lunedì 22 marzo 2021

LA CICOGNA VERDE ARRIVA FINALMENTE A SANTA MARINELLA!

Contenti della piantumazione di un albero per ogni nuovo nato attendiamo la realizzazione delle altre iniziative presenti nella mozione promossa dal Paese che Vorrei sette anni fa

L’Amministrazione ha deciso di piantare un albero per ogni nuovo nato nel 2020: centoundici bambini, centoundici nuovi alberi o arbusti. Evviva, era ora, nessuno può esserne più lieto di noi!

Lo fa aderendo a una “giornata nazionale della gentilezza ai nuovi nati”, lanciata dall’associazione piemontese “Cor et Amor”.  E lo fa “adottando” un pezzettino di una mozione promossa da Il Paese Che Vorrei nel 2014, votata all’unanimità dal Consiglio comunale e ignorata fino ad oggi.

Tale mozione, a tutela del verde e nel rispetto della legge n.10 del 14 gennaio 2013 prevedeva di piantare un albero per ogni neonato o bimbo adottato; festeggiare la Giornata Nazionale degli Alberi e promuovere ogni iniziativa volta a stimolare comportamenti ecosostenibili; redigere un Bilancio degli Alberi affinché il Sindaco renda conto ai cittadini dello stato del patrimonio verde al termine del mandato; incrementare le aree verdi; adottare misure per la formazione del personale preposto a vigilare e manutenere il patrimonio verde. E ogni anno, il 21 Novembre, Il Paese che vorrei ha piantato un albero per ricordare alle Amministrazioni che si sono succedute gli impegni presi e mai realizzati.

Siamo contenti quindi che l’Amministrazione abbia deciso di muoversi anche se, ad ora, l’operazione ci risulta dissociata dal concetto di tutela, sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento globale attraverso l’incremento del patrimonio verde, obiettivo della normativa e della mozione a suo tempo approvata.

E poi, che alberi sono e in quali luoghi della città sono stati o saranno messi? Sarebbe bello saperlo. Ci auspichiamo comunque che la piantumazione sia stata pianificata nella scelta delle specie e del luogo e nell’ideazione di un piano di manutenzione, necessario affinché i nuovi alberi non siano abbandonati a se stessi. 

La riqualificazione del verde, sempre più sofferente e residuale nella nostra città, è invece essenziale per migliorare la qualità dei luoghi e qualificare la nostra attrattiva turistica, a beneficio anche dei residenti e di tutte le attività economiche, e deve essere utilizzata come veicolo per diffondere una sana cultura ambientale fra i cittadini.

Speriamo che non si tratti di un’iniziativa meramente propagandistica ma che sia seguita piuttosto da azioni tangibili di tutela e riqualificazione del verde e dell’ambiente.

Intanto, se dopo sette anni di insistenza, alcuni alberi sono stati piantati è una buona notizia. Il nostro obiettivo resta quello di perseverare fino a quando tutti i punti indicati nella mozione non saranno realizzati.

cicogna in volo poerta un albero
Immagine dell'iniziativa di piantumazione di una quercia in via Aurelia all'ingresso della
sede comunale per sollecitare un'azione da parte dell'amministrazione (novembre 2016)
 





foto piantumazione via aurelia fronte agenzia immobiliare
Piantumazione 2020

foto trasporto alberi a via aurelia fronte negozio estyle
Piantumazione 2019

foto piantumazione al bar dei pini
Piantumazione 2018

foto piantumazione via aurelia fronte ex sede comunale
Piantumazione 2016

martedì 16 marzo 2021

REFERENDUM SUI BENI COMUNI: RACCOLTE LE FIRME NECESSARIE

 

 I cittadini di Santa Marinella rivendicano il proprio ruolo nelle scelte della comunità

Il Comitato Santa Marinella per il bene Comune ha raccolto e consegnato un numero di firme ampiamente superiore a quello richiesto per promuovere i referendum. I cittadini di Santa Marinella avranno quindi l’occasione di esprimersi in merito alla tutela del patrimonio pubblico e alla gestione di alcuni importanti beni comuni: cimitero, farmacia comunale, parcheggi a pagamento, stabilimento Perla del Tirreno e progetto relativo all’area “ex fungo”. È un risultato storico perché per la prima volta sarà possibile esprimersi su scelte che condizioneranno il presente e il futuro del nostro territorio.

Invece di accogliere con interesse questa iniziativa di consultazione democratica, il Sindaco stizzito, ripete che i cittadini, votandolo, hanno già avallato la cessione della gestione di questi beni comuni in mano a privati. Ma questo non è vero: in nessun punto del suo programma elettorale si parla di project financing, finanza di progetto o partenariato pubblico privato. Si parla invece di progetti da attuare attraverso il reperimento di fondi regionali o europei, cosa ben diversa.  Verificate voi stessi.

Dimentica inoltre di essere stato eletto con circa 3.500 voti. Una minoranza assoluta che dovrebbe suggerire maggior cautela nel prendere decisioni che avranno un impatto sul territorio ben oltre il termine del suo mandato.

E invece, dopo aver tentato di boicottare l’istituzione dei referendum rallentando con ogni mezzo la discussione della mozione e il regolamento promossi dal “Paese che Vorrei” in Consiglio comunale, adesso lamenta la mancanza di tempestività nella raccolta di firme! Ma la prima presentazione della mozione risale al 4 novembre 2018, strumentalmente tardiva è stata la sua approvazione.

Ricordiamo anche l’assoluta irresponsabilità dell’Amministrazione nel negare al Comitato una sospensione dei termini per evitare rischi nelle fasi più critiche della pandemia o le allusioni fatte in merito a presunte "anomalie" nella raccolta delle firme. Raccogliento oltre 1500 firme qualche errore è inevitabile, chiamarle anomalie è voler gettare fango e discredito sull'impegno di tanti cittadini e cittadine. 

Dispiace che l’Amministrazione non abbia colto la portata dell’iniziativa ma ogni ostacolo superato (e speriamo finiscano qui!) rende il risultato ancora più apprezzabile.

Il dibattito pubblico che accompagnerà la campagna referendaria costituirà un’occasione preziosa per la crescita sociale e culturale della nostra città. Aiuterà tutti a capire che la conoscenza dei temi e il ruolo attivo dei cittadini nella vita politica e sociale sono determinanti per il nostro futuro. Indipendentemente dall’esito della consultazione, sarà l’opportunità per riunire una collettività nauseata dalle scelte gestite e calate dall’alto da un potere troppo spesso attento al tornaconto di pochi a scapito dei reali interessi della collettività. 

Probabilmente è proprio questa presa di coscienza che l’Amministrazione ha tentato di evitare invano. Grazie quindi a tutti coloro che con il proprio impegno, hanno reso possibile questo risultato.




INCONTRO CON IL NEO ASSESORE D’EMILIO SULL’EMERGENZA ABITATIVA

Pubblichiamo il report dell'incontro sintetizzato in un comunicato congiunto Prc Santa Marinella e il Paese che Vorrei

 

Il 12 marzo il Comitato per l’emergenza abitativa di S. Marinella ha incontrato il neo assessore ai Servizi Sociali Pierluigi D’Emilio, per conoscere cosa il Comune stia concretamente facendo per le 88 famiglie in graduatoria, ancora in attesa di risposta.

Si evince che il Comune sembra aver accolto la soluzione che il Comitato e il “Paese che Vorrei” propongono da sempre per le case popolari: riqualificare di immobili in stato di completo degrado anziché procedere con nuove costruzioni e consumo di suolo; sono stati i Consiglieri Casella e Fiorucci a prendere i contatti con il proprietario dell’ex hotel Majorca.

D’Emilio ha esordito informando che mercoledì 17 marzo avrà luogo un incontro, già rimandato causa COVID, tra ATER, Regione Lazio e Comune di S. Marinella, dove il Comune cercherà di convincere ATER a riqualificare l’ex Albergo “Majorca”.

Il progetto di riqualificazione prevede 25 appartamenti di ca. 50 mq ciascuno per l’edilizia popolare, destinati a famiglie con un ISEE molto basso. Visto l’ingente investimento necessario, ATER dovrebbe poter utilizzare i crediti per la rigenerazione urbana ed un finanziamento accordato dalla Regione Lazio, anche solo come delibera di impegno di spesa.

Ci sono inoltre altri 5 appartamenti in zona stazione di S. Severa, di proprietà del Demanio, da poter destinare all’edilizia popolare.  In questo modo le ca. 30 domande di casa popolare potrebbero essere soddisfatte.

Rispetto all’edilizia agevolata e convenzionata, c’è il progetto, già approvato dalla Giunta, in zona 167 a S. Severa a cui potrebbe aggiungersi l’ex Hotel Miramare (stazione ferroviaria S. Marinella) che potrebbe essere acquisito da ATER. In questo modo la graduatoria potrebbe esaurirsi rendendo inutile la costruzione, in via delle Colonie, di ben 12 palazzine, di cui due da destinare ed edilizia popolare. L’assessore D’Emilio ha affermato tale soluzione risulta di scarsissima fattibilità in quanto sull’area gravano numerosissimi vincoli.

D’Emilo assicura che i nuovi appartamenti di edilizia agevolata a S. Severa, già deliberati dalla Giunta, saranno destinati a chi è in graduatoria e non ad altri, come è accaduto per la zona 167 già edificata. Le irregolarità avvenute con la giunta Bacheca non si verificheranno. Non si capisce, a questo punto, come mai il sindaco Tidei abbia riconfermato ad Angelo Grimaldi la stessa delega alla casa ed all’edilizia popolare conferitagli da Bacheca.

L’assessore ha assicurato che la graduatoria, dopo qualche inconveniente, è ora in ordine e sarà regolarmente aggiornata ogni 6 mesi. L’assessore è stato invitato inoltre ad interessarsi alla Mozione presentata dell’Unione Inquilini di Civitavecchia, protocollata l’8 febbraio e resa pubblica dalla stampa, con la quale si invitata il Comune ad organizzare con le parti sociali un tavolo sullo sblocco degli sfratti, previsto per giugno, e a chiedere al Governo che parte dei fondi del Recovery Fund siano destinati all’edilizia di recupero per rispondere alla grande emergenza abitativa nazionale.

Nell’auspicio che il Comune si impegni concretamente nella giusta direzione indicata dal Comitato, continueremo a monitorare la situazione.

 



 

venerdì 12 marzo 2021

IL RISCALDAMENTO GLOBALE NUOCE GRAVEMENTE ALLA NOSTRA VITA!

Il comprensorio promuove una Iniziativa dei Cittadini Europei

Venerdì 12 marzo alle ore 17:00 si è svolto l’incontro online “Il riscaldamento globale nuoce gravemente alla nostra vita! Fermiamolo, firmiamo.”

Continua la collaborazione de Il Paese che Vorrei con EUMANS e il positivo dialogo con le altre realtà comunali affinché il tutto il comprensorio possa diffondere e promuovere la sottoscrizione alla “Iniziativa dei Cittadini Europei” (analogo UE di una legge di iniziativa popolare) STOPGLOBALWARMING.EU che mira a chiedere alla Commissione Europea di proporre una normativa che scoraggi il consumo di combustibili fossili e incoraggi il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, per combattere il riscaldamento globale e limitare l’aumento della temperatura.

Hanno partecipato all’incontro Lorenzo Mineo e Marco Cappato per l’Associazione Eumans! – Cittadini per la Democrazia e la Sostenibilità, il Delegato all’Ambiente Carlo Camilletti per Allumiere, il Sindaco Alessio Pascucci per Cerveteri, il Consigliere Patrizio Scilipoti per Civitavecchia, il Consigliere Angelo Petrillo per Fiumicino, Alessandro Putero - Italia in Comune per Ladispoli, il Consigliere Lorenzo Casella per Santa Marinella, la Consigliera Sharon Carminelli per Tolfa e Désireé De Bakker per l’associazione Nature Education.

Più nel dettaglio, gli obiettivi principali della proposta sono: introdurre un prezzo minimo per le emissioni di anidride carbonica, partendo da € 50 per tonnellata di anidride carbonica; abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE; introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di anidride carbonica nel paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso le politiche che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi.

Per chi non avesse potuto seguire la diretta il video è disponibile qui: https://fb.watch/4e0I7OsydI/
Per firmare la petizione europea: www.stopglobalwarming.eu .






giovedì 4 marzo 2021

DIGNITÀ NEL FINE VITA: ANCHE SANTA MARINELLA APPROVA LA MOZIONE

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione preparata  dall'Associazione Luca Coscioni, promossa dal Paese che Vorrei e presentata dai Consiglieri Lorenzo Casella e Francesco Fiorucci.





La mozione, già approvata nei comuni di Allumiere, Fiumicino e Tolfa, impegna le Amministrazioni a sollecitare il Parlamento a riavviare il dibattito sulla proposta di legge a iniziativa popolare - sottoscritta da oltre 70.000 persone e presentata sette anni fa - volta a restituire a ogni persona la libertà di scegliere sulla dignità della propria morte, mettendo così fine alla situazione di afasia e di irresponsabilità nei confronti di situazioni drammatiche che coinvolgono centinaia di persone.


Questo atto impegna anche la Giunta Comunale di Santa Marinella a dare vita a una campagna di informazione per spiegare le nuove possibilità che la proposta di legge introdurrebbe e quelle già presenti nella Legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), organizzando una serie di conferenze o incontri, avvalendosi anche delle competenze messe a disposizione dall’Associazione Luca Coscioni e da altre impegnate in questo ambito.


Il tema è importantissimo perché tutti i cittadini devono essere messi nella condizione di decidere responsabilmente anche sulle questioni inerenti le proprie sofferenze e sulla possibilità di porvi fine. Inoltre, il diritto alla pari opportunità di assistenza e trattamento sanitario è uno dei fondamenti della nostra Costituzione e l’assenza di una Legge che disciplini il fine vita comporta un intollerabile disparità di trattamento e libertà di scelta tra persone di diversa classe sociale sia per questioni di possibilità economiche sia per quanto attiene la possibilità di accesso al sostegno e alla guida nel percorso psicologico/terapeutico.


Attualmente infatti, l’assenza di una disciplina produce l’abbandono degli individui più fragili alla sofferenza e frequentemente li costringe a ricorrere a soluzioni, a oggi, illecite che spesso coinvolgono, nel dramma e nell’illegalità della loro attuazione, familiari e volontari.


Inoltre, la mancanza di un protocollo operativo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale abbandona il paziente al suo dolore e gli impedisce di compiere scelte responsabili e consapevoli anche relativamente a un possibile ripensamento sulle iniziali intenzioni, rischiando così un ricorso al suicidio per disperazione.
La mozione nello stesso giorno è stata approvata anche a Cerveteri e il testo dovrebbe essere presto presentato a Bracciano, Civitavecchia e Ladispoli. L’auspicio che il territorio si muovesse coralmente per promuovere un diritto civile e sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema importante come quello del fine vita, è sempre più concreto. Speriamo che anche il Parlamento faccia quanto richiesto.

mercoledì 10 febbraio 2021

CLIMA IN COMUNE

Il Paese che Vorrei protagonista nella manifestazione europea “Clima in comune”, alla quale hanno partecipato molti sindaci amici. Peccato che non sia pervenuto alcun segnale dall’amministrazione di Santa Marinella.

Immagine manifesto Clima Comune, con i loghi Eumans!, Ansa, Assemblea dei sindaci per la lotta al riscaldamento globale con la democrazia partecipativa


Mercoledì 10 febbraio 2021 si è svolta la conferenza on line “Clima in comune”. Idea partita da 27 premi Nobel e rilanciata da diversi sindaci italiani ed europei, che mira a chiedere alla commissione europea di proporre una normativa che scoraggi il consumo di combustibili fossili e incoraggi il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, per combattere il riscaldamento globale e limiti l’aumento della temperatura.
Gli obiettivi principali della proposta sono: introdurre un prezzo minimo per le emissioni di anidride carbonica, partendo da € 50 per tonnellata di anidride carbonica; abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE; introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di anidride carbonica nel paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso le politiche che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi.

Il Paese che Vorrei è stato parte attiva nell’organizzazione dell’evento, alla quale hanno partecipato tra le altre molte importanti città italiane ed europee: Roma con la sindaca Raggi, Sala di Milano, Nardella di Firenze, Orlando di Palermo, Gori da Bergamo, Monaco di Baviera, Francoforte, Dublino, Varsavia etc etc.
La nostra associazione si è fatta promotrice dell’iniziativa nei comuni del comprensorio. Hanno aderito il Sindaco Alessio Pascucci per Cerveteri, Antonio Pasquini per Allumiere e Monti per Fiumicino. Rammarico per non essere riusciti a coinvolgere l’amministrazione di Santa Marinella.

Per chi non avesse potuto seguire la diretta è possibile rivedere il video qui: https://fb.watch/4e1bcH1Z9Z/

Per firmare la petizione europea: www.stopglobalwarming.eu .




martedì 12 gennaio 2021

PRIMO CITTADINO?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni scaturite dall'ultimo, preoccupante, Consiglio comunale.

Avviando l’iter per l’affidamento del cimitero, sabato la maggioranza ha posto il primo mattoncino del suo devastante disegno di project financing sui pochi beni comuni che ci sono rimasti. Ma c’è un altro aspetto della seduta consiliare che fa indignare.

Il Sindaco ha liquidato con scherno l’azione del Comitato referendario cittadino in difesa dei beni comuni, nel pesante silenzio/assenso della sua maggioranza, palesando come meschinamente confidi nel fatto che la pandemia e il senso di responsabilità civica dei promotori -che li ha portati a sospendere la raccolta delle firme rischiando di pregiudicarne il risultato- lo possa esimere dall’affrontare una consultazione popolare.  

Un Primo Cittadino degno di questo nome, cosa avrebbe fatto? Sorvoliamo sul fatto che forse avrebbe lui stesso avviato una consultazione popolare prima di intraprendere un’azione volta a ipotecare un bene comune molto oltre la scadenza del suo mandato.  Sicuramente, essendo il primo responsabile della salute pubblica, alle avvisaglie di una recrudescenza dell’epidemia avrebbe preso l’iniziativa e convocato il Comitato per concordare un’interruzione dell’attività di raccolta firme a tutela della salute degli attivisti e della cittadinanza, proponendo al contempo una proroga dei termini per compensare l’interruzione forzata dell’attività. Avrebbe cioè ricercato una soluzione che conciliasse il diritto democratico alla consultazione popolare e la salute pubblica.

Così facendo, questo Sindaco ideale avrebbe manifestato la parte nobile del potere che è responsabilità, spirito di servizio e garanzia; arrivando a strumentalizzare a proprio vantaggio una circostanza così drammatica, il nostro Sindaco, invece, ne ha purtroppo mostrato il lato più vile: arroganza, arbitrarietà, opportunismo.

A fronte di questa manifestazione negativa del potere, però, la nostra collettività sta mostrando di avere la forza di reagire. Rappresentano una sana risposta immunitaria sia gli interventi dei Consiglieri d’opposizione sia il dissenso della Consigliera di maggioranza Calistri e del suo gruppo che dimostrano, ancora una volta, come la politica rappresentativa costituisca comunque un argine all’arbitrio di una maggioranza, peraltro relativa. Così come la consistente partecipazione dei cittadini e l’esistenza stessa del Comitato referendario testimoniano la presenza di anticorpi vitali nella nostra collettività. Bene, la strada è lunga, andiamo avanti con convinzione.

Manuela Comito



martedì 22 dicembre 2020

Quartaccia: ennesima presa in giro dei cittadini con false illusioni da campagna elettorale

Volentieri pubblichiamo il comunicato congiunto del nostro consigliere Lorenzo Casella e dei Consiglieri Francesco Fiorucci e Francesco Settanni di cui condividiamo la preoccupazione per una annosa vicenda che, ancora una volta, non troverà una soluzione.


Un Piano Territoriale Paesistico Regionale in fase di stallo, un Piano Regolatore sbagliato che risale a mezzo secolo fa e una classe di politicanti che sulla base delle prescrizioni di quel piano ha fatto campagna elettorale per 50 anni con promesse che non potevano essere mantenute: vittime di tutto questo sono quei cittadini che, fidandosi, hanno continuato a sperare e a pagare senza vedere risultati.

Il piano regolatore del nostro comune è stato realizzato agli inizi degli anni ‘70 su una premessa tanto sbagliata e irragionevole che prevedeva in pochi anni una popolazione residente a Santa Marinella di circa 80.000 abitanti (a distanza di mezzo secolo, se ne contano circa 18.000).

Questa premessa serviva a trasformare aree agricole in zone di espansione attraverso un Piano Regolatore particolarmente aggressivo nei confronti del territorio. Nella sola zona Quartaccia, il piano prevede di poter costruire 500.000 metri cubi di edifici. In questo modo i terreni oggetto di espansione vedevano aumentare il proprio valore in funzione di un’ipotetica rendita futura.

Le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno tutte colpevolmente mantenuto viva questa illusione che ha prodotto, oltre alla mortificazione di un’aspettativa mai realizzata, un danno economico ai proprietari di quei terreni che hanno pagato per anni le tasse in relazione ad un valore puramente ipotetico visto il vincolo di lottizzazione praticamente insormontabile per un privato cittadino.

Oggi la maggioranza ripropone quello stesso piano vecchio, superato dalla storia, senza rispetto per il paesaggio e senza futuro. Riconfermare provvedimenti sbagliati già 50 anni fa, fingendo di tutelare gli interessi di cittadini che ne usciranno nuovamente danneggiati, è una decisione di cui non possiamo e non vogliamo essere complici.

Riteniamo sia ora di fare un’operazione di verità e dire che quella lottizzazione non si potrà fare e non solo perché la Regione con più provvedimenti ne ha decretato l’impossibilità ma perché sarebbe un intervento sbagliato dal punto di vista sociale, economico, architettonico e paesaggistico.

Interventi edilizi di questo genere hanno ampliamente dimostrato tutta la loro inadeguatezza sotto il profilo ambientale e della qualità della vita e la mentalità che fino ad oggi ha favorito il disprezzo per il territorio dovrebbe essere ormai alle nostre spalle mentre si sta diffondendo la cultura della riqualificazione e la tutela dell’ambiente come bene comune.

Chiediamo che il Comune si ponga con serietà nei confronti dei proprietari di quei terreni e di tutti i cittadini attraverso proposte nuove e realistiche, abbandonando i vecchi piani di lottizzazione in favore di un piano di riqualificazione ambientale compatibile con interventi contenuti di carattere residenziale e sarebbe utile che il comune affiancasse i proprietari di quei terreni in un’azione volta a ottenere il risarcimento per le tasse pagate impropriamente.

Per dare risposte concrete è necessaria l’elaborazione di un piano di assetto del paesaggio con cui definire le opportunità del nostro territorio tenendo conto dei legittimi interessi sociali, economici e ambientali per poi approdare a un Piano Regolatore Generale che possa finalmente disciplinare le modalità di intervento in funzione di obiettivi credibili e quanto più possibile, condivisi.

È necessario compiere scelte che coniughino le prescrizioni a tutela del territorio con gli obiettivi di qualificazione sociale ed economica, favorendo il recupero dell’esistente e l’insediamento residenziale di qualità. Serve un’azione in grado di dimostrare buona politica, amore per il proprio territorio e rispetto per propri concittadini.

Non è impossibile ma serve l’onestà intellettuale e la capacità di programmazione che a questa amministrazione mancano. Ci vuole il coraggio di dire la verità invece che protrarre all’infinito il balletto delle promesse elettorali mai mantenute. È necessario abbandonare le logiche speculative del passato e decidere di perseguire un percorso virtuoso nel rispetto del bene comune e della qualità della vita dei cittadini.

I Consiglieri: Lorenzo Casella, Francesco Fiorucci, Francesco Settanni






mercoledì 2 dicembre 2020

DIGNITA’ NEL FINE VITA: IL COMPRENSORIO BATTE I PRIMI COLPI!

 Accogliendo l’invito de Il Paese che Vorrei, la mozione preparata dall’associazione “Luca Coscioni” è stata approvata nei comuni di Allumiere, Fiumicino e Tolfa. Si attende ora la presentazione negli altri comuni del comprensorio.


        L’auspicio che il territorio si muovesse coralmente per promuovere un diritto civile e sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema importante come quello del fine vita, si sta realizzando. Allumiere, Fiumicino e Tolfa sono i primi comuni del comprensorio in cui è stata discussa e conseguentemente approvata la mozione preparata dall’associazione “Luca Coscioni” e promossa da Il Paese che Vorrei. Prossimamente, il testo dovrebbe essere presentato e discusso anche a Bracciano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli e ovviamente Santa Marinella.

        La mozione impegna le Amministrazioni a sollecitare il Parlamento a riavviare il dibattito sulla proposta di legge a iniziativa popolare, sottoscritta da oltre 70.000 persone e presentata sette anni fa. Una proposta che mira a restituire a ogni persona la possibilità di scegliere sulla propria vita e sulla dignità della propria morte, decidendo liberamente se interrompere terapie e trattamenti. Questo atto mira anche a promuovere una campagna informativa all’interno delle RSA e delle RSD (ove presenti) per spiegare a tutti le nuove possibilità che la proposta di legge introdurrebbe e quelle già presenti nella legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). 

Un'ottima legge che molti rappresentanti territoriali hanno ritenuto giusto e doveroso portare all'attenzione dei rispettivi Consigli comunali. Per questo motivo, Manrico Brogi ad Allumiere, Angelo Petrillo a Fiumicino e Sharon Carminelli, Ramona Vittori e Mario Curi a Tolfa hanno presentato e fatto approvare questa mozione. A loro vanno i nostri complimenti, in attesa che gli altri comuni facciano lo stesso. Un comprensorio che si ritrova intorno ai diritti civili e che spera e chiede che anche il Parlamento ora faccia quanto richiesto. 

        



cartina del litorale nord con segnalati i comuni che hanno approvato la mozione



martedì 1 dicembre 2020

LA MAGGIORANZA NON RISPETTA LE PIÙ ELEMENTARI REGOLE DEMOCRATICHE: TUTTI I CONSIGLIERI D’OPPOSIZIONE DECIDONO DI NON PARTECIPARE AL CONSIGLIO

Il 30 novembre 2020 i consiglieri di opposizione non hanno partecipato alla seduta di Consiglio comunale. Pubblichiamo la loro dichiarazione:

“Egregio sig. Presidente, On.le sig. Sindaco, esimi colleghi, 

ci preme sottoporre all’attenzione delle SS.VV. alcune criticità irrisolte nella gestione della macchina amministrativa: rileviamo il reiterarsi di nocive abitudini, come ad esempio, la mancanza di considerazione verso i consiglieri, sintomo di un deprecabile governo, l’assenza di una quantomeno sufficiente pianificazione da cui l’inesistenza di cronoprogrammi seri, obiettivi e condivisi, la mancanza di una efficace organizzazione delle risorse, solo per citarne alcune. Questa attitudine e tali carenze continuano a condizionare negativamente l’attività dell’Amministrazione.

Ci troviamo infatti costretti per l’ennesima volta a dover denunciare l’incapacità della maggioranza nel rispettare le più elementari regole che dovrebbero disciplinare il funzionamento della cosa pubblica.

Non ci sono vie di mezzo: o abbiamo a che fare con un disegno ed una premeditata intenzione di non far partecipare i consiglieri (il che potrebbe avere una becera e faziosa  logica amministrativa) o siamo di fronte ad incapacità e dunque si naviga a vista.  I consiglieri di ogni schieramento si affannano a rincorrere le pezze messe da una gestione raffazzonata, caotica e irrispettosa, sempre sul filo del rasoio con le date, sempre in emergenza, e nulla c’entra il terribile periodo Covid: la situazione è la stessa da due anni e mezzo. 

Il ritardo è sempre colpevole, sintomo di cattiva gestione, così come la mancanza di condivisione. Infatti ancora oggi ai consiglieri di opposizione viene negato l’accesso ad atti che, per rispetto della legge, prima ancora che per dovere di trasparenza, dovrebbero essere garantiti, così come ci sono ad oggi interrogazioni sull’operato della Giunta e degli uffici che a distanza di due anni, e nonostante un ricorso alla prefettura, non hanno ricevuto risposta. Le comunicazioni sulle commissioni e sulle sedute di consiglio comunale ancora dopo anni di solleciti ed inviti, arrivano in ritardo o prive della documentazione necessaria a consentire ai consiglieri i dovuti approfondimenti, come anche in quest’ultima circostanza in cui siamo chiamati a valutare complesse operazioni di bilancio e problematiche connesse alla graduatoria alloggi che hanno avuto una grave eco nell’opinione pubblica, senza il necessario e dovuto approfondimento sia individualmente che nelle sedi istituzionali competenti (commissioni).

Si minano così le basi necessarie per affrontare con serietà e senso di responsabilità un confronto costruttivo sulle problematiche che affliggono il nostro comune; e riguardano non solo i consiglieri di opposizione ma anche quelli di maggioranza, che privi delle opportune conoscenze documentali, si ritrovano in commissione ad arrampicarsi sugli specchi tentando di difendere l’indifendibile, e privi, loro stessi, di cognizione. 

Tanto è vero che i provvedimenti emanati sono spesso approssimativi, superficiali,  a volte ingiustied errori ed inadeguatezze si abbattono e condizionano non tanto i consiglieri di opposizione o di maggioranza ma l’intera nostra comunità.

Sembra impossibile non considerare il fatto che gli atteggiamenti di arroganza, i personalismi, il disinteresse per un confronto collegiale che alcuni dei Consiglieri dell’attuale amministrazione lamentano di aver subito durante la precedente amministrazione vengano adesso assunti e ribaditi come una prassi amministrativa. Ma soprattutto come si può non considerare che le risposte alle questioni che l’opposizione pone servirebbero anche alla maggioranza per approfondire, conoscere e capire meglio ciò che realmente sta succedendo, cosa si sta producendo e seminando per il futuro di Santa Marinella? 

Il lavoro che un consigliere comunale è chiamato a fare è questo: fare in modo che le scelte che si compiono siano le più corrette, le più giuste, le più condivise possibili.

Il comportamento di questa Amministrazione, che ricordiamolo rappresenta una parte minoritaria delle cittadine e dei cittadini del nostro Comune, è lesivo dei principi elementari che regolano il funzionamento democratico di questa Istituzione ed impedisce di riuscire a trarre il massimo risultato possibile dal confronto democratico a favore della Città.

Rileviamo di fondo una matrice: la mancanza di rispetto, non quella verso le nostre persone, sinceramente questo ci lascia indifferenti, ma per la figura istituzionale che ogni Consigliere incarna, per quella parte di elettori che non si sentono rappresentati dalla maggioranza. E quando manca il rispetto per i cittadini, allora viene meno il rispetto per la democrazia.

Non è questo l’esempio che una classe dirigente dovrebbe fornire ai suoi cittadini: l’arroganza di una gestione priva di considerazione, quindi di intelligenza e di valore per la collettività.

Come sapete noi consiglieri di opposizione non abbiamo molto in comune. Rappresentiamo persone diverse, che hanno pensieri differenti, che si riconoscono in valori e ideali spesso contrapposti. 

Eppure oggi in difesa del compito che i nostri concittadini ci hanno chiesto di ricoprire e in contrasto con il comportamento inaccettabile di questa amministrazione, ci ritroviamo insieme a manifestare con forza la nostra protesta abbandonando i lavori di questa assemblea.

Questo gesto che nessuno di noi avrebbe mai voluto compiere è un invito al ripensamento e un’esortazione a cambiare rotta e a scegliere la strada della correttezza, del confronto e del rispetto che dovrebbe essere di esempio ed alla base della convivenza civile.

Con cortese richiesta formale al Presidente del Consiglio di dare lettura del presente documento in apertura del lavori del Consiglio stesso e di disporne la messa agli atti”.

I Consiglieri:

Calvo Massimiliano

Casella Lorenzo

Fiorucci Francesco

Ricci Bruno

Settanni Francesco



martedì 10 novembre 2020

IL PROTAGONISMO DEL SINDACO METTE A RISCHIO LA SALUTE DEI CITTADINI!

Diversi dipendenti pubblici e utenti sono risultati positivi. In piena emergenza accorpare gli uffici e i servizi invece di attuare accorgimenti per il contenimento non è sicuramente stata una scelta giudiziosa.

È notizia recentissima che tra i dipendenti comunali ci siano 5 soggetti positivi e alcuni di questi erano quotidianamente assegnati a rapporti con il pubblico. 

A dispetto di tutte le indicazioni che spingono verso il contenimento del contagio, ricorrendo a forme di lavoro alternativo e riducendo al minimo i servizi forniti in presenza, l’Amministrazione ha scelto di far rientrare la maggior parte dei dipendenti, concentrando lavoratori e pubblico in un’unica sede. Questa scelta, operata in un periodo critico nel quale responsabilità e buon senso dovrebbero ispirare qualsiasi decisione che riguardi la vita e la salute degli altri, dimostra mancanza di coscienziosità e di giudizio.

I lavoratori sono stati messi a rischio nell’avere contatti con il pubblico e a loro volta potrebbero essere stati veicolo di contagio per i visitatori. E nelle prossime ore il numero dei dipendenti positivi potrebbe aumentare.

Abbiamo letto articoli e visto video social in cui il primo cittadino si scaglia contro dipendenti pubblici e della partecipata, rei di svolgere il proprio lavoro in modalità remota. Il copione, ormai tristemente noto, voleva che il Sindaco appellasse come lavativi e fannulloni tutti coloro che svolgessero i propri compiti da casa e li esortava, duramente, a rientrare negli uffici, nonostante il buon senso e indicazioni governative suggerissero altre vie. Anche le organizzazioni sindacali sono dovute intervenire, per spiegare la situazione straordinaria e di emergenza, ricordando anche come molti dei dipendenti in oggetto abbiano dovuto affrontare spese non indifferenti per svolgere regolarmente il proprio servizio da casa.

Ciononostante, pur di dare risalto all’apertura della nuova sede comunale, invece di incentivare il lavoro a distanza e di aumentare i servizi on line, in modo da garantire il distanziamento e ridurre al minimo i contatti, si è preferito riportare i dipendenti in ufficio. Le poche accortezze che sarebbero bastate per garantire la sicurezza di tutti, sono state accantonate. Ora, i lavoratori hanno paura per se stessi e per le loro famiglie e vivono un disagio che poteva essere evitato. Molti cittadini sono stati sottoposti a un rischio inutile.

Si è anteposto il bisogno di fare propaganda alla salute dei cittadini! La smania di sbandierare l’apertura della sede unica ha fatto dimenticare il rischio a cui venivano sottoposti lavoratori e utenti dei servizi. Il periodo che stiamo vivendo, però, non si addice a egocentrismi irresponsabili. La salute dei cittadini va anteposta a tutto e l’incolumità pubblica deve essere centrale nelle decisioni dell’amministrazione.

Auguriamo ai dipendenti una rapida guarigione. Invitiamo tutti ad affrontare questi tempi drammatici con massima responsabilità. Esortiamo l’amministrazione a mettere al centro delle proprie decisione il benessere collettivo.

Disegno di postazione di lavoro con laptop e smartphone, volti stilizzati e scritta "Smart working VS Covid"


domenica 8 novembre 2020

DIRITTO ALLA CASA: TESTIMONIANZA DI LORENZO CASELLA SULL'OCCUPAZIONE DI SABATO

Quando sono arrivato numerose macchine dei carabinieri erano ferme davanti alla strada di accesso all’edificio. Ho superato i militari e mi sono avvicinato al cancello su cui erano appesi gli striscioni che dichiaravano l’occupazione e subito, attraverso le sbarre della cancellata, ho visto gli occhi sorridenti di Stefania. Era contenta che almeno in questa occasione, almeno in quel momento, il tema a lei così caro del diritto alla casa fosse al centro dell’attenzione.

Passavano i minuti e ai carabinieri si aggiungeva la polizia; dall’altra parte del cancello vedevo persone composte, tutte con la mascherina in volto, negli occhi la preoccupazione per i propri documenti, dati ai carabinieri per l’identificazione di rito ma che non venivano restituiti.

Le forze dell’ordine mi hanno chiesto se avevo voglia di entrare per rendermi conto della situazione e riferire loro le criticità. Eventuale presenza di minori, donne in gravidanza, portatori di handicap e altro. Ho chiesto agli occupanti il permesso di entrare e loro hanno aperto un varco e mi accolto con il sorriso dell’ospitalità, in quello spazio che per poche ore è stato il loro sogno di una casa.

Mi hanno accompagnato per farmi vedere la struttura e mi ha commosso vedere queste persone adulte con il naso schiacciato contro i vetri come bambini davanti alle vetrine.

Guardavano attraverso le finestre che non osavano forzare ma che ai loro occhi aprivano uno scenario di speranza.” Guarda che salotto grande. E lì in fondo, vedi? C’è pure la cucina.” E ancora “Altro che albergo, sono tutti appartamenti. Sono vuoti da anni e noi stiamo co ‘na mano davanti e n’altra de dietro mentre ste case vanno in malora.”

La porta di ingresso dell’immobile era aperta, nessun segno di forzatura o di manomissione, mi hanno detto di aver solo girato la maniglia “neanche era chiusa a chiave!”. Ho fatto un giro per i corridoi all’interno dell’immobile: nessuna porta era stata aperta, si erano limitati a godersi lo stupore per quelle dimensioni, per quelle quantità, per quello spreco. Tutto era grande, tutto era bello e vuoto. Sembrava solo aspettare inquilini che lo abitassero, aspettava da anni di poter essere vissuto.

Riesco fuori e relaziono gli agenti di Polizia che mi avevano invitato a quel surreale sopralluogo. Vedo i loro sguardi più tranquilli. Nessun problema, nessuna criticità, solo persone che chiedono che venga rispettato un loro diritto. Parte anche qualche frase di comprensione e di tristezza. “Aspettiamo il Sindaco e vediamo se si trova una soluzione”.

Ma da lì a poco lo scenario cambia. Arrivano alcuni consiglieri di maggioranza, poi il Sindaco. Tutto si sporca e diventa squallido. Accuse, maldicenze, intimidazioni, arroganza, maleducazione. Ciò che fino a quel momento era stato un luogo di confronto si trasforma in uno scenario dove la sensibilità e il rispetto non trovano spazio. L’unica preoccupazione sembra quella di dover affermare che questa Amministrazione è tanto brava e si prodiga e poi che “No. Non è così che si fa”.

Se non fosse drammatico sarebbe ridicolo. “Non è così che si fa” … Già, e com’è che si fa? Da anni si chiede al Sindaco e non arrivano soluzioni, si chiede all’Assessore e passano mesi e mesi solo per veder pubblicata una lista dove il tuo nome c’è. Sei tra gli aventi diritto ma la casa no, quella non c’è. Allora si chiede ad Ater e non arrivano risposte, si chiede alla Regione e manco ti ricevono.

Ecco come si fa. Si fa il giro delle Istituzioni che invece di aiutarti si rimpallano responsabilità. L’uno da la colpa all’altro e in mezzo ci sei tu che continui a vivere la tua precarietà, il tuo disagio, il tuo sogno di una casa che non arriva.

Però per loro va tutto bene perché mentre tu giri in cerca di risposte non solo non disturbi più di tanto ma anzi, chi sta al potere prova pure un certo gusto nel vederti chiedere, nel poter elargire di tanto in tanto un “Vedremo” oppure un “Faremo il possibile”. Lasciarti appeso a quella speranza è il giochetto crudele di chi gestisce il potere perché si sente importante e ti mette nella condizione di assoggettarti, magari anche di sostenerlo nella speranza di una concessione futura. Ecco futura. Perché il presente è così e così rimane. Il tuo disagio te lo tieni e rimani aggrappato alla speranza che qualcuno ti possa aiutare.

L’ultima immagine che ho di questa giornata è quella della disillusione. Sopra le mascherine gli occhi stanchi e amareggiati di chi per una mattina ha sperato che i suoi diritti fossero rispettati. La tristezza e la rabbia di constatare ancora una volta di essere il più debole, in balia di regole difficili da capire e ancora più difficili da ingoiare quanto tutto questo si abbatte inesorabilmente sulla tua vita.

Voglio ringraziare tutti coloro che resistono, che ancora combattono, che ancora hanno le energie per portare avanti battaglie non per il proprio esclusivo tornaconto ma per un interesse collettivo.

Se saremo in grado di riconquistare la dimensione sociale allora saremo capaci di restituire un senso alle istituzioni che invece che reprimere e intimidire i cittadini, un domani, potranno diventare un vero e proprio strumento al servizio delle persone, a partire da quelle in maggiori difficoltà. Uno strumento per restituire un senso alla vita politica anche in questo disgraziato paese.

Lorenzo Casella

Stradina maltenuta che porta a un cancello su cui sono due striscioni, uno "Comitato Cittadino x Santa Marinella" l'altro "Occupazione"


sabato 7 novembre 2020

IL PAESE CHE VORREI SOSTIENE IL COMITATO CITTADINO PER L’EMERGENZA ABITATIVA

Questa occupazione denuncia la mancanza di risposta delle Istituzioni

 

Dopo mesi di richieste, di trattative e di promesse, il Comitato cittadino per Santa Marinella ha deciso di occupare un immobile per chiedere una casa per chi non ce l’ha.

Le persone che stanno occupando hanno diritto ad un alloggio popolare, sono regolarmente iscritte alla graduatoria che il Comune ha stilato dopo mesi di rinvii e pressioni e vivono da troppo tempo una condizione di disagio e di precarietà. A loro va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno soprattutto in questo periodo in cui, alla sofferenza del disagio abitativo, si aggiunge l’angoscia di una possibile clausura, a causa del diffondersi del virus, in case che, quando esistenti, non riescono a garantire condizioni abitative dignitose.

Questo avviene a Santa Marinella, una città in cui numerosi sono gli edifici residenziali costruiti ma non completati, completati ma mai messi a disposizione, vuoti e abbandonati all’incuria e al degrado.

Qui non c’è la necessità di costruire nuove residenze. C’è invece l’assoluto bisogno di riqualificare il patrimonio edilizio esistente per renderlo disponibile sia agli aventi diritto ad un alloggio popolare sia ai cittadini nelle condizioni di poterlo affittare o acquistare.

Un esempio è l’immobile di via Elcetina su cui l’ATER ha tentato un’operazione di acquisizione e riqualificazione che avrebbe fornito 72 appartamenti molti dei quali da concedere in locazione a canoni adeguati alle condizioni economiche degli aventi diritto, altri a canone convenzionato. Quell’immobile avrebbe potuto soddisfare la totalità delle richieste degli aventi diritto e i lavori di adeguamento, piuttosto limitati, avrebbero potuto essere realizzati da aziende edili e artigiani locali fornendo così una ricaduta economica positiva sul nostro territorio. In più, data l’entità degli interventi necessari, gli alloggi avrebbero potuto essere disponibili, secondo una stima di ATER, nel giro di 8/10 mesi.

Sarebbe stata una soluzione ideale e un primo passo per avviare quegli interventi di riqualificazione di cui avremmo assoluta necessità. Eppure nessuno nell’Amministrazione ha mosso un dito per agevolare questa operazione, improvvisamente sfumata quando la parte venditrice si è tirata indietro per motivi ancora oggi avvolti da silenzio e opacità.

Non sappiamo cosa sia successo ma è certo che il Comune aveva altre mire. Mentre ATER trattava per la riqualificazione, il Sindaco parlava di nuove costruzioni, di convertire terreni agricoli in edificabili, di ennesime palazzine da realizzare. La vecchia logica di fare economia con la cementificazione invece che con il recupero; la solita vecchia mentalità che privilegia i costruttori invece di offrire opportunità alle maestranze locali ed è drammatico che per perseguire questi obiettivi si sia disposti a trascurare, quando non a calpestare, i diritti di coloro che più avrebbero bisogno dell’impegno delle Istituzioni.

Non c’è da stupirsi che queste persone si siano stancate di essere prese in giro. Quando si è in difficoltà arriva un momento in cui non c’è più spazio per capire le lentezze di ATER, l’indifferenza del Comune, gli inspiegabili percorsi burocratici, l’incapacità della Regione e dello Stato ad aiutare i cittadini.

Si arriva al punto di rottura in cui ci si incazza e basta. E per provare a far valere i propri diritti si è costretti ad agire per abbattere il muro che le istituzioni rappresentano con le proprie assurde complessità o che a volte innalzano per occultare secondi fini o peggio, per reprimere i nostri diritti.




giovedì 22 ottobre 2020

DIGNITÀ NEL FINE VITA: IL COMPRENSORIO SI MOBILITA

 Il Paese che Vorrei e la Luca Coscioni insieme per promuovere il dibattito sul fine vita e la discussione in Parlamento della legge sull’Eutanasia Legale.

Sabato 24 ottobre alle ore 17,00 in diretta online dalla pagina Facebook dell’associazione Il Paese che Vorrei verrà affrontato il delicatissimo e sentito tema del fine vita e della necessità di avere una legge per l’Eutanasia Legale. Parteciperanno come relatori Mina Welby, co-Presidente dell’associazione Luca Coscioni, Matteo Mainardi, Coordinatore della campagna per una legge sull’Eutanasia Legale e il dottor Luigi Montevecchi, tra i maggiori esperti in materia.

A sette anni dalla presentazione, la proposta di legge d’iniziativa popolare sull’Eutanasia Legale, sottoscritta da 70.000 persone, non è stata ancora né discussa né calendarizzata dal Parlamento. È necessario riavviare un percorso di sensibilizzazione sul tema e ci è sembrato doveroso dare il nostro contributo a questa battaglia di civiltà, soprattutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale e quelle nei processi Trentin/Welby/Cappato e Dj Fabo/Cappato.

Citiamo dal sito dell’Associazione Luca Coscioni: “Troppo spesso il padrone della tua vita non sei tu. L’86% dei medici dichiara che non sono i pazienti a influire sulla decisione di interrompere i propri supporti vitali. Chi chiede l’eutanasia vuole solo morire con dignità. Le buone leggi servono alla vita: per impedire che siano altri a decidere per noi”.

Tramite il suo rappresentante istituzionale Lorenzo Casella, Il Paese che Vorrei presenterà in Consiglio comunale la mozione preparata dall’associazione Luca Coscioni per sensibilizzare i cittadini e promuovere il dibattito in Parlamento e ha invitato i rappresentanti di altri 7 comuni del comprensorio a fare altrettanto. Lo stesso atto sarà quindi presentato dal Vicesindaco di Allumiere Manrico Brogi, dai Consiglieri Chiara Mango, Marco Tellaroli e Alessandro Persiano a Bracciano, dal Sindaco Alessio Pascucci a Cerveteri, dai Consiglieri Carlo Tarantino e Patrizio Scilipoti a Civitavecchia, dal Consigliere Angelo Petrillo a Fiumicino, dal Consigliere Fabio Ciampa a Ladispoli e dai Consiglieri Sharon Carminelli e Mario Curi a Tolfa.

Un intero comprensorio si muove coralmente per la promozione di un diritto civile fondamentale. Auspicabilmente, otto Comuni chiederanno al Parlamento di poter lasciare i cittadini liberi di scegliere fino alla fine.

Ringraziamo gli amici Alessandro Putero, Ismaele De Crescenzo, Massimo Guitarrini e Roberto Garau per il lavoro finalizzato al buon esito dell’operazione, svolto nei diversi comuni.






venerdì 16 ottobre 2020

RICORSO AI PRIVATI, QUALCHE RIPENSAMENTO IN VISTA?

Il Sindaco annuncia un possibile passo indietro sul ricorso ai privati per la gestione della Perla del Tirreno e delle strisce blu. La nostra battaglia al fianco dei cittadini in difesa dei beni comuni sta forse iniziando a dare dei frutti, ed è bene continuare con energia.

Per più di due anni Sindaco e compagni hanno rincorso l’intervento di privati nella gestione dei nostri beni comuni come unica salvifica risposta ai problemi della città.

Ora, nel giro di pochi giorni, l’Amministrazione annuncia a mezzo stampa due possibili dietrofront sul project financing per la passeggiata e la concessione dei parcheggi a pagamento.

Leggiamo inoltre di un contenzioso con la società che ha gestito lo stabilimento la Perla del Tirreno relativo al pagamento dell’IVA. Eppure, già due anni fa, il nostro Consigliere Lorenzo Casella aveva sollevato il problema con un’interrogazione, alla quale né Sindaco né Giunta si sono mai degnati di rispondere, tanto che si è dovuto ricorrere al Prefetto.

Ora che l’oggetto di quell’interrogazione si è trasformato in un contenzioso legale, il Sindaco scopre che i privati non fanno necessariamente l’interesse della collettività e contesta tardivamente al concessionario una pessima gestione del servizio e il deprezzamento dell’immobile comunale.

Più di tre anni fa Il Paese che Vorrei aveva avanzato una proposta-sostenuta da oltre mille firme- che puntava alla riqualificazione dello stabilimento e alla sua destagionalizzazione attraverso una gestione pubblica e condivisa degli spazi. Se la Maggioranza non si fosse dimostrata sorda ad ogni suggerimento esterno, oggi non ci troveremmo a ripiegare, con l’acqua alla gola, su una brutta copia del progetto allora avanzato dalla città.

Anche per le strisce blu il repentino ripensamento del Sindaco non è certo dovuto a una improvvisa folgorazione sulla necessità di tutelare la collettività. Il passaggio, da noi più volte richiesto, a una gestione in-house dei parcheggi raccoglie ora il plauso di alcuni sostenitori della Giunta Tidei, senza però che si entri nel merito di cosa realizzeremo e come.

Da mesi, chiede un progetto che comprenda un piano per la mobilità; la definizione di esenzioni per pendolari, residenti e operatori economici; l’individuazione di aree per la sosta gratuita; un piano per reinvestire i proventi dei parcheggi nella riorganizzazione del trasporto pubblico locale e nella manutenzione delle strade.

Ci vuole evidentemente tempo per riuscire a far capire a questo Sindaco, a questa Giunta e a chi li sostiene che le scelte corrette sono quelle che producono ricadute positive sui cittadini e non quelle utili solo a fare cassa, senza un progetto valido per la città.

Continueremo a provarci, convinti che questo sia il compito di un’opposizione duramente critica ma fortemente propositiva. Continueremo a proporre le nostre idee e le nostre soluzioni forti del sostegno di tanti cittadini e confortati dal fatto che, anche tra chi ha sostenuto e sostiene l’attuale maggioranza, un po’ di sensibilità per il bene comune inizia a farsi strada.

Invitiamo l’Amministrazione a non arroccarsi sulle proprie fallimentari prese di posizione e a riaprire un dialogo costruttivo per il bene di tutti. Nel dubbio che questo invito resti inascoltato, continueremo ad affiancare il Comitato dei cittadini per i referendum nella raccolta delle firme, convinti che i cittadini che hanno a cuore il futuro di Santa Marinella riusciranno prima o poi far sentire la propria voce.

freccia indietro nera su fondo bianco e testo ripensamenti in vista?