULLA BATTIGIA ANTISTANTE UN’AREA IN CONCESSIONE?

Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere la riva e fare il bagno posando i vostri indumenti, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o di altri (quindi senza collocare ombrelloni, sdraio, tavolini).
Potete anche passeggiare lungo la battigia: questa area è esclusa dalla concessione demaniale e il titolare non può contestare alcunché, né posizionare le sue attrezzature.

⟹NELLE SPIAGGE LIBERE ANCHE ATTREZZATE NON VI CONSENTONO DI POSIZIONARE LA VOSTRA SDRAIO O IL VOSTRO OMBRELLONE O VI IMPONGONO DI POSIZIONARLI IN POSTI LONTANI DALLA RIVA?

È vostro diritto utilizzare le attrezzature personali e il concessionario della spiaggia o dei servizi non può obbligarvi ad affittare le sue attrezzature né dirvi dove mettervi.

In caso di resistenza ricordate al personale che sta violando una legge dello Stato (Legge 27 dicembre 2006 n.296, articolo, 1 comma 251). 

Se insiste, telefonate alla Capitaneria o ai Vigili Urbani. E’ nel vostro diritto chiedere il nominativo del responsabile e procedere a una denuncia circostanziata, meglio se supportata da testimoni.

A questo link troverete il manuale di difesa del bagnante e tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla situazione delle concessioni balneari: http://www.manualedelbagnante.it




sabato 13 giugno 2020

NUBI NERE SI ADDENSANO SU SANTA MARINELLA


Stiamo assistendo a eventi inquietanti che gettano molte ombre sulla nostra città e rimarcano le distanze tra i cittadini e la cosiddetta classe dirigente.

I giornali hanno parlato di due consiglieri di maggioranza in relazione a reati gravi. Ancora più gravi se commessi da chi rappresenta le istituzioni e i cittadini. In un caso, la stampa riporta una segnalazione relativa al reato di voto di scambio elettorale politico-mafioso; nel secondo si parla di una condanna per corruzione che potrebbe rendere il consigliere in questione addirittura incandidabile. 

A questo ha fatto seguito un desolante rimpallo di insinuazioni tra il sindaco Tidei e l’ex sindaco Bacheca. Poi, un partito, il PD, ha chiesto le dimissione di uno dei due consiglieri e il Sindaco, che di quello stesso partito è rappresentante, rimanda ogni decisione. Atto finale: migrazione di cinque consiglieri di maggioranza in un nuovo gruppo consiliare.

Ma che succede? La città è disorientata e sgomenta.

Siamo qui, in un mare di guai, tra emergenza Covid e crisi economica, senza alcuna speranza di poter contare in un aiuto da parte dei nostri amministratori. Anzi, siamo anche costretti ad ingoiare l’amaro boccone dell’opacità e del discredito che coinvolge chi ci governa

C'è chi alimenta squallide faide finalizzate a una personale, quanto arbitraria, alternanza nella gestione del potere. Noi a questo gioco non ci prestiamo, lo lasciamo a chi, invece di tentare di dare un esempio di impegno, dignità e correttezza, partecipa a questo teatrino di pupi e burattinai. 

La politica è un'altra cosa. Vuol dire offrire soluzioni ai problemi della cittadinanza, ripensare la città in termini di benessere e qualità della vita, tutelare l'ambiente, i beni comini e il futuro di tutti, nel pieno rispetto della legalità e dell'etica. 

Per fare questo è necessario il contributo di tutti coloro che, nonostante queste preoccupanti vicende, non hanno perso la speranza e pretendono di vivere in un paese quantomeno normale.

mercoledì 10 giugno 2020

IL PAESE CHE VORREI ACCOGLIE CON ENTUSIASMO LA NASCITA DEL COMITATO SANTA MARINELLA PER IL BENE COMUNE

Siamo fieri della reazione convinta della collettività a fronte dell’assalto ai beni comuni mosso da questa Amministrazione. Il coinvolgimento e la richiesta di espressione civica su questioni decisive come questa sono un segnale incoraggiante.

Le scelte che coinvolgeranno i pochi beni comuni che ci sono rimasti saranno determinanti per il nostro futuro ed è quindi giusto che tutti siano chiamati ad esprimere il proprio orientamento. Questa è la vera partita e ci dirà se siamo destinati al declino o se cambiare davvero si può.

Invitiamo tutti a sostenere questa importante iniziativa e per quanto ci riguarda siamo pronti a dare tutto il nostro sostegno al Comitato referendario.

Ecco il documento di presentazione del Comitato:



Nasce il Comitato “Santa Marinella per il Bene Comune” per promuovere 5 referendum in difesa del patrimonio pubblico a rischio di privatizzazione.
Le politiche attuate a Santa Marinella negli ultimi decenni hanno finito per ridurre in ginocchio una città potenzialmente ricca, attrattiva e con ampi margini di crescita, fino a condurla al dissesto finanziario. La Giunta Tidei, per risollevarla, non trova di meglio che riproporre i soliti schemi fallimentari.
Il 14 maggio, con l’approvazione delle linee programmatiche, la maggioranza ha confermato la volontà di sottrarre per molti anni alla città il possesso e la gestione dei pochi beni rimasti disponibili. Beni capaci di costituire una risorsa economica e sociale per il presente e una base per pianificare il futuro.
Tra le altre cose, questa operazione coinvolge:
- Lo stabilimento della Passeggiata
- L’ipotesi di parcheggi interrati con centro commerciale nell’area ex fungo
- Il Cimitero
- Il servizio dei parcheggi a pagamento (le cosiddette strisce blu)
- La farmacia comunale
Al di là degli strumenti tecnici che verranno utilizzati di volta in volta, concessione, partenariato o Project financing, si tratta della più clamorosa ed imponente operazione di svendita di beni pubblici mai attuata a Santa Marinella.
La nostra città ne sarà impoverita sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, commerciale, sanitario, ambientale. Il risultato sarà quello di produrre ancora più diseguaglianze tra i cittadini e di privarela città di ogni possibilità di esprimere l’invidiabile potenziale delle sue caratteristiche.
La perdita economica, soprattutto, sarà elevatissima. Rinunceremo per moltissimi anni, venti o trenta in alcuni casi, a fare affluire nelle disastrate casse del Comune una grande quantità di denaro che finirà invece nelle tasche di imprenditori privati. Le possibilità di progettare l’utilizzo e la gestione di questi beni in funzione di un reale beneficio sociale o per fronteggiare le difficoltà future si ridurranno a zero.
Tutto ciò è stato portato avantiin piena emergenza COVID, senza neanche l’accenno di un preventivo confronto con i cittadini, come sarebbe stato politicamente doveroso a causa dell’impatto che tali decisioni avranno sulla vita di ognuno di noi, ben oltre il mandato della Giunta. Né si è avuta alcuna considerazione per le tantissime persone che a più riprese, in questi anni, hanno espresso il proprio dissenso, con raccolte di firme, petizioni e manifestazioni di protesta.
Per questi motivi abbiamo deciso di costituirci in Comitato e promuovere 5 quesiti referendari sui beni e servizi oggetto di privatizzazione. Riteniamo infatti fondamentale per il futuro del Paese che i cittadini possano pronunciarsi su decisioni di questa portata. Intendiamo restituire alle persone un ruolo centrale nella vita sociale e politica della nostra città, che le scelte della maggioranza hanno mortificato.
Santa Marinella è stanca di decisioni calate dall’alto, sulle quali non può esprimere alcun parere, salvo poi pagarne le conseguenze, quando il danno è divenuto irreparabile.Invitiamo dunque tutti i cittadini a partecipare ed essere protagonisti di questa iniziativa. Per la prima volta potremo esprimerci su scelte che interessano direttamente tutti noi: è un nostro diritto, esercitiamolo.
Non siamo disposti a subire passivamente. Questa volta diremo no!
Alessandro De Spirito; Alessia Serpieri; Alessio Cangini; Andrea Riga; Annalisa Fasolino; Antonio Floris; Carmen Minieri; Claudia De Cesaris; Clelia Di Liello; Daniele Renda; Davide Flores; Desireé De Bakker; Elisabetta Gallo; Emanuele Piendibene; Enrico Serpieri; Francesca Musella; Francesco Di Fede; Germano Di Francesco; Giancarlo Ricci; Gianfranco Sassu; Giuliano Varchetta; Glauco De Somma; Jan Kees Maan; Jochen Jesinghaus; Lucia Petrocchi; Manuela Comito; Maria Grazia Narducci; Maria Teresa Casella; Marina Fornaro; Marinella Elia; Mario Berlinguer; Marisa Albani; Marta Malaguti; Melania Aiello; Paola Cherchi; Paolo Maria Montaldo; Piero Bassi; Sergio Bassetti; Settimia Martino; Simonetta Gazzella; Stefania Abbatiello; Stefania Massera; Stefano Cesini; Stefano Crispu; Stefano Marino; Stefano Ricottini; Roberta Pasetti; Roberto Orazi; Roberto Pizzo; Teresa Ruggeri.






domenica 24 maggio 2020

IL CONTRARIO DI CIO' CHE ANDREBBE FATTO

In una riunione indetta dal Sindaco, con assessori e consiglieri, tra gli altri argomenti, la maggioranza ha chiesto pareri sulla possibilità di riaprire il mercato.

L’idea della maggioranza era quella fare il mercato posizionando tutti i banchi di Piazza Trieste più quelli del parco Kennedy lungo via Cicerone, così da creare un unico mercato. 

Il nostro consigliere Lorenzo Casella ha invece ribadito la necessità di evitare la concentrazione in un unico luogo perché questo avrebbe favorito assembramenti di persone sia in prossimità delle vie di accesso sia in tutto il susseguirsi di bancarelle dove evidentemente si sarebbero create file in attesa di essere serviti. Per non parlare dell'aumento del traffico veicolare nel giorno del mercato,
della difficoltà di trovare parcheggio intorno al parco Kennedy e dei problemi di mobilità per chi abita lontano e non ha la macchina. 

La nostra proposta per favorire il distanziamento sociale è stata quella di suddividere le bancarelle in 3 o più mercati più piccoli da realizzare in luoghi diversi. 
Abbiamo ipotizzato:
- un mercato in zona parco Kennedy,
- uno presso il campo sportivo (via delle Colonie), 
- uno in centro (eventualmente all’interno del porticciolo).

E abbiamo ribadito l’esigenza che questi mercati avessero ognuno vari tipi di merce in modo tale da soddisfare le esigenze delle persone ed evitare spostamenti da un mercato all’altro per fare una spesa completa. 

La maggioranza ha però obiettato che per i titolari delle bancarelle è importante stare tutti insieme soluzione che per noi è però in netto contrasto con le esigenze sanitarie e di ordine pubblico indispensabili in questo periodo.

Alla fine si è deciso di rinviare la decisione sul mercato al 1 giugno ma, a quanto risulta dalle sue esternazioni, il Sindaco ha già deciso di sopprimere il mercato di piazza Trieste.




giovedì 21 maggio 2020

PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO


Troviamo incredibile che chi ha contribuito attivamente alla distruzione economica e morale di questo paese oggi abbia l’arroganza di volerci impartire lezioni sulle presunte buone pratiche.

I tavoli di confronto sono la via maestra per riuscire a superare le proprie lacune e la propria inefficienza ma ci vorrebbe un interesse per il pubblico e un’umiltà che all’attuale cosiddetta classe dirigente mancano.

In più c’è la presunzione di chi vorrebbe “formare” associazioni e cittadini a prendersi cura di arenili liberi di cui il Comune si è sempre disinteressato e che ha da sempre lasciato in abbandono.
Numerose sono invece le associazioni e i cittadini che hanno supplito alle inefficienze dell’Amministrazione con il proprio impegno. Cosa vorrebbe insegnare l’Assessore Minghella a costoro?  Come si misura una distanza? Come si invitano le persone alla correttezza dei comportamenti? Come ci si prende cura dei beni comuni?

Noi proponiamo che i soldi stanziati dalla Regione possano essere utilizzati per garantire il corretto accesso agli arenili liberi offrendo, a chi quelle spiagge e quelle scogliere le ama, un compenso economico e siamo certi che questa operazione potrebbe costituire un’opportunità di lavoro per chi è più in difficoltà e potrebbe trarre un beneficio in cambio del suo impegno nel presidiare, nell’interesse di tutti, quegli spazi liberi.

Le posizioni espresse dall’Assessore Minghella invece mirano a un altro obiettivo, quello di far piovere sempre sul bagnato, nel portare beneficio a chi già ne ha, nell’essere il mazziere di un tavolo riservato a pochi.  

Invece di pianificare azioni si preferisce scaricare responsabilità, invece di distribuire si preferisce concentrare, invece di attuare interventi di equità sociale si preferisce agevolare privilegi e rendite di posizione. Sono queste le prerogative di una gestione del potere insana, ingiusta, dannosa.

Lorenzo Casella
Il Paese che Vorrei




martedì 19 maggio 2020

LE LINEE PROGRAMMATICHE DI TIDEI SONO UNA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA CITTA’!

L’Amministrazione pensa di uscire dall’emergenza Covid a colpi di privatizzazioni. E’ l’inizio di un lungo braccio di ferro con i cittadini.

Le cosiddette “Linee programmatiche per la ricrescita del Paese a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19”, presentate dal Sindaco in Consiglio comunale, somigliano piuttosto a un volantino promozionale di saldi stagionali. Il solo impatto visivo è sconcertante. Le sei prime proposte sono altrettanti project financing: project financing cimitero; project financing “Ex fungo” (parcheggi e piazza); Project parcheggi; project “talasso terapia”; project “ex piscina comunale-bar-ristorante”; project “passeggiata spiaggia”.

Riteniamo che ormai sia inutile spendere altre parole sul fatto che questi progetti, gli stessi dell’Amministrazione Bacheca, siano già stati bocciati dai cittadini con manifestazioni e raccolta di firme. Ancora più inutile spiegare che il vantaggio economico per le casse del Comune, e quindi per le tasche della gente, si tradurrà in un danno nel medio e lungo termine. A questo punto, sembra chiaro che l’unico interesse che muove Pietro Tidei sia quello di portare a termine queste procedure e poi andarsene a fine mandato, lasciando la città più povera e priva di strumenti per risollevarsi. E al suo volere, alla fine, all’interno della maggioranza, si sono piegati anche coloro che teoricamente si sono sempre dichiarati contrari.

Chi si illudeva che saremmo usciti da questo periodo con uno spirito diverso e una politica proiettata al futuro, è rimasto profondamente deluso. Il documento approvato in Consiglio è saldamente ancorato al passato e alle vecchie dinamiche. La pandemia ha messo in risalto l’aridità delle proposte dell’Amministrazione. Oltre queste, stantie e dannose, c’è il nulla assoluto!

Ma i giochi non sono conclusi. Pensarlo equivarrebbe ad abbandonare Santa Marinella al suo destino. A questa mossa dell’Amministrazione, la solita degli ultimi 25 anni, dovrà corrispondere una reazione convinta della collettività. Dovrà partire un lungo e durissimo braccio di ferro nel quale le posizioni in campo sono ben definite. 

Da una parte l’Amministrazione famelica e spietata, che nelle settimane più dure del contagio, ha mostrato il peggio di sé, organizzando piani a scapito della collettività, senza un’idea per il bene comune o una proposta di servizi. Dall’altra, chi in questi due mesi, segregato in casa, non ha fatto altro che sacrifici, senza ricevere in cambio dall’Amministrazione nemmeno una parola di conforto ma solo intimidazioni, e ora rischia di vedersi scippato di quel patrimonio pubblico che gli appartiene di diritto.

Questa volta, più che mai, sarà necessario che i cittadini si organizzino e trovino le giuste forme di lotta per impedire queste privatizzazioni di fatto. Non sarà facile ma la vera partita è proprio questa e ci dirà se siamo destinati al declino o se cambiare, davvero, si può. Quanto sarà duro lo scontro ce lo hanno già fatto capire le linee programmatiche messe in campo dal Sindaco e lo spirito predatorio con cui sono state concepite. 

L’Amministrazione farà di tutto, passata l’emergenza, affinché nulla sia diverso da prima. Il che significa che tutto sarà peggiore. Ostacolare questa svendita, invece, significherà trovare il coraggio di cambiare, di volare alto e di invertire direzione, puntando convintamente sulla difesa dei beni comuni, sulla tutela del patrimonio pubblico, sulla soddisfazione dei bisogni collettivi e, perché no, sulla ricerca della felicità, per tutti.



domenica 17 maggio 2020

ARENILI LIBERI: DALLA REGIONE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ


La Regione stanzia per Santa Marinella oltre trecento mila euro per garantire il diritto di accesso al mare. Torniamo a chiedere che l’Amministrazione riqualifichi e metta in sicurezza gli arenili liberi.

La Giunta regionale ha approvato una Delibera che prevede lo stanziamento di sei milioni di euro per garantire la messa in sicurezza, la sanificazione e il rispetto delle norme sul distanziamento sociale esclusivamente negli arenili liberi a patto che questi spazi rimangano destinati al godimento gratuito per tutti. A Santa Marinella arriveranno oltre trecentomila euro. In questo modo la Regione intende tutelare il diritto dei cittadini di accedere liberamente al mare; diritto che, nella nostra città, sembrava messo in discussione dalle dichiarazioni del Sindaco.

Ora l’impossibilità da parte del Comune di garantire sicurezza nelle porzioni di arenile pubblico a causa della carenza di agenti di Polizia Locale è risolta. Allo stesso tempo viene meno la necessità di dover ricorrere al personale degli stabilimenti privati in cambio della concessione del 50% delle spiagge libere. Gli obblighi previsti dall’ultimo Decreto del Governo e dal documento promosso dalle Regioni, infatti, non penalizzano più di tanto gli stabilimenti, essendo del tutto simili alle disposizioni pre-Covid in termini di distanza tra ombrelloni, lettini o sdraio.

Alla luce di questa Deliberazione, Il Paese che Vorrei torna a promuovere con rinnovato vigore la proposta di riqualificare gli arenili liberi presenti sul nostro territorio, assegnandone temporaneamente la gestione ad associazioni e gruppi di cittadini che se ne prendano cura e vigilino sul corretto distanziamento sociale, garantendone l’utilizzo pubblico. L’Amministrazione destini i fondi regionali esclusivamente per mettere in sicurezza e sanificare questi spazi e per finanziare l’impegno dei soggetti che garantiranno questi servizi. Con la stagione balneare alle porte, infine, sollecitiamo il Comune a istituire un tavolo di confronto con le associazioni e i cittadini interessati e ad agevolare le pratiche amministrative per garantire rapidità e trasparenza all’iter di assegnazione.

Il periodo che stiamo vivendo sta danneggiando indiscriminatamente ogni cittadino e quindi occorre prendere provvedimenti che perseguano la difesa dei diritti di tutti. La nostra proposta tutela il diritto dei cittadini di usufruire degli arenili liberi, salvaguarda le altre categorie commerciali e garantisce il rispetto delle normative sul distanziamento sociale. In più, offre un’opportunità lavorativa per chi a causa della crisi sanitaria non solo è stato danneggiato ma rischia di non trovare altra occasione per risollevarsi.

Le istituzioni, Comune in testa, devono essere protagoniste di un rilancio collettivo e non cedere a facili soluzioni, che immancabilmente si trasformano in privilegi per pochi. Invitiamo, perciò, l’Amministrazione a non arroccarsi sulle proprie posizioni e ad attuare scelte che rispettino i diritti e vadano incontro ai bisogni e alle necessità di tutti.



sabato 16 maggio 2020

STO PENSANDO CHE VOGLIO ANDARE AL MARE!!

Riceviamo da Simonetta,  attivista del Paese che Vorrei di cui condividiamo le preoccupazioni, e volentieri pubblichiamo.

Sto pensando che voglio andare al mare!! Ma come? Dove?
Ci siamo fatti una sessantina (due mesi) chiusi in casa, abbiamo aiutato chi ne aveva bisogno, abbiamo accettato anche i diktat più impropri per tutelare la nostra salute...e adesso?
Arriva l'estate, la voglia di mare e di fare il bagno. Ci si chiede cosa succederà e quali sono le regole ai tempi del Covid19? A Santa Marinella ci sono 23 spiagge libere alcune delle quali ubicate tra due concessioni demaniali e la Federbalneari Lazio che ti va a pensare? Diamo un po' di spiaggia libera ai concessionari limitrofi per allargarsi e mantenere la distanza di sicurezza tra un ombrellone e l'altro. Quando mai le spiagge in concessione di Santa sono state piene? Quando mai avete visto tutti gli ombrelloni occupati? Quando mai avete usufruito di in passaggio gratis dai concessionari degli arenili pur essendo di Santa?
Partendo dal presupposto che tutti hanno perso qualcosa con questa Pandemia, nessuno escluso, che molti, per fortuna, hanno potuto chiedere e ottenuto un contributo statale per le loro attività commerciali e sembra che altri stiano arrivando, che ci saranno sconti sulla Tosap e che bar e ristoranti potranno allargarsi con i loro tavoli sul suolo pubblico...l'importante è non creare il far west!
Da un articolo del 9 maggio apparso sul Messaggero la nostra amministrazione pensa di dare fino al 50% delle spiagge libere ai concessionari limitrofi!! Cioè se due spiagge in concessione sono divise da una spiaggia libera questa diventerà tutta loro? 50% ad una e 50% all'altra? E chi ha la concessione senza spiaggia libera ai lati? Questo vuol dire che META' della spiaggia del castello di S. Severa verrà data allo stabilimento confinante? Ma qualcuno dirà : gli stabilimenti danno lavoro, e meno male.
Non basta...daranno come sempre in concessione la Perla che è l'unico stabilimento comunale e chiederanno anche (attraverso bando) la realizzazione di un bel Project Financing su di essa concedendola per 20 anni ad un privato.
Ma è questo che vogliamo? C'è stato un referendum popolare? O sono bastati i 3000 voti (su 18.000 abitanti) a dar loro il potere di concepire tali progetti?
Vorrei ricordare o proporre agli amministratori che le politiche sul turismo e l'economia del paese si fanno tenendo conto delle persone che ci vivono e ci lavorano, in questo paese, cosa che non è mai stata fatta dal centrodestra e che si auspicava, invece, dal centro sinistra. Il modello di sviluppo per il turismo deve avere una ricaduta su tutto il paese e non su pochi! Il turista che viene a soggiornare da noi vuole tutte le comodità e mi sta bene anzi! Forse bisognerà migliorare queste comodità mettendo d'accordo tutte le parti sociali ed economiche che partecipano alla buona riuscita della stagione turistica. 
Ma non dimentichiamoci di NOI! Di chi ci vive, di chi non è in vacanza e vuole andare al mare, magari due ore, con il proprio asciugamano e poi tornarsene a casa, questo vogliono i santamarinellesi: un'opportunità! E invece si rischia di perdere anche le spiagge libere. Chi ci garantisce che i gestori degli arenili saranno rispettosi delle nostre esigenze? Dare l'opportunità di aggiungere ombrelloni e sdraio va bene ma solo su richiesta e no occupando la spiaggia con ombrelloni che rimarranno vuoti tutto il giorno. Si potrebbe fare un'eccezione la settimana di ferragosto o le domeniche ma no durante la settimana. Aiutare tutti si ma, appunto, aiutare tutti anche i santamarinellesi e i villeggianti che non si possono permettere (o non vogliono) di pagare ombrellone e sdraio. Se no che politiche di sinistra ci sono in questa amministrazione? 
SIMONETTA GAZZELLA

martedì 12 maggio 2020

EMERGENZA COVID: A RISCHIO LE SPIAGGE LIBERE

Una nostra proposta nel rispetto dei beni comuni e del diritto di tutti a godere del mare.

Le associazioni dei balneari chiedono a Regioni e Comuni di poter limitare il danno economico derivante dall’applicazione del distanziamento delle attrezzature attraverso l’opportunità di “allargarsi” sulle spiagge libere adiacenti alle loro concessioni.

Salvo rare eccezioni le Regioni e i Sindaci, appellandosi all’impossibilità di fare controlli, data la scarsità di risorse (Polizia Locale, Capitaneria di Porto), sembrerebbero accogliere questa richiesta con sollievo perché, anche se potenzialmente lesiva del diritto dei cittadini, questa ipotesi li solleverebbe dalla responsabilità di vigilare sul distanziamento sociale negli arenili liberi.  Si preferisce prendere una comoda scorciatoia piuttosto che farsi carico del problema. Ad esempio, per implementare i controlli, trattandosi di un’esigenza sanitaria, si potrebbe pensare di coinvolgere i volontari della Protezione Civile.

Il rischio di una privazione della libera fruizione del mare è reale e deve essere scongiurato. Se manca il personale per controllare il distanziamento, manca anche per vigilare sugli eventuali abusi che si potrebbero verificare nell’utilizzo degli arenili liberi da parte dei balneari, beneficiari di questi provvedimenti.

Qualora, nell’ottica di un sostegno reciproco all’insegna della solidarietà, questa prassi dovesse essere adottata in specifici casi, è dunque necessario che ciò avvenga secondo regole chiare a tutela dell’interesse di tutti. La possibilità per uno stabilimento di usufruire di uno spazio ulteriore rispetto a quello in concessione, deve avvenire nel rispetto della libera fruizione della spiaggia che comporta accesso e permanenza gratuiti e il divieto di preposizionamento di ombrelloni o lettini. Il gestore dovrebbe fornire - sull’intera area di spiaggia libera - i servizi di vigilanza sul distanziamento, di pulizia e di assistenza.  In cambio potrebbe fornire ombrelloni e sdraio ai bagnanti, ma solo a richiesta.

Tuttavia, se pur regolamentate, queste misure possono facilmente tradursi in privilegi per chi ha di più e in ulteriori privazioni per chi è già in difficoltà. Persino nell’ambito della stessa categoria dei balneari, si andrebbero a creare disparità di trattamento in quanto non tutti i gestori hanno aree libere limitrofe di cui usufruire. E resta vivo il timore che l'eventuale "allargamento" possa costituire un pericoloso precedente e non limitarsi alla stagione "Covid".

Riteniamo che la via maestra per agevolare il distanziamento sociale sul litorale sia quella di rendere disponibile la maggior quantità possibile di arenili, che sono e devono rimare spiagge libere. È necessario che il Comune elabori un piano all’insegna dell’accoglienza diffusa e si faccia interprete dei diritti di tutti e non esclusivamente delle esigenze degli operatori che, in deroga ai regolamenti sulle concessioni, potrebbero usufruire di più spazio.

Il Comune dovrebbe rappresentare questa esigenza presso la Regione con la richiesta di destinare risorse per fornire incentivi economici ad associazioni e a gruppi di cittadini affinché possano prendersi cura e vigilare sul corretto distanziamento sociale sugli arenili liberi a loro temporaneamente affidati. Questa scelta costituirebbe anche un’opportunità di lavoro legato, ad esempio, agli sport del mare o allo sviluppo di piccoli servizi forniti dagli affidatari ai frequentatori delle spiagge libere, evitando l’utilizzo di attrezzature tipiche di spiagge con servizi e stabilimenti balneari.

La tutela delle attività economiche deve essere affiancata dal rispetto dei beni comuni, delle pari opportunità e del diritto di tutti a godere delle spiagge e del mare. 




venerdì 17 aprile 2020

SANTA MARINELLA È SOTTO ATTACCO: BISOGNA REAGIRE

Approfittando dell’impossibilità dei cittadini di incontrarsi, discutere, opporsi, per via dell’epidemia in corso, il Sindaco mette in atto una aggressione nei confronti dei beni comuni e del nostro futuro.
È un’offensiva che mira a sottrarre opportunità strategiche per consegnarle nelle mani dell’imprenditoria privata estranea alla nostra comunità, indifferente alle nostre esigenze sociali ed economiche, attratta solo dalla prospettiva di fare affari, in assenza di rischio d’impresa.
A favorire questo saccheggio è proprio il Sindaco che con la complicità di una maggioranza insensibile quanto colpevole, sta cercando di condannarci a un destino di perenne crisi economica,
Avremmo potuto realizzare parcheggi a pagamento pubblici mantenendo un congruo numero di aree gratuite, doverosamente esentando pendolari e residenti, per assicurare giustizia sociale e investimenti sulla mobilità. Il piano del Sindaco prevede invece parcheggi a pagamento ovunque, gestiti dal privato, che garantiranno incassi all’imprenditore prescelto per i prossimi 10 anni.
Un finanziamento regionale a fondo perduto ci consentirebbe di ristrutturare e riqualificare la Passeggiata mantenendola nella disponibilità del Comune. Il bando viene ignorato, il Sindaco preferisce ricorrere a un project financing che consegnerà lo stabilimento “Perla del Tirreno” nelle mani di un privato che lo gestirà per 20 anni, facendo perdere al Comune circa 5 milioni di euro.
Sul Cimitero comunale, un’emergenza costruita a tavolino si presta a consegnare la struttura, per 20 o 30 anni, a un altro imprenditore che costruirà migliaia di loculi, inutili per noi ma fondamentali al business, destinato a soddisfare la richiesta di persone non residenti. Questo “turismo cimiteriale” sottrarrà alle casse comunali i corrispettivi per le concessioni, circa 160.000 euro all’anno.
La riqualificazione dell’area di Largo Gentilucci ci permetterebbe di rilanciare le attività commerciali del centro cittadino. Il sindaco, invece, rispolvera un vecchio project financing sull’ex fungo: 3 piani interrati di parcheggi con costi di manutenzione insostenibili, ammortizzati però dalla realizzazione di un centro commerciale; una speculazione che indebolirà ulteriormente il nostro sistema commerciale per favorire gli interessi del costruttore che lo realizzerà.
La farmacia comunale è abbandonata a se stessa, senza controllo e senza un piano di corretta gestione. Possibile che uno degli l’esercizi commerciali più remunerativi, nelle mani della nostra amministrazione, si trasformi in un’attività in perdita? Ma ecco pronto l’ingresso di un privato che, senza alcun rischio d’impresa, “salverebbe” la struttura, facendo funzionare ciò che già c’è e intascando i proventi magicamente creati.
E il bello è che tutti i soldi che non incasseremo, tutte le opportunità che non avremo più, tutto il patrimonio che perderemo, il Sindaco lo chiama “sviluppo”. Ma in questa trappola che sacrifica le potenzialità del nostro Paese, ci siamo già cascati.
Acqua, infrastrutture, aziende, comunicazioni, trasporti, sanità, sono solo alcune delle risorse un tempo pubbliche che abbiamo ceduto all’interesse privato in nome di un presunto “sviluppo” che invece impoverisce i cittadini, deprezza il lavoro e sottrae risorse alla collettività.
Almeno nel nostro Comune, diciamo basta.

martedì 14 aprile 2020

Stabilimento “Perla del Tirreno”: persa l’occasione di un rilancio all’insegna della qualità



In questa situazione difficile, resa ancora più critica dalle incertezze che gravano sul futuro economico e sociale, i provvedimenti dell’amministrazione mostrano nuovamente il vuoto assoluto in termini di idee e buone pratiche.
L’epidemia in corso ha già messo in ginocchio l’economia, la necessità di affrontare correttamente la prossima stagione estiva, quindi, avrebbe richiesto analisi, programmazione e strategia per rendere la nostra località più sicura, accogliente e attrattiva in funzione di un turismo che ci aspettiamo intimorito dalla criticità della situazione.

E invece, arriva il solito bando per lo stabilimento balneare “la Perla del Tirreno”, senza regole per una corretta gestione, senza standard di riferimento per l’occupazione dell’arenile, senza politiche di prezzo, senza alcuna indicazione che possa vincolare il gestore alla qualità e al rispetto per l’importanza che questo bene riveste per la nostra ricettività turistica.

Eppure, già in passato abbiamo visto come l’assenza di qualità nella gestione della “Perla del Tirreno” abbia prodotto un danno all’immagine dell’intero Paese, basta leggere le pessime recensioni riportate sui portali turistici. Quest’anno, a maggior ragione, avremmo avuto bisogno di tutt’altro.
Sarebbe stato necessario promuovere Santa Marinella attraverso la diversificazione dell’offerta turistica, l’aumento del livello qualitativo e un’attenta politica dei prezzi.

Nel caso specifico della “Perla del Tirreno”, avremmo potuto adottare la gestione diretta da parte del Comune e realizzare una spiaggia libera con servizi. Così, se da un lato avremmo rinunciato al possibile incasso per la locazione, dall’altro avremmo avuto il guadagno relativo ai proventi dalla gestione dei servizi e delle attrezzature.

Avremmo potuto trasformare gli aspetti critici di questa particolare situazione nell’opportunità di realizzare un importante progetto di destagionalizzazione tramite la diversificazione dei servizi offerti e la ricerca dell’efficienza gestionale. Ciò avrebbe creato nuovi posti di lavoro e consentito di mettere in pratica un modello di valorizzazione del bene comune mirato alla ricerca dell’eccellenza nella qualità dell’offerta turistica. 
Ma niente di tutto questo è possibile se si rimane ancorati alle cattive abitudini del passato, se ci si arrende all’incapacità e all’inerzia, se alla base delle scelte c’è sempre e solo la presunzione e mai quella capacità di visione indispensabile per provare a costruire un futuro migliore.




sabato 11 aprile 2020

AFFITTI: AIUTI PER CHI È IN DIFFICOLTÀ

La Giunta regionale ha approvato lo stanziamento di 43 milioni di euro (circa 24,5 milioni destinati a Roma e 18,5 agli altri Comuni) per il sostegno all'affitto rivolto alle persone in difficoltà economica durante questa fase di emergenza sanitaria.

La manovra prevede due misure:
1. 21 milioni di euro destinati a cittadini e famiglie con reddito Isee fino a 14.000€. Queste risorse sono assegnate ai Comuni del Lazio, che con un bando pubblico provvedono a trasferire i contributi alle persone che fanno domanda e rispettano i requisiti previsti. L'erogazione è immediata per i Comuni che hanno già presentato le graduatorie degli assegnatari, mentre per gli altri partiranno appena l'iter sarà completato.

 2. Gli altri 22 milioni, verranno trasferiti ai Comuni per sostenere il pagamento dell'affitto di coloro che hanno subito una contrazione di almeno il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare nel periodo dal 23 febbraio al 31 maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il reddito non dovrà essere superiore ai 7.000€ trimestrali (circa 28.000€ annui), mentre il contributo sarà per tre mensilità e corrisponderà al 40% del costo dell’affitto.

Tutte le informazioni a questo link: http://www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/bonusaffitti/