
Una bellissima mattinata, buona giornata nazionale degli alberi a tutt*!
“Il Paese Che Vorrei” è la voce e il simbolo unitario delle persone che condividono valori ed obiettivi indicati nel manifesto “Santa Marinella bene comune”. Invitiamo coloro che si riconoscono in questi principi a contribuire alla nascita di un movimento politico che superi finalmente controproducenti divisioni e diventi credibile alternativa al blocco di potere che governa la città.

Il quadro emerso dall’accertamento della Corte dei Conti evidenzia gravi irregolarità contabili nella gestione economica e patrimoniale del nostro Comune e della società Multiservizi.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo le considerazioni di Simonetta Gazzella presente il 13 luglio all'inconto, molto teso e a dir poco sconfortante, svoltosi tra l'Amministrazione e i cittadini dei quartieri a rischio, sul progetto di messa in sicurezza del fosso Ponton del Castrato.
Per un report più dettagliato rimandiamo al comunicato del Comitato 2 ottobre che da anni si impegna - con sollecitazioni, studi e proposte - sul tema critico della sicurezza idrogeologica del nostro territorio:https://www.terzobinario.it/comitato-2-ottobre-su-ponton-del-castrato-tornati-al-punto-di-partenza/
Quando si dice Ponton del Castrato tutti a
Santa Marinella sanno di cosa si parla. Un fosso che, da solo, fece ingenti
danni e vittime nel lontano 1981.
Da allora i quartieri di Alibrandi e
Combattenti hanno chiesto alle amministrazioni, succedutesi nel tempo, di
risolvere il problema del fosso che segna il confine tra i due rioni. Ogni
volta che piove a vento o per più giorni la gente torna con la mente a quell’esperienza
terribile. Nel frattempo i cittadini si sono riuniti, si sono informati, hanno
scritto e sono pronti a dare battaglia se non ci sarà una soluzione alla loro
incolumità. Tanti errori sono stati fatti nel tempo: abusi, tombamenti, piscina
sopra la tombatura e palazzi, adesso basta! Si era aperto uno spiraglio di
speranza con il progetto presentato due anni fa agli uffici competenti della
Regione Lazio e invece fu bocciato perché sbagliato! Sbagliato! Bisognava
presentarne un altro.
Due anni di tiritere tra il quartiere, il
tecnico dell’ufficio preposto, il sindaco e il comitato 2 ottobre concluse oggi
con la beffa finale. In una riunione pubblica, molto tesa e concitata, è stato
affermato (senza vergogna) che il comune ha ri-presentato in Regione lo stesso
progetto che ovviamente è stato ri-bocciato. Due anni di niente, due anni persi
in chiacchiere e il sindaco non ci capisce niente perché non è un tecnico, e il
tecnico fa lo gnorri con la faccia di chi non ha capito che ci sono in ballo
delle vite umane. La Regione ha semplicemente ri-chiesto quello che aveva già chiesto
due anni fa, cioè un progetto generale di base che abbatta il rischio di piena
200nnale, perché si è perso tempo? Perché si sono protratte bugie alla
popolazione? Come sempre non c’è mai chi paga per gli sbagli fatti ma forse
questa volta i cittadini alzeranno ancora di più la voce!
Simonetta Gazzella
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| Carta tratta dal piano di Protezione Civile del Comune di Santa Marinella |
Nel Consiglio comunale di ieri, ci siamo trovati a votare un bilancio consuntivo che mostra un avanzo di circa un milione e duecentomila euro. È importante essere consapevoli del fatto che questo risultato è il frutto del senso di responsabilità e dei sacrifici dei nostri concittadini.
Dalla dichiarazione di dissesto, ci
troviamo ad affrontare un regime fiscale che vede tasse alla massima aliquota, taglio
dei contributi da parte del Comune ai servizi a domanda individuale e un
aggravio generalizzato dei costi.
Tutto questo è avvenuto in
coincidenza con una pandemia responsabile di una crisi economica che ha ridotto
il potere di acquisto e le possibilità contributive, soprattutto per le fasce
più fragili della popolazione. Ad aggravare la situazione, negli ultimi mesi
siamo stati colpiti dalle conseguenze della guerra che, tra effetti diretti ed
effetti delle speculazioni, ha comportato un immediato rincaro delle spese
relative all’energia domestica, per le attività lavorative e per la mobilità.
In questo contesto generale, ritornando
nei confini del nostro Comune, i numeri del bilancio devono essere letti alla
luce della situazione concreta prodotta sul nostro territorio. Basta fare un
giro per Santa Marinella e Santa Severa per misurare il livello di degrado, di
incuria e di mancanza di attenzione per tutto ciò che riguarda il decoro
urbano, la pulizia e la manutenzione del nostro patrimonio ambientale.
L’avanzo di bilancio è il risultato
di una gestione della spesa che ha ignorato le più elementari esigenze della
popolazione che, oltre al disagio economico, si trova ad affrontare un disagio
sociale e ambientale senza precedenti.
Questo bilancio non deve essere
letto come un risultato fine a se stesso ma come un punto di partenza per iniziare
a restituire ai nostri concittadini il frutto del loro sacrificio e a
restituirlo in termini di investimenti volti a migliorare la loro qualità di
vita.
È una scelta che comporta un cambio
di rotta da parte della Maggioranza, a partire dalla programmazione dei
parcheggi a pagamento che si è concretizzata in una vera e propria tassa
aggiuntiva sulle tasche dei cittadini, ancora più odiosa se si considera la totale
mancanza di alternative per la mobilità.
Siamo disponibili, come sempre, a
portare il nostro contributo come opposizione, purché il confronto sia leale,
trasparente e nel reale ed esclusivo interesse degli abitanti di S. Marinella e
S. Severa.
Aspettiamo un segno di apertura da
parte della Maggioranza, finora mai visto, per discutere nelle sedi opportune
con l’obiettivo comune di smettere di pensare esclusivamente a fare cassa e
iniziare una pianificazione in grado di restituire ai nostri concittadini il
frutto del loro impegno e del loro sacrificio.
Per questi motivi e per il
rispetto che vogliamo manifestare ai nostri concittadini per gli sforzi
affrontati, non abbiamo votato contro il bilancio presentato ma abbiamo
espresso un voto di astensione in attesa di poter misurare l’accoglimento della
nostra richiesta di guardare alle necessità concrete e pressanti di questa
comunità.
È necessario restituire qualcosa
ai cittadini, cominciamo da un ripensamento sui parcheggi a pagamento.
GRUPPO CONSILIARE IL PAESE CHE VORREI
Consiglieri Claudia Calistri, Lorenzo Casella, Francesco Fiorucci
Finita la fase “sperimentale”, sembra ormai del tutto chiaro che le strisce blu siano state solo un’escamotage dell’Amministrazione per reperire una cifra pari a 350.000 euro e rientrare dalle spese.
Tale cifra, messa puntualmente a bilancio preventivo, viene consegnata al Comune dalla Santa Marinella Servizi, società in house del Comune, che aveva appaltato gli stalli blu, ma che - per questo motivo - chiude in rosso con una cifra di meno 149.000 euro in bilancio. In poche parole, i parcheggi a pagamento non hanno funzionato e lasciano in passivo la SMS.
Invece di riconoscere il fallimento dell’iniziativa e
nei fatti l’azione di boicottaggio dei cittadini, l’amministrazione non trova
niente di meglio che rincarare le tariffe dei parcheggi ed eliminare tutte le
accortezze precedentemente assunte a favore di alcune fasce sociali.
Per fare cassa e rientrare quantomeno della cifra annuale di 350.000 euro che la SMS deve versare al Comune, la città sarà sottoposta a un aumento della tariffa oraria, all’abolizione della gratuità per i primi 20 minuti di sosta (che oggi si dimostra essere stata un ipocrita specchietto per le allodole) e a una rivisitazione delle fasce di popolazione esentate dal pagamento (scompariranno le esenzioni per gli over 75).
Inoltre, l’area dell’Ex Fungo verrà anch’essa destinata alla sosta a pagamento, come si era già paventato l’estate scorsa prima di un dietro-front che aveva sfiorato il ridicolo e la cosiddetta zona bianca verrà concentrata nella già martoriata Piazza Gentilucci, potenzialmente uno degli angoli più belli della nostra città.
L’operazione parcheggi a pagamento si rivela per quello che è: una semplice tassa sui cittadini per di più nel momento storico meno appropriato in cui il disagio economico si fa sempre più sentire.
Il Paese che Vorrei ha ripetuto più volte che la
richiesta del ticket per il parcheggio deve portare una contropartita alla
città che sia comprensibile a tutti i cittadini. Per esempio, disincentivare
l’uso privato dell’auto a favore di un efficientamento del servizio pubblico,
creare aree pedonali dove potersi incontrare e fare comunità, distribuire
equamente i posteggi a pagamento e le aree di sosta libera, esentare dal
pagamento i residenti o quantomeno alcune categorie di cittadini come pendolari
e fasce bisognose.
Di contro, allo sbandierato successo delle strisce blu
da parte dell’Amministrazione, ancora una volta non possiamo che riscontrare la
sua totale mancanza di visione insieme
alla sua voracità di denaro alle spalle dei cittadini di Santa Marinella.
Nel
settembre 2021, l'Amministrazione comunale annunciò che ai primi di gennaio 2022
sarebbero stati consegnati i primi 8 appartamenti agli aventi diritto ed altri
12 sarebbero arrivati nel luglio successivo. Ad oggi, invece, ancora
nulla. Sono terminati i lavori di completamento e adeguamento dei primi 8
appartamenti che ancora non solo non sono stati assegnati ma, a quanto risulta,
neanche rientrano nella disponibilità di Ater – Ente regionale preposto alla
gestione delle case popolari.
In
questi giorni, sia il Comitato per l’Emergenza Abitativa di Santa
Marinella sia l’Unione Inquilini di Civitavecchia hanno manifestato la loro
preoccupazione per le “promesse disattese” sollecitando un intervento almeno
di una pre-assegnazione delle case popolari che possa vincolare ufficialmente
gli enti nei confronti degli aventi diritto.
Sappiamo
che l’Ater è impegnato alla risoluzione del problema che auspichiamo avvenga
nei tempi più brevi possibili. Tuttavia non possiamo che constatare
l’incompatibilità delle lungaggini procedurali con le necessità impellenti dei
cittadini che, lo ricordiamo, hanno il diritto di accedere a una casa popolare.
Per chi vive in condizioni di precarietà, le promesse con tanto di
data di consegna sono state in questi mesi la speranza a cui aggrapparsi, la
motivazione quotidiana per tenere ancora duro fino alla risoluzione del problema. Ogni mese in più è una fatica in più
e il continuo e ripetuto procrastinare di date, la mancanza di trasparenza su
iter e procedure, il rimpallo continuo di responsabilità, alimentano la
paura che la consegna della casa possa svanire da un momento all’altro. Le
storie delle nostre città purtroppo sono piene di illusioni e promesse disattese.
Da
quanto ci risulta l’iter si è bloccato in Regione Lazio a causa di lungaggini
burocratiche e riteniamo sia paradossale che i lavoratori edili, che hanno
ristrutturato questi alloggi, siano arrivati alla conclusione dei lavori in
meno tempo di quanto ci stia impiegando la Regione Lazio per elaborare una delibera e procedere all’acquisizione
dell’immobile da parte di Ater.
Esprimiamo
solidarietà nei confronti degli aventi diritto alla casa e prendiamo le
distanze da chi, invece di impegnarsi a sollecitare gli attori di questo
importante intervento sul nostro territorio, dedica il suo tempo ai facili
proclami, alla rivendicazione dei meriti che non gli competono, alla superficialità
delle affermazioni con cui è stata costellata la storia di questa vicenda.
Alle
persone fragili, a chi vive le difficoltà che a volte la vita riserva, dobbiamo
massima serietà, trasparenza e impegno.
Il Paese che Vorrei saluta con rispetto ed interesse la costituzione di un'area all'interno del PD che si è denominata “Minoranza PD di S. Marinella/S. Severa – Mozione 1”, a rappresentare gli aderenti alla mozione uscita sconfitta dall'ultimo congresso della locale sezione del Partito Democratico.
Si tratta di un segnale
importante che testimonia del dibattito interno al partito, che la minoranza
non vorrebbe vedere appiattito “sull'operato dell'Amministrazione” e che
esprime la non condivisione, da parte di componenti importanti e significative,
di alcune delle scelte operate dalla stessa Amministrazione. Alla base di tale
scelta il desiderio di “interloquire con tutte le forze politiche di naturale
riferimento, il “famoso campo largo” tanto caldeggiato dal Segretario Enrico
Letta, da qui la necessità di creare un ponte attraverso il confronto e il
dialogo, dimostrando ai cittadini e alla politica della città di essere
veramente il Partito Democratico.”
E a proposito di democrazia,
apprezziamo molto il fatto che la Minoranza PD esprima in termini molto chiari
una grande considerazione per la prossima scadenza referendaria, sostenendo con
forza che il PD dovrebbe “sollecitare in modo convinto la cittadinanza a
partecipare, ad approfondire i temi che sono stati proposti e a esprimersi.”
Un invito quindi anche a
partecipare al dibattito e al voto, che pur senza schierarsi con nettezza a
favore del “no”, si muove in una direzione diametralmente opposta a quella
percorsa dall'Amministrazione che, come abbiamo tutti potuto osservare, vive
questi referendum con fastidio e non ha certo operato per favorire
partecipazione e dibattito.
Come un dente che va estirpato il prima possibile, il Sindaco - costretto da un ricorso al Tar - si è finalmente messo in moto per svolgere i referendum il PRIMA POSSIBILE, con il MINOR COSTO POSSIBILE, apparentemente per venire incontro alle esigenze di cittadini ed elettori. In realtà è un vero e proprio BOICOTTAGGIO, e in ogni caso, i project, quelli di cui – per inciso - non c’è traccia nel suo programma elettorale, andranno avanti perché del parere dei cittadini il Sindaco e la sua maggioranza non sanno proprio che farsene.
La data prescelta, resa possibile solo dai cambiamenti al Regolamento voluto nel Consiglio Comunale del 25 gennaio scorso, è caduta il 27 marzo, ancora in pieno regime di emergenza pandemica, a svantaggio sia della campagna che del voto.
Che il Sindaco abbia fatto di tutto per ostacolare i referendum ci è sempre stato chiaro. È stata dapprima OSTEGGIATA LA RACCOLTA DELLE FIRME (il Sindaco ha negato una dilazione temporale chiesta causa Covid quando eravamo in zona rossa) poi RITARDATA L’INDIZIONE DEL VOTO, avvenuta infine a seguito della modifica unilaterale delle regole referendarie in un Consiglio Comunale convocato d’urgenza.
Al Sindaco piace mischiare le carte, sminuendo e ridicolizzando le iniziative che non provengono da lui. Infatti i 5 referendum aprono il confronto pubblico su 5 project financing, che lui e la sua maggioranza hanno portato avanti il più velocemente possibile affinché le procedure arrivino ad un livello così avanzato che sarà difficile bloccarle dopo un eventuale responso negativo espresso dai cittadini.
In verità, da un anno a questa parte si sta consumando lo SVILIMENTO della DEMOCRAZIA per cui le consultazioni popolari (per di più consultive) sono percepite dal Sindaco e dalla sua maggioranza “INUTILI”, e in quanto tali “DISPENDIOSE”, un aggravio per le Casse del Comune già “provate”.
Il cambiamento proposto delle regole referendarie ha solo formalmente la giustificazione del risparmio, perché nei fatti ha l’effetto di ostacolare la campagna referendaria e depotenziare l’esito referendario: in che misura la possibilità di ampliare la forbice del tempo in cui far cadere la data delle elezioni, ha un vantaggio economico? Quanto può far risparmiare la rinuncia alla figura del Prefetto come figura di garanzia preferendo un delegato del Sindaco o la Segretaria Comunale?Martedì 25 gennaio alle ore 18,00 è indetto un Consiglio Comunale con l’intento di modificare il regolamento per i referendum (approvato da questa stessa Amministrazione a inizio mandato).
La commissione tra capogruppo consiliari indetta per i referendum si è espressa contraria a questi cambiamenti (5 consiglieri presenti: 3 pareri contrari, 2 a favore).
Il Paese che Vorrei vi invita a partecipare al Consiglio Comunale per guardare bene in faccia chi sta scrivendo un’altra pagina nera della storia di questo paese!
Il Sindaco ha più volte sostenuto a mezzo stampa che non sia vero che i referendum avrebbero dovuto tenersi entro il 2021, perché il Comitato non avrebbe consegnato le firme in tempo utile.
Il termine ultimo di raccolta firme per ottenere l’indizione dei referendum era il 15 marzo 2021.
Il termine di consegna delle firme per l’indizione del referendum entro l’anno era il 28 febbraio 2021 e due erano le finestre temporali previste per lo svolgimento delle consultazioni: primavera e autunno 2021.
Il 1 marzo, (il 28 febbraio era domenica, e, per legge, i termini sono prorogati al primo giorno feriale successivo) il Comitato ha consegnato un numero sufficiente di firme per garantirsi l’indizione della consultazione entro il 2021 e poi ha continuato a raccoglierne fino alla scadenza dei termini per consolidare il risultato. Quindi, per quanto riguarda il dettame regolamentare, perfettamente entro i termini.
Oltre i fatti, esiste poi lo spirito di una legge, (ratio legis) ovvero il fine per cui il legislatore l’ha emanata, il cui rispetto dovrebbe animare chi rappresenta le Istituzioni.
E lo spirito delle leggi sugli strumenti di partecipazione popolare in un paese democratico non è certo quella di tentare in ogni modo di ostacolare l’espressione e la partecipazione civica, come ha invece fatto il nostro Primo Cittadino, sia in fase di raccolta firme che dopo.
È facile rintracciare sulla stampa le dichiarazioni da lui rilasciate per allontanare di volta in volta (in spregio alla tempistica prescritta dal Regolamento oltre che al senso del ridicolo) l’obbligo in capo al Sindaco di indicare una data per le consultazioni.
Dopo la consegna delle firme, ha inaugurato la sagra della balla, prima dichiarando a gran voce che un referendum in primavera era impossibile e che la consultazione si sarebbe svolta il 3 ottobre – “come indicato dal Governo nazionale”; poi, all’approssimarsi di quella data, sostenendo che un referendum in autunno era impossibile e che la consultazione si sarebbe svolta in primavera del 2022 continuando però a non indirlo ufficialmente.
Ma perché, direte voi, tanta ritrosia nell’individuare ufficialmente una data? È presto detto: lo Statuto Comunale, all’art. 80 prescrive che, una volta stabilita una data, l’Amministrazione “deve sospendere ogni atto relativo alle questioni oggetto della consultazione”: cioè, nel nostro caso, deve interrompere ogni iter relativo a cimitero, farmacia, stabilimento Perla, parcheggi, piazza ex fungo. Ahaaa! Scoperto l’arcano: il referendum non viene indetto perché ciò significherebbe smettere, quantomeno temporaneamente, di lavorare alla svendita dei nostri beni comuni.
Chiusa anche la finestra autunnale, stanco di farsi menare per il naso, il Comitato ha deciso di ricorrere al TAR; raccogliendo fondi e pagando di tasca propria per veder rispettato un diritto costituzionale! E adesso, messo alle strette perché la questione è passata a organi istituzionali a lui superiori, Tidei, proseguendo nella sua indefessa attività di produttore di fandonie, sostiene che non c’era alcun bisogno di sollecitazioni!
Il tutto condito da affermazioni senza vergogna relativamente al fatto che, qualsiasi sia l’esito del referendum – cioè qualsiasi sia il voto espresso dai cittadini di Santa Marinella sulla cessione pluridecennale dei propri Beni Comuni – lui non ne terrà alcun conto perché evidentemente dell’opinione della comunità che amministra non sa che farsene.
Non proprio un bell’esempio di democrazia e di rispetto delle leggi, soprattutto da parte dell’esponente di un partito che si definisce democratico.
Ancora una volta, leggiamo le esternazioni del Sindaco, come di consueto, all’insegna della menzogna, dell’insulto, della maleducazione. Questa è la cifra comunicativa che il sindaco riserva a chi non si allinea alle sue pratiche incancrenite, superate e prive di ogni partecipazione ai problemi dei suoi cittadini e particolarmente alle fragilità dei più deboli.
Ogni
insulto che il Sindaco riserva al Paese che Vorrei sottolinea il suo malanimo
ed è una conferma della correttezza del nostro operato; ogni menzogna dimostra
debolezza ed è un incentivo a continuare a perseguire le nostre battaglie.
Quanto alla maleducazione, questa pesa su tutti coloro che vorrebbero un Primo Cittadino all’altezza della dignità del proprio ruolo.
Purtroppo, dobbiamo sopportare le esternazioni rancorose e volgari di chi non avendo argomenti a sostegno della sua ignobile azione di smantellamento dei beni comuni, trabocca di bile aggiungendo al danno materiale anche il danno morale della sua presenza sul nostro territorio.
Andremo avanti, forti anche del fatto che in molti si stanno rendendo conto dei danni concreti che Sindaco e Maggioranza stanno producendo.
Questa gestione arrogante e clientelare del potere, il disprezzo per le regole democratiche, l’incapacità di amministrare nell’interesse dei cittadini, l’accanimento con cui si persegue la dismissione delle attività pubbliche, la smania per la cementificazione inutile, gli atteggiamenti diseducativi che caratterizzano questo personaggio, ci danno un esempio plastico di tutto ciò che non si deve fare.
Il primo insegnamento è che non si può e non si deve governare senza provare amore e rispetto per il proprio territorio e per chi lo abita.
Amare il territorio significa voler affrontare i problemi all’insegna dell’interesse collettivo, vuol dire rispetto per l’ambiente e per le persone, rappresenta il desiderio di lasciare a chi verrà dopo di noi un luogo migliore in cui abitare, lavorare e godere della propria vita.
Il
nostro impegno è quello di lavorare in questa direzione per il bene di tutti e
contro gli affarismi e le tirannie reazionarie di chi non riesce a far pace con
un mondo che può e deve cambiare, in meglio.