giovedì 1 luglio 2021

UNA POLITICA DI DIRITTI NEGATI E INDIFFERENZA

I consiglieri del gruppo del Paese che Vorrei e gruppo Misto abbandonano il Consiglio per denunciare la violazione sistematica dei diritti dei consiglieri e dei cittadini ma, prima di lasciare l’aula, motivano la propria condanna nei confronti della Giunta e della Maggioranza.

Ci sono importanti interrogazioni sull’uso di denaro pubblico, sulla gestione di appalti, su comportamenti di membri della Giunta - temi che riguardano i cittadini tutti e il loro diritto di essere informati delle modalità con cui opera la Maggioranza - protocollate da più di 3 anni a cui non è mai stata data risposta. A questo si aggiungono i ritardi imperdonabili con i quali vengono portate in Consiglio le mozioni a firma delle forze d’opposizione. 

Ricordiamo che tutti i consiglieri dovrebbero godere dei diritti sanciti dalla Legge, dallo Statuto e dal Regolamento. Eppure, con questa Maggioranza a guida di un partito che si definisce democratico, questo non avviene.

Anzi, lo sfregio dei diritti va oltre l’assoluta mancanza di rispetto verso le norme che regolano i rapporti istituzionali e le istanze avanzate dai rappresentanti eletti.

I consiglieri denunciano anche il costante ostruzionismo operato nel percorso referendario culminato, in violazione del Regolamento, in un ritardo colpevole nella proclamazione della validità delle firme raccolte che ben evidenzia l’assenza di spirito democratico e di senso della collettività. Infatti, per la prima volta nella storia del nostro comune, grazie all’impegno dei tanti volontari e alla partecipazione cittadina, si potrà effettuare una consultazione referendaria incentrata sul destino dei nostri beni comuni. Una consultazione storica che avrebbe dovuto spingere chiunque si professi democratico a favorire la raccolta di firme ma anche e soprattutto il confronto tra i cittadini che saranno chiamati ad esprimersi sul futuro del proprio territorio.

È stato inoltre denunciato il nuovo tentativo di cementificazione del parco della Chiesa e del Convento dell’Immacolata a Santa Severa e la totale assenza del Comune e della Maggioranza nel supportare, o anche soltanto prestare ascolto, ai cittadini che si sono organizzati per difendere il diritto alla tutela dell’ambiente e della storia di quei luoghi.

Quindi un cenno a cosa si cela dietro il bilancio consultivo 2020, all’ordine del giorno nella seduta consiliare. Il bilancio presenta un avanzo di 300.000 euro, frutto non di un risanamento strutturale ma delle agevolazioni di cui i Comuni hanno potuto usufruire per affrontare le conseguenze della pandemia. 

Con l’obiettivo di agevolare gli Enti locali nel far fronte al disagio crescente dei cittadini e mitigare la crisi economica e sociale, lo Stato ha consentito ai Comuni di sospendere i pagamenti dei mutui in essere.

Il nostro Comune, invece di impiegare i denari risparmiati grazie a questo intervento statale per aiutare i cittadini in difficoltà, semplicemente non li ha spesi e ora propaganda questo risultato come un successo.

Questo risultato è invece una vergogna, hanno spiegato i consiglieri, perché i nostri concittadini in grave difficoltà potevano e dovevano essere aiutati, non per bontà ma nel rispetto dei loro diritti.

Se si è costretti a vivere in un container, infatti, è perché viene negato il diritto un’abitazione dignitosa e se c’è una famiglia costretta ad affrontare senza il supporto della sua comunità la difficoltà di crescere un figlio con una disabilità importante è perché viene loro negata l’assistenza domiciliare a cui hanno diritto.

Avere un avanzo di 300.000 euro e non aver mosso un dito per aiutare i nostri concittadini a far riconoscere e rispettare i loro diritti fondamentali diventa insopportabile. 

Rifiutandosi di legittimare questa sistematica violazione di ogni diritto e questa conclamata indifferenza per le difficoltà della vita dei nostri concittadini, i consiglieri hanno abbandonato il Consiglio.




giovedì 24 giugno 2021

NATURA SENZA BARRIERE: TUTTI INSIEME ACCESSIBILMENTE!

 Il Paese che vorrei con il patrocinio del Comune di Cerveteri organizza un’escursione accessibile alla Necropoli etrusca della Banditaccia e alla Macchia della Signora in compagnia del Disability Pride, dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e della Federazione Italiana Associazioni dei Sordi.

Domenica 27 giugno, in occasione della sesta edizione della manifestazione “Natura senza barriere”, promossa dalla FederTrek, l’associazione il Paese che vorrei con il patrocinio del Comune di Cerveteri ospiterà una delegazione del Disability Pride, del quale è partner, dell’Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti e della Federazione Italiana delle Associazioni dei Sordi. Insieme effettueremo una visita della Necropoli etrusca della Banditaccia e successivamente un’escursione accessibile nella Macchia della Signora a Cerveteri.

Sarà l’occasione per valorizzare, nel segno dell’inclusione e dell’accoglienza, le bellezze naturali e artistiche del nostro territorio. Questa visita rappresenta anche un’opportunità per perfezionare i percorsi accessibili e agevolare le pratiche escursionistiche garantendo così un godimento universale degli spazi.
Ricordiamo che la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri, insieme alla Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, è entrata a far parte dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO nel 2004.

La Macchia della Signora, tra le altre cose, è oggetto di un progetto di riqualificazione da parte dell’associazione “Una Macchia per tutti”, recente vincitrice del Bando regionale “Vitamina G”. Questo progetto mira a dotare il sito di percorsi carrozzabili e percorsi sensoriali per non vedenti e sordi e potrebbe diventare un importante risorsa dell’accoglienza inclusiva a beneficio di tutto il territorio.

L’adesione da parte di tante realtà e associazioni di categoria è stata ampia. Tra queste ci sono anche diverse associazioni specializzate nel turismo accessibile, che incantate dalla bellezza dei luoghi durante i sopralluoghi, valuteranno l’inserimento di questo itinerario nelle proposte da offrire ai propri utenti.

Il territorio di Cerveteri ha grandi potenzialità turistiche per le sue bellezze naturali, paesaggistiche, artistiche e archeologiche.  Metterle a disposizione di tutti, garantendone l’accessibilità, aprirebbe le porte a un settore del mercato turistico, sicuramente non di massa, che andrebbe ad arricchire l’offerta della città sotto il profilo della ricezione turistica ma anche sotto quello della crescita civile, sociale ed etica.
Il Paese che vorrei è convinto che l’inclusione, l’integrazione e l’accoglienza costituiscano valori essenziali per una collettività e intende continuare a promuovere queste iniziative in collaborazione con tutti i soggetti che vorranno partecipare.

Ringraziamo Il Comune di Cerveteri e in particolar modo il Sindaco Alessio Pascucci, l’Assessore alla Cultura Federica Battafarano, l’Assessore ai Servizi sociali Francesca Cennerilli e l’Assessore alla mobilità Elena Gubetti per la collaborazione che ha reso possibile l’escursione e la Direttrice della Necropoli Daniela De Angelis per la disponibilità e la sensibilità dimostrate.

lunedì 7 giugno 2021

IL LIBERO ACCESSO AL MARE È ANCORA UN DIRITTO?

Ogni estate si torna a parlare del “libero e gratuito accesso e fruizione della battigia" e del problema di Santa Marinella che, nonostante i suoi 20 chilometri di costa, offre pochissimi spazi per accedere gratuitamente e comodamente al mare, quasi nessuno in centro città.

Puntualmente, si denunciano i frequenti “sconfinamenti” degli stabilimenti fino quasi a riva o nelle spiagge libere confinanti e la crisi Covid è stata utilizzata per favorire il business della balneazione a pagamento negando il godimento del mare a coloro che non hanno la possibilità di poterselo “comprare”.

Di fatto l’accesso al mare non è più un diritto come prevede la normativa, ma un privilegio costoso gestito spesso attraverso l’abuso e le regole-fai-da-te dei gestori e l’assenza di controlli da parte degli enti preposti. 

Ma come si coniuga l’esercizio delle attività balneari in concessione - e il loro diritto a non trovarsi una barriera umana lungo la battigia - con il diritto di ogni cittadino a passeggiare o sostare sul bagnasciuga ed eventualmente farsi un bagno senza essere obbligato a pagare l’accesso o i servizi?

Il bilanciamento di questi diritti spetta ai Comuni che, nel dare le concessioni, dovrebbero sempre garantire, e mettere a disposizione di tutti, arenili liberi, segnalati e accessibili.

Purtroppo però, le pressioni esercitate dagli operatori economici, il desiderio di non doversi accollare l’onere della cura del litorale e l’incapacità di offrire opportunità concrete per la gestione di arenili liberi con servizi, determinano un orientamento che comprime sempre più il diritto delle persone a fruire del mare

Così, nel Comune di Santa Marinella gli stabilimenti dilagano e nessun amministratore si ricorda mai dell’obbligo di prevedere, predisporre e manutenere un ampio numero di arenili gratuiti e accessibili, limitando così anche l’offerta turistica del territorio, a danno di tutti gli altri operatori economici.

Ora, il nuovo piano regionale di utilizzo degli arenili prevede regole più stringenti a tutela delle porzioni destinate a pubblica fruizione (50%) della libera visuale e degli accessi al mare (ogni 300 metri) ma, in mancanza di sanzioni per le Amministrazioni che non ottemperano, che speranza abbiamo di vederle mai rispettate?

Sta a tutti noi rivendicare il nostro diritto. Una sana Amministrazione dovrebbe censire i possibili varchi, sistemarli e renderli accessibili o creare di nuovi, segnalarli e ove necessario, provvedere alla bonifica dei tratti costieri che lo necessitano. Per destinarli poi a spiagge libere o libere con servizi, naturalmente.

E per risolvere il problema della carenza di spazi liberi in centro città si dovrebbe affrontare la questione della gestione della Perla del Tirreno con l’obiettivo di realizzare un progetto di spiaggia libera con servizi - diversificati, destagionalizzati e condivisi - come quello che da anni sosteniamo.

Per finire, la strenua difesa del minuscolo triangolino di spiaggia libera a sud dello stabilimento della Marinella può sembrare risibile a fronte dell’entità della domanda di spazi ma non lo è. Rappresenta simbolicamente un diritto e l’appello di molti cittadini a non dimenticarlo ci dà la speranza che qualcosa prima o poi possa cambiare e la convinzione che questo cambiamento rappresenti un dovere per tutti noi.




lunedì 31 maggio 2021

IL PORTICCIOLO POTREBBE TORNARE AD ESSERE UN BENE COMUNE

Una lezione di cui fare tesoro

Dopo vent’anni si avvia, forse, a conclusione la triste vicenda di un porto sottratto alla città. Ora il Sindaco intima alla Porto Romano di riconsegnare il porto al Comune “che dispone di tutte le competenze per gestirlo in house nel rispetto e negli interessi dei cittadini residenti, dei turisti, dei diportisti e dei pescatori professionisti contrariamente a quanto ha fatto fino ad oggi l’impresa”.

Gestione in house? Finalmente! La nostra linea è sempre stata quella di restituire il porto alle competenze di Comune e Regione tutelando i posti di lavoro e se possibile implementandoli. Questo vuol dire recuperare un bene collettivo per gestirlo nell’interesse dei cittadini e dell’economia del nostro Comune e non esclusivamente di un singolo imprenditore.

La società Porto Romano ha fatto ciò che è nella sua vocazione di impresa privata: perseguire il proprio interesse economico. E ha potuto farlo, speculando su un bene pubblico, grazie a una convenzione della durata di cento anni, incautamente sottoscritta nel 1996 dal Comune di Santa Marinella.  

Anche allora i sostenitori della convenzione rifiutavano l’utilizzo della parola “privatizzazione del porto” usata da chi vi si opponeva. Ma la privatizzazione si è di fatto concretizzata. La Porto Romano si è impossessata del bene e ne ha incassato i proventi con la promessa di opere di ampliamento i cui lavori non sono mai iniziati, i servizi previsti sono stati disattesi e i vincoli non sono mai stati rispettati.

Ciononostante, la Porto Romano ha continuato a operare come se il porto fosse una sua proprietà e ci sono voluti oltre 20 anni di onerosi ricorsi legali per tornarne in possesso.

La storia insegna, dicono, eppure eccoci qui a parlare di project financing - su cimitero, passeggiata, farmacia, parcheggi, piazza - da affidare a munifiche imprese private che non vedono l’ora di accaparrarsi proprietà pubbliche solo per fare il nostro bene.  Grandi opportunità di sviluppo, ci dicono; esattamente come allora ci fu detto per il porto.

Ma la realtà è stata ben diversa. Ci auguriamo che questa triste vicenda possa almeno servire a farci aprire gli occhi, prima di commettere altri errori che pagheremo tutti per i prossimi decenni.

Se il Comune otterrà la restituzione del bene ci auguriamo che l’Amministrazione si ponga alcune priorità: tutelare e aumentare i posti lavoro attualmente in essere, abbandonare i faraonici quanto anacronistici progetti di ampliamento, ripristinare legalità e correttezza nell’utilizzo di spazi e servizi, valorizzare davvero il nostro Porticciolo, piccolo gioiello di questa città.





venerdì 14 maggio 2021

DIGNITÀ DEL FINE VITA

Continua la campagna del Paese che Vorrei per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica su un fondamentale diritto civile.

Domenica 16 maggio dalle ore 10:00 alle 13:00, insieme agli attivisti di Sinistra Democratica, distribuiremo materiale informativo presso i portici dell’arena Lucciola in via Aurelia, Santa Marinella.

Ricordiamo che il Comune di Santa Marinella ha approvato una mozione scritta dall’Associazione Luca Coscioni che impegna le Amministrazioni a sollecitare il Parlamento a riavviare il dibattito sulla proposta di legge a iniziativa popolare volta a restituire a ogni persona la libertà di scegliere sulla dignità della propria morte, mettendo così fine a una condotta politica che irresponsabilmente ignora situazioni drammatiche che coinvolgono centinaia di persone.

Tutti i cittadini devono essere messi nella condizione di decidere responsabilmente in un sistema che assicuri pari opportunità di assistenza e trattamento sanitario, come garantito dalla nostra Costituzione. Attualmente invece, l’assenza di una Legge che disciplini il fine vita comporta una intollerabile disparità di trattamento e di libertà di scelta tra persone di diversa classe sociale sia per questioni di possibilità economiche sia per quanto attiene la possibilità di accesso al sostegno e alla guida nel percorso psicologico/terapeutico.

La mozione approvata impegna anche la Giunta Comunale a dare vita a una campagna di informazione per spiegare le nuove possibilità che la proposta di legge introdurrebbe e quelle già presenti nella Legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).

Nell’attesa lo facciamo noi.














mercoledì 12 maggio 2021

CONFERENZA STAMPA - DIRITTO ALL’ABITARE: IMBOCCATA UNA STRADA SBAGLIATA

Volentieri pubblichiamo il comunicato del Comitato per l'emergenza Abitativa e accogliamo il loro invito a partecipare ricordando che gli Enti preposti, a distanza di mesi dalla redazione della graduatoria, ancora non sono riusciti a dare concreta attuazione al diritto alla casa, sancito dallo Stato.


Il 15 maggio 2021 alle ore 12:00 nell’area antistante l’ex colonia marina (Santa Severa) Il Comitato per l’Emergenza Abitativa di Santa Marinella convoca una conferenza stampa invitando anche i rappresentanti di tutte le associazioni e i soggetti politici che sostengono il diritto all’abitare. L’obiettivo è l’individuazione di una tempestiva soluzione dell’emergenza attraverso l’utilizzo del patrimonio pubblico e privato abbandonato. L’ex colonia è luogo emblematico: un imponente edificio di proprietà pubblica che potrebbe facilmente essere convertito in alloggi popolari. Basterebbe la volontà politica degli enti pubblici per consentire ad ATER l’operazione di acquisto e ristrutturazione dell’immobile. La soluzione è semplice , vediamo se anche questa volta Comune, Regione ed Ater riusciranno a voltarsi dall’altra parte.


Infatti, a più di un anno dalla redazione della graduatoria, tutti gli aventi diritto sono ancora senza casa e nessuna soluzione si prospetta all’orizzonte. Sembra che l’attuale maggioranza voglia ignorare o peggio vanificare ogni opportunità per risolvere il problema in tempi rapidi. Nel tempo, il Comitato ne ha prospettate diverse individuando immobili, sia pubblici che privati, abbandonati al degrado da poter convertire immediatamente in edilizia popolare per rispondere almeno all’emergenza. A via Elcetina si potrebbero realizzare 72 alloggi e ATER aveva già avanzato la proposta di acquisto bloccata senza alcuna spiegazione a pochi giorni dall’atto notarile. Relativamente all’ex albergo Maiorca, il proprietario era inizialmente disponibile alla vendita ad ATER, tanto che questa aveva già effettuato un sopralluogo e valutato la possibilità di ricavarne circa 25 appartamenti. Poi, anche questa soluzione è sfumata, forse anche a causa della nuova opportunità concessa ai proprietari di immobili di usufruire del cambio di destinazione d’uso - da ricezione turistica a residenziale - deliberato recentemente dal Comune. Quando si è chiesto al Comune di intervenire per agevolare una possibile cessione dell’edificio Pio X, il Sindaco ha risposto che su quell’immobile aveva altri progetti che stava discutendo con la Regione. Progetti dii cui non si è saputo più nulla.


Una strategia, quella della giunta Tidei, che vuole individuare nelle nuove costruzioni l’unica soluzione possibile. Infatti l’ultimo tradimento dello spirito dell’edilizia economica e popolare riguarda la zona 167 di S Severa. Nel Consiglio di giovedì 29 aprile, infatti, la Maggioranza ha votato un provvedimento che con il pretesto di sanare le molte irregolarità createsi nel tempo nelle case già costruite in 167 a Santa Severa estende, anche ai terreni ancora da edificare, l’immediata disponibilità del diritto di superficie ai costruttori, aprendo un’autostrada a possibili speculazioni, in una zona che il PRG individua a edilizia economica e popolare.


Chiediamo che il problema sia affrontato ponendo fine a questa farsa. Bisogna dare risposta a chi è in graduatoria e non favorire le speculazioni private.


Chiediamo che: il Comune effettui subito un censimento di tutti gli immobili pubblici e privati, che possano essere acquisiti; ATER faccia i sopralluoghi, valuti le diverse opportunità e, con il supporto del Comune, avvii immediatamente le trattative; la Regione metta a disposizione i propri immobili e agevoli attraverso forme di finanziamento, la ristrutturazione e gli adeguamenti necessari a garantire agli aventi diritto un numero soddisfacente di alloggi in edilizia sovvenzionata.


COMITATO PER L’EMERGENZA ABITATIVA


Aderiscono: Unione Inquilini Civitavecchia, Il Paese che Vorrei, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Gruppo Misto Consiliare, Casa del Popolo Ladispoli.









martedì 4 maggio 2021

DESTINAZIONE D'USO LEGGE 167: NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DALLA MAGGIORANZA

All’ultimo Consiglio comunale è approdato un provvedimento apparentemente volto a sanare la situazione della zona 167 di Santa Severa ma, come spesso accade con questa maggioranza, dietro agli annunci si nascondono intenzioni che mirano a favorire interessi a discapito del nostro territorio. 

Nelle pieghe della delibera si scopre, infatti, che il provvedimento non riguarda solo le case già costruite ma anche le future operazioni immobiliari che il Sindaco intende promuovere sui terreni limitrofi.

Spieghiamo: la Legge 167 disciplina i Piani per l’Edilizia Economica e Popolare con varie formule. Nel nostro caso, si tratta di edilizia convenzionata volta a facilitare l’acquisto della prima casa a chi non può permettersi di comprarla a prezzo di mercato.  

Le legge prevede che un Ente pubblico metta a disposizione del costruttore il terreno su cui edificare cedendogli il cosiddetto “diritto di superficie”. L’imprenditore, quindi, non deve acquistare il terreno e questo costituisce un importante risparmio sull’impegno economico dell’opera. Inoltre, lo stesso imprenditore usufruisce di finanziamenti pubblici che rendono l’operazione ancora più vantaggiosa.

In funzione di queste facilitazioni e finanziamenti, gli enti pubblici stipulano una “convenzione” con il costruttore il quale si impegna a vendere le case edificate a un costo ridotto, il “prezzo massimo di acquisto”, solo agli aventi diritto, secondo le regole dettate dalla convenzione.

Chi compra una casa realizzata in “convenzione” non può rivenderla né affittarla a prezzo di mercato ma deve attenersi al prezzo di vendita o affitto stabiliti in convenzione e solo ad altri aventi diritto. La ragione è chiara: se un ente mette a mia disposizione risorse pubbliche (terreno e finanziamenti) per permettermi di acquistare una casa pagandola meno, io non posso specularci sopra, se la casa non mi serve più.

Purtroppo però nessuno controlla e il rispetto delle convenzioni è spesso venuto a mancare. Così le irregolarità, la superficialità durante gli atti, l’affarismo di alcuni e la mancata conoscenza delle regole di altri, si sono sommati a contenziosi tra Comune e Regione. A tutto questo corre in soccorso una Legge dello Stato che stabilisce che i proprietari delle case in zona Convenzionata 167, possono riscattare il valore della superfice a terra della propria abitazione e diventarne proprietari a tutti gli effetti. Sono quindi liberi di vendere o affittare al prezzo che ritengono opportuno senza alcun vincolo alla convenzione a suo tempo stipulata.

Come tutte le leggi "sanatorie" non è che sia giusta perché mette sullo stesso piano chi si è comportato correttamente e chi ha speculato su case su cui non avrebbe potuto farlo, senza andare troppo ad indagare. Perché, se si dovesse indagare, salterebbe fuori che molte responsabilità ricadono su chi avrebbe dovuto gestire i rapporti tra le parti e controllare la legalità dei comportamenti. Ossia il pubblico, che invece è il grande beneficiario di ogni sanatoria. Il pubblico infatti incassa.

Tuttavia, se il provvedimento avesse riguardato solo le case già costruite ci saremmo pure potuti stare.

Essendo contrari a nuovo consumo di suolo (in un comune in cui esistono centinaia di alloggi vuoti), a operazioni di sanatoria preventiva e a stabilire diritti di proprietà su terreni pubblici senza aver neanche valutato i contenuti delle convenzioni con chi costruirà, i Consiglieri comunali di opposizione hanno presentato un emendamento che chiedeva di approvare quanto previsto nella delibera ma “esclusivamente sulle aree e sui lotti già edificati alla data del presente atto”.

Cioè, se vogliamo risolvere il problema a chi è già in possesso di una casa in quella zona va bene. Se vogliamo sanare le inesattezze, le ingiustizie, le irregolarità che riguardano quelle aree va bene; ma se invece con questo provvedimento si vuole spianare la strada ad eventuali speculazioni e a ulteriori future irregolarità, questo no.

Questo modo di procedere ha tradito e continua a tradire gli obiettivi della legge sull’edilizia economica e popolare. Incentiva la realizzazione di nuove inutili costruzioni su terreni che invece potrebbero essere destinati al miglioramento della qualità dell’abitare e del vivere.

Siamo qui per risolvere i problemi non per crearne di nuovi a scapito del territorio, della giustizia sociale e della cultura della civile convivenza tra i cittadini.

Inutile dire che dopo un acceso dibattito la Maggioranza ha votato contro l’emendamento e si è approvata un provvedimento sbagliato perché iniquo e controproducente. Come al solito.




venerdì 30 aprile 2021

IL PAESE CHE VORREI SI RAFFORZA E CRESCE ANCHE IN CONSIGLIO COMUNALE

Dopo il recente ingresso della consigliera Claudia Calistri, ieri anche il consigliere Francesco Fiorucci ha formalizzato la sua adesione al gruppo consiliare del Paese che Vorrei.


È stata una comunicazione intensa quella con cui il consigliere Fiorucci ha spiegato le ragioni di questa scelta. Ha parlato dell’importanza della collaborazione maturata con il capogruppo e nostro consigliere Lorenzo Casella, del valore della condivisione, della centralità della comunità, di rispetto per l’ambiente e di sviluppo etico e sostenibile.

Ringraziamo quindi Lorenzo Casella per l’impegno con cui sta portando avanti il suo mandato consiliare dentro e fuori dal Consiglio comunale e ringraziamo i tanti militanti, associati e sostenitori del Paese che Vorrei, che con le loro energie contribuiscono a farne crescere l’importanza sociale e politica sul territorio.

Oggi il gruppo consiliare Il Paese che Vorrei è il più consistente organismo di opposizione all'interno del Consiglio comunale e racchiude diverse realtà: Il Paese che Vorrei, Sinistra Democratica e Orizzonti Comuni. Il nostro impegno è, ora più che mai, volto a favorire e incrementare la condivisione di idee e obiettivi tra le persone che si riconoscono nelle rispettive formazioni.

Appena possibile, avremo il piacere di organizzare un incontro aperto per confrontarci e per ragionare insieme, con l’obiettivo di pianificare un percorso comune mirato alla formazione di uno spazio di condivisione sociale e politica più vasto e inclusivo che, dentro e fuori dal Consiglio comunale, possa costituire il punto di riferimento per tutti quei cittadini che credono nella possibilità di progettare e realizzare un futuro migliore per il nostro territorio.




giovedì 22 aprile 2021

22 APRILE, GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA!

Abbiamo il potere di dare forma ad un’Europa verde e sostenibile! Servono 1.000.000 firme entro il 22 luglio 2021. Facciamo la nostra parte!

Una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è molto più di una semplice petizione; è uno strumento di democrazia partecipativa che permette di plasmare l’Europa che si sogna, proponendo modifiche concrete ai trattati. Se l’iniziativa raccoglie 1 milione di firme in un anno, l’ICE viene presentata alla Commissione Europea e discussa al Parlamento europeo.
STOPGLOBALWARMING.EU è un'ICE che mira a indirizzare le politiche dell’Unione verso una produzione più sostenibile ed è stata già approvata in tantissimi comuni italiani e adottata anche dalla Regione Lazio.
Nel nostro comprensorio, Il Paese che Vorrei si è fatto promotore dell’iniziativa avanzata dall’associazione europea EUMANS e il Comune di Allumiere, Cerveteri e Tolfa hanno già aderito. Siamo in attesa che la mozione venga approvata in altri 5 comuni del territorio e che venga calendarizzata la discussione anche a Santa Marinella.
Se non lo hai già fatto firma su: www.stopglobalwarming.eu



GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: MI ILLUMINO DI SPERANZA!

Il Paese che Vorrei è orgoglioso di aver partecipato alla manifestazione nazionale che si è svolta ieri sera. Veniva promossa l’Iniziativa dei Cittadini Europei ( ICE ) Stop Glabal Warming per introdurre una carbontax per combattere il riscaldamento globale e dare ancora una speranza alla nostra amata terra e alle generazioni future.

Abbiamo collaborato a illuminare monumenti meravigliosi. La Mole Antonelliana di Torino, il Castello di Isnello e il palazzo storico del “Granarone” a Cerveteri con il nostro amico Alessio Pascucci.
La petizione è stata già approvata in tantissimi comuni italiani ( Torino, Genova, Milano, Palermo, Firenze, Roma ) e adottata anche dalla Regione Lazio. Tutte hanno pubblicato sul sito istituzionale il logo Stop. Global Warming e il link per firmare subito www.stopglobalwarming.eu.
Nel nostro comprensorio Il Paese che Vorrei si è fatto promotore dell’iniziativa avanzata dall’associazione europea EUMANS. Hanno già aderito il Comune di Allumiere, Cerveteri e Tolfa. Siamo in attesa che la mozione venga approvata in altri 5 comuni del territorio. A Santa Marinella invece l’Amministrazione non ha ancora calendarizzato la discussione ( SIC!)
La Terra ha ancora qualche speranza! La responsabilità di salvare il futuro delle prossime generazioni è nostra!
non perdiamo più tempo! Facciamo il nostro dovere! Per amore della cara, vecchia, amata Terra!





mercoledì 21 aprile 2021

GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA: IL COMPRENSORIO SI ILLUMINA

l Paese che Vorrei continua a promuovere l’Iniziativa STOP GLOBAL WARMING per l’introduzione di una carbon tax. A Cerveteri illuminato il “Granarone” con il logo della proposta!

Per il 22 aprile “Giornata mondiale della Terra” continua l’impegno de Il Paese che Vorrei a favore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) promossa al parlamento dell’Unione dall’associazione EUMANS.

Questa sera, per sensibilizzare la raccolta firme si illumineranno a festa molti monumenti di diverse città italiane. Il Comune di Torino proietterà il logo della campagna Stop Global Warming sulla Mole Antonelliana.

Anche il nostro comprensorio sarà protagonista. Dopo la manifestazione del 12 marzo nella quale abbiamo promosso la mozione Stop Global Warming in 7 comuni del nostro comprensorio, il Comune di Cerveteri ha deciso di illuminare il palazzo storico del “Granarone”, sede della Biblioteca comunale e dell’Aula consigliare. Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri, parteciperà all’evento.

In breve, la proposta chiede di: introdurre un prezzo minimo per le emissioni di anidride carbonica, partendo da €50 per tonnellata; abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE; introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare prezzi più bassi. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso politiche a sostengono del risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi.

Se non lo hai ancora fatto firma la petizione su www.stopglobalwarming.eu.



martedì 13 aprile 2021

LORENZO CASELLA SULL'EMERGENZA ABITATIVA

Le case ci sono eppure alcuni nostri concittadini restano senza un tetto sopra la testa. Se ciascun Ente territoriale facesse la propria parte questo drammatico problema potrebbe essere superato in tempi accettabili. Continueremo a insistere, in tutte le sedi opportune.

E' possibile seguire l'intervista a questo link: https://www.facebook.com/talkcity.canaleTVsocial/videos/420894075949652

striscione basta persone senza casa basta case senza persone



lunedì 22 marzo 2021

LA CICOGNA VERDE ARRIVA FINALMENTE A SANTA MARINELLA!

Contenti della piantumazione di un albero per ogni nuovo nato attendiamo la realizzazione delle altre iniziative presenti nella mozione promossa dal Paese che Vorrei sette anni fa

L’Amministrazione ha deciso di piantare un albero per ogni nuovo nato nel 2020: centoundici bambini, centoundici nuovi alberi o arbusti. Evviva, era ora, nessuno può esserne più lieto di noi!

Lo fa aderendo a una “giornata nazionale della gentilezza ai nuovi nati”, lanciata dall’associazione piemontese “Cor et Amor”.  E lo fa “adottando” un pezzettino di una mozione promossa da Il Paese Che Vorrei nel 2014, votata all’unanimità dal Consiglio comunale e ignorata fino ad oggi.

Tale mozione, a tutela del verde e nel rispetto della legge n.10 del 14 gennaio 2013 prevedeva di piantare un albero per ogni neonato o bimbo adottato; festeggiare la Giornata Nazionale degli Alberi e promuovere ogni iniziativa volta a stimolare comportamenti ecosostenibili; redigere un Bilancio degli Alberi affinché il Sindaco renda conto ai cittadini dello stato del patrimonio verde al termine del mandato; incrementare le aree verdi; adottare misure per la formazione del personale preposto a vigilare e manutenere il patrimonio verde. E ogni anno, il 21 Novembre, Il Paese che vorrei ha piantato un albero per ricordare alle Amministrazioni che si sono succedute gli impegni presi e mai realizzati.

Siamo contenti quindi che l’Amministrazione abbia deciso di muoversi anche se, ad ora, l’operazione ci risulta dissociata dal concetto di tutela, sostenibilità ambientale e lotta al riscaldamento globale attraverso l’incremento del patrimonio verde, obiettivo della normativa e della mozione a suo tempo approvata.

E poi, che alberi sono e in quali luoghi della città sono stati o saranno messi? Sarebbe bello saperlo. Ci auspichiamo comunque che la piantumazione sia stata pianificata nella scelta delle specie e del luogo e nell’ideazione di un piano di manutenzione, necessario affinché i nuovi alberi non siano abbandonati a se stessi. 

La riqualificazione del verde, sempre più sofferente e residuale nella nostra città, è invece essenziale per migliorare la qualità dei luoghi e qualificare la nostra attrattiva turistica, a beneficio anche dei residenti e di tutte le attività economiche, e deve essere utilizzata come veicolo per diffondere una sana cultura ambientale fra i cittadini.

Speriamo che non si tratti di un’iniziativa meramente propagandistica ma che sia seguita piuttosto da azioni tangibili di tutela e riqualificazione del verde e dell’ambiente.

Intanto, se dopo sette anni di insistenza, alcuni alberi sono stati piantati è una buona notizia. Il nostro obiettivo resta quello di perseverare fino a quando tutti i punti indicati nella mozione non saranno realizzati.

cicogna in volo poerta un albero
Immagine dell'iniziativa di piantumazione di una quercia in via Aurelia all'ingresso della
sede comunale per sollecitare un'azione da parte dell'amministrazione (novembre 2016)
 





foto piantumazione via aurelia fronte agenzia immobiliare
Piantumazione 2020

foto trasporto alberi a via aurelia fronte negozio estyle
Piantumazione 2019

foto piantumazione al bar dei pini
Piantumazione 2018

foto piantumazione via aurelia fronte ex sede comunale
Piantumazione 2016

martedì 16 marzo 2021

REFERENDUM SUI BENI COMUNI: RACCOLTE LE FIRME NECESSARIE

 

 I cittadini di Santa Marinella rivendicano il proprio ruolo nelle scelte della comunità

Il Comitato Santa Marinella per il bene Comune ha raccolto e consegnato un numero di firme ampiamente superiore a quello richiesto per promuovere i referendum. I cittadini di Santa Marinella avranno quindi l’occasione di esprimersi in merito alla tutela del patrimonio pubblico e alla gestione di alcuni importanti beni comuni: cimitero, farmacia comunale, parcheggi a pagamento, stabilimento Perla del Tirreno e progetto relativo all’area “ex fungo”. È un risultato storico perché per la prima volta sarà possibile esprimersi su scelte che condizioneranno il presente e il futuro del nostro territorio.

Invece di accogliere con interesse questa iniziativa di consultazione democratica, il Sindaco stizzito, ripete che i cittadini, votandolo, hanno già avallato la cessione della gestione di questi beni comuni in mano a privati. Ma questo non è vero: in nessun punto del suo programma elettorale si parla di project financing, finanza di progetto o partenariato pubblico privato. Si parla invece di progetti da attuare attraverso il reperimento di fondi regionali o europei, cosa ben diversa.  Verificate voi stessi.

Dimentica inoltre di essere stato eletto con circa 3.500 voti. Una minoranza assoluta che dovrebbe suggerire maggior cautela nel prendere decisioni che avranno un impatto sul territorio ben oltre il termine del suo mandato.

E invece, dopo aver tentato di boicottare l’istituzione dei referendum rallentando con ogni mezzo la discussione della mozione e il regolamento promossi dal “Paese che Vorrei” in Consiglio comunale, adesso lamenta la mancanza di tempestività nella raccolta di firme! Ma la prima presentazione della mozione risale al 4 novembre 2018, strumentalmente tardiva è stata la sua approvazione.

Ricordiamo anche l’assoluta irresponsabilità dell’Amministrazione nel negare al Comitato una sospensione dei termini per evitare rischi nelle fasi più critiche della pandemia o le allusioni fatte in merito a presunte "anomalie" nella raccolta delle firme. Raccogliento oltre 1500 firme qualche errore è inevitabile, chiamarle anomalie è voler gettare fango e discredito sull'impegno di tanti cittadini e cittadine. 

Dispiace che l’Amministrazione non abbia colto la portata dell’iniziativa ma ogni ostacolo superato (e speriamo finiscano qui!) rende il risultato ancora più apprezzabile.

Il dibattito pubblico che accompagnerà la campagna referendaria costituirà un’occasione preziosa per la crescita sociale e culturale della nostra città. Aiuterà tutti a capire che la conoscenza dei temi e il ruolo attivo dei cittadini nella vita politica e sociale sono determinanti per il nostro futuro. Indipendentemente dall’esito della consultazione, sarà l’opportunità per riunire una collettività nauseata dalle scelte gestite e calate dall’alto da un potere troppo spesso attento al tornaconto di pochi a scapito dei reali interessi della collettività. 

Probabilmente è proprio questa presa di coscienza che l’Amministrazione ha tentato di evitare invano. Grazie quindi a tutti coloro che con il proprio impegno, hanno reso possibile questo risultato.




INCONTRO CON IL NEO ASSESORE D’EMILIO SULL’EMERGENZA ABITATIVA

Pubblichiamo il report dell'incontro sintetizzato in un comunicato congiunto Prc Santa Marinella e il Paese che Vorrei

 

Il 12 marzo il Comitato per l’emergenza abitativa di S. Marinella ha incontrato il neo assessore ai Servizi Sociali Pierluigi D’Emilio, per conoscere cosa il Comune stia concretamente facendo per le 88 famiglie in graduatoria, ancora in attesa di risposta.

Si evince che il Comune sembra aver accolto la soluzione che il Comitato e il “Paese che Vorrei” propongono da sempre per le case popolari: riqualificare di immobili in stato di completo degrado anziché procedere con nuove costruzioni e consumo di suolo; sono stati i Consiglieri Casella e Fiorucci a prendere i contatti con il proprietario dell’ex hotel Majorca.

D’Emilio ha esordito informando che mercoledì 17 marzo avrà luogo un incontro, già rimandato causa COVID, tra ATER, Regione Lazio e Comune di S. Marinella, dove il Comune cercherà di convincere ATER a riqualificare l’ex Albergo “Majorca”.

Il progetto di riqualificazione prevede 25 appartamenti di ca. 50 mq ciascuno per l’edilizia popolare, destinati a famiglie con un ISEE molto basso. Visto l’ingente investimento necessario, ATER dovrebbe poter utilizzare i crediti per la rigenerazione urbana ed un finanziamento accordato dalla Regione Lazio, anche solo come delibera di impegno di spesa.

Ci sono inoltre altri 5 appartamenti in zona stazione di S. Severa, di proprietà del Demanio, da poter destinare all’edilizia popolare.  In questo modo le ca. 30 domande di casa popolare potrebbero essere soddisfatte.

Rispetto all’edilizia agevolata e convenzionata, c’è il progetto, già approvato dalla Giunta, in zona 167 a S. Severa a cui potrebbe aggiungersi l’ex Hotel Miramare (stazione ferroviaria S. Marinella) che potrebbe essere acquisito da ATER. In questo modo la graduatoria potrebbe esaurirsi rendendo inutile la costruzione, in via delle Colonie, di ben 12 palazzine, di cui due da destinare ed edilizia popolare. L’assessore D’Emilio ha affermato tale soluzione risulta di scarsissima fattibilità in quanto sull’area gravano numerosissimi vincoli.

D’Emilo assicura che i nuovi appartamenti di edilizia agevolata a S. Severa, già deliberati dalla Giunta, saranno destinati a chi è in graduatoria e non ad altri, come è accaduto per la zona 167 già edificata. Le irregolarità avvenute con la giunta Bacheca non si verificheranno. Non si capisce, a questo punto, come mai il sindaco Tidei abbia riconfermato ad Angelo Grimaldi la stessa delega alla casa ed all’edilizia popolare conferitagli da Bacheca.

L’assessore ha assicurato che la graduatoria, dopo qualche inconveniente, è ora in ordine e sarà regolarmente aggiornata ogni 6 mesi. L’assessore è stato invitato inoltre ad interessarsi alla Mozione presentata dell’Unione Inquilini di Civitavecchia, protocollata l’8 febbraio e resa pubblica dalla stampa, con la quale si invitata il Comune ad organizzare con le parti sociali un tavolo sullo sblocco degli sfratti, previsto per giugno, e a chiedere al Governo che parte dei fondi del Recovery Fund siano destinati all’edilizia di recupero per rispondere alla grande emergenza abitativa nazionale.

Nell’auspicio che il Comune si impegni concretamente nella giusta direzione indicata dal Comitato, continueremo a monitorare la situazione.

 



 

venerdì 12 marzo 2021

IL RISCALDAMENTO GLOBALE NUOCE GRAVEMENTE ALLA NOSTRA VITA!

Il comprensorio promuove una Iniziativa dei Cittadini Europei

Venerdì 12 marzo alle ore 17:00 si è svolto l’incontro online “Il riscaldamento globale nuoce gravemente alla nostra vita! Fermiamolo, firmiamo.”

Continua la collaborazione de Il Paese che Vorrei con EUMANS e il positivo dialogo con le altre realtà comunali affinché il tutto il comprensorio possa diffondere e promuovere la sottoscrizione alla “Iniziativa dei Cittadini Europei” (analogo UE di una legge di iniziativa popolare) STOPGLOBALWARMING.EU che mira a chiedere alla Commissione Europea di proporre una normativa che scoraggi il consumo di combustibili fossili e incoraggi il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, per combattere il riscaldamento globale e limitare l’aumento della temperatura.

Hanno partecipato all’incontro Lorenzo Mineo e Marco Cappato per l’Associazione Eumans! – Cittadini per la Democrazia e la Sostenibilità, il Delegato all’Ambiente Carlo Camilletti per Allumiere, il Sindaco Alessio Pascucci per Cerveteri, il Consigliere Patrizio Scilipoti per Civitavecchia, il Consigliere Angelo Petrillo per Fiumicino, Alessandro Putero - Italia in Comune per Ladispoli, il Consigliere Lorenzo Casella per Santa Marinella, la Consigliera Sharon Carminelli per Tolfa e Désireé De Bakker per l’associazione Nature Education.

Più nel dettaglio, gli obiettivi principali della proposta sono: introdurre un prezzo minimo per le emissioni di anidride carbonica, partendo da € 50 per tonnellata di anidride carbonica; abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE; introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di anidride carbonica nel paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso le politiche che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi.

Per chi non avesse potuto seguire la diretta il video è disponibile qui: https://fb.watch/4e0I7OsydI/
Per firmare la petizione europea: www.stopglobalwarming.eu .






giovedì 4 marzo 2021

DIGNITÀ NEL FINE VITA: ANCHE SANTA MARINELLA APPROVA LA MOZIONE

Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità la mozione preparata  dall'Associazione Luca Coscioni, promossa dal Paese che Vorrei e presentata dai Consiglieri Lorenzo Casella e Francesco Fiorucci.





La mozione, già approvata nei comuni di Allumiere, Fiumicino e Tolfa, impegna le Amministrazioni a sollecitare il Parlamento a riavviare il dibattito sulla proposta di legge a iniziativa popolare - sottoscritta da oltre 70.000 persone e presentata sette anni fa - volta a restituire a ogni persona la libertà di scegliere sulla dignità della propria morte, mettendo così fine alla situazione di afasia e di irresponsabilità nei confronti di situazioni drammatiche che coinvolgono centinaia di persone.


Questo atto impegna anche la Giunta Comunale di Santa Marinella a dare vita a una campagna di informazione per spiegare le nuove possibilità che la proposta di legge introdurrebbe e quelle già presenti nella Legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), organizzando una serie di conferenze o incontri, avvalendosi anche delle competenze messe a disposizione dall’Associazione Luca Coscioni e da altre impegnate in questo ambito.


Il tema è importantissimo perché tutti i cittadini devono essere messi nella condizione di decidere responsabilmente anche sulle questioni inerenti le proprie sofferenze e sulla possibilità di porvi fine. Inoltre, il diritto alla pari opportunità di assistenza e trattamento sanitario è uno dei fondamenti della nostra Costituzione e l’assenza di una Legge che disciplini il fine vita comporta un intollerabile disparità di trattamento e libertà di scelta tra persone di diversa classe sociale sia per questioni di possibilità economiche sia per quanto attiene la possibilità di accesso al sostegno e alla guida nel percorso psicologico/terapeutico.


Attualmente infatti, l’assenza di una disciplina produce l’abbandono degli individui più fragili alla sofferenza e frequentemente li costringe a ricorrere a soluzioni, a oggi, illecite che spesso coinvolgono, nel dramma e nell’illegalità della loro attuazione, familiari e volontari.


Inoltre, la mancanza di un protocollo operativo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale abbandona il paziente al suo dolore e gli impedisce di compiere scelte responsabili e consapevoli anche relativamente a un possibile ripensamento sulle iniziali intenzioni, rischiando così un ricorso al suicidio per disperazione.
La mozione nello stesso giorno è stata approvata anche a Cerveteri e il testo dovrebbe essere presto presentato a Bracciano, Civitavecchia e Ladispoli. L’auspicio che il territorio si muovesse coralmente per promuovere un diritto civile e sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema importante come quello del fine vita, è sempre più concreto. Speriamo che anche il Parlamento faccia quanto richiesto.

mercoledì 10 febbraio 2021

CLIMA IN COMUNE

Il Paese che Vorrei protagonista nella manifestazione europea “Clima in comune”, alla quale hanno partecipato molti sindaci amici. Peccato che non sia pervenuto alcun segnale dall’amministrazione di Santa Marinella.

Immagine manifesto Clima Comune, con i loghi Eumans!, Ansa, Assemblea dei sindaci per la lotta al riscaldamento globale con la democrazia partecipativa


Mercoledì 10 febbraio 2021 si è svolta la conferenza on line “Clima in comune”. Idea partita da 27 premi Nobel e rilanciata da diversi sindaci italiani ed europei, che mira a chiedere alla commissione europea di proporre una normativa che scoraggi il consumo di combustibili fossili e incoraggi il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili, per combattere il riscaldamento globale e limiti l’aumento della temperatura.
Gli obiettivi principali della proposta sono: introdurre un prezzo minimo per le emissioni di anidride carbonica, partendo da € 50 per tonnellata di anidride carbonica; abolire l’attuale sistema di quote di emissione gratuite per coloro che inquinano nell’UE; introdurre un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da paesi terzi, in modo da compensare i prezzi più bassi delle emissioni di anidride carbonica nel paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni verranno dirottate verso le politiche che sostengono il risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili e impiegate per ridurre l’imposizione fiscale sui redditi più bassi.

Il Paese che Vorrei è stato parte attiva nell’organizzazione dell’evento, alla quale hanno partecipato tra le altre molte importanti città italiane ed europee: Roma con la sindaca Raggi, Sala di Milano, Nardella di Firenze, Orlando di Palermo, Gori da Bergamo, Monaco di Baviera, Francoforte, Dublino, Varsavia etc etc.
La nostra associazione si è fatta promotrice dell’iniziativa nei comuni del comprensorio. Hanno aderito il Sindaco Alessio Pascucci per Cerveteri, Antonio Pasquini per Allumiere e Monti per Fiumicino. Rammarico per non essere riusciti a coinvolgere l’amministrazione di Santa Marinella.

Per chi non avesse potuto seguire la diretta è possibile rivedere il video qui: https://fb.watch/4e1bcH1Z9Z/

Per firmare la petizione europea: www.stopglobalwarming.eu .




martedì 12 gennaio 2021

PRIMO CITTADINO?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni scaturite dall'ultimo, preoccupante, Consiglio comunale.

Avviando l’iter per l’affidamento del cimitero, sabato la maggioranza ha posto il primo mattoncino del suo devastante disegno di project financing sui pochi beni comuni che ci sono rimasti. Ma c’è un altro aspetto della seduta consiliare che fa indignare.

Il Sindaco ha liquidato con scherno l’azione del Comitato referendario cittadino in difesa dei beni comuni, nel pesante silenzio/assenso della sua maggioranza, palesando come meschinamente confidi nel fatto che la pandemia e il senso di responsabilità civica dei promotori -che li ha portati a sospendere la raccolta delle firme rischiando di pregiudicarne il risultato- lo possa esimere dall’affrontare una consultazione popolare.  

Un Primo Cittadino degno di questo nome, cosa avrebbe fatto? Sorvoliamo sul fatto che forse avrebbe lui stesso avviato una consultazione popolare prima di intraprendere un’azione volta a ipotecare un bene comune molto oltre la scadenza del suo mandato.  Sicuramente, essendo il primo responsabile della salute pubblica, alle avvisaglie di una recrudescenza dell’epidemia avrebbe preso l’iniziativa e convocato il Comitato per concordare un’interruzione dell’attività di raccolta firme a tutela della salute degli attivisti e della cittadinanza, proponendo al contempo una proroga dei termini per compensare l’interruzione forzata dell’attività. Avrebbe cioè ricercato una soluzione che conciliasse il diritto democratico alla consultazione popolare e la salute pubblica.

Così facendo, questo Sindaco ideale avrebbe manifestato la parte nobile del potere che è responsabilità, spirito di servizio e garanzia; arrivando a strumentalizzare a proprio vantaggio una circostanza così drammatica, il nostro Sindaco, invece, ne ha purtroppo mostrato il lato più vile: arroganza, arbitrarietà, opportunismo.

A fronte di questa manifestazione negativa del potere, però, la nostra collettività sta mostrando di avere la forza di reagire. Rappresentano una sana risposta immunitaria sia gli interventi dei Consiglieri d’opposizione sia il dissenso della Consigliera di maggioranza Calistri e del suo gruppo che dimostrano, ancora una volta, come la politica rappresentativa costituisca comunque un argine all’arbitrio di una maggioranza, peraltro relativa. Così come la consistente partecipazione dei cittadini e l’esistenza stessa del Comitato referendario testimoniano la presenza di anticorpi vitali nella nostra collettività. Bene, la strada è lunga, andiamo avanti con convinzione.

Manuela Comito